1996

I MOTIVI

Dopo i 10 anni di guerra fredda successivi alla scomparsa del campionato USAC, ridotto alla sola Indianapolis, il 1996 apre la lunga stagione di scontro aperto tra le squadre (CART) e Indianapolis (IRL). Il nuovo campionato prende il via a febbraio e, secondo gli intenti iniziali, dovrebbe trovare il suo epilogo a Indianapolis. Per questo la stagione ’96 si compone di sole 3 gare: Orlando, un ovale corto realizzato dalla IRL nei pressi di DisneyWorld; Phoenix, che raccoglie l’appello di Tony George lasciando la CART; e ovviamente la Indy500. In attesa che siano pronte le vetture rispondenti al regolamento tecnico studiato da George, la prima stagione vede ai nastri di partenza le vetture CART delle stagioni precedenti, spinte in gran parte da motori Ford e Buick, o Menard per meglio dire. Il magnate americano raccoglie infatti la sfida e schiera 3 vetture munite del suo potentissimo motore ad aste e bilancieri. Una di queste è affidata all’uomo più atteso, Tony Stewart, attorno a cui si concentra tutta la promozione, in quanto immagine di giovane americano di enorme successo nelle corse Midget e Sprint Car, che presumibilmente non  avrebbe mai trovato spazi nella CART. L’americano rispetta le attese, recitando il ruolo di protagonista in tutti gli appuntamenti, ma sfortune varie lo tengono lontano dalla vittoria e dal titolo. Luyendyk, uno degli altri nomi di spicco, riesce invece a portare a casa un successo, ma dopo aver fatto segnare un record di velocità a Indianapolis destinato forse a non essere mai battuto, non sarà altrettanto fortunato in gara. L’edizione ’96 della Indy500 passa alla storia come la più veloce di sempre, frutto della recente riasfaltatura, oltre che di limiti sulla pressione del turbo superiori a quanto normalmente concesso dalla CART nei super speedway. Le velocità raggiunte in prova sono terrificanti, rendendo alcuni incidenti piuttosto cruenti. Uno di quelli meno clamorosi, costa incredibilmente la vita al poleman Scott Brayton, notizia che fa calore il gelo sia a Indy che a Michigan, dove la CART si prepara per la concomitante US500. Al termine di 500 miglia combattute, Buddy Lazier, convalescente da un tremendo botto in prova a Phoenix, conquista la vittoria della vita, scampando all’incidente che all’ultimo giro procura tremende ferite ai piedi di Alessandro Zampedri, splendido protagonista delle ultime fasi di gara. La bandiera a scacchi determina anche il primo campione IRL, o meglio i campioni, perchè il consistente Sharp e il rookie Calkins, vincitore a sorpresa ad Orlando, terminano a pari punti, aggiudicandosi il titolo ex-aequo.

 

NOVITà TECNICHE

Nel primo anno di competizione il campionato IRL basa il suo regolamento tecnico sulle specifiche imposte dall’USAC per la Indy 500 del 1995. Sono quindi ammessi anche i motori stock block ad aste e bilancieri di oltre 3 litri, per i quali è inizialmente riservata una pressione di sovralimentazione di 55 inch hg, rispetto ai 45 inch hg consentiti per le tradizionali unità con doppio albero a camme in testa e cilindrata di 2.65 litri. Senza particolare ragione, a Phoenix l’USAC decide comunque di portare a 65 inch la pressione ammissibile per i motori stock block, senza però variarne la quantità di carburante utilizzabile

L’IRL adotta anche un diverso sistema di punteggio rispetto alla CART, chiaramente dettato dalle particolari caratteristiche della 500 miglia. La classifica finale è però determinata dal totale dei punti conquistati, moltiplicato per il numero di gare disputate dai singoli piloti.

