2007

I MOTIVI

Il 2007 è un po’ la stagione delle rinascite. Dopo i fasti dei due anni precedenti, il 2006 era stato particolarmente difficile per il team AGR, schiacciato dal duopolio Penske-Ganassi. La nuova stagione sa invece di restaurazione, ma piuttosto che le star del team, a guidare la riscossa è chi lì non doveva neppure esserci. Nel 2007 Dario Franchitti da una svolta alla sua carriera, rendendo finalmente giustizia al suo talento e alle tante promesse, spalancando una pagina di storia IndyCar che si chiuderà solo 6 anni dopo. L’annata dello scozzese è memorabile, con una continua alternanza di grandi successi e clamorose cadute, ma la stagione passa agli annali anche grazie alle imprese dell’altro out sider di lusso, Scott Dixon, che dopo una stagione vissuta nell’ombra del nuovo compagno di squadra, si scrolla di dosso le incertezze di un triennio difficile, prendendo in mano il team Ganassi. Il duello tra i due sconfina anche nell’incidente, chiudendosi all’ultima curva della stagione in un finale da infarto, degna conclusione di un confronto che avrà modo di rinnovarsi a lungo negli anni a seguire.

 

 

 

 

TEAM E PILOTI

 

Vision Racing

Pilota Tomas Scheckter (RSA) Ed Carpenter (USA) A.J. Foyt IV (USA)
Vettura #2 #20 #22
Ingegnere Larry Curry David Cripps
Stratega Larry Curry Tony George
Capo meccanico

 

 

Team Penske

Pilota Helio Castroneves (BRA) Sam Hornish Jr. (USA)
Vettura #3 Marlboro #6 Marlboro
Ingegnere Ron Ruzewski Tom German
Stratega Tim Cindric Roger Penske
Capo meccanico Rick Rinaman Matt Jonsson

 

 

Panther Racing

Pilota Vitor Meira (BRA) Kosuke Matsuura (JPN)
Vettura #4 Delphi #55 Panasonic
Ingegnere Bill Pappas
Stratega John Barnes Doug Boles
Capo meccanico

 

 

Dreyer&Reinbold Racing

Pilota Sarah Fisher (USA) Buddy Rice (USA) Milka Duno (VEN)
Vettura #5 AAMCO #15 Roll Coater #23 Citgo
Ingegnere Steve Challis
Stratega Gary Neal Dennis Reinbold
Capo meccanico

 

 

Andretti-Green Racing

Pilota Danica Patrick (USA) Tony Kanaan (BRA) Marco Andretti (USA) Dario Franchitti (SCO)
Vettura #7 Motorola #11 7-Eleven #26 NYSE #27 Canadian Club
Ingegnere Martin Pare Eric Cowdin Eddie Jones Allen McDonald
Stratega Kim Green George Klotz Kyle Moyer John Anderson
Capo meccanico Jeff Simon Mike Horvath

 

 

Rahal Letterman Racing

Pilota Scott Sharp (USA) Jeff Simmons (USA)
Ryan Hunter-Reay (USA)
Vettura #8 Tequila Patron #17 Ethanol
Ingegnere Jeff Britton Neil Fife
Stratega Bobby Rahal Scott Roembke
Capo meccanico Ricardo Nault Ed Daood

 

 

Chip Ganassi Racing

Pilota Scott Dixon (NZL) Dan Wheldon (ENG)
Vettura #9 Target #10 Target
Ingegnere Eric Bretzman Andy Brown
Stratega Mike Hull Barry Wanser
Capo meccanico Ricky Davis Kevin O’Donnell

 

 

A.J. Foyt Enterprises

Pilota Darren Manning (ENG)
Vettura #14 ABC Supply
Ingegnere
Stratega A.J. Foyt
Capo meccanico

 

 

 

CALENDARIO

 

