16C_8085-EDIT-1

2018 – Phoenix

Desert Diamond West Valley Casinò Phoenix Grand Prix – 6-7 aprile 2018 – Seconda prova stagionale

Circuito Ingenuity Sun Media Raceway – Phoenix
Tipologia Ovale corto
Lunghezza 1.022 mi – 1.644 km
Configurazione aerodinamica Ovale corto
Record della pista 18.8701, Helio Castroneves, Dallara-Chevrolet, 2017
Distanza di gara 250 giri – 255.5 mi
Vincitore uscente Simon Pagenaud

 

Phoenix – Griglia di partenza
Pos. Pilota Tempo Pilota Tempo
1 Sebastien Bourdais 00:39.0285
2 Simon Pagenaud 00:39.1096
3 Will Power 00:39.3808
4 Alexander Rossi 00:39.3869
5 James Hinchcliffe 00:39.6165
6 Robert Wickens 00:39.6975
7 Josef Newgarden 00:39.7152
8 Ryan Hunter-Reay 00:39.8384
9 Tony Kanaan 00:39.8624
10 Pietro Fittipaldi 00:39.8725
11 Ed Jones 00:39.9234
12 Graham Rahal 00:40.0088
13 Takuma Sato 00:40.2187
14 Kyle Kaiser 00:40.2409
15 Spencer Pigot 00:40.4275
16 Matheus Leist 00:40.4715
17 Scott Dixon 00:40.4744
18 Ed Carpenter 00:40.5995
19 Gabby Chaves 00:40.6695
20 Marco Andretti 00:40.8349
21 Max Chilton 00:41.2324
22 Charlie Kimball 00:41.4561
23 Zach Veach 00:41.8725

 

Cambiare tutto per non cambiare (quasi) nulla. Potrebbe riassumersi così il bilancio della prima prova stagionale su ovale corto, a Phoenix, dove l’IndyCar ha offerto per il terzo anno consecutivo una corsa piatta, monotona per lunghi tratti e ravvivata solo nel finale da qualche azzardo strategico. Dopo due anni di processioni a 300 all’ora con gli aerokits, si sperava che la nuova veste aerodinamica e un elevato consumo degli pneumatici avrebbero portato a monoposto più difficili da gestire e in grado di offrire spettacolo. Se il primo obiettivo è stato indubbiamente raggiunto, con i piloti costretti a lunghe fasi di rilascio in ingresso curva, nonostante i tentativi di gommare artificialmente la pista Phoenix si è dimostrato ancora una volta un ovale monotraiettoria, punendo duramente chi, avventurosamente o per errore, si è trovato a uscire dalla striscia di asfalto gommata. Così è stato per i veloci rookie Fittipaldi e Kaiser, per il veterano Power (in testa nelle prime fasi) e per Ed Jones, in lotta per la vittoria fino alle ultime fasi. Ne è scaturita quindi una corsa noiosa, con il leader di turno spesso bloccato per decine di giri dietro un doppiato, senza che il gruppo di inseguitori potesse minimamente approfittarne. Le tribune semi deserte, sintomo inequivocabile dello scarso apprezzamento incontrato dalle edizioni precedenti, hanno trovato così giustificazione anche nel 2018, spingendo a interrogarsi sul futuro di una tappa comunque fondamentale del calendario. Per St. Louis, afflitto dagli stessi problemi nel 2017, la serie dovrebbe forse accogliere il suggerimento di Will Power di fornire un set extra di pneumatici nelle libere da usare esclusivamente per sperimentare e gommare la traiettoria esterna.

 

