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2018 – Texas

DXC Technology 600 – 8-9/6/2018 – Nona gara della stagione 2018

Circuito Texas Motor Speedway
Tipologia Ovale medio
Lunghezza 1.5 mi – 2.414 km
Configurazione aerodinamica Super speedway
Record della pista 23.273 – Charlie Kimball, Dallara-Honda, 2017
Distanza di gara 248 giri – 372 mi
Vincitore uscente Will Power

 

Griglia di partenza
Pos. Pilota Media (mph) Pilota Media (mph)
1 Josef Newgarden 220.613
2 Simon Pagenaud 220.311
3 Will Power 220.194
4 Robert Wickens 219.561
5 Sebastien Bourdais 219.302
6 Tony Kanaan 219.157
7 Scott Dixon 219.112
8 Alexander Rossi 218.894
9 Takuma Sato 218.578
10 Ryan Hunter-Reay 218.553
11 Marco Andretti 218.430
12 Charlie Kimball 218.145
13 Ed Jones 218.120
14 Ed Carpenter 218.057
15 James Hinchcliffe 217.590
16 Zach Veach 217.473
17 Gabby Chaves 217.149
18 Spencer Pigot 216.895
19 Matheus Leist 216.607
20 Graham Rahal 216.092
21 Zachary Claman De Melo 215.813
22 Max Chilton 214.275

Un anno per raggiungerlo, ma solo una settimana per superarlo. Sette giorni dopo aver centrato la sua 42° vittoria in carriera, Scott Dixon concede il bis in Texas relegando Michael Andretti al quarto posto nella graduatoria dei piloti più vincenti di sempre. Un altro successo da manuale per il neozelandese, attendista nelle prime fasi e poi assoluto dominatore nella seconda metà gara. Come negli intenti dell’IndyCar si è trattato di una corsa molto tattica e selettiva, in cui la capacità di saper preservare le gomme per un intero stint ha prevalso sulle differenze di erogazione e consumo dei due propulsori. Se le prime fasi hanno regalato forse più sorpassi di quanto ci si aspettasse,con i piloti impegnati a interpretare l’evoluzione della pista e delle gomme, la fase di gara in notturna non ha invece visto aprirsi la linea esterna, scongiurando il temuto pack racing ma limitando anche le possibilità di sorpasso. È stata quindi una gara di posizione, in cui i sorpassi sono stati dettati il più delle volte dal traffico e dal diverso grado di deterioramento degli pneumatici.

 

LA CRONACA

Dopo una prima neutralizzazione per un incendio sulla vettura di Leist, le Penske comandano le prime fasi con Newgarden a precedere Power e Pagenaud. Fin dal primo stint le vetture del Capitano accusano però un forte blistering delle gomme, costringendo i tre ad anticipare leggermente la prima sosta rispetto ai più immediati inseguitori, Wickens, Rossi e Dixon. Altri due protagonisti delle prime fasi, Kanaan e un Veach in spettacolare rimonta dal fondo, rimangono invece presto attardati da una strisciata contro il muro della curva 2. Dopo il primo turno di pit stop i problemi continuano per le Penske: con Power risucchiato dal gruppo e Newgarden attardato da una foratura, anche Pagenaud deve in breve dire addio ad una leadership di tre secondi, cedendo il comando al solito Wickens, ormai una certezza su ogni configurazione di pista, per poi arrendersi anche a Dixon e Rossi prima del secondo turno di soste. Fermatosi al 124° giro, tre tornate prima dei diretti rivali, il neozelandese prende poi il comando delle operazioni grazie anche a giri di ingresso e uscita molto veloci, incrementando progressivamente il suo vantaggio nel traffico su Rossi, Wickens, Bourdais e Pagenaud. Apparentemente inarrestabile, la fuga del 4 volte campione è però fermata al 174° giro da un assurdo incidente che vede Carpenter, doppiato, chiudere senza ragione la porta su Wickens, ancora privato di un sicuro podio dopo l’incidente con Rossi a St. Pete. Nonostante i preziosi punti persi il canadese accetta poi con classe le doverose scuse del poleman di Indy. Tra le vittime dell’incidente anche Bourdais, fuori sequenza per una prima sosta troppo anticipata, che avendo appena effettuato il suo terzo pit stop si ritrova in ritardo di un giro. Le soste collettive premiano Hinchcliffe, che dopo problemi al primo pit stop risale fino in top 5, prendendo la bandiera verde alle spalle di Dixon. Superati in parte i problemi di blistering, Pagenaud riesce però subito a soffiare il secondo posto al canadese, che dopo aver ceduto il podio a Rossi ingaggia un bel duello con Hunter-Reay. L’ennesima fuga di Dixon è poi ancora interrotta quando Power, in lizza per un posto in top 5, non è avvisato in curva 4 del sorpasso all’esterno di Claman De Melo, causando un contatto che costringe entrambi al ritiro. La neutralizzazione da a tutti l’occasione di effettuare l’ultimo pit stop, scongiurando un finale basato sui consumi. L’ultima bandiera verde arriva quindi al 215° giro e vede subito Dixon seminare Pagenaud, che fino all’ultimo deve guardarsi dagli attacchi di Rossi, in grado di spingersi più volte davanti al rivale senza però riuscire a completare il sorpasso in curva 1.