Gara Data Pista Tipologia
1 24 marzo Homestead Ovale medio
2 1 aprile St. Petersburg Cittadino
3 21 aprile Motegi Ovale medio
4 29 aprile Kansas Ovale medio
5 27 maggio Indianapolis Super speedway
6 3 giugno Milwaukee Ovale corto
7 9 giugno Texas Ovale medio
8 24 giugno Iowa Ovale corto
9 30 giugno Richmond Ovale corto
10 8 luglio Watkins Glen Stradale permanente
11 14 luglio Nashville Ovale medio – cemento
12 22 luglio Mid Ohio Stradale permanente
13 5 agosto Michigan Super speedway
14 11 agosto Kentucky Ovale medio
15 26 agosto Sonoma Stradale permanente
16 2 settembre Detroit Cittadino
17 9 settembre Chicagoland Ovale medio

 

 

RACCONTO DELLA STAGIONE

La prima fila di Homestead, per la prima volta in notturna, ripropone da subito il duello del 2006, con Wheldon in pole position a precedere Hornish. I due guidano la corsa a stretto contatto, fino a quando un turno di soste problematico spedisce in mezzo al gruppo entrambi. Wheldon ci mette poco però a riprendere dove aveva cominciato, riportandosi in pochi giri dal nono al primo posto davanti a Dixon, mentre Hornish risale più lentamente fino alla terza piazza. Per l’inglese, in testa per 179 giri, arriva quindi il primo successo stagionale davanti a Dixon e Hornish, mentre Meira chiude quarto davanti a Kanaan, il migliore di un team AGR in grossa difficoltà.

Il secondo appuntamento di Homestead vede Castroneves conquistare la pole position davanti ad Andretti. Mentre il brasiliano prende il comando, un contatto tra Kanaan e Franchitti al primo giro manda in testacoda il brasiliano e ai box lo scozzese, che perde un giro. Castroneves rimane in controllo della corsa per buona parte della distanza mentre Andretti, dopo aver messo pressione al brasiliano, deve cedere il passo a Dixon e al sorprendente Manning. L’inglese finisce però contro le gomme, lasciando strada libera al rimontante Kanaan, aiutato in precedenza anche dall’uscita di Meira e dal rallentamento di Hornish, in crisi con le gomme. Si riforma quindi in testa il terzetto della passata edizione, con Castroneves che riesce a controllare Dixon fino al traguardo nonostante qualche problema col cambio. Kanaan chiude invece terzo davanti ad Andretti e Franchitti, abile nel recuperare il giro sfruttando varie neutralizzazioni.

Castroneves prosegue la sua sequenza di pole position sull’ovale di Motegi, precedendo Wheldon. In un copione simile a quanto visto nel 2006, il brasiliano comanda le prime fasi, resistendo alla pressione di Wheldon, che intorno al 40° giro trova però il varco giusto tirandosi dietro anche Kanaan. Inizia così un lungo duello tra i due, che si scambiano più volte la posizione in pista e durante le soste. Dopo l’ultimo pit stop, effettuato in occasione dell’incidente di Marco Andretti intorno al 140° giro, la corsa va via senza intoppi fino alla fine, rendendo necessario un rabbocco nel finale, da cui Kanaan emerge davanti a Wheldon, mentre Hornish butta via un possibile podio facendo spegnere il motore. Alla fine la vittoria va quindi al brasiliano, che precede Wheldon, Franchitti e Dixon, mentre Castroneves chiude quinto.

Il quarto appuntamento in Kansas vede Kanaan e Hornish dividersi la prima fila, ma in breve il controllo della corsa passa nelle mani di Dan Wheldon, mentre l’americano perde presto terreno alle prese con un auto inguidabile. Kanaan e Dixon sono gli unici a tenere Wheldon a vista, ma la corsa del brasiliano si conclude in pit lane per un contatto con la Patrick, mentre Dixon rimane attardato da una penalità rimediata durante una sosta. Wheldon può quindi procedere indisturbato verso la bandiera a scacchi, precedendo Franchitti, che risolve a suo favore un lungo duello con Castroneves. Per Dixon arriva invece un quarto posto davanti al positivo Scheckter.

