69° Indianapolis 500 – 2° gara stagione 1985

Seconda gara della stagione 1985 – Indianapolis 500 – 26 maggio 1985

Circuito: Indianapolis Motor Speedway

Tipologia: Super Speedway

Lunghezza: 2.5  mi – 4.02 km

Configurazione aerodinamica: Super speedway, monoplano posteriore

Record della pista: 210.689 mph/42.717s – Tom Sneva, 1984 – March 84C-Cosworth

Distanza di gara: 200 giri – 500 miglia

Vincitore uscente: Rick Mears

Griglia di partenza – Indianapolis
P Pilota Velocità (mph) Pilota Velocità (mph) Pilota Velocità (mph)
1 Pancho Carter 212.583
2 Scott Brayton 212.199
3 Bobby Rahal 211.818
4 Mario Andretti 211.576
5 Emerson Fittipaldi 211.322
6 Don Whittington 210.992
7 Al Unser 210.523
8 Danny Sullivan 210.298
9 Geoff Brabham 210.074
10 Rick Mears 209.796
11 Al Unser Jr. 209.215
12 Bill Whittington 209.006
13 Tom Sneva 208.927
14 Dick Simon 208.536
15 Michael Andretti 208.185
16 Roberto Guerrero 208.062
17 Danny Ongais 207.220
18 Josele Garza 206.677
19 Howdy Holmes 206.372
20 Arie Luyendyk 206.004
21 A.J. Foyt 205.782
22 Ed Pimm 205.724
23 Raul Boesel 206.498
24 John Paul Jr. 206.340
25 Chip Ganassi 206.104
26 Johnny Parsons 205.778
27 Jim Crawford 205.525
28 George Snider 205.455
29 Tony Bettenhausen 204.824
30 Johnny Rutherford 208.254
31 Derek Daly 207.548
32 Kevin Cogan 206.368
33 Rich Vogler 205.653

L’edizione che ha visto entrare Danny Sullivan nella storia di Indianapolis per il suo “spin and win” si è aperta con un’insolita versione di Back home again in Indiana, che ha visto Topolino dirigere il gruppo delle Voices of Liberty in sostituzione di Jim Nabors. Fin dalla partenza le preoccupazioni sull’affidabilità dei potentissimi Buick V6 sono diventate realtà. Dopo aver ceduto la prima posizione a un aggressivo Rahal in curva 1, la gara del polesitter Pancho Carter è subito finita col motore in fumo e sorte analoga è toccata poco più tardi al compagno Scott Brayton.

Le prime battute hanno visto la battaglia per la testa tra Rahal e Andretti ma ben presto anche il pilota dell’Ohio si è dovuto arrendere a problemi al turbo. Il ruolo di inseguitore del campione 1984 è quindi passato ad Al Unser sr., fino a quando una penalità di un giro per essere passato sopra il tubo dell’aria non ha rovinato la corsa del pilota Penske. La fortune della famiglia Unser hanno poi subito un ulteriore colpo quando Little Al, fino a quel momento stabilmente tra i primi 5, ha dovuto abbandonare per problemi al propulsore.

Con Andretti saldamente in testa la corsa ha quindi visto la risalita di Fittipaldi e Sneva, in lotta per la seconda posizione, seguiti da un gruppetto composto da Don Whittington, Johnny Rutherford e il rimontante Danny Sullivan. Installatosi in quarta piazza, il pilota del Kentucky si è quindi candidato come maggior sfidante di Andretti, emergendo al secondo posto dopo il terzo turno di soste, arrivato attorno a metà gara.

Dopo una lunga battaglia nel traffico, il primo attacco di Sullivan in curva 1 si è però concluso con la March in testacoda davanti ad un attonito Andretti. Evitato fortunatamente il contatto col muro, Sullivan è poi stato bravissimo a rimettere immediatamente in carreggiata la sua vettura, riprendendo subito la velocità di gara senza perdere posizioni, fino alla successiva bandiera gialla. La ripartenza successiva ha però avuto vita breve, a causa di un contatto innescato da Holmes che ha visto Rich Vogler finire a muro proprio davanti al gruppo dei primi.

