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2017 – Barber

Honda Grand Prix of Alabama – 21-23 aprile 2017 – Terza prova stagionale

 

 

Circuito: Barber Motorsports Park

Tipologia: Stradale Permanente

Lunghezza: 2.3 mi – 3.7 km

Configurazione aerodinamica: Stradale

Record della pista: 1.06.6001, Sebastien Bourdais, Dallara – Chevrolet, 2016

Distanza di gara: 90 giri – 207 mi

Vincitore uscente:  Simon Pagenaud

A due settimane dal ritorno al successo di James Hinchcliffe, vittorioso a Long Beach, l’IndyCar fa tappa in Alabama per il terzo appuntamento stagionale. Impegnativo e divertente in virtù di un layout che segue l’andamento del terreno, proponendo un’ampia varietà di curve, il circuito di Barber sulla carta non sembrerebbe particolarmente prodigo di punti di sorpasso, ma dall’introduzione della DW12 il tracciato nei pressi di Birmingham ha offerto alcune delle più divertenti gare degli ultimi anni. L’edizione 2016 in particolare, pur non segnalandosi tra le più ricche di sorpassi, ha vissuto un finale spettacolare, con Pagenaud e Rahal impegnati in un duello sopra le righe che alla fine ha visto prevalere il francese. Dopo due secondi posti il pilota dell’Ohio rimane un favorito d’obbligo per il successo, specie considerando la supremazia mostrata dalla Honda nei primi due appuntamenti, svoltisi però su una tipologia di circuito differente. Il passaggio da cittadini a stradali potrebbe infatti alterare gli equilibri tecnici, facendo passare la potenza in secondo piano rispetto al grip meccanico garantito da sempre più sofisticati ammortizzatori, uno dei pochi campi in cui le squadre hanno più o meno carta bianca nello sviluppo.

 

Griglia di Partenza
Pos. Pilota Tempo Pilota Tempo
1 Will Power 1.06.9614
2 Helio Castroneves 1.07.1429
3 Simon Pagenaud 1.07.3817
4 Scott Dixon 1.07.5817
5 Ryan Hunter-Reay 1.07.6851
6 James Hinchcliffe 1.07.8710
7 Josef Newgarden 01:07.5941
8 Mikhail Aleshin 01:07.9467
9 Max Chilton 01:07.9788
10 Tony Kanaan 01:08.0305
11 Ed Jones 01:08.2034
12 Sebastien Bourdais 01:08.2726
13 Marco Andretti 01:07.5405
14 Takuma Sato 01:07.6928
15 Charlie Kimball 01:07.7033
16 Carlos Munoz 01:07.7007
17 Spencer Pigot 01:07.9211
18 Alexander Rossi 01:07.7483
19 Zach Veach 01:08.4681
20 Conor Daly 01:08.0104
21 Graham Rahal 01:08.0499

 

Dopo due corse positive ma non esaltanti, è arrivato il primo successo per Josef Newgarden con il team Penske. Il pilota del Tennesse ha replicato per certi versi la prestazione del 2015, quando si portò al comando mettendo a segno alcuni splendidi sorpassi nella curva 15. È stato così anche a oggi e a farne le spese è stato soprattutto Scott Dixon, che avrebbe dovuto fare tesoro di quanto accaduto nelle edizioni precedenti, dato che la manovra sta diventando un vero e proprio marchio di fabbrica per Newgarden. La vera svolta nella corsa del neo acquisto del Capitano è stata però il ritiro di Will Power. L’australiano ha comandato la gara per quasi tutta la sua distanza, controllando Newgarden e Dixon con un vantaggio che, in funzione della strategia e del diverso degrado degli pneumatici, è oscillato tra 3.5 secondi e pochi decimi. Una foratura lenta a una decina di giri dalla conclusione ha però costretto il campione 2014 a una sosta supplementare, relegandolo al 14° posto.