Castroneves centra la sua seconda pole position in carriera a Indianapolis, precedendo di un soffio Kanaan e Franchitti. Dopo un spavento iniziale per la vettura che stenta a mettersi in moto, il pilota della Penske si scambia a lungo la testa della gara con il connazionale, rimanendo però attardato durante il primo turno di soste. Sorte simile tocca a Franchitti, che precipita a fondo gruppo a causa di una foratura. Mentre davanti infuria la lotta tra Kanaan, Andretti, Hornish e le vetture del team Ganassi, Franchitti avanza stabilmente nel gruppo, riportandosi nelle posizioni che contano. Kanaan e Andretti sembrano controllare la gara, esasperando la loro battaglia intorno a metà distanza, quando la pioggia incombe sullo Speedway. Proprio quando il brasiliano riesce a riportarsi davanti infatti, il cielo dell’Indiana si apre, forzando l’esposizione della bandiera rossa. La corsa riprende qualche ora più tardi, sempre nell’incertezza sulla stabilità del meteo. Diversi incidenti conducono poi a varie strategie, lanciando al comando Franchitti e Dixon. Mentre Kanaan si ritrova intruppato nel traffico, finendo anche in testacoda durante una ripartenza, nel momento decisivo Castroneves si lancia alla caccia dei primi, ma uno spaventoso incidente di Andretti, che finisce a testa in giù nel rettilineo di ritorno, pone di fatto fine alle ostilità, a causa della pioggia che riprende a cadere sul Brickyard. Per Franchitti arriva quindi il successo più importante della carriera davanti a Dixon e Castroneves, che precede Hornish e Briscoe.

Il brasiliano è poi ancora in pole position nell’appuntamento successivo di Milwaukee, precedendo in qualifica lo stesso Dixon. Castroneves controlla la gara in lungo e in largo, comandando le prime fasi e tornando in testa senza troppe difficoltà dopo pit stop non eccelsi. Proprio quando sembra indirizzato verso un facile successo però, finisce contro il muretto box per il cedimento del supporto dell’alettone posteriore. La debacle diventa poi totale per il team Penske poche tornate più tardi, quando Hornish, in quel momento secondo, è costretto a fermarsi per lo stesso problema. A beneficiarne è Kanaan, che dopo aver rimontato dal fondo a causa di una problema in pit lane, approfitta delle sventure Penske per firmare la più classica delle rivalse dalle delusioni di Indianapolis. Alle sue spalle chiude Franchitti, bravo a piegare Wheldon e Dixon al termine di un lungo confronto. Il secondo posto vale allo scozzese la testa della classifica.

Scott Sharp firma a sorpresa la pole position in Texas, precedendo Sam Hornish, che guida il gruppo dopo la bandiera verde. Dopo aver ceduto e riguadagnato il vertice di un gruppo assatanato, comprendente le vetture dei top teams, l’americano  saluta la compagnia dopo il terzo turno di soste, fino a quando un incidente multiplo, causato dalla ruota persa da Foyt, non costringe al ritiro Castroneves e i piloti del team Ganassi. Scampato miracolosamente alla carambola, Kanaan guida l’assalto finale a Hornish, senza però trovare lo spunto per abbozzare una volata. Per il campione in carica arriva quindi il primo successo stagionale davanti a Kanaan e Danica Patrick, al primo podio in carriera.

Il nuovo ovale dell’Iowa vede Scott Dixon conquistare la prima pole position dell’anno davanti a Castroneves. Fin dalle prime battute si profila una corsa a eliminazione, con Wheldon subito a muro al primo giro, Dixon fuori poco dopo per problemi tecnici e Castroneves, in testa per tutta la prima fase, attardato da un testacoda e conseguente motore spento in uscita dalla pit lane. Dopo un altro incidente che vede l’uscita di scena di Kanaan e Simmons, una carambola multipla innescata da Danica Patrick elimina vari protagonisti tra cui Hornish, lasciando Franchitti, Andretti e Meira a giocarsi la vittoria. Il brasiliano è però costretto ad alzare bandiera bianca da una sospensione, cosa che restringe la battaglia al duo AGR, con Franchitti che alla fine precede Andretti in volata, mentre più indietro Sharp chiude il podio.

Lo strepitoso momento di forma di Franchitti prosegue a Richmond, dove lo scozzese stacca la pole davanti a Kanaan. Dopo l’immediata neutralizzazione per il testacoda in partenza di Hornish, Franchitti prende saldamente il comando della corsa, non faticando a tornare in testa anche dopo una sosta lenta. Alla fine il capo classifica conduce 242 giri su 250, precedendo sul traguardo Dixon e Wheldon, mai in grado di impensierirlo. Dopo aver perso posizioni durante le soste, Kanaan chiude invece quarto precedendo un ottimo Buddy Rice.

