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2017 – Long Beach

Toyota Grand Prix of Long Beach – 7-9 aprile 2017 – Seconda prova stagionale

Circuito: Streets of Long Beach, California

Tipologia: Cittadino

Lunghezza: 1.968 mi – 3.167 km

Configurazione aerodinamica: Stradale

Record della pista: 1.06.6294, Helio Castroneves, Dallara – Chevrolet, 2015

Distanza di gara: 85 giri – 167,28 mi

Vincitore uscente:  Simon Pagenaud

Dopo ben tre settimane di pausa arriva finalmente il secondo appuntamento della stagione IndyCar, che quest’anno va di scena nelle strade di Long Beach. La corsa californiana si è ormai da anni affermata come il secondo evento del calendario in termini di pubblico e prestigio, secondo solo alla Indy 500.

L’edizione di quest’anno si presenta ancora più interessante dopo la rocambolesca prova di apertura, che ha visto la Honda sovvertire lo svantaggio da tutti atteso alla vigilia, mettendo in campo di fatto le vetture più veloci in pista. Come St. Petersburg, anche Long Beach negli ultimi anni è stata feudo della Chevrolet, dominatrice delle ultime edizioni con i team Penske e Ganassi. Nonostante si tratti di piste completamente diverse, la Honda ha però confermato il proprio momento di forma anche nei recenti test di Sonoma, piazzando davanti a tutti il capo classifica Sebastien Bourdais. Sparito l’effetto sorpresa, l’impressionante schieramento di piloti in grado di primeggiare fa apparire una nuova vittoria del pacchetto giapponese altamente probabile.

Dopo i grossi problemi di durata e calibrazione riscontrati nella prova d’apertura, il pacchetto frenante PFC-Brembo sarà ancora tra gli osservati speciali, anche se dopo i test collettivi di Barber e le prove private in California l’allarme sembrerebbe rientrato.

 

Griglia di partenza – Long Beach
Pos. Pilota Tempo Pilota Tempo
1 Helio Castroneves 01:06.2254
2 Scott Dixon 01:06.4123
3 Ryan Hunter-Reay 01:06.4401
4 James Hinchcliffe 01:06.5291
5 Alexander Rossi 01:06.5595
6 Graham Rahal 01:06.7562
7 Charlie Kimball 01:06.5404
8 Josef Newgarden 01:06.6074
9 Will Power 01:06.6145
10 Marco Andretti 01:06.6222
11 Tony Kanaan 01:06.6262
12 Sebastien Bourdais 01:06.7853
13 Ed Jones 01:07.5832
14 Carlos Munoz 01:07.3783
15 JR Hildebrand 01:07.6931
16 Mikhail Aleshin 01:07.3893
17 Conor Daly 01:07.7977
18 Takuma Sato 01:07.4699
19 Spencer Pigot 01:07.8442
20 Max Chilton 01:07.5333
21 Simon Pagenaud 01:08.0439

Se a St. Petersburg un errore in qualifica aveva fatto pesare su Bourdais le aspettative di una bella rimonta dal fondo, in California il ruolo è passato a Pagenaud, che a differenza di tante altre volte, forse spererà in una bandiera gialla provvidenziale che possa scompaginare i piani dei primi. Uno scenario comunque improbabile a Long Beach, che ha visto una sola neutralizzazione nelle ultime due edizioni. A questo proposito la distanza di gara è stata allungata di 5 giri, nel tentativo di costringere i piloti a completare la corsa con tre soste, senza dover badare troppo ai consumi. Stando a quanto dichiarato in conferenza stampa però, senza una bandiera gialla a inizio gara ci sarebbe ancora la possibilità di arrivare in fondo con due soli pit stop.

Ciò che una bandiera gialla inopportuna aveva tolto a St.Pete, gli è stato in parte restituito da una bandiera gialla mancata a Long Beach. Potrebbe essere questo il breve riassunto dell’inizio stagione di James Hinchcliffe, che sulle strade della California è tornato al successo dopo due anni. Una vittoria speciale per il Sindaco, per due motivi: perché ottenuta nella seconda corsa più importante del calendario, il cittadino americano per antonomasia; perché si tratta del primo successo dopo il gravissimo incidente di Indy 2015, che va a cancellare ogni dubbio sul ritorno al massimo rendimento del pilota canadese.

