1999

I MOTIVI

Il 1999 è probabilmente la rappresentazione più lampante di quanto appassionante e terribile possa essere l’automobilismo. Una stagione di furiosa e avvincente battaglia in pista è stata infatti oscurata dalle perdite di Gonzalo Rodriguez a Laguna Seca e Greg Moore a Fontana. Incidenti diversi ma con denominatore comune errori e mancanze organizzative, che hanno quanto meno insegnato qualcosa a un campionato in cui la sicurezza passiva è apparsa talvolta un po’ lasciata, se non al caso, all’improbabilità che certi incidenti potessero accadere. Sportivamente il 1999 ha visto un’esaltante battaglia per il titolo tra Franchitti e Montoya. Il colombiano ha fatto irruzione sulla scena della CART mostrando velocità, aggressività, sfrontatezza e capacità di adattamento raramente osservate nella storia della serie. Lo scozzese ha risposto con la classe e la concretezza mostrata nella seconda parte del ’98, portando la lotta per il titolo fino agli ultimi giri dell’appuntamento conclusivo. Con due piloti e due squadre così, la Honda ha facilmente riaffermato il suo strapotere, in una stagione che ha comunque avuto numerosi altri protagonisti, da un ritrovato Tracy al sempre combattivo Andretti, da SuperSub Moreno al duo di giovani arrembanti Kanaan-Castroneves, che hanno contribuito a rendere il ’99 un’annata memorabile, nel bene e nel male.

 

 

TEAM E PILOTI

 

Team Penske

Pilota Al Unser Jr. (USA) Tarso Marques (BRA)
Tarso Marques (BRA) Gonzalo Rodriguez (URG)
Alex Barron (USA)
Vettura #2 Marlboro #3 Marlboro
Telaio Penske PC27B/Lola B99 Penske PC27B/Lola B99
Motore Mercedes Mercedes
Gomme Goodyear Goodyear
Ingegnere Ian Reed
Stratega Roger Penske
Capo meccanico

 

 

Chip Ganassi Racing

Pilota Juan Pablo Montoya (COL) Jimmy Vasser (USA)
Vettura #4 Target #12 Target
Telaio Reynard 99i Reynard 99i
Motore Honda Honda
Gomme Firestone Firestone
Ingegnere Morris Nunn Julian Robertson
Stratega Chip Ganassi Tom Anderson
Capo meccanico Simon Hodgson Grant Weaver/Ricky Davis

 

 

Walker Racing

Pilota Gil De Ferran (BRA) Naoki Hattori (JPN)
Memo Gidley (USA)
Vettura #5 Cummins/Valvoline #15 Cummins/Valvoline
Telaio Reynard 99i Reynard 99i
Motore Honda Honda
Gomme Goodyear Goodyear
Ingegnere Bill Pappas
Stratega Derrick Walker  Rob Edwards
Capo meccanico Tim Broyles

 

 

Newman Haas Racing

Pilota Michael Andretti (USA) Christian Fittipaldi (BRA)
Roberto Moreno (BRA)
Vettura #6 Texaco/Havoline #11 Kmart
Telaio Swift 010.c Swift 010.c
Motore Ford Ford
Gomme Firestone Firestone
Ingegnere Peter Gibbons Todd Bowland
Stratega Ed Nathman
Capo meccanico Don Hoevel

 

 

Team Rahal

Pilota Massimiliano Papis (ITA) Bryan Herta (USA)
Vettura #7 Miller Lite #8 Shell Motor Oil
Telaio Reynard 99i Reynard 99i
Motore Ford Ford
Gomme Firestone Firestone
Ingegnere Tim Reiter Ray Leto
Stratega Tim Cindric Scott Roembke
Capo meccanico Jim Prescott Larry Ellert

 

 

Hogan Racing

Pilota Helio Castroneves (BRA) Luiz Garcia Jr. (BRA)
Vettura #9 #21
Telaio Lola B99/00 Lola B99/00
Motore Mercedes Mercedes
Gomme Firestone Firestone
Ingegnere Casper Van Der Schoot
Stratega Carl Hogan
Capo meccanico

 

 

Team Della Penna

Pilota Richie Hearn (USA)
Vettura #10 Budweiser
Telaio Swift 010.c/Reynard 99i
Motore Toyota
Gomme Firestone
Ingegnere Steve Conover
Stratega John Della Penna
Capo meccanico Les Channen

 

 

