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2018 – Iowa

Iowa Corn 300 – 7-8 luglio 2018 – Undicesima gara della stagione 2018

Circuito Iowa Speedway
Tipologia Ovale corto
Lunghezza 0,875 mi – 1,408 kn
Configurazione aerodinamica Ovale corto
Record della pista 17,228, Helio Castroneves – Dallara Chevrolet, 2014
Distanza di gara 300 giri – 262,5 mi
Vincitore uscente Helio Castroneves

 

Griglia di Partenza
P Pilota Media (mph) Pilota Media (mph)
1 Will Power 182,391
2 Josef Newgarden 181,160
3 Ryan Hunter-Reay 180,681
4 Simon Pagenaud 180,313
5 Alexander Rossi 179,801
6 Scott Dixon 179,526
7 Robert Wickens 178,883
8 Ed Jones 178,720
9 Ed Carpenter 178,717
10 Takuma Sato 178,708
11 James Hinchcliffe 178,478
12 Graham Rahal 178,410
13 Tony Kanaan 178,008
14 Zach Veach 177,809
15 Sebastien Bourdais 177,681
16 Gabby Chaves 176,466
17 Charlie Kimball 176,245
18 Spencer Pigot 175,210
19 Marco Andretti 174,548
20 Zachary Claman De Melo 174,339
21 Max Chilton 173,449
22 Matheus Leist 168,724

Quando sembrava ormai essere scivolato da potenziale campione a uomo da metà gruppo, James Hinchcliffe mette insieme una prova grintosa ma perfettamente ragionata, centrando in Iowa il sesto successo in carriera. Il canadese, perfetto interprete di una corsa resa difficilissima dal basso livello di deportanza imposto dalla serie, ha preso definitivamente il comando solo a 46 giri dal termine, avendo la meglio sul dominatore Josef Newgarden al termine di un lunghissimo inseguimento.

Dopo aver tallonato per 25 giri il poleman Power, il campione in carica ha infatti assunto il comando nel traffico, imponendo immediatamente alla gara un ritmo apparentemente insostenibile. In breve il pilota del Tennesse ha seminato l’australiano, risalendo agilmente il gruppo di doppiati per portare in breve il suo vantaggio a svariati secondi. Alle sue spalle si è invece assistito alla poderosa rimonta di Hinchcliffe, capace di inanellare un sorpasso dopo l’altro e portarsi prima dei primi pit stop in seconda piazza, imitato dall’altrettanto spettacolare trio formato da Veach, Wickens e Sato. Con Hunter-Reay e Pagenaud impegnati a contenere i danni, Dixon e Rossi hanno invece imboccato il percorso inverso: il neozelandese, frenato da problemi al cambio, è stato costretto nel finale a una sosta supplementare da un errore dei meccanici, chiudendo solo 12°; l’americano è invece stato subito spedito fuori dalla top ten dallo spegnimento del motore durante la prima sosta.

Ancora impegnato in un difficile inseguimento a Newgarden, dopo il primo turno di pit stop Hinchcliffe ha visto avvicinarsi alle sue spalle Pigot e Sato, prima che una strisciata contro il muro della curva 4 ponesse fine alle speranze di Veach, causando l’ingresso della pace car. La ripartenza, arrivata al 150° giro, sarebbe stata una buona occasione per impensierire il leader, peccato che i più diretti inseguitori ne abbiano invece approfittato per ingaggiare un duello ravvicinato che ha visto prevalere alla fine il canadese, almeno fino al 172° passaggio, quando Hinchcliffe ha rischiato grosso per via di una turbolenza, dovendo lasciare strada sia a Pigot che a Sato. Con sole 10 vetture a pieni giri (di cui almeno 6 già doppiate in precedenza e poi tornate a pieni giri per via della discutibile gestione della pit lane in regime di bandiera gialla), l’incredibile, continua battaglia nel traffico è stata inframmezzata dal secondo turno di soste, che ha visto ancora emergere al comando Newgarden, questa volta inseguito da Pigot, Hinchcliffe, Wickens e Sato, con Pagenaud, Power e Rahal presto doppiati dal leader. Proprio i doppiaggi del gruppetto in coda alla top ten hanno però mostrato qualche difficoltà imprevista per il leader, in precedenza sempre in grado di rispondere a ogni attacco ma ora inerme contro Hinchcliffe, che dopo essersi sbarazzato di Pigot al 256° giro ha preso il comando lasciando sul posto un incredulo Newgarden. Incapace di tenere il ritmo del fraterno amico, il campione in carica non ha comunque faticato a tenere a bada gli inseguitori, capitanati da Wickens, bravo a portarsi in zona podio passando Pigot nel traffico, presto imitato anche da Sato.