 

Pos. Punti
1 35
2 33
3 32
4 31
5 30
6 29
7 28
8 27
9 26
10 25
11 24
12 23
13 22
14 21
15 20
16 19
17 18
18 17
19 16
20 15
21 14
22 13
23 12
24 11
25 10
26 9
27 8
28 7
29 6
30 5
31 4
32 3
33 2

 

TEAM E PILOTI

 

Team Menard

Pilota Scott Brayton (USA) Eddie Cheever (USA) Tony Stewart (USA)
Vettura #2 Menard’s #3 Menard’s #20 Menard’s
Telaio Lola T9500 Lola T9500 Lola T9500
Motore Menard Menard Menard
Gomme Goodyear/Firestone Goodyear/Firestone Goodyear/Firestone
Ingegnere Larry Curry
Stratega Larry Curry
Capo meccanico

 

Della Penna Motorsports

Pilota Richie Hearn (USA)
Vettura #4
Telaio Reynard 95i
Motore Ford
Gomme Goodyear
Ingegnere
Stratega
Capo meccanico

 

Byrd-Treadway Racing

Pilota Arie Luyendyk (NED)
Vettura #5
Telaio Reynard 95i
Motore Ford
Gomme Goodyear/Firestone
Ingegnere Tim Wardrop
Stratega
Capo meccanico

 

Team Scandia

Pilota  Eliseo Salazar (CHI) Michel Jourdain Jr. (MEX) Michele Alboreto (ITA)  Lyn St. James (USA)
Racin Gardner (USA)
Vettura #7 #22 #33 #90
Telaio Lola T9500 Lola T9501 Lola T9500/Reynard 95i Lola T9400
Motore Ford Ford Ford Ford
Gomme Goodyear Goodyear Goodyear Goodyear
Ingegnere
Stratega
Capo meccanico

 

 

Hemelgarn Racing

Pilota Stephane Gregoire (FRA) Buddy Lazier (USA)
Vettura #9 #91
Telaio Reynard 95i Reynard 95i
Motore Ford Ford
Gomme Firestone Firestone
Ingegnere
Stratega
Capo meccanico  Mike Colliver

 

 

A.J. Foyt Enterprises

Pilota Scott Sharp (USA) Davey Hamilton (USA) Mike Groff (USA)
Marco Greco (BRA)
Vettura #11 Conseco #14 #41
Telaio Lola T9500 Lola T9500 Lola T9500
Motore Ford Ford Ford
Gomme Goodyear Goodyear Goodyear
Ingegnere
Stratega
Capo meccanico

 

 

Bradley Motorsports

Pilota Buzz Calkins (USA)
Vettura #12
Telaio Reynard 95i
Motore Ford
Gomme Firestone
Ingegnere
Stratega
Capo meccanico

 

Blueprint Racing

Pilota Johnny Parsons (USA)  Jim Guthrie (USA)
Vettura #16 #27
Telaio Lola T9300 Lola T9300
Motore Menard Menard
Gomme Goodyear/Firestone Goodyear/Firestone
Ingegnere
Stratega
Capo meccanico

 

PDM Racing

Pilota John Paul Jr. (USA)
Vettura #18
Telaio Lola T93000
Motore Menard
Gomme Goodyear
Ingegnere
Stratega
Capo meccanico

 

Pagan Racing

Pilota Roberto Guerrero (COL)
Vettura #21
Telaio Reynard 94i/95i
Motore Ford
Gomme Goodyear
Ingegnere
Stratega
Capo meccanico

 

Beck Motorsports

Pilota Robbie Buhl (USA)
Vettura #54
Telaio Lola T9400
Motore Ford
Gomme Goodyear
Ingegnere
Stratega
Capo meccanico

 

Project Indy

Pilota Johnny Unser (USA)
Vettura #64
Telaio Reynard 94i/95i
Motore Ford
Gomme Goodyear
Ingegnere
Stratega
Capo meccanico

 

 

Byrd-Cunningham Racing

Pilota Johnny O’Connell (USA)
Vettura #75
Telaio Reynard 95i/ Lola T9400
Motore Ford
Gomme Firestone
Ingegnere
Stratega
Capo meccanico