Team Bettenhausen

Pilota Pilota:  Shigeaki Hattori (JPN)
Andrea Montermini (ITA)
Gualter Salles (BRA)
Vettura #16
Telaio Reynard 98i
Motore Mercedes
Gomme Firestone
Ingegnere Tom Brown
Stratega Tony Bettenhausen
Capo meccanico Vince Kremer

 

 

PacWest Racing Team

Pilota Mauricio Gugelmin (BRA) Mark Blundell (ENG)
Roberto Moreno (BRA)
Vettura #17 Hollywood #18 Motorola
Telaio Reynard 99i Reynard 99i
Motore Mercedes Mercedes
Gomme Firestone Firestone
Ingegnere Ray McAuley Matt Borland
Stratega
Capo meccanico

 

 

Team Payton/Coyne

Pilota Michel Jourdain Jr. (MEX) Gualter Salles (BRA) Dennis Vitolo (USA)
Dennis Vitolo (USA) Memo Gidley (USA)
Luiz Garcia Jr. (BRA)
Vettura #19 Herdez #34 #71
Telaio Lola B99/00 Reynard 99i Reynard 99i
Motore Ford Ford Ford
Gomme Firestone Firestone Firestone
Ingegnere Dave Morgan
Stratega
Capo meccanico

 

Patrick Racing

Pilota P.J. Jones (USA) Adrian Fernandez (MEX)
Jan Magnussen (DEN) P.J. Jones (USA)
Vettura #20 Visteon #40 Tecate
Telaio Swift 010.c / Reynard 98i Reynard 97i/98i/99i/Swift 010.c
Motore Ford Ford
Gomme Firestone Firestone
Ingegnere Steve Newey John Ward
Stratega Jim McGee
Capo meccanico Don Lambert Mike Sales

 

 

Team Gordon

Pilota Robby Gordon (USA)
Vettura #22 Menard’s
Telaio Reynard 98i/ Swift 010.C / Eagle 997
Motore Toyota
Gomme Firestone
Ingegnere
Stratega
Capo meccanico

 

 

PPI Team Arciero/Wells

Pilota Scott Pruett (USA) Cristiano Da Matta (BRA)
Vettura #24 Pioneer #25 MCI/WorldCom
Telaio Reynard 99i Reynard 99i
Motore Toyota Toyota
Gomme Firestone Firestone
Ingegnere John Dick Iain Watt
Stratega Richard Buck
Capo meccanico

 

 

Team Green

Pilota Paul Tracy (CAN) Dario Franchitti (SCO)
Raul Boesel (BRA)
Vettura #26 Kool #27 Kool
Telaio Reynard 99i Reynard 99i
Motore Honda Honda
Gomme Firestone Firestone
Ingegnere Tony Cicale Don Halliday
Stratega Barry Green Kim Green
Capo meccanico Tony Cotman Kyle Moyer

 

 

Forsythe Racing

Pilota Patrick Carpentier (CAN) Greg Moore (CAN)
Vettura #33 Player’s #99 Player’s
Telaio Reynard 99i Reynard 99i
Motore Mercedes Mercedes
Gomme Firestone Firestone
Ingegnere Lee Dykstra/Micheal Cannon Steve Challis
Stratega
Capo meccanico

 

 

All American Racers

Pilota Alex Barron (USA)
Gualter Salles (BRA)
Raul Boesel (BRA)
Andrea Montermini (ITA)
Vettura #36 Castrol
Telaio Eagle 997
Motore Toyota
Gomme Goodyear
Ingegnere
Stratega
Capo meccanico

 

 

Team Tasman/Forsythe

Pilota Tony Kanaan (BRA)
Vettura #44 McDondald’s
Telaio Reynard 99i
Motore Honda
Gomme Firestone
Ingegnere Diane Holl / Eric Cowdin
Stratega Steve Horne
Capo meccanico Steve Ragan

 

 