Se Andretti, Sullivan e Fittipaldi sono riusciti ad attraversare il luogo dell’incidente senza danni, la confusione ha tratto in inganno Tom Sneva, che ha perso il controllo della sua Eagle ponendo tristemente fine ad un’ottima prova. Mentre un problema al cambio ha portato al ritiro il rientrante Mears, rallentato in precedenza da problemi alla visiera, alla ripartenza l’inseguimento di Sullivan è stato finalmente coronato da successo quando, intorno al 130° giro, una manovra praticamente identica alla precedente ha visto la March superare la Lola di Andretti e prendere il largo.

L’ennesima bandiera gialla per recuperare la vettura ferma di Ongais ha poi portato al quinto turno di soste, che ha visto Roberto Guerrero spegnere il motore e perdere momentaneamente il terzo posto. Piuttosto che un tentativo di recuperare il primato, la ripartenza ha visto poi Andretti difendersi dagli attacchi di Fittipaldi, fino al deciso attacco vincente del brasiliano al 159° giro. La buone notizie sono però finite lì per il due volte campione del mondo, che ha prima perso il contatto coi primi fermandosi in bandiera verde, poco prima di un brutto incidente di John Paul jr (innescato da una ruota mal serrata, comunque senza gravi conseguenze), poi ha dovuto abbandonare la corsa per problemi tecnici.

Il successivo incidente di Bill Whittington, nel finale di gara, ha concesso un’ultima possibilità di assalto ad Andretti, ma allo sventolare della bandiera verde a tre giri dalla fine Sullivan, protetto da due doppiati, ha nuovamente preso margine senza difficoltà, andando a conquistare la prima Indy 500 in carriera, la quinta per il team Penske. “Solo” una seconda piazza quindi per la Lola di Andretti, che ha preceduto un comunque ottimo Guerrero, l’altra March-Penske di Al Unser sr. e un grande Rutherford, quinto al traguardo dopo essere partito dalle retrovie. Hanno completato la zona punti CART Johnny Parsons, Michael Andretti, Ed Pimm, Howdy Holmes, Kevin Cogan e Derek Daly.

Ordine d’arrivo
1 Danny Sullivan 200 giri in 3:16:06
2 Mario Andretti  2.477
3 Roberto Guerrero
4 Al Unser 1 giro
5 Johnny Parsons 2 giri
6 Johnny Rutherford 2 giri
7 Arie Luyendyk 2 giri
8 Michael Andretti 4 giri
9 Ed Pimm 5 giri
10 Howdy Holmes 6 giri
11 Kevin Cogan 9 giri
12 Derek Daly 11 giri
13 Emerson Fittipaldi pescaggio
14 Bill Whittington incidente
15 John Paul, Jr. incidente
16 Jim Crawford guasto
17 Danny Ongais motore
18 Raúl Boesel radiatore
19 Geoff Brabham motore
20 Tom Sneva incidente
21 Rick Mears cavo acceleratore
22 Chip Ganassi pescaggio
23 Rich Vogler incidente
24 Don Whittington motore
25 Al Unser, Jr. pressione olio
26 Dick Simon pressione olio
27 Bobby Rahal turbo
28 A. J. Foyt Broken RF wing
29 Tony Bettenhausen, Jr. mozzo ruota
30 Scott Brayton Turbo
31 Josele Garza motore
32 George Snider motore
33 Pancho Carter pompa olio

 

Classifica dopo Indianapolis
1   Mario Andretti 39
2   Danny Sullivan 34
3   Al Unser 22
4   Emerson Fittipaldi 16
5   Roberto Guerrero 14
6   Jim Crawford 12
7   Johnny Rutherford 11
8   Johnny Parsons 10
9   Geoff Brabham 8
10   Arie Luyendyk 6
10   Jacques Villeneuve 6
12   Ed Pimm 5
12   Tom Sneva 5
12   Michael Andretti 5
15   Al Unser, Jr. 4
16   Howdy Holmes 3
17   Kevin Cogan 2
17   Scott Brayton 2
19   Pancho Carter 1
19   Derek Daly 1

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