Archivi categoria: CART/ChampCar

hjgjhghjghfhgchgchgc

1981 – Phoenix 2

 

Miller High Life 150 – 31 ottobre 1981 – 11° prova stagionale

Circuito: Phoenix International Raceway

Tipologia: Ovale corto

Lunghezza: 1 mi – 1.609 km

Configurazione aerodinamica:  Ovale corto

Record della pista: 24.210, Bobby Unser – Lightning/Offenhauser, 1977

Distanza di gara: 150 giri – 150 mi

Vincitore uscente: Tom Sneva

Griglia di partenza – Phoenix #2
P Pilota Tempo Pilota Tempo
1 Bobby Unser 24.211
2 Johnny Rutherford
3 Mario Andretti
4 Gordon Johncock
5 Tom Sneva
6 Al Unser
7 Chip Mead
8 Rick Mears
9 Pancho Carter
10 Josele Garza
11 Bob Lazier
12 Mike Mosley
13 Dennis Ferguson
14 Greg Leffler
15 Herm Johnson
16 Tony Bettenhausen
17 Tom Bigelow
18 Dick Simon
19 Johnny Parsons
20 Bill Alsup
21 Phil Krueger
22 Gordon Smiley
23 Vern Shuppen
24 Jerry Sneva

Al via Bobby Unser mantiene il comando su Rutherford e Johncock, ma dopo una breve bandiera gialla per detriti il campione in carica passa all’attacco, superando la Penske nel traffico per poi prendere il largo. Unser se la deve quindi vedere con la Wildcat di Johncock, che passa in seconda posizione poco prima che la corsa sia nuovamente interrotta per recuperare la vettura di Al Unser, fermo per problemi di accensione. Un motore rotto e problemi al cambio avevano già posto fine poco prima alla corsa rispettivamente di Leffler e Mosley. Rutherford è il primo del gruppo di testa a precipitarsi in pit lane, ma la sua travagliata stagione ha un epilogo ugualmente negativo quando una fuoriuscita di carburante arriva all’abitacolo, che prende fuoco mentre la Chaparral imbocca la corsia di accelerazione, costringendo Lone Star a parcheggiare la vettura e uscire di tutta fretta con la tuta annerita.

Alla ripartenza Bobby Unser conduce nuovamente la corsa, dovendosi però a lungo guardare da un aggressivo Sneva, con Johncock poco lontano. Il testacoda in curva 1 di Phil Krueger interrompe le ostilità, arrivando provvidenziale per Unser, che oltre a rifornire può rimediare a una foratura. Sneva rimane invece in pista prendendo il largo su Andretti e Johncock, che si contendono a lungo il secondo posto. Il recupero di Unser, risalito fino al quarto posto, è poi agevolato quando Mears, mai in gara, striscia contro le barriere della curva 2 causando l’ennesima neutralizzazione, subito sfruttata dai primi, Unser compreso, per effettuare l’ultima sosta. Urtando prima il cavo dell’aria compressa e poi una gomma, Andretti riesce a tornare in pista davanti a Sneva, che alla bandiera verde precede Johncock e Unser. Sneva non perde però tempo a liberarsi di Andretti, cosciente che il suo unico avversario per la vittoria è Unser, che riesce a sopravanzare Johncock poco prima che Dick Simon impatti contro le barriere al giro 101.

Alla ripartenza Unser ha poi la meglio su Andretti, ingaggiando finalmente un serrato duello con Sneva per la vittoria. Negli ultimi giri i due procedono a stretto contatto nel traffico, ma pur quasi affiancando il rivale, Unser non ha lo spunto giusto per issarsi al comando, dovendosi accontentare della piazza d’onore. Per Sneva arriva quindi la seconda affermazione stagionale, mentre il pilota del New Mexico rimane a secco di successi nel campionato CART, pur avendo portato a casa la Indy 500. Johncock riesce a precedere Andretti per il terzo posto mentre due giri più indietro Carter risolve a suo favore un duello con Garza, che chiude la top 5 davanti a Ferguson. Solo settimo il campione Mears, sopravvissuto al contatto con le barriere ma in difficoltà per tutto il fine settimana. Il californiano, staccato di 5 giri, termina davanti alla Eagle di Johnson, con Smiley, Bigelow e Jerry Sneva a chiudere la zona punti.