CALENDARIO

Gara Data Pista Tipologia
1 21 marzo Homestead Ovale medio – 1.5 miglia
2 10 aprile Motegi Ovale medio -1.5 miglia
3 18 aprile Long Beach Cittadino
4 2 maggio Nazareth Ovale corto
5 15 maggio Rio Ovale medio – 1.87 miglia
6 29 maggio Milwaukee Ovale corto
7 6 giugno Detroit Cittadino
8 20 giugno Portland Stradale permanente
9 27 giugno Cleveland Stradale – aeroporto
10 11 luglio Toronto Cittadino
11 18 luglio Michigan 500 Super speedway
12 25 luglio Chicago Ovale corto
13 8 agosto Mid Ohio Stradale permanente
14 15 agosto Road America Stradale permanente
15 22 agosto Vancouver Cittadino
16 5 settembre Laguna Seca Stradale permanente
17 12 settembre St. Louis Ovale corto
18 26 settembre Houston Cittadino
19 17 ottobre Surfers Paradise Cittadino
20 31 ottobre Fontana Super speedway

 

 

RACCONTO DELLA STAGIONE

L’avvio della stagione ’99 ricalca in parte quanto visto l’anno precedente sull’ovale di Homestead, con Greg Moore ancora in pole e inizialmente in fuga. Questa volta anche la vittoria arride al canadese, che però è costretto ad una tattica alternativa per avere la meglio sui più diretti avversari, Andretti e Franchitti. Proprio lo scozzese appare a lungo il candidato principale al successo, ma un errore strategico lo relega nel gruppo dopo l’ultima sosta, costringendolo ad una bella rimonta nel finale in cui Dario strappa il quarto posto a Vasser e insidia Andretti per il secondo gradino del podio. Un incidente alla prima curva con Hattori costa una brutta frattura alla caviglia ad Al Unser Jr., che salta numerose corse.

Il secondo appuntamento di Motegi vede l’esplosione del rookie Montoya fin dalle prove del giovedì, quando il colombiano è protagonista di un incidente con Michael Andretti e un quasi scontro fisico con Carl Haas. Partito nel gruppo dopo una toccata a muro in qualifica, il campione delle F.3000 da poi spettacolo in gara, risalendo a suon di sorpassi fino al secondo posto, quando una bandiera gialla lo ferma nel bel mezzo di un attacco all’esterno al leader Fernandez. Un errore del muretto costa però un giro a Montoya, lasciando tranquillo il messicano, che conquista il secondo successo consecutivo in Giappone alla guida di un ibrido tecnico, conseguenza dell’abbandono della Swift dopo la brutta prova di Homestead. Fernandez vince infatti su una Reynard con sospensioni ’99, aerodinamica ’98 e telaio ’97, precedendo De Ferran, partito in pole e in testacoda prima della partenza, causa gomme e fredde. Il podio è completato da Fittipaldi, mentre Moore chiude quarto nonostante sia a sua volta vittima di un testacoda nel finale.

Le avvisaglie del Giappone trovano conferma sulle strade di Long Beach, dove Montoya coglie il primo successo della stagione. Partito dalla seconda fila, il colombiano adotta una tattica intelligente, attaccando Herta e Franchitti al momento giusto e mettendo pressione al polesitter Kanaan, che finisce per scivolare sull’asfalto sgretolato del nuovo tratto misto, terminando nelle barriere un fine settimana esaltante. Alle spalle di Montoya, Franchitti precede Herta come 12 mesi prima.

Dopo l’esperimento di St. Louis nel ’98, la CART ripropone a Nazareth le ali da super speedway per gli ovali corti, rendendo le vetture estremamente critiche. Senza riferimenti dal passato Montoya sorprende ancora, conquistando la pole. In gara però il più veloce è Castroneves, già in evidenza a Homestead e Motegi alla guida della rinnovata Lola. Per due volte il brasiliano soffia la prima posizione all’amico colombiano, salvo perderla durante le successive soste. Alla fine la gara di Castroneves finisce tristemente contro il muro, mentre Montoya coglie il secondo successo stagionale davanti a PJ Jones, sopravvissuto ad un testacoda durante uno scontro ravvicinato con il rookie, e Paul Tracy.

Pos. Pilota Punti
1 Juan Pablo Montoya 45
2 Adrian Fernandez 43
3 Greg Moore 40
4 Michael Andretti 40
5 Dario Franchitti 35
6 Christian Fittipaldi 34
7 Gil De Ferran 33
8 Jimmy Vasser 18
9 P.J. Jones 17
10 Paul Tracy 16

L’appuntamento successivo di Rio de Janeiro vive sul lungo duello tra Montoya e Franchitti. Superato alla prima curva il polesitter Fittipaldi, il colombiano comanda la gara per buona parte della distanza, senza che lo scozzese riesca mai a impensierirlo seriamente. I due chiudono nell’ordine, precedendo sul traguardo lo stesso Fittipaldi.

