2000

I MOTIVI

La stagione 2000 passa alla storia come la più equilibrata dal 1995. 11 vincitori diversi testimoniano l’incredibile livello competitivo raggiunto da squadre, motori e telai. Per la prima volta la Toyota, che nell’inverno strappa il team Ganassi alla Honda, appare davvero in grado di rivaleggiare con i connazionali e la Ford, mentre la Mercedes vive un’ultima frustrante stagione nella serie. Dopo le promettenti prestazioni del ’99 anche la Lola si rilancia, conquistandosi la fiducia di Ganassi e Newman Haas grazie a un pacchetto competitivo su ogni tipo di pista. Enormi risorse, nuovi piloti e un pacchetto tecnico finalmente collaudato e vincente segnano anche il ritorno della Penske, che però solo a tratti mostra tutto il suo potenziale, lasciando la lotta al titolo aperta fino all’ultima prova di Fontana.

 

 

TEAM E PILOTI

 

Chip Ganassi Racing

Pilota Juan Pablo Montoya Jimmy Vasser (USA)
Vettura #1 Target #12 Target
Telaio Lola B2K/00 Lola B2K/00
Motore Toyota Toyota
Ingegnere Bill Pappas Julian Robertson
Stratega Chip Ganassi Tom Anderson
Capo meccanico Steve Gough Gary Neal

champcar.com; Peter Burke

speedsport-magazine.com

 

 

 

Team Penske

Pilota Gil De Ferran (BRA) Helio Castroneves (BRA)
Vettura #2 Marlboro #3 Marlboro
Telaio Reynard 2Ki Reynard 2Ki
Motore Honda Honda
Ingegnere Tom German Andy Borme
Stratega Roger Penske Tim Cindric
Capo meccanico Matt Jonsson Rick Rinaman

500legends.com
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champcar.com; Peter Burke, 2000
champcar.com; Peter Burke, 2000

 

 

Walker Racing

Pilota Shinji Nakano (JPN)
Bryan Herta (USA)
Vettura #5 Avex/Alpine
Telaio Reynard 2Ki
Motore Honda
Ingegnere
Stratega Derrick Walker
Capo meccanico Tim Broyles

speedsport-magazine.com
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Newman Haas Racing

Pilota Michael Andretti (USA) Christian Fittipaldi (BRA)
Vettura #6 Texaco/Havoline #11 Texaco/Havoline
Telaio Lola B2K/00 Lola B2K/00
Motore Ford Ford
Ingegnere Peter Gibbons Todd Bowland
Stratega
Capo meccanico Don Hoevel

champcar.com; Peter Burke
champcar.com; Peter Burke

speedsport-magazine.com
speedsport-magazine.com; Peter Burke

 

 

Team Rahal

Pilota Massimiliano Papis (ITA)  Kenny Brack (SWE)
Vettura #7 Miller Lite #8 Shell Motor Oil
Telaio Reynard 2Ki Reynard 2Ki
Motore Ford Ford
Ingegnere Tim Reiter Don Halliday
Stratega Tim Cindric Scott Roembke
Capo meccanico Jim Prescott Larry Ellert

maxpapis.com

autoracing1.com

 

 

 

Team Della Penna

Pilota Norberto Fontana (ARG)
Memo Gidley (USA)
Jason Bright (AUS)
Vettura #10 Budweiser
Telaio Reynard 2Ki
Motore Toyota
Ingegnere Diane Holl
Stratega John Della Penna
Capo meccanico

crash.net
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Team Bettenhausen

Pilota Michel Jourdain Jr.
Vettura #16 Herdez
Telaio Lola B2K/00
Motore Mercedes
Ingegnere Tom Brown
Stratega
Capo meccanico

champcar.com; Peter Burke
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PacWest Racing Team