Si diceva della bandiera gialla. Al via un problema elettronico ha visto Castroneves perdere subito 5 posizioni, lasciando il comando a Scott Dixon, prima che la corsa venisse interrotta da un evitabile contatto tra Kimball e Power, costato il ritiro all’americano e una corsa nelle retrovie al campione 2014. Dopo la ripartenza Dixon ha controllato per un po’ gli inseguitori, Hunter-Reay, autore di un bel sorpasso su Hinchcliffe, con Rahal e Rossi subito dietro. Mentre Pagenaud, risalito a suon di sorpassi fino ai margini della top ten, guidava al 11° giro la truppa dei ritardatari che puntavano su una strategia a 3 soste, davanti i piloti del gruppo di testa risparmiavano carburante, optando per i due pit stop. Questo fino al 14° giro, quando la vettura lenta di Marco Andretti, afflitto da problemi elettrici, ha tratto in inganno Mike Hull, che dopo la beffa di St.Pete ha richiamato in pit lane Dixon, portando anche la sua strategia sulle tre soste. La scelta si è però presto rivelata errata, perché Andretti è riuscito a parcheggiare la sua vettura in un posto sicuro, evitando la neutralizzazione della corsa. Il comando è quindi passato ad Hunter-Reay, che seguito come un’ombra di Hinchcliffe e Rossi ha proseguito sulla tattica delle due soste, fermandosi intorno al 30° giro.

Le diverse sequenze di rifornimento hanno quindi visto un’alternanza al comando tra Dixon e Hunter-Reay, con Hinchcliffe, Pagenaud, Newgarden, Castroneves e Rossi nel mix. Il passare dei giri ha però reso evidente come le due soste fossero la strategia vincente, restringendo il discorso vittoria al trio Hunter-Reay, Rossi e Hinchcliffe. Superato in pista dal californiano, il Sindaco è però riuscito a sopravanzare entrambe le vetture del team Andretti e prendere il comando durante i pit stop, effettuati dai tre tra il 57° e il 58° giro. Nei giri successivi il canadese ha poi visto sempre più grande negli specchietti la vettura di Rossi, che dopo aver superato alla grande Hunter-Reay è andato in caccia della testa della corsa fino al 62° giro, quando il motore Honda ha costretto l’americano a parcheggiare la vettura sulla Shoreline Drive, causando l’intervento della pace car. La pulizia della pista dalla gran mole di residui di gomma accumulatisi, ha protratto a lungo la neutralizzazione, dando l’occasione ai piloti di testa di risparmiare etanolo e affrontare gli ultimi giri senza badare troppo ai consumi. Alla ripartenza Hinchcliffe ha preso un po’ di margine, subendo però nel finale il ritorno di Hunter-Reay, che a 6 giri dal termine ha seguito il destino dei compagni di squadra (anche Sato si era ritirato per problemi di motore), ritirandosi per guai elettrici. Tra Hinchcliffe e la vittoria rimanevano quindi 4 giri di bandiera verde, in cui il canadese ha dovuto tenere a bada Bourdais. Dopo un pit stop a inizio gara per riparare i danni causati dai detriti dell’incidente Kimball-Power, il francese ha attuato la strategia dei primi, ritrovandosi davanti nel finale grazie ad un’abile opera di risparmio carburante. Il capo classifica negli ultimi giri non aveva però il ritmo per impensierire Hinchcliffe, andato a cogliere un successo meritato, seppur  favorito dalle sventure del team Andretti.

Bourdais ha comunque portato a casa un’eccellente seconda posizione davanti a Newgarden, come Dixon su tre soste e autore di una prova solida. Il nuovo acquisto del team Penske, al primo podio con il team del Capitano, ha preceduto proprio il neozelandese, in difficoltà nel terzo stint con gomme “rosse” e poco a suo agio nel traffico a causa di un’assetto aerodinamico piuttosto scarico. Il quattro volte campione, deluso per l’errore strategico nel cambio di strategia, ha comunque incassato punti preziosi in chiave titolo, precedendo Pagenaud, autore di una corsa intensissima che lo ha visto recuperare in pista numerose posizioni e superare anche una foratura per conquistare il quinto posto finale.