A Watkins Glen Castroneves conquista l’ennesima pole position, precedendo Dixon. Nelle prime fasi i due prendono il largo, accompagnati da Franchitti, ma la corsa del brasiliano finisce contro il muro dell’ultima curva poco dopo il primo turno di soste. Dixon passa quindi a condurre, pressato da Franchitti anche nel traffico in cui i due si ritrovano nei vari rimescolamenti indotti dalle diverse strategie. Stesso discorso vale per Kanaan, che nella rimonta subisce un deciso attacco di Hornish, che sposta con una ruotata la vettura del rivale. Il momento decisivo arriva in occasione dell’ultima sosta, quando Dixon riesce a ritardare di due giri l’ingresso in pit lane rispetto a Franchitti, costruendo un vantaggio incolmabile. Per il neozelandese è quindi il terzo successo consecutivo a Watkins Glen, mentre Franchitti chiude addirittura terzo, beffato da un sorprendente Hornish. La gioia per il primo podio su stradale dura poco per l’americano, urtato nel giro di rientro da un imbufalito Kanaan. La discussione prosegue poi in pit lane, dove uno spintone del padre di Hornish al brasiliano innesca una mischia, presto sedata, tra il personale delle due squadre.

Segnalatosi ormai come reale sfidante di Franchitti, Dixon precede lo scozzese anche nelle qualifiche di Nashville, ma alla bandiera verde è il vincitore di Indianapolis a prendere il comando, portandosi dietro il compagno Kanaan. La corsa del brasiliano si conclude però contro il muro in un avventato doppiaggio a Sarah Fisher, lasciando Franchitti da solo a fronteggiare gli attacchi del duo Ganassi. Dando spettacolo nel traffico, Wheldon si lancia alla caccia dello scozzese, ma è Dixon poco dopo a mettere tutti d’accordo con un doppio sorpasso sul compagno e il rivale per il titolo. Mentre Wheldon perde tempo prezioso durante le soste, chiudendo solo ottavo, una volta in testa Dixon si fa strada nel traffico, staccando nettamente Franchitti. Per il neozelandese arriva quindi la seconda vittoria consecutiva sul cemento di Nashville davanti a Franchitti e una positiva Danica Patrick, che riesce ad avere ragione di Sam Hornish.

Castroneves conquista la pole position in occasione della prima corsa IRL a Mid Ohio, precedendo una sorprendente Danica Patrick. Mentre il brasiliano passa subito a condurre sotto la bandiera verde, alla prima curva si consuma il disastro del team AGR, con la Patrick lunga alla prima curva e Kanaan in testacoda. Prima di fermarsi la vettura del brasiliano finisce però nella traiettoria di Andretti e il contatto ruota a ruota fa finire a testa in giù il rookie of the year 2006. Alla ripartenza Castroneves comanda su Dixon  Franchitti, Manning e Hornish. Il neozelandese riesce a passare in testa ritardando di un giro la prima sosta, ma il secondo turno di fermate, effettuato in regime di bandiera gialla per un’uscita di Hornish, vede i meccanici del team Penske rilanciare in testa Castroneves. Dopo aver messo pressione al brasiliano, Dixon ripete nel finale la mossa vincente, ritardando l’ultimo splash and go di qualche tornata e prendendo definitivamente il comando. Per il neozelandese è quindi il terzo successo consecutivo, mentre Castroneves è passato anche da Franchitti e negli ultimi giri deve guardarsi dal rimontante Kanaan, alla fine quarto davanti alla Patrick.