 

ABF Motorsports

Pilota Paul Durant (USA)
Vettura #96
Telaio Lola T9200
Motore Buick
Gomme Goodyear
Ingegnere
Stratega
Capo meccanico

 

 

CALENDARIO

 

Gara Data Pista Tipologia
1 27 gennaio Orlando Ovale corto
2 24 marzo Phoenix Ovale corto
3 26 maggio Indianapolis Super speedway

 

 

 

 

RACCONTO DELLA STAGIONE

Lazier conquista la prima pole della storia IRL davanti a Richie Hearn, che è però costretto a partire dal fondo per un brutto incidente con Cheever nel warm up. Il pilota del Colorado comanda le prime fasi ma un problema allo sterzo lo costringe al ritiro, non prima di aver ceduto la prima posizione a Stewart, che corona una bella rimonta passando a condurre. Anche il suo comando però dura poco perchè Calkins, partito in terza fila, passa uno a uno i suoi avversari fino a guadagnare la testa della corsa, che non lascerà più. Stewart non può quindi far altro che guardare Calkins prendere il largo, rischiando pure grosso nelle ultime battute, quando per evitare le vetture incidentate di Sharp e Cheever è costretto a colpire il muro, seppur a bassa velocità. Il contrattempo non nega però al pilota dell’Indiana la seconda piazza, ma è Calkins a conquistare con merito la prima corsa della storia IRL al termine di una prestazione dominante. Il podio è chiuso da Robbie Buhl, uscito vincitore da un lungo duello con un grande Alboreto.

La seconda prova di Phoenix vive subito un colpo di scena nelle libere, quando Buddy Lazier finisce violentemente contro il muro della curva 2, riportando serie lesioni alla schiena. Al via Luyendyk guida il gruppo davanti a Guerrero, ma entrambi devono far presto largo a Tony Stewart. Una maldestra tamponata di Velez sotto bandiera gialla  rovina però la gara del colombiano, aprendo una serie di sventure per i vari contendenti. Stewart fatica infatti a ripartire a ogni sosta, perdendo poi un giro per una foratura, prima di ritirarsi per problemi al motore; il giovane Hearn è protagonista nelle prime fasi, ma finisce in testacoda prima di una ripartenza; Buhl staziona a lungo in zona podio ma è messo KO da uno scarico; Sharp è penalizzato di un giro per aver effettuato una sosta con la pit lane chiusa. I contrattempi dei principali rivali permettono quindi a Luyendyk di mantenere a lungo il comando, nonostante una vettura che diventa realmente competitiva solo nel finale, permettendo all’olandese di chiudere con ampio margine sul primo dei superstiti, Sharp, che precede il compagno Mike Groff, mentre Hearn riesce a portare a casa il quarto posto.

Continua…

Pos. Pilota Punti
1 Buzz Calkins 246
1 Scott Sharp 246
3 Robbie Buhl 240
4 Richie Hearn 237
4 Roberto Guerrero 237
6 Mike Groff 228
7 Arie Luyendyk 225
8 Tony Stewart 204
9 Johnny O’Connell 192
9 Davey Hamilton 192
9 Michele Alboreto 189
12 Lyn St. James 186
13 Stephan Gregoire 165
14 Buddy Lazier 159
15 John Paul, Jr. 153
16 Eddie Cheever, Jr. 147
17 Johnny Parsons 141
18 Scott Brayton 111
19 David Kudrave 80
19 Michel Jourdain, Jr. 74
21 Jim Guthrie 74
22 Fermin Velez 60
23 Eliseo Salazar 58
24 Johnny Unser 56
25 Stan Wattles 44
26 Davy Jones 33
27 Paul Durant 32
28 Alessandro Zampedri 31
29 Danny Ongais 28
30 Hideshi Matsuda 27
 31 Scott Harrington 20
32 Mark Dismore 16
33 Joe Gosek 13
34 Brad Murphey 12
35 Racin Gardner 10
36 Marco Greco 9

 

 

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