Il duello si ripropone a St. Louis, dove Montoya comanda a lungo insidiato dalle vetture del team Green, fino a quando un deciso attacco di Franchitti non trova collaborazione dal canadese, portando all’ennesimo contatto tra compagni. Per Tracy è il ritiro mentre Franchitti si salva dal muro e prosegue chiudendo buon terzo. Le cose non vanno molto meglio a Montoya, che come a Motegi vede sfumare la vittoria per un errore strategico del team Ganassi. Il vero protagonista della gara è in realtà Castroneves. Subito fuori sequenza per un errore durante il primo turno di soste, nelle ultime fasi il brasiliano si produce in un’esaltante rimonta, sfruttando la grande deportanza generata dal corpo vettura della Lola. Quando la prima vittoria sembra finalmente in vista per il team Hogan, la marcia di Castroneves si blocca però dietro Michael Andretti, che riesce a contentenere il brasiliano fino al traguardo.

La pole di Milwaukee sembrerebbe una buona consolazione, ma le delusioni non sono finite per Castroneves, che è costretto al ritiro mentre comanda la corsa nelle fasi iniziali, lasciando campo libero a un gruppo agguerrito che comprende Vasser, Franchitti, Montoya, Andretti e Tracy. La Swift si dimostra estremamente guidabile sul secolare ovale del Wisconsin, portando in breve al comando Andretti, che è però quasi costretto alle ruotate per avere la meglio su un combattivo Montoya. Quando le cose sembrano mettersi per il meglio però, la corsa del campione 1991 prende una piega quasi tragica durante la prima sosta ai box, quando Andretti ripartendo in anticipo per un’incomprensione, passa letteralmente sopra uno dei suoi meccanici, che fortunatamente se la cava con ferite minori. Per Michael però le speranze di vittoria si concludono qui. La testa della corsa è quindi presa dal duo Vasser-Montoya, ma l’ennesimo incredibile errore di calcolo del team Ganassi beffa entrambi, lasciando strada libera a Tracy, che vince davanti a Moore e De Ferran.

A Portland Montoya strappa l’ennesima pole, ma è Castroneves a condurre il gruppo alla prima curva, dopo un coraggioso sorpasso esterno sul rivale. I due prendono margine fino alla prima sosta, ma il brasiliano è ancora una volta fermato da problemi tecnici. Anche Montoya ha i suoi problemi, quando finisce in testacoda durante una ripartenza, salvo poi riprendersi il comando con uno spettacolare sorpasso su De Ferran nel successivo restart. La corsa si trasforma ben presto in una sfida tattica e mentre Montoya e Franchitti giocano al risparmio per evitare un ultimo splash and go, De Ferran opta per la strategia opposta, andando in testa e spingendo al massimo per costruire un vantaggio tale da rientrare comunque in testa dopo l’ultima sosta. Il finale è privo di bandiere gialle e la sfida è vinta, col brasiliano che riporta al successo la Goodyear, chiudendo un digiuno personale di tre anni, che diventano quattro per il team Walker. Montoya e Franchitti si devono quindi accontentare degli ultimi due gradini del podio.

Pos. Pilota Punti
1 Juan Pablo Montoya 90
2 Dario Franchitti 85
3 Gil De Ferran 71
4 Greg Moore 69
5 Adrian Fernandez 65
6 Michael Andretti 64
7 Christian Fittipaldi 61
8 Paul Tracy 46
9 Max Papis 41
10 Jimmy Vasser 34

Il colombiano è però ancora protagonista a Cleveland, dove finisce contro il muro nelle libere ma conquista comunque la pole position davanti a De Ferran. Il leader della classifica guida le prime fasi, fino a quando un violento acquazzone non porta scompiglio, lanciando davanti il brasiliano e gli eterni duellanti Tracy e Andretti. Finita la pioggia e con l’asfalto che si asciuga però, il colombiano ritorna a dettare il ritmo, superando De Ferran in una ripartenza e riprendendo il largo. L’umido da intanto a Gordon e Unser l’occasione per emergere e conquistare qualche punto. Per Montoya alla fine arriva la quarta vittoria, davanti a De Ferran e Andretti, che ha la meglio su Tracy e Unser per l’ultimo gradino del podio. Un guasto all’acceleratore costa invece subito il ritiro a Franchitti.