Pilota Mauricio Gugelmin (BRA) Mark Blundell (ENG)
Vettura #17 Hollywood #18 Motorola
Telaio Reynard 2Ki Reynard 2Ki
Motore Mercedes Mercedes
Ingegnere Steve Clarke Guillaume Rocquelin
Stratega John Anderson Russell Cameron
Capo meccanico

speedsport-magazine.com
speedsport-magazine.com, Peter Burke

champcar.com
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Dale Coyne Racing

Pilota Takuya Kurosawa (JPN) Tarso Marques (BRA)
Alex Barron (USA) Gualter Salles (BRA)
Gualter Salles (BRA)
Vettura #19 MTCI #34
Telaio Lola B2K/00 Lola B2K/Swift 010.c
Motore Ford Ford
Ingegnere
Stratega
Capo meccanico

speedsport-magazine.com, Peter Burke
speedsport-magazine.com, Peter Burke

f1fanatic.co.uk
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Patrick Racing

Pilota Roberto Moreno Adrian Fernandez (MEX)
Vettura #20 Visteon #40 Tecate/Quaker State
Telaio Reynard 2Ki Reynard 2Ki
Motore Ford Ford
Ingegnere Ed Nathman John Ward
Stratega Jim McGee
Capo meccanico Mike Sales Don Lambert

speedsport-magazine.com

autoracing1.com

 

 

Arciero Racing

Pilota Luiz Garcia Jr. (BRA)
Vettura #25 Hollywood
Telaio Reynard 2Ki
Motore Mercedes
Ingegnere
Stratega
Capo meccanico

champcar.com; Peter Burke
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Team Green

Pilota Paul Tracy (CAN) Dario Franchitti (SCO)
Vettura #26 Kool #27 Kool
Telaio Reynard 2Ki Reynard 2Ki
Motore Honda Honda
Ingegnere Tony Cicale Steve Challis
Stratega Barry Green Kim Green
Capo meccanico Tony Cotman Kyle Moyer

autoracing1.com

champcar.com; Peter Burke
champcar.com; Peter Burke

Una stagione agrodolce per il team Green, ancora rassegnato al ruolo di top team senza corona. Il brutto incidente nei test invernali a Homestead ha di fatto tolto dai giochi Franchitti prima di aver fatto anche un solo giro di gara. Lo scozzese non si è mai del tutto ripreso, alternando notevoli prestazioni velocistiche a qualche errore che non dovrebbe far parte del suo repertorio. Un po’ di sfortuna ha fatto il resto, relegandolo al ruolo di spalla. Il peso del team è quindi gravato su Tracy, confermatosi sui livelli visti nel ’99. Sempre incostante in qualifica, il canadese ha come sempre dato il suo meglio in corsa, mettendo a segno alcune vittorie insperate e spettacolari. Seppur in misura minore rispetto alle passate stagioni, non sono però mancati errori e ingenuità, che sommate a qualche problema tecnico di troppo non hanno permesso a “the thrill from West Hill” di giocarsi il titolo fino in fondo con De Ferran.

 

 

 

Forsythe Racing

Pilota Patrick Carpentier (CAN) Alexandre Tagliani (CAN)
Memo Gidley (USA)
Vettura #32 Player’s #33 Player’s
Telaio Reynard 2Ki Reynard 2Ki
Motore Ford Ford
Ingegnere Micheal Cannon
Stratega
Capo meccanico

champcar.com; Peter Burke
champcar.com; Peter Burke

champcar.com; Peter Burke
champcar.com; Peter Burke

 

 

Mo Nunn Racing

Pilota Tony Kanaan (BRA)
Bryan Herta (USA)
Vettura #55 Hollywood
Telaio Reynard 2Ki
Motore Mercedes
Ingegnere Steve Newey
Stratega Morris Nunn / Brad Filbey
Capo meccanico

autoracing1
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PPI Team Wells

Pilota Cristiano Da Matta (BRA) Oriol Servia (SPA)
Vettura #96 Pioneer/Worldcom #97 Telefonica
Telaio Reynard 2Ki Reynard 2Ki
Motore Toyota Toyota
Ingegnere Iain Watt John Dick
Stratega Richard Buck
Capo meccanico

motorsportretro.com

crash.net
crash.net

 

Tutti gommati Firestone.