Quando nulla sembrava più frapporsi tra Hinchcliffe e il successo proprio il giapponese non ha però potuto evitare a sei giri dal termine la vettura fuori controllo di Carpenter, a lungo ai margini della top ten, che seminando pezzi di ala anteriore ha obbligato all’uscita della pace car. Memore di Phoenix, Tim Cindric ha subito richiamato ai box Newgarden nella speranza di poter approfittare dell’enorme divario prestazionale tra gomme nuove e usate. Una scelta questa volta affrettata e incurante della inutilmente complessa procedura di gestione della pit lane, che prevede a ogni bandiera gialla il pit stop delle vetture a pieni giri, seguito dal sorpasso della pace car da parte dei doppiati, a cui viene poi concesso anche il pit stop, decretando l’incredibile (e vergognosa) restituzione del giro perso in pista. Processo che oltre a essere ingiusto si è protratto così a lungo da impedire la ripartenza, risultando nella vittoria (strameritata)  di Hinchcliffe sotto bandiera gialla e l’arrivo a podio di Pigot e Sato dopo l’incauto cambio gomme finale di Newgarden e Wickens. Superato il disastro di Indy, il canadese porta quindi al team Schmidt quel primo successo stagionale che molti ormai si aspettavano da Wickens, mettendo a frutto la rinnovata collaborazione con Will Anderson, ingegnere di pista subentrato in corsa a Leena Gade. Dopo la bella prova di Road America primo podio in carriera per il pilota di Carpenter, che ha approfittato della confusione finale per tornare davanti a un ottimo Sato. Delusione invece per Newgarden, privato di 8 punti importanti in chiave titolo, così come per Wickens, per una volta meno efficace del compagno ma ancora tra i migliori anche sugli ovali.

In difficoltà per tutta la corsa dopo aver comandato le prime fasi, Will Power è stato comunque abile a tenersi fuori dai guai, barcamenandosi fino al sesto posto davanti a Rahal, autore di una prova altalenante ma velocissimo nel finale, Pagenaud, a lungo in lotta con l’australiano, Carpenter, sopravvissuto al contatto e classificato nono, oltre che a Rossi, in top ten dopo aver perso due giri durante il primo pit stop. Bourdais ha quindi concluso in undicesima piazza una giornata difficilissima, precedendo Dixon, che contiene i danni mantenendo il comando della classifica con 33 punti su Newgarden, 41 su Rossi e 52 su Hunter-Reay, privato di un posto in top ten da un guaio a una sospensione.

 

Iowa – Ordine d’arrivo – 8/7/2018
Pos. Pilota Squadra Motore N Sponsor Distacco
1 James Hinchcliffe (L) Schmidt Honda 5 Arrow Electronics 300 giri in 1:47:32.4666 – 149.363 mph
2 Spencer Pigot Carpenter Chevy 21 Fuzzy’s 2,6491
3 Takuma Sato (L) Rahal Honda 30 Panasonic 3,2506
4 Josef Newgarden (L)(LL) Penske Chevy 1 Verizon 4,5296
5 Robert Wickens Schmidt Honda 6 Lucas Oil 6,3214
6 Will Power (P)(L) Penske Chevy 12 Verizon 1 giro
7 Graham Rahal Rahal Honda 15 Luther 1 giro
8 Simon Pagenaud Penske Chevy 22 Menard’s 1 giro
9 Alexander Rossi Andretti Honda 27 Napa 2 giri
10 Ed Carpenter Carpenter Chevy 20 Fuzzy’s 2 giri
11 Sebastien Bourdais Coyne Honda 18 Sealmaster 3 giri
12 Scott Dixon Ganassi Honda 9 PNC Bank 4 giri
13 Ed Jones Ganassi Honda 10 DC Solar 5 giri
14 Charlie Kimball Carlin Chevy 23 Tresiba 5 giri
15 Max Chilton Carlin Chevy 59 Gallagher 5 giri
16 Marco Andretti Andretti Honda 98 US Concrete 7 giri
17 Tony Kanaan Foyt Chevy 14 ABC 8 giri
18 Zachary Claman De Melo Coyne Honda 19 Paysafe 9 giri
19 Ryan Hunter-Reay Andretti Honda 28 DHL 17 giri
20 Zach Veach Andretti Honda 26 Relay Group 1001 21 giri
21 Gabby Chaves Harding Chevy 88 Harding Guidabilità
22 Matheus Leist Foyt Chevy 4 ABC Guasto
Giro più veloce Will Power 18,6422
Giri in testa
Josef Newgarden 229
James Hinchcliffe 45
Will Power 23
Takuma Sato 3
P: punto per la pole position