Ed Jones ha poi portato a casa un eccellente sesto posto, vincendo un duello infinito con l’altrettanto positivo Munoz. I due hanno approfittato nel finale di un problema al tornantino per Spencer Pigot, risalito fino al sesto posto grazie a una strategia simile a quella di Bourdais. Il californiano ha comunque terminato in una discreta ottava piazza davanti a Castroneves, i cui problemi elettronici sono continuati durante la corsa, costando al brasiliano una penalità per eccesso di velocità in pit lane. Inizialmente tra i protagonisti, una foratura ha costretto Graham Rahal al decimo posto dopo aver perso terreno a metà gara. Il pilota dell’Ohio ha in realtà beneficiato di un incidente all’ultimo giro che ha visto Hildebrand tamponare Aleshin in fondo alla Shoreline Drive. Il californiano ha riportato una frattura alla mano che lo costringerà a saltare la prossima gara al Barber Motorsports Park.

Long Beach – Ordine d’arrivo
Pos. Pilota Squadra Vettura N Sponsor Tempo
1 James Hinchcliffe (L) Schmidt Honda 5 Arrow Electronics 85 giri in 01:50:28.9818 – 90.845 mph
2 Sebastien Bourdais Coyne Honda 18 Sonny’s 1.494
3 Josef Newgarden Penske Chevrolet 2 Hum 2.316
4 Scott Dixon (L) (LL) Ganassi Honda 9 NTT Data 2.783
5 Simon Pagenaud Penske Chevrolet 1 Menard’s 3.393
6 Ed Jones Coyne Honda 19 Boy Scouts of America 5.795
7 Carlos Munoz Foyt Chevrolet 14 ABC Supply 6.393
8 Spencer Pigot Carpenter Chevrolet 20 Loki 9.057
9 Helio Castroneves (P) Penske Chevrolet 3 AAA 9.340
10 Graham Rahal Rahal Honda 15 Penngrade 17.863
11 JR Hildebrand Carpenter Chevrolet 21 Preferred 1 giro
12 Mikhail Aleshin Schmidt Honda 7 SMP 1 giro
13 Will Power Penske Chevrolet 12 Verizon 1 giro
14 Max Chilton Ganassi Honda 8 Gallagher 1 giro
15 Tony Kanaan Ganassi Honda 10 NTT Data 1 giro
16 Conor Daly Foyt Chevrolet 4 ABC Supply 1 giro
17 Ryan Hunter-Reay (L) Andretti Honda 28 DHL Elettronica
18 Takuma Sato Andretti Honda 26 Panasonic Elettronica
19 Alexander Rossi Andretti Honda 98 Napa Motore
20 Marco Andretti Andretti Honda 27 United Fiber & Data Elettronica
21 Charlie Kimball Ganassi Honda 1 Tresiba Incidente
P = Punto per la pole position;

L= Punto per aver condotto almeno un giro in testa;

LL= due punti per aver condotto il maggior numero di giri in testa

Giro più veloce: Helio Castroneves, 1.07.7696
Giri in testa
Scott Dixon 32
Ryan Hunter-Reay 28
James Hinchcliffe 25

 

La classifica dopo Long Beach
Pos. Pilota Punti
1 Sebastien Bourdais 93
2 James Hinchcliffe 74
3 Simon Pagenaud 71
4 Scott Dixon 70
5 Josef Newgarden 59
6 Helio Castroneves 51
7 Ed Jones 48
8 Ryan Hunter-Reay 46
9 Takuma Sato 43
10 Marco Andretti 36
11 JR Hildebrand 36
12 Carlos Munoz 35
13 Mikhail Aleshin 34
14 Spencer Pigot 34
15 Tony Kanaan 33
16 Graham Rahal 33
17 Alexander Rossi 30
18 Will Power 30
19 Max Chilton 30
20 Conor Daly 29
21 Charlie Kimball 21

Immagine di copertina: indycar.com

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