 

 

CALENDARIO

Gara Data Pista Tipologia
1 26 marzo Homestead Ovale medio – 1.5 miglia
2 9 aprile* Nazareth Ovale corto
3 16 aprile Long Beach Cittadino
4 30 aprile Rio Ovale medio –
5 13 maggio Motegi Ovale medio -1.5 miglia
6 4 giugno Milwaukee Ovale corto
7 18 giugno Detroit Cittadino
8 25 giugno Portland Stradale permanente
9 2 luglio Cleveland Stradale – aeroporto
10 16 luglio Toronto Cittadino
11 23 luglio Michigan 500 Super speedway
12 30 luglio Chicago Ovale corto
13 13 agosto Mid Ohio Stradale permanente
14 20 agosto Road America Stradale permanente
15 3 settembre Vancouver Cittadino
16 10 settembre Laguna Seca Stradale permanente
17 17 settembre St. Louis Ovale corto
18 1 ottobre Houston Cittadino
19 15 ottobre Surfers Paradise Cittadino
20 29 ottobre Fontana Super speedway
* gara rinviata al 27 maggio causa neve

 

 

 

RACCONTO DELLA STAGIONE

La prima fila di Homestead propone subito uno degli attesi duelli della stagione, con De Ferran a guidare la carica del team Penske davanti a Montoya. Il campione 1999 prende subito il comando delle operazioni, ma la gloria dura poco. Montoya infatti si aggiunge a una lunga lista di ritiri avviata da Castroneves e che più tardi includerà, tra gli altri, Andretti, Fernandez e Brack, alternatisi in testa dopo la dipartita del colombiano. Mentre De Ferran rimane attardato da un errore strategico e il rookie Tagliani rovina una grande prova superando la pace car, Tracy si ritrova al comando dopo essere partito dalla 17° piazza. Il canadese conduce fin quasi alla bandiera a scacchi, ma in un finale reso concitato dal traffico è beffato da Papis e Moreno. Per l’italiano è il primo successo in carriera, reso speciale dalla dedica a Greg Moore.

Dopo il rinvio della corsa di Nazareth a causa di una violenta nevicata, il secondo appuntamento della stagione diventa Long Beach, dove De Ferran ripete la prestazione di Homestead, conquistando la pole davanti a Vasser. Il brasiliano prende subito un certo margine sugli inseguitori, inizialmente capitanati dal campione ’96, mentre dal gruppo emerge Moreno, che a suon di sorpassi si candida come il principale sfidante del connazionale. Dopo aver visto Fernandez,  Montoya e l’ottimo Gidley, sostituto dell’infortunato Carpentier, costretti al ritiro da problemi tecnici, anche la corsa del pilota del team Patrick è però compromessa dalla perdita della seconda marcia, che lo rallenta dopo una ripartenza in cui lo stesso De Ferran perde terreno per evitare il connazionale. La testa della corsa passa quindi a Tracy, partito nuovamente dalle retrovie, che su una strategia alternativa prende margine nel finale su Castroneves, andando a vincere. Il brasiliano, in crisi coi consumi, sul traguardo precede per un soffio Vasser e Tagliani, mentre Herta chiude quinto la sua prova da sostituto di Nakano, infortunato in un test.

Rio ospita il terzo appuntamento della stagione, con una corsa che vive sulle disavventure del rookie Tagliani. Partito in pole, il canadese comanda le operazioni per buona parte della distanza di gara, insidiato inizialmente da Montoya, fino a quando l’ennesimo guasto non pone fine alla corsa del colombiano. Per Tagliani le cose si mettono ancora meglio quando il terzo incomodo Brack, fino a quel momento velocissimo, rovina la sua gara facendo spegnere il motore durante una sosta. Dopo l’ennesima ripartenza, quando Fernandez e Vasser non sembrano nelle condizioni di poter tentare un attacco, Tagliani getta però tutto al vento andando in testacoda da solo e causando un incidente multiplo. Finito in fondo al gruppo, il canadese poi si ripete nel successivo restart, causando un’altra neutralizzazione che consegna la vittoria a Fernandez davanti a Vasser e Tracy.