LA GARA

Le prime fasi hanno visto il duo francese Bourdais-Pagenaud guidare il gruppo, inseguiti da Rossi e Wickens. Peccato che in occasione della prima sosta collettiva, arrivata in regime di bandiere gialle per l’incidente di Fittipaldi, sia il vincitore di St. Pete che l’americano siano scivolati sull’infido cemento della pit lane, colpendo senza conseguenze i propri meccanici. Risultato? Drive through e un giro perso. Ma se Bourdais, poco agile nel traffico, è di fatto uscito dalla contesa, Rossi si è prodotto in una rimonta alla Zanardi che lo ha visto recuperare il giro a suon di sorpassi (unico in pista) e poi guadagnare posizioni su posizioni fino alla top 5. Problemi durante la sosta hanno invece fatto precipitare Pagenaud in mezzo al gruppo. Per una Penske in picchiata le soste collettive ne hanno però visto risalire un’altra. Will Power ha infatti guidato il gruppo nella lunga fase di bandiera verde successiva, inseguito dalle vetture del team Schmidt con il sempre più impressionante Wickens a precedere Hinchcliffe. Con le gomme in crisi dopo poche decine di giri, il duo canadese ha poi giocato la carta vincente della sosta anticipata, rischiando non poco quando una ruota persa da Leist in pit lane ha quasi portato alla seconda neutralizzazione. In pista con gomma nuova contro gli avversari bloccati nel traffico, Hinchcliffe e Wickens hanno quindi avuto gioco facile nel portarsi al comando, con il rookie a precedere il Sindaco dopo un doppiaggio difficile. La strategia non è però passata inosservata nei box Penske e Ganassi, che hanno a loro volta rischiato la sosta anticipata per Newgarden e Jones in occasione dell’ultimo pit stop. Con poco meno di 50 giri da percorrere il campione in carica si è quindi ritrovato al comando davanti al pilota degli Emirati a precedere Wickens, Hinchcliffe e Dixon, l’unico in grado di arginare la furiosa rimonta di Rossi.

Con le posizioni praticamente congelate dai noti problemi di sorpassi, la svolta della corsa è poi arrivata al giro 229, quando un errore di valutazione ha posto fine alla bella prova di Jones in curva 3. Per tutti i piloti a pieni giri è quindi arrivato il momento della scelta tra rimanere in pista confidando nelle difficoltà di sorpasso o sacrificare la posizione per montare gomme fresche. Incredibilmente il primo a imboccare la pit lane è stato proprio il leader Newgarden, candidatosi come primo degli inseguitori di un gruppetto di testa ora composto da Wickens, Hinchcliffe e Rossi, gli unici a evitare il cambio gomme. Libero dai doppiati e con meno avversari del previsto davanti, a 7 giri dalla fine l’americano ha avuto gioco facile nel far fuori Hinchcliffe e Rossi, incontrando però la dura resistenza di Wickens, che ha difeso strenuamente la linea interna, dovendo però arrandersi quando Newgarden ha arrischiato con successo il sorpasso all’esterno in curva 1. Una volta in testa l’americano non ha più guardato indietro andando a vincere, mentre l’ex pilota Mercedes ha chiuso al secondo posto un’altra prova da incorniciare. A chiudere il podio l’altro grande protagonista di inizio stagione, Alexander Rossi, spettacolare nella sua rimonta e abile nel finale a contenere un Dixon poco appariscente ma concreto. Il neozelandese ha preceduto Hunter-Reay, costante nel rendimento ma ancora ofuscato dal giovane compagno. Stesso discorso per Hinchcliffe, sesto, che ha preceduto Carpenter, ben risalito dal fondo del gruppo. Un po’ al di sotto delle attese dopo dei test molto positivi, Kanaan e Rahal hanno portato a casa rispettivamente l’ottava e la nona piazza, precedendo Pagenaud, penalizzato da una prima sosta problematica e poco a suo agio nel traffico.

La vittoria vale a Newgarden la testa di una classifica comunque molto corta in cui anche Wickens, nonostante il ritiro di St. Pete, rientra nella top ten staccato di 20 punti.