Per il neozelandese arriva quindi il secondo successo stagionale davanti a Pagenaud, che con il secondo posto pone fine ad una sequenza di gare deludenti. Rossi, terzo, contiene i danni in classifica, precedendo Hinchcliffe, che pur non riuscendo a inserirsi nel discorso podio vince il confronto con il vincitore uscente Hunter-Reay, quinto sul traguardo. L’ennesima solida prestazione tiene a galla in classifica Graham Rahal, che precede ancora il compagno Sato, settimo dopo aver perso due giri per un problema a una gomma. Sorte simile per Bourdais, che riesce a mettere una pezza a una bandiera gialla sfortunata portando a casa il primo piazzamento in top ten dall’Indy GP. Dopo il bel podio di Detroit una corsa tutto sommato anonima frutta comunque un discreto nono posto a Ed Jones, ultimo dei piloti a pieni giri davanti a Charlie Kimball, al terzo piazzamento in top ten per il team Carlin.

La vittoria consegna il comando della classifica a Dixon, in testa con 23 punti di vantaggio su Rossi, 36 su Power, 49 su Hunter-Reay e 68 su Newgarden, penalizzato nel finale di gara per ripartenza anticipata. Wickens, ora a 113 punti dalla vetta, paga invece caro il secondo ritiro stagionale, subendo il sorpasso di Rahal (- 107), mentre con il secondo posto Pagenaud risale dalla decima all’ottava piazza (- 128). Bourdais, ora a – 139, conserva la nona piazza davanti ad Andretti, a lungo in corsa per un posto in top 5 ma attardato da problemi alla frizione.

 

Texas – Ordine d’arrivo – 09/06/2018
Pos. Pilota Squadra Pacchetto N Sponsor Tempo
1 Scott Dixon (L)(LL) Ganassi Honda 9 PNC Bank 248 giri in 2:00:53.2155 – 177,25 mph
2 Simon Pagenaud (L) Penske Chevy 22 Menard’s 4,2943
3 Alexander Rossi (L) Andretti Honda 27 Napa 4,5670
4 James Hinchcliffe Schmidt Honda 5 Arrow Electronics 5,0869
5 Ryan Hunter-Reay Andretti Honda 28 DHL 6,7301
6 Graham Rahal (L) Rahal Honda 15 United Rentals 7,2744
7 Takuma Sato Rahal Honda 30 Panasonic 8,3457
8 Sebastien Bourdais Coyne Honda 18 Sealmaster 9,4523
9 Ed Jones (L) Ganassi Honda 10 NTT Data 25,0938
10 Charlie Kimball Carlin Chevy 23 Tresiba 1 giro
11 Spencer Pigot Carpenter Chevy 21 Fuzzy’s 1 giro
12 Max Chilton Carlin Chevy 59 Gallagher 1 giro
13 Josef Newgarden (P)(L) Penske Chevy 1 Verizon 4 giri
14 Marco Andretti Andretti Honda 98 US Concrete 4 giri
15 Gabby Chaves Harding Chevy 88 Harding 8 giri
16 Zach Veach Andretti Honda 26 One Thousand One 10 giri
17 Zachary Claman De Melo Coyne Honda 19 Paysafe Incidente
18 Will Power Penske Chevy 12 Verizon Incidente
19 Robert Wickens (L) Schmidt Honda 6 Lucas Oil Incidente
20 Ed Carpenter Carpenter Chevy 20 Fuzzy’s Incidente
21 Tony Kanaan Foyt Chevy 14 ABC Sospensione
22 Matheus Leist Foyt Chevy 4 ABC Incendio
Giro più veloce Josef Newgarden 23,420 221,352 mph
Giri in testa
Scott Dixon 119
Josef Newgarden 59
Robert Wickens 31
Simon Pagenaud 26
Alexander Rossi 7
Graham Rahal 5
Ed Jones 1
P: punto per la pole position