A Motegi Montoya conquista la seconda pole stagionale dopo Nazareth, comandando con autorità le prime fasi su Vasser. L’americano è però costretto ad abbandonare la compagnia a metà gara da problemi tecnici e anche Montoya ha i suoi grattacapi, quando un cavo del turbo si disconnette durante una sosta, costando al colombiano una sosta supplementare e la testa della corsa. Alla fine Montoya sarà solo settimo, mentre dei suoi contrattempi approfitta Andretti, che eredita il comando controllando gli attacchi di un ritrovato Franchitti, bravo poi a contenere Moreno fino al traguardo.

Pos. Pilota Punti
1 Paul Tracy 56
2 Jimmy Vasser 42
3 Roberto Moreno 42
4 Max Papis 25
5 Cristiano da Matta 25
6 Adrian Fernandez 23
7 Gil de Ferran 22
8 Michael Andretti 20
9 Dario Franchitti 20
10 Alex Tagliani (R) 18

La corsa di Nazareth viene recuperata a maggio, proprio il giorno prima che il poleman Montoya vada a stravincere la Indy 500. In Pennsylvania il colombiano replica quanto fatto vedere a Homestead e Motegi, dominando le prime fasi fino a quando una sosta lenta non lo spedisce in mezzo al gruppo. Le successive ripartenze, dovute ai numerosi incidenti che coinvolgono Jourdain, Moreno, Blundell e Castroneves, permettono a Montoya di recuperare numerose posizioni con manovre spettacolari, ma il colombiano deve comunque accontentarsi del quarto posto dietro a Brack, l’ottimo Gugelmin e il vincitore De Ferran, che regala a Roger Penske la  100° vittoria, la prima da St. Louis ’97.

Milwaukee vede ancora una volta Montoya partire dalla pole. Questa volta però tutto fila liscio per il colombiano, che domina in lungo e in largo e non ha problemi a riprendersi la testa della corsa quando Andretti gli finisce davanti dopo un turno di soste. Il successo del colombiano è anche il primo nella categoria per la Toyota dopo 5 anni di sofferenza. Andretti chiude con un solido secondo posto precedendo un buon Carpentier.

Dopo Indy e Milwaukee, Montoya vorrebbe estendere la striscia di vittorie a Detroit, dove parte dalla pole, ma dopo aver dominato per metà gara, il colombiano manca un’altro successo certo per un problema al cambio. Il suo ritiro lascia strada libera a Castroneves, che superando Franchitti ai box prende il comando per non lasciarlo fino alla bandiera a scacchi. Alle sue spalle problemi tecnici frenano poi lo scozzese, mentre un’incomprensione nel doppiaggio di Blundell elimina in un sol colpo Fittipaldi e De Ferran. Alla fine Castroneves trionfa, arrampicandosi sulle reti per la prima volta davanti a Papis e il rookie Servia, che regala il primo podio a Cal Wells.

La tappa successiva si tiene a Portland, dove Castroneves punta ad allungare il momento positivo, precedendo De Ferran in una prima fila Penske. In gara i due controllano la situazione, dovendosi guardare nel finale dal ritorno di Moreno, che su una strategia aggressiva tiene il fiato sul collo di De Ferran fino al traguardo. Castroneves, relegato al terzo posto dopo l’ultima sosta, rimane invece a secco sul traguardo, chiudendo settimo. De Ferran diventa il primo pluri vincitore della stagione, precedendo sul traguardo Moreno e un aggressivo Christian Fittipaldi, emerso da una lunga battaglia in mezzo al gruppo.