La prima sorpresa della gara è arrivata al primo giro, quando un duro scambio di ruotate tra Hinchcliffe e Hunter-Reay ha danneggiato l’ala anteriore dell’americano, costringendo alla neutralizzazione della corsa. Nelle prime fasi Power ha preceduto un gruppo ravvicinato composto da Castroneves, Dixon (abile nel superare Pagenaud al via), lo stesso Pagenaud e Newgarden, liberatosi di Hinchcliffe subito prima della bandiera gialla. Alla ripartenza il pilota del Tennesse ha poi continuato la sua progressione, ingaggiando una bella battaglia con il compagno di squadra, culminata in un attacco in curva 5 che ha costretto il francese a sconfinare nell’erba e perdere un’ ulteriore posizione a vantaggio di Hinchcliffe. Newgarden ha quindi messo nel mirino Dixon, senza però trovare il varco per raggiungere la zona podio. È stata però solo una questione di tempo, perché il primo turno di soste, da tutti completato tra il 15° e il 25° giro, ha visto il ricomporsi di un duo Penske al comando, con però Newgarden al posto di Castroneves, precipitato in quarta posizione davanti a Pagenaud e Hinchcliffe, seguiti da un ottimo Rossi. Power ha continuato a comandare la corsa, vedendosi però avvicinare dal nuovo compagno e soprattutto da Dixon prima del secondo turno di soste, arrivato tra il 40° e il 45° giro e sfruttato da Pagenaud e Hinchcliffe per liberarsi di Castroneves. Con un vantaggio di 3 secondi su Newgarden e 6 su Dixon, Power sembrava avere la corsa in tasca, ma progressivamente gli inseguitori hanno ridotto il distacco, al punto che intorno al 60° giro i tre erano racchiusi in meno di due secondi, con Pagenaud 10 secondi più indietro.

Nel frattempo un serrato gruppetto nella parte basse della top ten ha visto Spencer Pigot esibirsi in una ripetizione di quanto mostrato a St. Pete. Partito 17°, in pochi giri il californiano si è liberato alla grande di Bourdais e Kanaan, lanciandosi all’inseguimento di Rossi per la settima piazza. Peccato che la bella prestazione sia poi stata rovinata da un testacoda alla curva 5, costata un giro al campione IndyLights 2015, sempre più efficace in gara che in prova. La neutralizzazione, arrivata al giro 63, è servita a tutti per effettuare l’ultima sosta, che ha visto Dixon sopravanzare finalmente Newgarden. La bandiera verde è tornata a sventolare al 69° giro con Charlie Kimball al comando, non essendosi fermato nella speranza di uno scroscio di pioggia poi non arrivato. Sorpreso abilmente Dixon con la sua classica manovra alla curva 15, Newgarden si è così lanciato all’inseguimento di Power, che dopo essere tornato al comando in seguito al pit stop di Kimball, è come detto rimasto vittima di una perdita di pressione che lo ha costretto tristemente ad una nuova visita in pit lane. Negli ultimi giri Dixon, sicuramente alterato dalla manovra decisa di Newgarden, ha messo molta pressione al rivale, ma nonostante una disponibilità doppia di push to pass non è mai riuscito a costruire una manovra di sorpasso efficace, dovendosi accontentare dell’ennesimo podio. Pagenaud, rientrato nei giochi per la vittoria grazie alla neutralizzazione, non è in realtà mai stato della partita, frenato da problemi di consumo. Alle sue spalle ha chiuso un Castroneves poco incisivo con le gomme dure, che ha preceduto Alexander Rossi, la cui bella rimonta è stata premiata da un errore di Hinchcliffe, che finendo largo in un tentativo di attacco a Pagenaud ha consegnato all’americano il quinto posto. Il canadese si è quindi dovuto accontentare della sesta piazza davanti a Kanaan, che ha risolto a suo favore un lungo duello con Bourdais, bravo comunque a portare a casa un piazzamento in un fine settimana difficile, da cui esce ancora come capo classifica. Takuma Sato ha a sua volta rimontato bene terminando al nono posto, davanti ad Aleshin, che con un attacco poco ortodosso all’ultimo giro ha privato Hunter-Reay del decimo posto. Una corsa deludente per il campione 2012, rimasto subito attardato dal contatto al via con Hinchcliffe che lo ha spedito immediatamente in fondo al gruppo. L’americano ha preceduto Chilton, a lungo in lizza per un posto in top ten ma poco incisivo nel finale. Un week end da dimenticare ha invece fruttato a Graham Rahal un misero tredicesimo posto davanti allo sfortunato Power.

