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2018 – St. Petersburg

Firestone Grand Prix of St. Petersburg – 9-11 marzo 2018 – Prima prova della stagione 2018

Circuito: Streets of Saint Petersburg, Florida

Tipologia: Cittadino

Lunghezza: 1.8 mi – 2.896 km

Configurazione aerodinamica: Stradale

Record della pista: 1.00.066 – 2016– Will Power, Dallara – Chevrolet

Distanza di gara: 110 giri – 198 mi

Vincitore uscente:  Sebastien Bourdais

 

Griglia di Partenza
Pos. Pilota Tempo Pilota Tempo
1 Robert Wickens 01:01.6643
2 Will Power 01:01.7346
3 Matheus Leist 01:01.7631
4 Jordan King 01:01.7633
5 Takuma Sato 01:01.8821
6 Ryan Hunter-Reay 01:02.0385
7 James Hinchcliffe 01:00.9986
8 Gabby Chaves 01:01.1191
9 Scott Dixon 01:01.6527
10 Tony Kanaan 01:01.7213
11 Simon Pagenaud 01:04.6739
12 Alexander Rossi 01:07.0377
13 Josef Newgarden 01:00.4320
14 Sebastien Bourdais 01:00:9587
15 Zach Veach 01:00.4585
16 Spencer Pigot 01:00:9668
17 Ed Jones 01:00.5009
18 Marco Andretti 01:01:3013
19 Jack Harvey 01:01.0270
20 Max Chilton 01:01:3360
21 Charlie Kimball 01:01.1868
22 Zachary Claman De Melo 01:01:8567
23 Rene Binder 01:01.7003
24 Graham Rahal 01:04:0990

 

12 mesi dopo, Sebastien Bourdais si ripete sulle strade amiche di St. Petersburg, portando a casa la prima corsa del campionato IndyCar 2018. Lo fa al termine di una gara a due facce, che ha mostrato il meglio e il peggio della categoria. Per i primi 40 giri si è infatti rasentato il ridicolo, con ben 5 neutralizzazioni a rimediare a problemi tecnici e grossolani errori figli dell’inesperienza con il nuovo pacchetto tecnico. La seconda metà gara è stata invece molto lineare e combattuta, conducendo ad un finale che farà discutere a lungo. Protagonisti assoluti di ogni fase sono stati Robert Wickens e Alexander Rossi. Sopravvissuto all’assalto di Power in partenza, una volta vinta la resistenza di un coriaceo King il canadese ha sempre condotto la gara con autorità, a eccezione dei periodi di pit stop, mettendo in mostra un ritmo vincente con entrambe le mescole. Rossi, partito 12°, è stato invece autore di un avvio strepitoso, portandosi subito a ridosso dei primi e poi avventandosi su Leist e King. Ricuciti in breve i circa tre secondi guadagnati da Wickens, il californiano sembrava in controllo della corsa, ma il difficile doppiaggio di Chilton e il gran passo del canadese con le gomme dure hanno tenuto la situazione aperta fino all’ultima sosta, da cui il pilota del team SPM è emerso con tre secondi di vantaggio sul rivale. Portatosi ancora una volta sul cambio del canadese, un lungo di Rossi in curva 3 a 15 giri dalla fine sembrava aver posto fine alla contesa, ma quando nulla sembrava poter negare a Wickens un meritato successo, la vettura di Binder contro le gomme della curva 10 ha portato a una ripartenza a 5 giri dalla conclusione. Mancato il primo assalto, Rossi si è visto regalare un’altra possibilità da Chilton, finito in testacoda. Quando la bandiera verde è apparsa per l’ultima volta a 2 giri dalla fine, l’americano ha così messo Wickens nel mirino, tirando una gran staccata in curva 1. Peccato che il canadese, consapevole della scarsa aderenza della linea interna, abbia fatto lo stesso sulla traiettoria di gara. Risultato: Rossi in sovrasterzo e contro la vettura di un incolpevole Wickens, finito mestamente contro il muro della curva 1.