Pos. Pilota Punti
1 Roberto Moreno 68
2 Gil De Ferran 67
3 Paul Tracy 59
4 Michael Andretti 56
5 Jimmy Vasser 54
6 Max Papis 47
7 Kenny Brack 47
8 Juan Pablo Montoya 46
9 Helio Castroneves 44
10 Dario Franchitti 44

L’appuntamento con la vittoria è rimandato di una settimana per Moreno, che a Cleveland centra la pole position davanti a Gugelmin e domina la corsa dopo aver preso il comando alla solita, caotica, prima curva. La fasi iniziali della gara vedono la rimonta dal fondo di Montoya e Franchitti, che si riportano nel gruppo di testa dopo i guai al primo giro. Mentre la corsa del colombiano è rovinata da un errore strategico che lo relega al settimo posto, Franchitti risale con i denti fino al secondo posto, prima che un inconveniente tecnico lo rimandi nelle retrovie. Per Moreno arriva quindi il primo successo in carriera davanti ai positivi Brack e Da Matta, con Andretti più staccato.

Dopo Cleveland, anche Toronto vede una prima fila tutta brasiliana, con Castroneves a precedere un sempre più convincente Da Matta. La gara è subito condizionata dalla confusione del primo giro, con Castroneves che cede in curva  3 la testa a Da Matta e Franchitti che centra l’incolpevole Montoya. Per entrambi è il ritiro. Da Matta comanda a lungo la corsa, sfruttando anche il ritiro di Castroneves, ma dopo l’ultima sosta il brasiliano si ritrova solo quarto, superato da Fernandez, Andretti e Tracy. Fermatosi un giro prima del messicano, Andretti non ha problemi a sfruttare le gomme in temperatura per sopravanzare il rivale e prendere la testa della corsa, che non molla fino al traguardo, centrando il sesto successo in carriera a Toronto.  Fernandez porta comunque a casa un secondo posto buono per la classifica davanti a  Tracy, autore di una bella rimonta dopo essere partito ancora una volta dalle retrovie.

Michigan segna come sempre un ideale giro di boa della stagione. La 500 miglia si apre subito con un ventaglio di sei macchine sotto la bandiera verde a lasciar presagire i probabili sviluppi della corsa. Il gruppo di testa vede infatti numerose vetture alternarsi continuamente al comando, perdendo per incidente protagonisti come Brack, Tagliani e Fittipaldi, che dopo aver mandato a muro lo svedese rischia grosso girandosi in mezzo al gruppo nel rettilineo opposto ai box. La gara si risolve nelle ultime battute in un duello ruota a ruota tra Andretti e Montoya, gli unici che riescono a prendere vantaggio sul gruppo. Sul rettilineo d’arrivo il colombiano ha la meglio, sfruttando la scia del doppiato Marques e resistendo alle intimidazione del rivale, che in tutti i modi cerca di cogliere un po’ di scia della Swift. I due precedono Franchitti, Carpentier e Castroneves, in testa più a lungo di tutti ma non abile come Montoya nel risalire il gruppo nella fase decisiva.

Da un super speedway a un ovale corto nel giro di una settimana, quando la CART fa tappa a Chicago, dove Montoya precede Castroneves in qualifica per pochi millesimi. Il brasiliano è una delle prime illustri vittime di problemi tecnici, preceduto da Papis, che si ferma addirittura nel giro di ricognizione. Mentre le vetture del team Green si eliminano a vicenda per l’ennesima volta, Montoya comanda le prime fasi, ingaggiando a metà gara un altro duello con Andretti con vari scambi di posizione nel traffico. L’ennesimo ritiro del colombiano spalanca però poi le porte a Cristiano Da Matta, che emerge in testa dall’ultimo turno di soste e nei giri conclusivi controlla la rimonta di Andretti, bloccato tra i doppiati. Per il team di Cal Wells è la prima vittoria dopo cinque anni di tentativi col motore Toyota. Per Andretti invece arriva un altro importante piazzamento davanti a De Ferran, mai in lotta per la vittoria ma sempre concreto.