La corsa di Marco Andretti è invece subito stata rovinata da un problema elettrico che ha tenuto fermo in pit lane l’americano per 3 giri.

Barber – Ordine d’arrivo
Pos. Pilota Squadra Pacchetto N Sponsor Tempo
1 Josef Newgarden (L) Penske Chevrolet 2 Fitzgerald 90 giri in 01:54:08.7076 – 108.809 mph
2 Scott Dixon (L) Ganassi Honda 9 NTT Data 1.049
3 Simon Pagenaud Penske Chevrolet 1 Menard’s 2.571
4 Helio Castroneves (L) Penske Chevrolet 3 AAA 11.159
5 Alexander Rossi Andretti Honda 98 12.047
6 James Hinchcliffe Schmidt Honda 5 Arrow Electronics 12.591
7 Tony Kanaan Ganassi Honda 10 NTT Data 15.411
8 Sebastien Bourdais Coyne Honda 18 Sonny’s 16.065
9 Takuma Sato Andretti Honda 26 Panasonic 20.176
10 Mikhail Aleshin Schmidt Honda 7 Lucas 20.706
11 Ryan Hunter-Reay Andretti Honda 28 DHL 22.206
12 Max Chilton Ganassi Honda 8 Gallagher 22.971
13 Graham Rahal Rahal Honda 15 Mi-Jack 24.346
14 Will Power (L) (LL) (P) Penske Chevrolet 12 Verizon 26.318
15 Charlie Kimball (L) Ganassi Honda 83 Tresiba 35.487
16 Ed Jones Coyne Honda 19 Boy Scouts of America 39.564
17 Carlos Munoz Foyt Chevrolet 14 ABC Supply 50.368
18 Conor Daly Foyt Chevrolet 4 ABC Supply 51.203
19 Zach Veach Carpenter Chevrolet 21 Fuzzy’s Vodka 56.254
20 Spencer Pigot Carpenter Chevrolet 20 Fuzzy’s Vodka 1 giro
21 Marco Andretti Andretti Honda 27 3 giri
P = Punto per la pole position;

L= Punto per aver condotto almeno un giro in testa;

LL= due punti per aver condotto il maggior numero di giri in testa

Giro più veloce: Will Power, 1.08.2763
Giri in testa
Will Power 60
Josef Newgarden 14
Charlie Kimball 11
Scott Dixon 3
Helio Castroneves 2

 

La classifica dopo Barber
Pos. Pilota Punti
1 Sebastien Bourdais 117
2 Scott Dixon 111
3 Josef Newgarden 110
4 Simon Pagenaud 106
5 James Hinchcliffe 102
6 Helio Castroneves 84
7 Ryan Hunter-Reay 65
8 Takuma Sato 65
9 Ed Jones 62
10 Alexander Rossi 60
11 Tony Kanaan 59
12 Mikhail Aleshin 54
13 Graham Rahal 50
14 Will Power 50
15 Carlos Munoz 48
16 Max Chilton 48
17 Marco Andretti 45
18 Spencer Pigot 44
19 Conor Daly 41
20 Charlie Kimball 37
21 JR Hildebrand 36
22 Zach Veach 11

Foto di copertina: indycar.com

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