Franchitti sigla la pole position nella corsa successiva a Michigan, precedendo Sam Hornish. Una lunga attesa per permettere alla pista di smaltire le piogge della mattinata, precede una corsa incandescente, con le vetture dei top teams a contendersi le prime posizioni. Dopo una spettacolare rimonta di Franchitti, attardato durante una sosta, e diversi incidenti, tra cui quello particolarmente violento che vede Meira e Castroneves agganciarsi in prossimità del traguardo, la corsa vede il gruppo trasformarsi in un mucchio selvaggio, con numerosissime vetture in grado di inserirsi nelle prime posizioni. L’incidente arriva inevitabile, innescato proprio al vertice del gruppo quando Wheldon e Franchitti si agganciano nel rettilineo di ritorno. La vettura dello scozzese si solleva in aria per poi atterrare sull’incolpevole Dixon, mentre nel caos molti altri piloti, tra cui Hornish e il velocissimo Scheckter, devono abbandonare la contesa, arrabbiati ma incolumi. Quando finalmente torna a sventolare la bandiera verde, il gruppo dei superstiti vede Kanaan, Andretti e Danica Patrick giocarsi la vittoria, ma una foratura costringe l’americana a una sosta imprevista. Dopo aver sfiorato il contatto in più di un occasione, Kanaan e Andretti si lanciano in volata, chiudendo nell’ordine sul traguardo, dove Sharp regola il resto del gruppo per l’ultimo gradino del podio.

Il momento positivo per Kanaan prosegue in Kentucky, dove il brasiliano centra la pole davanti a Franchitti. I due comandano le prime fasi insidiati da Hornish, che perde però il controllo della vettura mentre attacca lo scozzese, colpendo il muro e coinvolgendo l’incolpevole Wheldon. Il posto dell’americano come primo sfidante del duo AGR passa quindi a Dixon, che marca stretto Franchitti fino all’ultima sosta, quando un disguido con la Patrick porta lo scozzese a centrare il cono che delimita la zona a velocità limitata, con conseguente danneggiamento dell’ala anteriore. Proprio l’americana è poi protagonista di un episodio tragicomico, girandosi in corsia di accelerazione per poi subire l’esplosione di uno pneumatico e mancare per un soffio un veicolo dei commissari. All’ultima bandiera verde Franchitti rimane intruppato nel gruppo, mentre Kanaan si libera di Dixon e Foyt, in testa grazie a una strategia alternativa. Il brasiliano porta quindi a casa la vittoria nonostante un contatto con Castroneves, precedendo Dixon e un raggiante Foyt IV, al primo podio in carriera. Franchitti è invece solo 7°, ma l’episodio più importante della sua gara avviene dopo la bandiera a scacchi quando lo scozzese, inconsapevole che si trattasse dell’ultimo giro, centra in pieno Matsuura, finendo violentemente contro il muro dopo un avvitamento in aria, il secondo in una settimana. Entrambi se la cavano per fortuna senza particolari conseguenze.

Franchitti si presenta a Sonoma con un margine su Dixon sceso a soli 8 punti, ma staccando comunque la pole davanti alla sorprendente Patrick. Alla bandiera verde lo scozzese prende subito un buon margine, scortato dalla Patrick e Kanaan, con Dixon quinto dietro a Castroneves. Data la difficoltà di sorpasso, il neozelandese basa la sua strategia di rimonta sui pit stop, cercando di fermarsi più tardi di tutti. Dopo aver superato Castroneves, nel secondo turno di soste Dixon riesce a scavalcare Kanaan, non riuscendo però a rintuzzarne gli attacchi successivi causa gomme fredde. La scena si ripete durante l’ultima sosta, da cui Dixon emerge addirittura davanti a Franchitti, che riesce però a ripassarlo. Il neozelandese sale comunque in seconda piazza, posto perfetto per assistere al suicidio del team AGR, che arriva nel momento in cui Andretti, ultimo a effettuare la sosta, torna in pista davanti a Franchitti e gli chiude la porta in faccia alla prima curva. L’inevitabile contatto spedisce Andretti contro le gomme e rovina l’ala anteriore di Franchitti, facile preda di Dixon e Castroneves nella successiva ripartenza. Il brasiliano avrebbe poi la possibilità di attaccare il pilota di Ganassi per la vittoria, ma si accontenta del secondo posto. Kanaan invece abbandona ogni velleità di vittoria, sacrificandosi nel difendere Franchitti dagli attacchi di Hornish. Lo scozzese riesce così a chiudere sul podio, cedendo però a Dixon la testa della classifica.