L: punto per aver condotto almeno un giro in testa

LL: due punti per il maggior numero di giri in testa

 

Classifica  dopo Texas
Pos. Pilota Punti Distacco Corse Vittorie Podi Top 5 Top 10 Poles LL L GPV
1 Scott Dixon 357 0 9 2 4 6 8 0 158 2 1
2 Alexander Rossi 334 23 9 1 5 7 7 2 133 7 1
3 Will Power 321 36 9 2 4 4 6 1 201 4 0
4 Ryan Hunter-Reay 308 49 9 1 3 7 7 0 33 6 2
5 Josef Newgarden 289 68 9 2 2 2 6 2 169 6 2
6 Graham Rahal 250 107 9 0 1 3 8 0 29 5 0
7 Robert Wickens 244 113 9 0 2 3 6 1 172 6 0
8 Simon Pagenaud 229 128 9 0 1 1 6 0 30 3 0
9 Sebastien Bourdais 218 139 9 1 1 3 4 1 108 6 1
10 Marco Andretti 213 144 9 0 0 1 5 1 22 1 0
11 James Hinchcliffe 209 148 8 0 1 3 6 0 20 1 0
12 Ed Jones 183 174 9 0 2 2 5 0 1 1 0
13 Takuma Sato 169 188 9 0 0 1 4 0 0 0 0
14 Tony Kanaan 157 200 9 0 0 0 3 0 19 1 0
15 Spencer Pigot 147 210 9 0 0 0 1 0 3 1 0
16 Zach Veach 147 210 9 0 0 1 1 0 0 0 0
17 Charlie Kimball 139 218 9 0 0 0 3 0 0 0 0
18 Gabby Chaves 138 219 9 0 0 0 0 0 0 0 0
19 Matheus Leist 133 224 9 0 0 0 0 0 0 0 0
20 Ed Carpenter 128 229 3 0 1 1 2 1 65 1 0
21 Max Chilton 121 236 9 0 0 0 0 0 0 0 0
22 Zachary Claman De Melo 85 272 6 0 0 0 0 0 7 1 1
23 Jordan King 70 287 6 0 0 0 0 0 5 1 0
24 Jack Harvey 53 304 3 0 0 0 0 0 0 0 0
25 Carlos Munoz 53 304 1 0 0 0 1 0 4 1 0
26 Kyle Kaiser 45 312 4 0 0 0 0 0 2 1 0
27 Helio Castroneves 40 317 2 0 0 0 1 0 0 0 1
28 Rene Binder 39 318 4 0 0 0 0 0 0 0 0
29 JR Hildebrand 38 319 1 0 0 0 0 0 0 0 0
30 Stefan Wilson 31 326 1 0 0 0 0 0 3 1 0
31 Oriol Servia 27 330 1 0 0 0 0 0 16 1 0
32 Conor Daly 18 339 1 0 0 0 0 0 0 0 0
33 Danica Patrick 13 344 1 0 0 0 0 0 0 0 0
34 Jay Howard 12 345 1 0 0 0 0 0 0 0 0
35 James Davison 10 347 1 0 0 0 0 0 0 0 0
36 Sage Karam 10 347 1 0 0 0 0 0 0 0 0
37 Pietro Fittipaldi 7 350 1 0 0 0 0 0 0 0 0

 

Foto di copertina: indycar.com, Chris Owens