Spettatore interessato del duello tra i due proprio Bourdais, sopravvissuto a una foratura al primo giro che lo ha costretto ad una strategia alternativa. In perenne risparmio di etanolo, il francese si è alternato in testa alla corsa con Wickens, beneficiando delle neutralizzazioni finali per chiudere senza problemi di consumi. Alle sue spalle ha quindi concluso Rahal, partito ultimo e costretto a una strategia simile da un testacoda nelle prime fasi dopo un improbabile assalto su Pigot. Rossi, sopravvissuto al contatto e graziato dai commissari, ha quindi chiuso il podio, con Wickens classificato solo in 18ma piazza. Una corsa solida ma lontana dal ritmo del compagno ha visto Hinchcliffe conquistare il quarto posto, davanti ad Hunter-Reay, subito in pit lane per un problema elettronico e bravo a recuperare fino alla top 5. Nonostante delle ripartenze tentennanti, un incredibile svarione in frenata che lo ha visto travolgere Sato (con conseguente ripartenza dal fondo) e una penalità per eccesso di velocità in pit lane, Scott Dixon è riuscito a portare a casa una sesta piazza davanti a Newgarden, primo di un’armata Penske piena di problemi. L’americano, in perenne risparmio carburante dopo una foratura, ha soffiato all’ultimo restart la settima piazza ad un Ed Jones non particolarmente veloce ma bravo a tenersi fuori dai guai. Terzo nelle prime fasi e in perenne lotta nel gruppo, Marco Andretti ha portato a casa una nona piazza, precedendo Will Power, in testacoda al primo giro dopo un avventuroso tentativo di sorpasso su Wickens e costretto a ripartire dal fondo dopo la sostituzione dell’ala posteriore.  Kanaan, mandato in testacoda al primo giro da Veach, ha chiuso 11°, precedendo Sato e Pagenaud, afflitto da problemi a una pistola pneumatica durante le soste. Tra i rookies King e Leist hanno condiviso le fortune di Wickens. Autore di una bella partenza, l’inglese ha brevemente preso il comando con un grandioso sorpasso su Wickens alla prima ripartenza, subendo però poco dopo il controsorpasso del canadese. Dopo un bel duello con Rossi, la sua corsa è poi stata rovinata da una foratura. Leist, a ridosso della testa nelle prime fasi, è stato a lungo attardato da un problema al cambio, finendo poi contro il muro al rientro in pista, forse a causa di un guasto.

Sul comportamento in gara del nuovo aerokit, il giudizio di Will Power è stato chiaro: “La griglia è molto molto competitiva. Ci sono buone macchine in tutto lo schieramento e di tante squadre diverse. Ma possiamo comunque correre vicini. Non c’è molta scia, ma si può arrivare proprio dietro un’altra macchina”. Sia dalle inquadrature esterne che dalle onboard cameras si è poi potuto apprezzare l’elevato numero di correzioni e la guida perennemente sul filo del sovrasterzo imposta dalla nuova vettura, che ha pienamente passato il test dei cittadini. Il prossimo, quello degli ovali corti, sarà però forse il più difficile.