Pos. Pilota Punti
1 Michael Andretti 120
2 Roberto Moreno 98
3 Gil De Ferran 89
4 Cristiano da Matta 82
5 Paul Tracy 80
6 Adrian Fernandez 79
7 Kenny Brack 78
8 Juan Pablo Montoya 77
9 Jimmy Vasser 68
10 Patrick Carpentier 65

Mid Ohio segna la riscossa delle Penske, che conquistano la prima fila con De Ferran a precedere Castroneves. Dopo la prima sosta l’ordine tra i due si inverte e alla fine è Helio a precedere Gil nella prima doppietta stagionale. Al terzo posto chiude Fittipaldi, finalmente protagonista di una prova pulita e priva di contrattempi, che emerge vittorioso da una lunga battaglia con Papis e Brack. Non è una buona corsa per gli altri pretendenti al titolo: Andretti chiude solo 8° una prova incolore, Moreno è solo 11° mentre Tracy si ritira dopo un contatto con Tagliani.

Road America vede il ritorno alla carica di Franchitti, che conquista la pole davanti a Brack con il nuovo record della pista. Alla prima curva però è un aggressivissimo Tagliani a prendere il comando dalla seconda fila, mentre è disastro per la Penske, con Castroneves fuori pista e De Ferran fermo col cambio fuori uso. Dopo delle prove difficili, la gara vede un rivitalizzato Montoya, che dopo aver passato in pista Fittipaldi e Andretti, prende la testa della corsa superando Tagliani dopo la prima sosta. Il colombiano comanda le operazioni a lungo, ma come nel ’99 è il cambio a estrometterlo dalla corsa. Stessa sorte tocca a Fittipaldi, Andretti, Franchitti e un delusissimo Tagliani, che lascia la compagnia con la vittoria ormai in vista. Alla fine il successo arride incredibilmente a Tracy, attardato al primo giro da un problema elettrico e risalito fino al vertice di una corsa priva di bandiere gialle a suon di sorpassi. Il canadese precede sul traguardo Fernandez e Brack.

Il buon momento del team Green si conferma a Vancouver, dove Franchitti coglie un’altra pole position davanti a Tracy e le Penske. Lo scozzese al via comanda le operazioni, mentre Castroneves e Montoya ingaggiano una furiosa lotta per il quarto posto. Alla fine il brasiliano esce di scena con violenza, ma senza danni personali, a causa del cedimento di una sospensione. Montoya invece è frenato da una strategia errata prima di fermarsi definitivamente per i soliti problemi tecnici. Mentre De Ferran dice addio al podio a causa di una evitabile penalità, l’ultimo pit stop costa caro a Franchitti, che fa spegnere il motore lasciando campo libero a Tracy. Per il team Green arriva la prima doppietta stagionale, davanti a un costante Fernandez.

La Penske replica la prestazione dominante di Mid Ohio sullo stradale di Laguna Seca, con Castroneves in pole a precedere De Ferran. Il più giovane del duo brasiliano è implacabile, non lasciando mai la testa, mentre De Ferran a metà gara è messo dietro da Montoya, l’unico con Franchitti a tenere le Penske quanto meno a vista. Un ultima sosta lenta relega però il colombiano al sesto posto, mentre Castroneves e De Ferran ottengono la seconda doppietta stagionale precedendo lo scozzese.