Castroneves centra l’ennesima pole in occasione del debutto IRL sulle strade di Detroit, precedendo Franchitti. Al comando per tutta la prima parte di gara, il brasiliano dice addio alla vittoria ritardando eccessivamente la prima sosta e perdendo tempo prezioso nel traffico. Franchitti passa quindi a condurre su Kanaan e Dixon, prima che le diverse strategie portino in testa Rice e Danica Patrick. Un problema durante il rifornimento costringe poi anche Kanaan a seguire la strategia dell’americano, che nel finale si rivela azzeccata, dato che i due si ritrovano in testa con la corsa accorciata a cause delle numerose bandiere gialle. Dixon intanto riesce a passare Franchitti durante l’ultimo turno di soste, ritrovandosi nel finale tra Rice, che al secondo posto si difende come può con il serbatoio vuoto, e Franchitti, che spinge per guadagnare punti sul rivale. Al penultimo giro, Rice va avanti ormai solo con i fumi del metanolo e quando Dixon tenta di attaccarlo, più per difendersi da Franchitti che per cercare il secondo posto, la manovra è maldestra, l’americano chiude e i due entrano in contatto. Risultato: Rice finisce nelle gomme e Dixon in testacoda. Franchitti, che segue subito dietro, cerca di evitare danni, ma la vettura di Dixon invade la traiettoria dello scozzese, volutamente o meno, spedendo entrambi contro il muro. Kanaan porta quindi a casa il successo, precedendo la Patrick e Wheldon, i primi a stupirsi di tale risultato considerando il passo gara tutt’altro che irresistibile. Aiutato dai commissari Franchitti riesce poi a tagliare il traguardo, chiudendo sesto, mentre Dixon è classificato ottavo.

Lo scozzese si presenta quindi all’appuntamento decisivo di Chicago con 3 punti di vantaggio sul rivale, centrando la pole position davanti a Hornish, all’ultima corsa IndyCar prima del passaggio alle stock cars. L’americano comanda a lungo la gara, seguito da vicino dal compagno Castroneves, le vetture di Ganassi e Franchitti, che può contare sul supporto della sola Patrick dopo il ritiro di Andretti e i problemi tecnici che lasciano attardato Kanaan. Mentre le Penske guidano la corsa, Franchitti e Dixon tentano di mantenere il contatto risparmiando più carburante possibile. La strategia paga quando l’incidente di Vitor Meira permette ai due di fermarsi sotto bandiere gialle, al contrario del resto del gruppo. Dixon però è gia in pit lane al momento dell’incidente, mentre Franchitti si ferma qualche giro più tardi, quando la pit lane viene aperta, cosa che gli garantisce qualche frazione di gallone in più nel caso non vi siano altre soste. La bandiera verde sventola a circa 50 giri dal termine, con Dixon che prende il comando davanti al rivale. Hornish riesce poi a ritornare al comando, ma come tutti negli ultimi venti giri è costretto a un rabbocco. Dixon e Franchitti resistono fino all’ultimo, venendo premiati quando Danica Patrick si gira in corsia di decelerazione, causando la neutralizzazione che permette ai duellanti di terminare la corsa evitando il rabbocco finale. La bandiera verde arriva a due giri dal termine, con Franchitti che affianca inizialmente Dixon ma è poi costretto ad accodarsi, non dando l’impressione di avere la velocità per effettuare il sorpasso. All’ultima curva però il motore del neozelandese ammutolisce, lasciando campo libero allo scozzese, che conquista così gara e campionato.

Pos. Pilota Punti
1 Dario Franchitti 637
2 Scott Dixon 624
3 Tony Kanaan 576
4 Dan Wheldon 466
5 Sam Hornish Jr. 465
6 Helio Castroneves 446
7 Danica Patrick 424
8 Scott Sharp 412
9 Buddy Rice 360
10 Tomas Scheckter 357
11 Marco Andretti 350
12 Vitor Meira 334
13 Darren Manning 332
14 A.J. Foyt IV 315
15 Ed Carpenter 309
16 Kosuke Matsuura 303
17 Sarah Fisher 275
18 Jeff Simmons 201
19 Ryan Hunter-Reay 119
20 Milka Duno 96
21 Marty Roth 53
22 Alex Barron 41
23 Jon Herb

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