Per il secondo anno di fila Andretti stacca la pole position a Road America, condividendo la prima fila con Montoya. La corsa è subito interrotta dalla bandiera rossa per un incidente multiplo innescato da Castroneves, non prima però che Montoya riesca a superare Andretti con un grandioso sorpasso all’esterno. L’americano dovrebbe aver imparato la lezione, ma Montoya si ripete sfrontatamente al secondo via, prendendo subito il largo sullo stesso Andretti, De Ferran e Fittipaldi, mentre Franchitti rimane attardato da un testacoda e si ritira poi per problemi tecnici. Il colombiano domina la corsa, ma incappa in un testacoda quando il cambio comincia a fare le bizze, gestendo poi il comando nonostante Andretti e Fittipaldi riducano via via il loro distacco. Dopo l’ultima sosta il brasiliano riesce finalmente ad avere la meglio sul compagno, guidando l’inseguimento, che va a buon fine quando il cambio abbandona definitivamente Montoya, ancora derubato dalla sorte di una vittoria certa. Per Fittipaldi arriva quindi il primo successo in carriera in una doppietta Newman-Haas, mentre un aggressivo ma falloso Fernandez chiude il podio.

Dopo il motore rotto a Road America, De Ferran riprende il buon momento di forma conquistando la pole nell’appuntamento successivo a Toronto, ma il comando passa subito nelle mani di Franchitti, che non lo mollerà fino alla bandiera a scacchi. Un errore strategico lascia invece attardato il brasiliano, che è poi coinvolto in un incidente nel gruppo. Sorte simile tocca anche a Moore, Andretti e Montoya, che dopo essere partito nelle retrovie si ritira dopo un contatto con Jourdain. Il secondo posto di Tracy suggella la prima doppietta del team Green, mentre Fittipaldi conquista un altro podio terminando al terzo posto davanti a un aggressivo Fernandez, che   chiude  quarto posto dopo essere partito dal fondo

La stagione di Fittipaldi si interrompe però bruscamente a causa di un brutto incidente in un test a St.Louis. Il posto del brasiliano è preso a partire da Detroit da Moreno, che a Michigan chiude il ciclo di gare al team PacWest, dove sostituisce con profitto l’infortunato Blundell, a sua volta infortunatosi in un test a maggio. Il primo super speedway della stagione vive inizialmente sull’ennesimo duello Montoya-Andretti, a lungo insidiati da Franchitti e Tracy, con inserimenti anche di Al Unser Jr. Il controllo della corsa è però preso nella seconda metà gara da Max Papis, che nell’ultima frazione di corsa si avvantaggia su Tony Kanaan, risalito fino al secondo posto dopo aver perso un giro nelle prime fasi. Una vittoria ormai certa sfuma però incredibilmente all’ultima curva per il comasco, rimasto senza telemetria negli ultimi giri e senza metanolo all’ultima curva. A Papis, in lacrime dopo il traguardo, non rimane che accostare la sua Reynard, mentre la corsa si decide in volata tra Kanaan e il rimontante Montoya, con il brasiliano che conquista la prima vittoria in carriera per pochi centesimi. Il podio è completato da Tracy, che risolve a suo favore un lunghissimo confronto con Andretti e Franchitti.

Pos. Pilota Punti
1 Juan Pablo Montoya 129
2 Dario Franchitti 116
3 Michael Andretti 107
4 Christian Fittipaldi 101
5 Adrian Fernandez 95
6 Paul Tracy 90
7 Gil De Ferran 88
8 Greg Moore 81
9 Max Papis 68
10 Tony Kanaan 54

La serie resta in Michigan per l’appuntamento successivo, nelle strade di Detroit, dove Montoya conquista una pole position spettacolare, baciando il muro all’ultima curva. Il colombiano guida la corsa fino al primo turno di soste, quando un’incomprensione via radio lo convince a rimanere in pista durante una neutralizzazione, sfruttata invece dagli avversari per rifornire. La successiva sosta in regime di bandiera verde spedisce il colombiano in mezzo al gruppo, lasciando campo libero a Franchitti, Tracy e Moore. Per Montoya però le cattive notizie non sono finite: dopo un contatto con Moreno infatti, la corsa del colombiano termina per una tamponata di Castroneves in regime di bandiere gialle, incidente scaturito da un errore di comunicazione della direzione gara sulla successiva ripartenza. Il ritiro costa caro al pilota di Chip Ganassi, superato in classifica da Franchitti, al secondo successo stagionale davanti a Tracy e Moore.