Pos. Pilota Punti
1 Gil De Ferran 132
2 Michael Andretti 126
3 Paul Tracy 122
4 Adrian Fernandez 118
5 Kenny Brack 116
6 Roberto Moreno 115
7 Helio Castroneves 103
8 Dario Franchitti 92
9 Jimmy Vasser 91
10 Cristiano da Matta 88

Dopo un periodo chiaro scuro, Montoya torna in pole sull’ovale di St.Louis, dove precede Vasser. In gara i due si scambiano a lungo la prima posizione, precedendo un lungo serpentone di vetture che coinvolge nelle prime posizioni anche il duo Green. Dopo la prima sosta ai box però è Michael Andretti a salire prepotentemente alla ribalta, prendendo il comando delle operazioni e scavando un ampio margine sugli inseguitori. Dopo aver doppiato tutti eccetto Montoya, la corsa per la vittoria e per il titolo di Andretti riceve però un brutto colpo quando, a poche decine di giri dal termine, problemi al turbo e agli scarichi costringono la sua Lola al ritiro. Dopo tante vittorie sfumate per problemi tecnici, la fortuna restituisce quindi un successo a Montoya, che chiude vittorioso davanti a Carpentier e Moreno, con De Ferran 8° e Tracy a muro nel finale dopo aver perso quinta e sesta.

Pos. Pilota Punti
1 Gil De Ferran 137
2 Roberto Moreno 129
3 Michael Andretti 127
4 Paul Tracy 122
5 Adrian Fernandez 121
6 Kenny Brack 118
7 Helio Castroneves 107
8 Juan Pablo Montoya 106
9 Cristiano da Matta 100
10 Jimmy Vasser 97

Il terz’ultimo appuntamento di Houston vede una decina di piloti racchiusi in circa 40 punti e potenzialmente in lotta per il titolo. La pole va a De Ferran, che precede Franchitti. Lo scozzese esce però subito di scena dopo aver toccato il muro al primo giro, lasciando a Vasser, Castroneves e Montoya il compito di insidiare il brasiliano. I quattro navigano a vista fino alla prima sosta, quando Andretti e Tracy superano Castroneves. La corsa dell’americano è però rovinata poco più tardi da un un errore ai box e un incidente multiplo provocato da Tagliani. La conseguente bandiera gialla permette a Vasser e Montoya di evitare l’ultima sosta mentre De Ferran, rientrato durante l’interruzione per recuperare la Swift di un bravo ma sfortunato Marques, è relegato in terza posizione. I tre chiudono nell’ordine con il team Ganassi che coglie la prima doppietta da Fontana ’98, rilanciando i propri piloti in chiave titolo.

Pos. Pilota Punti
1 Gil De Ferran 153
2 Paul Tracy 134
3 Roberto Moreno 131
4 Michael Andretti 127
5 Adrian Fernandez 127
6 Juan Pablo Montoya 122
7 Kenny Brack 118
8 Helio Castroneves 117
9 Jimmy Vasser 117
10 Cristiano da Matta 100

Surfers Paradise ospita per il terzo anno di fila il penultimo appuntamento della stagione, che vede Montoya e De Ferran dividersi la prima fila. Il brasiliano potrebbe portare a casa il titolo già in Australia, ma spreca tutto toccandosi alla prima curva con Montoya. I due si ritirano, costringendo ai box anche Franchitti. Il comando delle operazioni passa quindi nelle mani di Tracy, che con una vittoria ribalterebbe il discorso titolo. Peccato che un problema all’acceleratore spedisca il canadese nelle vie di fuga e in fondo al gruppo. Il ruolo di favoriti passa quindi nelle mani di Andretti e Vasser, ma il campione ’91 finisce a sua volta fuori pista per un guasto al cambio, dando addio alle speranze di titolo. Le diverse strategie portano quindi in testa Fernandez, Barron e Moreno, speranzosi di vedere il traguardo senza ulteriori soste. Non va così per il brasiliano, a muro durante una ripartenza. Al restart successivo arriva un’altra svolta nella lotta per il titolo quando Tracy, dopo aver tamponato Papis alla prima curva, è protagonista di uno scambio di colpi proibiti con Servia, che spedisce contro le barriere il canadese. Gli ultimi giri infuocati vedono Barron braccare Fernandez, fino a quando l’esplosione del motore Ford non manda in pezzi i sogni del pilota Coyne. Mentre nel gruppo succede di tutto, Fernandez aggiunge un altro pezzo pregiato alla sua collezione di vittorie extra americane, controllando nel finale Brack. I due si presentano così a Fontana come i principali sfidanti di De Ferran. Il discorso titolo non riguarda più Vasser, che chiude comunque sul podio sopravvivendo al caos nonostante l’ala anteriore a metà.