St. Petersburg – 11/03/2017 – Ordine d’arrivo
Pos. Pilota Squadra Motore N Sponsor Tempo
1 Sebastien Bourdais (L) Coyne Honda 18 Sealmaster 110 giri in 02:17:48.4954 – 86,207 mph
2 Graham Rahal Rahal Honda 15 United Rentals 0.1269
3 Alexander Rossi (L) Andretti Honda 27 Napa 0.7109
4 James Hinchcliffe Schmidt Honda 5 Arrow Electronics 1.518
5 Ryan Hunter-Reay (L) Andretti Honda 28 DHL 1.991
6 Scott Dixon Ganassi Honda 9 PNC Bank 2.272
7 Josef Newgarden Penske Chevy 1 Hitachi 3.384
8 Ed Jones Ganassi Honda 10 NTT Data 4.299
9 Marco Andretti Andretti Honda 98 US Concrete 4.836
10 Will Power Penske Chevy 12 Verizon 6.127
11 Tony Kanaan Foyt Chevy 14 ABC 6.518
12 Takuma Sato Rahal Honda 30 Panasonic 7.401
13 Simon Pagenaud Penske Chevy 22 Menard’s 7.990
14 Gabby Chaves Harding Chevy 88 Harding 9.227
15 Spencer Pigot Carpenter Chevy 21 Fuzzy’s 1 giro
16 Zach Veach Andretti Honda 26 One Thousand One 1 giro
17 Zachary Claman De Melo Coyne Honda 19 Paysafe 1 giro
18 Robert Wickens (P)(L)(LL) Schmidt Honda 6 Lucas Oil 2 giri
19 Max Chilton Carlin Chevy 59 Gallagher 2 giri
20 Charlie Kimball Carlin Chevy 23 Tresiba 3 giri
21 Jordan King (L) Carpenter Chevy 20 Fuzzy’s 3 giri
22 Rene Binder Juncos Chevy 32 Binderholz 3 giri
23 Jack Harvey Shank Honda 60 Autonation Incidente
24 Matheus Leist Foyt Chevy 4 ABC Incidente
Giro più veloce Alexander Rossi 1,01,7244
Giri in testa
Robert Wickens 69
Sebastien Bourdais 30
Alexander Rossi 5
Jordan King 5
Ryan Hunter-Reay 1
P: Punto per la pole position

L: Punto per aver condotto un giro in testa

LL: Due punti per il maggior numero di giri in testa

 

Classifica
Pos. Pilota Punti Distacco Corse Vittorie Podi Top 5 Top 10 Poles LL L GPV
1 Sebastien Bourdais 51 0 1 1 1 1 1 0 30 1 0
2 Graham Rahal 40 11 1 0 1 1 1 0 0 0 0
3 Alexander Rossi 36 15 1 0 1 1 1 0 5 1 1
4 James Hinchcliffe 32 19 1 0 0 1 1 0 0 0 0
5 Ryan Hunter-Reay 31 20 1 0 0 1 1 0 1 1 0
6 Scott Dixon 28 23 1 0 0 0 1 0 0 0 0
7 Josef Newgarden 26 25 1 0 0 0 1 0 0 0 0
8 Ed Jones 24 27 1 0 0 0 1 0 0 0 0
9 Marco Andretti 22 29 1 0 0 0 1 0 0 0 0
10 Will Power 20 31 1 0 0 0 1 0 0 0 0
11 Tony Kanaan 19 32 1 0 0 0 0 0 0 0 0
12 Takuma Sato 18 33 1 0 0 0 0 0 0 0 0
13 Simon Pagenaud 17 34 1 0 0 0 0 0 0 0 0
14 Gabby Chaves 16 35 1 0 0 0 0 0 0 0 0
15 Spencer Pigot 15 36 1 0 0 0 0 0 0 0 0
16 Zach Veach 14 37 1 0 0 0 0 0 0 0 0
17 Zachary Claman De Melo 13 38 1 0 0 0 0 0 0 0 0
18 Robert Wickens 16 35 1 0 0 0 0 1 69 1 0
19 Max Chilton 11 40 1 0 0 0 0 0 0 0 0
20 Charlie Kimball 10 41 1 0 0 0 0 0 0 0 0
21 Jordan King 10 41 1 0 0 0 0 0 5 1 0
22 Rene Binder 8 43 1 0 0 0 0 0 0 0 0
23 Jack Harvey 7 44 1 0 0 0 0 0 0 0 0
24 Matheus Leist 6 45 1 0 0 0 0 0 0 0 0

Immagine di copertina: indycar.com, Chris Owens