Phoenix – 08/04/2018 – Ordine d’arrivo
Pos. Pilota Squadra Motore N Sponsor Tempo
1 Josef Newgarden (L) Penske Chevy 1 Verizon 250 giri in 01:44:00.3552 – 147.395 mph
2 Robert Wickens (L) Schmidt Honda 6 Lucas Oil 2.995
3 Alexander Rossi (L) Andretti Honda 27 Napa 3.489
4 Scott Dixon Ganassi Honda 9 PNC Bank 3.818
5 Ryan Hunter-Reay (L) Andretti Honda 28 DHL 4.012
6 James Hinchcliffe (L) Schmidt Honda 5 Arrow Electronics 9.450
7 Ed Carpenter Carpenter Chevy 20 Fuzzy’s 9.865
8 Tony Kanaan Foyt Chevy 14 ABC 10.175
9 Graham Rahal (L) Rahal Honda 15 United Rentals 10.325
10 Simon Pagenaud (L) Penske Chevy 22 Menard’s 10.944
11 Takuma Sato Rahal Honda 30 Panasonic 1 giro
12 Marco Andretti Andretti Honda 98 Oberto 1 giro
13 Sebastien Bourdais (P)(L) Coyne Honda 18 Sealmaster 1 giro
14 Spencer Pigot Carpenter Chevy 21 Fuzzy’s 1 giro
15 Gabby Chaves Harding Chevy 88 Harding 1 giro
16 Zach Veach Andretti Honda 26 One Thousand One 1 giro
17 Charlie Kimball Carlin Chevy 23 Tresiba 2 giri
18 Max Chilton Carlin Chevy 59 Gallagher 3 giri
19 Matheus Leist Foyt Chevy 4 ABC 9 giri
20 Ed Jones Ganassi Honda 10 NTT Data incidente
21 Kyle Kaiser Juncos Chevy 32 Binderholz incidente
22 Will Power (L)(LL) Penske Chevy 12 Verizon incidente
23 Pietro Fittipaldi Coyne Honda 19 Paysafe incidente
GPV Sebastien Bourdais 20.627
Giri in testa
Will Power 80
Sebastien Bourdais 60
Robert Wickens 44
Josef Newgarden 30
James Hinchcliffe 20
Graham Rahal 7
Ryan Hunter-Reay 5
Simon Pagenaud 3
Alexander Rossi 1
P: punto per la pole position

L: punto per aver condotto almeno un giro

LL: due punti per aver condotto il maggior numero di giri

Classifica dopo Phoenix
Pos. Pilota Punti Distacco Corse Vittorie Podi Top 5 Top 10 Poles LL L GPV
1 Josef Newgarden 77 0 2 1 1 1 2 0 30 1 0
2 Alexander Rossi 72 5 2 0 2 2 2 0 6 2 1
3 Sebastien Bourdais 70 7 2 1 1 1 1 1 90 2 1
4 Graham Rahal 63 14 2 0 1 1 2 0 7 1 0
5 Ryan Hunter-Reay 62 15 2 0 0 2 2 0 6 2 0
6 James Hinchcliffe 61 16 2 0 0 1 2 0 20 1 0
7 Scott Dixon 60 17 2 0 0 1 2 0 0 0 0
8 Robert Wickens 57 20 2 0 1 1 1 1 113 2 0
9 Tony Kanaan 43 34 2 0 0 0 1 0 0 0 0
10 Marco Andretti 40 37 2 0 0 0 1 0 0 0 0
11 Simon Pagenaud 38 39 2 0 0 0 1 0 3 1 0
12 Takuma Sato 37 40 2 0 0 0 0 0 0 0 0
13 Ed Jones 34 43 2 0 0 0 1 0 0 0 0
14 Will Power 31 46 2 0 0 0 1 0 80 1 0
15 Gabby Chaves 31 46 2 0 0 0 0 0 0 0 0
16 Spencer Pigot 31 46 2 0 0 0 0 0 0 0 0
17 Zach Veach 28 49 2 0 0 0 0 0 0 0 0
18 Ed Carpenter 26 51 1 0 0 0 1 0 0 0 0
19 Max Chilton 23 54 2 0 0 0 0 0 0 0 0
20 Charlie Kimball 23 54 2 0 0 0 0 0 0 0 0
21 Matheus Leist 17 60 2 0 0 0 0 0 0 0 0
22 Zachary Claman De Melo 13 64 1 0 0 0 0 0 0 0 0
23 Jordan King 10 67 1 0 0 0 0 0 5 1 0
24 Kyle Kaiser 9 68 1 0 0 0 0 0 0 0 0
25 Rene Binder 8 69 1 0 0 0 0 0 0 0 0
26 Jack Harvey 7 70 1 0 0 0 0 0 0 0 0
27 Pietro Fittipaldi 7 70 1 0 0 0 0 0 0 0 0