L: punto per aver condotto almeno un giro in testa

LL: due punti per il maggior numero di giri in testa

 

Classifica dopo Iowa
Pos. Pilota Punti Distacco Corse Vittorie Podi Top 5 Top 10 Poles LL L GPV
1 Scott Dixon 411 0 11 2 5 7 9 0 160 3 1
2 Josef Newgarden 378 33 11 3 3 4 8 3 451 8 2
3 Alexander Rossi 370 41 11 1 5 7 8 2 133 7 1
4 Ryan Hunter-Reay 359 52 11 1 4 8 8 0 33 6 2
5 Will Power 358 53 11 2 4 4 7 2 224 5 1
6 Graham Rahal 304 107 11 0 1 3 10 0 29 5 0
7 Robert Wickens 304 107 11 0 2 5 8 1 172 6 0
8 James Hinchcliffe 280 131 10 1 2 4 8 0 65 2 0
9 Simon Pagenaud 279 132 11 0 1 1 8 0 30 3 0
10 Sebastien Bourdais 254 157 11 1 1 3 4 1 108 6 1
11 Marco Andretti 246 165 11 0 0 1 5 1 22 1 0
12 Takuma Sato 237 174 11 0 1 3 6 0 3 1 0
13 Ed Jones 222 189 11 0 2 2 6 0 1 1 0
14 Spencer Pigot 211 200 11 0 1 1 3 0 3 1 0
15 Tony Kanaan 186 225 11 0 0 0 3 0 19 1 0
16 Charlie Kimball 167 244 11 0 0 0 3 0 0 0 0
17 Zach Veach 165 246 11 0 0 1 1 0 0 0 1
18 Gabby Chaves 158 253 11 0 0 0 0 0 0 0 0
19 Matheus Leist 156 255 11 0 0 0 0 0 0 0 0
20 Max Chilton 149 262 11 0 0 0 0 0 0 0 0
21 Ed Carpenter 148 263 4 0 1 1 3 1 65 1 0
22 Zachary Claman De Melo 106 305 8 0 0 0 0 0 7 1 1
23 Jordan King 88 323 7 0 0 0 0 0 5 1 0
24 Jack Harvey 53 358 3 0 0 0 0 0 0 0 0
25 Carlos Munoz 53 358 1 0 0 0 1 0 4 1 0
26 Kyle Kaiser 45 366 4 0 0 0 0 0 2 1 0
27 Helio Castroneves 40 371 2 0 0 0 1 0 0 0 1
28 Rene Binder 39 372 4 0 0 0 0 0 0 0 0
29 JR Hildebrand 38 373 1 0 0 0 0 0 0 0 0
30 Stefan Wilson 31 380 1 0 0 0 0 0 3 1 0
31 Oriol Servia 27 384 1 0 0 0 0 0 16 1 0
32 Conor Daly 18 393 1 0 0 0 0 0 0 0 0
33 Danica Patrick 13 398 1 0 0 0 0 0 0 0 0
34 Jay Howard 12 399 1 0 0 0 0 0 0 0 0
35 James Davison 10 401 1 0 0 0 0 0 0 0 0
36 Sage Karam 10 401 1 0 0 0 0 0 0 0 0
37 Pietro Fittipaldi 7 404 1 0 0 0 0 0 0 0 0

 

Immagine di copertina: Indycar.com, Chris Jones