Pos. Pilota Punti
1 Gil De Ferran 153
2 Adrian Fernandez 148
3 Paul Tracy 134
4 Kenny Brack 134
5 Roberto Moreno 131
6 Jimmy Vasser 131
7 Michael Andretti 127
8 Helio Castroneves 125
9 Juan Pablo Montoya 123
10 Cristiano da Matta 112

Facendo segnare il record mondiale di velocità su circuito chiuso con la media di 241.428 mph (388,5 km/h), De Ferran conquista nelle qualifiche di Fontana un altro punto che lo avvicina sempre più al primo titolo CART. Sarà però una sofferenza per il brasiliano. La gara si tiene infatti su due giorni a causa della pioggia caduta nella domenica pomeriggio, che porta ad una rapida interruzione delle ostilità, non prima che Tracy dica addio alle speranze di titolo dopo la rottura del motore e della soprastante porzione di carrozzeria, i cui detriti danneggiano le sospensioni di Da Matta, che finisce contro il muro. La ripartenza, effettuata il giorno seguente, vede una lunga sequenza di vetture alternarsi al comando, secondo un copione simile a quanto visto a Michigan. Ciò che cambia è l’affidabilità dei propulsori, che porta ad uno stillicidio di rotture. Giro dopo giro arrivano infatti i ritiri, tra gli altri, di Kanaan, Vasser, Blundell, Brack e Papis, tutti arrivati in precedenza al vertice della classifica. Il ritiro del brasiliano in particolare rischia di avere effetti catastrofici sulla lotta al titolo, a causa del fumo, che invadendo la pista azzera la visibilità, innescando un contatto tra Andretti e Servia cui De Ferran scampa per un soffio. Nonostante lo spavento, al brasiliano basta tagliare il traguardo per aggiudicarsi il titolo, considerando la scarsa competitività di Fernandez, l’ultimo rivale rimasto, e soprattutto l’esiguo numero di vetture rimaste in pista, che si assottiglia ancora quando prima Montoya e poi Castroneves, sono costretti ad abbandonare per il cedimento del motore. Nel caso del brasiliano la rottura del propulsore porta a un violentissimo incidente in curva 1, senza gravi conseguenze, replicato poco dopo da Tagliani, che per lo stesso motivo colpisce il muro della curva 3  al penultimo giro. Solo 6 piloti vedono il traguardo, con Christian Fittipaldi che coglie il primo successo in carriera su ovale precedendo Moreno, De Ferran, il debuttante Casey Mears e Fernandez. De Ferran si laurea quindi meritatamente campione, regalando alla Penske il primo titolo dal 1994.

Pos. Pilota Punti
1 Gil De Ferran 168
2 Adrian Fernandez 158
3 Roberto Moreno 147
4 Kenny Brack 135
5 Paul Tracy 134
6 Jimmy Vasser 131
7 Helio Castroneves 129
8 Michael Andretti 125
9 Juan Pablo Montoya 123
10 Cristiano da Matta 112
11 Patrick Carpentier 101
12 Christian Fittipaldi 96
13 Dario Franchitti 92
14 Max Papis 88
15 Oriol Servia 60
16 Alex Tagliani 53
17 Mauricio Gugelmin 39
18 Bryan Herta 26
19 Tony Kanaan 24
20 Memo Gidley 20
21 Mark Blundell 18
22 Michel Jourdain Jr. 18
23 Casey Mears 12
24 Shinji Nakano 12
25 Tarso Marques 11
26 Alex Barron 6
27 Luiz Garcia Jr. 6
28 Norberto Fontana 2
29 Takuya Kurosawa 1