Il riscatto di Montoya non tarda però a materializzarsi. Come nel 1998, Franchitti e Herta si spartiscono la prima fila a Mid Ohio, ma questa volta lo scozzese non ha problemi a prendere la testa e comandare le prime fasi davanti a Tracy. Montoya parte a centro gruppo e occupa a lungo l’ottava piazza fino alla prima sosta, in cui si libera del gruppetto che lo precede ritardando più di tutti la fermata ai box. Inizia così la rimonta del colombiano, che in un solo stint mangia a Franchitti e Tracy, alle prese coi doppiati, la bellezza di 16”. Lo scozzese è poi costretto ad anticipare la seconda sosta per una foratura, mentre Tracy se la deve vedere con Montoya, che si prende di forza la testa della corsa con uno spettacolare sorpasso all’esterno. La corsa finisce in quel momento, con Montoya che chiude vincitore davanti a Tracy e un delusissimo Franchitti.

Lo scozzese e il colombiano sono ormai i chiari contendenti per il titolo, come dimostrano le corse successive. A Chicago, nuovo ovale corto di proprietà di Chip Ganassi, i due si danno battaglia, scambiandosi più volte la testa della corsa. Gli unici a poter tenere il passo sono Tracy e Andretti, che però rovinano ancora una volta le rispettive gare con uno scellerato contatto in curva 3, in cui è più il canadese, tanto per cambiare, a non lasciare spazio al rivale. Alla fine è Montoya a precedere Franchitti sul traguardo, anche a causa dell’incomprensibile comportamento di Moreno, che da doppiato separa i due per numerosi giri. Vasser chiude il podio, resistendo all’intensa pressione di Papis, quarto sul traguardo dopo aver conquistato la prima pole nella CART.

A Vancouver Montoya comanda ancora una volta dalla pole, prendendo subito il largo sulle allagate strade canadesi, mentre nel gruppo succede di tutto. Con l’asciugarsi dell’asfalto però il colombiano subisce il ritorno di Tracy, che dopo aver coronato l’inseguimento con un bel sorpasso tra i doppiati, rovina tutto finendo in testacoda e toccando il muro. Il canadese riesce a riprendere al secondo posto, ingaggiando poi un serrato duello con Franchitti, che alla fine ha la meglio. Dopo l’ennesima ripartenza lo scozzese tenta l’assalto alla vetta, ma un’esitazione nell’attacco su Montoya conduce a un contatto con le barriere. Pochi metri più tardi Tracy completa il disastro del team Green, finendo violentemente contro il muro, forse a causa di un danno riportato nel precedente contatto col muro. Il settimo successo stagionale e il contemporaneo passaggio a vuoto di Franchitti consegnano un’importante margine in classifica per il colombiano, che sul traguardo precede un ottimo Carpentier, al primo podio CART, oltre al compagno Jimmy Vasser.

Pos. Pilota Punti
1 Juan Pablo Montoya 194
2 Dario Franchitti 171
3 Michael Andretti 124
4 Paul Tracy 122
5 Christian Fittipaldi 101
6 Greg Moore 97
7 Gil De Ferran 96
8 Adrian Fernandez 95
9 Jimmy Vasser 94
10 Max Papis 91

L’appuntamento successivo a Laguna Seca è funestato dall’incidente di Gonzalo Rodriguez, protagonista nelle libere di un violentissimo impatto con le barriere, che uccide l’uruguaiano sul colpo. Bryan Herta ottiene la terza pole position di fila sul suo tracciato di casa, lasciando sempre a debita distanza gli avversari, capitanati sul traguardo da Moreno. Il brasiliano è abile nell’infilare Papis e Andretti in una ripartenza, contenendo l’italiano fino al traguardo, mentre un contatto con Vasser costa il ritiro all’americano. Montoya porta a casa un insulso piazzamento, ma peggio va a Franchitti, partito a centro gruppo e costretto al ritiro da un contatto con Moore.

Il colombiano potrebbe chiudere il discorso titolo gia a Houston, dove domina dalla pole le prime fasi, mentre Franchitti precipita in fondo al gruppo a causa di un set di gomme difettoso. La sorte decide però di dare un’altra possibilità allo scozzese, con Montoya che esce di scena dopo aver centrato l’auto di Castroneves, fermo contro le barriere all’uscita di una curva a 90°. Mentre Tracy prende il comando della gara controllando Andretti, Franchitti si produce in un’esaltante rimonta, arrivando anche alle ruotate per avere ragione di Christian Fittipaldi. Alla fine lo scozzese chiude secondo in un’altra doppietta del team Green, con Andretti che mette a frutto la sua strategia alternativa chiudendo il podio.

Pos. Pilota Punti
1 Juan Pablo Montoya 200
2 Dario Franchitti 187
3 Paul Tracy 155
4 Michael Andretti 141
5 Max Papis 117
6 Christian Fittipaldi 107
7 Adrian Fernandez 106
8 Gil De Ferran 104
9 Greg Moore 97
10 Jimmy Vasser 94

Dopo aver sprecato il primo match point, le cose in Australia si complicano ulteriormente per Montoya. Franchitti infatti ottiene la pole con ampio margine, comandando la gara con comodità, mentre il colombiano, in difficoltà nelle prove, rimonta lentamente fino alla zona podio, conservando comunque un ampio margine in classifica. La svolta arriva a tre quarti di gara, quando il leader di campionato finisce nelle barriere dopo aver clamorosamente mancato un punto di frenata. I 22 punti frutto di un week end dominato lanciano quindi Franchitti in testa al campionato con 9 punti di vantaggio e una sola corsa da completare. Lo scozzese precede sul traguardo Max Papis, premiato da una strategia alternativa, oltre a un buon Fernandez.

Pos. Pilota Punti
1 Dario Franchitti 209
2 Juan Pablo Montoya 200
3 Paul Tracy 161
4 Michael Andretti 151
5 Max Papis 133
6 Adrian Fernandez 120
7 Christian Fittipaldi 107
8 Gil De Ferran 104
9 Greg Moore 97
10 Jimmy Vasser 94

Il gran finale si tiene per il terzo anno consecutivo sul velocissimo ovale di Fontana, ma alla fine non ci sarà niente da festeggiare. Dopo aver saltato le qualifiche per un incidente in motorino nel venerdì, Greg Moore prende il via dall’ultimo posto, rimontando furiosamente nei primi giri fino al nono passaggio, quando il canadese perde il controllo della vettura e finisce ad altissima velocità nell’infield dell’ovale, colpendo il muro interno con enorme violenza. La corsa va avanti ma le cattive sensazioni di tutti trovano presto conferma, Greg Moore non ce l’ha fatta. Per Dario Franchitti le notizie peggiori arriveranno nel dopo gara, ma anche la corsa non va per il meglio. Per due volte lo scozzese è infatti afflitto da problemi durante i pit stop, che lo relegano ben presto a un giro di distacco dai primi. Montoya può quindi gestire la situazione, anche se un finale giocato sui consumi sembra poter cambiare le carte in tavola. Con una strategia azzardata Fernandez riesce a fare sua la corsa, precedendo Papis e Fittipaldi, mentre Franchitti non va oltre il decimo posto. In una stagione caratterizzata da numerosi errori strategici, questa volta il team Ganassi gestisce la situazione. La quarta piazza è esattamente quanto serve a Montoya per laurearsi campione. Il colombiano chiude infatti a pari punti con Franchitti, ma si aggiudica il titolo per il maggior numero di vittorie, 7-3. Una volta scesi dagli abitacoli però, tutto questo, come detto, avrà poca importanza.

Pos. Pilota Punti
1 Juan Pablo Montoya 212
2 Dario Franchitti 212
3 Paul Tracy 161
4 Michael Andretti 151
5 Max Papis 150
6 Adrian Fernandez 140
7 Christian Fittipaldi 121
8 Gil De Ferran 108
9 Jimmy Vasser 104
10 Greg Moore 97
11 Tony Kanaan 85
12 Bryan Herta 84
13 Patrick Carpentier 61
14 Roberto Moreno 58
15 Helio Castroneves 48
16 Mauricio Gugelmin 44
17 P.J. Jones 38
18 Cristiano Da Matta 32
19 Scott Pruett 28
20 Robby Gordon 27
21 Al Unser Jr. 26
22 Richie Hearn 26
23 Mark Blundell 9
24 Jan Magnussen 8
25 Michel Jourdain Jr. 7
26 Gualter Salles 5
27 Alex Barron 4
28 Tarso Marques 4
29 Memo Gidley 4
30 Dennis Vitolo 2
31 Andrea Montermini 2
32 Raul Boesel 1
33 Gonzalo Rodriguez 1