Pos. Pilota Squadra Telaio N. Tempo
1 Tom Sneva (L) Bignotti March 81C/Cosworth 2 150 giri in 1:20:10 – 112.266 mph
2 Bobby Unser (P) Penske Penske PC-9B/Cosworth 3
3 Gordon Johncock Patrick Wildcat/Cosworth 20
4 Mario Andretti Patrick Wildcat/Cosworth 40
5 Pancho Carter Morales Penske PC-7/Cosworth 5
6 Josele Garza Garza Penske PC-9/Cosworth 55
7 Dick Ferguson Cannon Penske PC-7/Cosworth 99
8 Rick Mears Penske Penske PC-9B/Cosworth 6
9 Herm Johnson Menard Eagle 81/Chevy V6 28
10 Gordon Smiley Rhoades Wildcat/Cosworth 12
11 Tom Bigelow Gohr Penske PC-7/Chevy V6 56
12 Jerry Sneva Leader Card Vollstedt/Offenhauser 17
13 Bob Lazier Fletcher March 80C/Cosworth 35
14 Chip Mead Space Eagle 81/Cosworth 49
15 Vern Schuppan Theodore McLaren/Cosworth 33
16 Phil Krueger Magneto Eagle/Offenhauser 89
17 Bill Alsup Penske Penske PC-7/Cosworth 7 Pompa carburante
18 Johnny Parsons Wysard Eagle/Cosworth 34 Pistone
19 Tony Bettenhausen, Jr. Bettenhausen McLaren/Cosworth 16 Cambio
20 Dick Simon Leader Card Watson/Cosworth 22 Incidente
21 Johnny Rutherford Chaparral Chaparral/Cosworth 1 Incendio
22 Al Unser Longhorn Longhorn LR-02/Cosworth 8 Accensione
23 Greg Leffler AMI Racing Armstrong/Cosworth 43 Motore
24 Mike Mosley All American Racers Eagle 81/Chevy V6 48 Cambio

 

1981 – Riverside

Los Angeles Times 500 – 30 agosto 1981 – 6° corsa stagionale

Circuito: Riverside International Raceway

Tipologia: Stradale permanente

Lunghezza: 3.3 mi – 5.31 km

Configurazione aerodinamica:  Stradale

Record della pista: Corsa inaugurale

Distanza di gara: 95 giri – 313.5 mi

Vincitore uscente: Corsa inaugurale

 

Griglia di Partenza – Riverside
P Pilota Tempo Pilota Tempo
1 Geoff Brabham 1.31.696
2 Al Unser
3 Rick Mears
4 Bobby Unser
5 Gordon Johncock
6 Johnny Rutherford
7 Tom Sneva
8 Kevin Cogan
9 Michael Chandler
10 Bill Alsup
11 Josele Garza
12 Herm Johnson
13 Vern Schuppan
14 Pancho Carter
15 Gordon Smiley
16 Hurley Haywood
17 Larry Dickson
18 Dennis Ferguson
19 Jerry Karl
20 Scott Brayton
21 Steve Chassey
22 Dick Simon
23 Bob Lazier
24 Bill Tempero
25 Phil Krueger
26 Ken Hamilton
27 Roger Rager
28 John Mahler

 

 

Alla partenza Brabham prende subito il comando precedendo Al Unser, Mears, Rutherford e Johncock, mentre Bobby Unser perde terreno. L’australiano fa in breve il vuoto dietro di sé, con il solo Unser a tenerlo a vista, mentre più indietro Johncock e Carter hanno ragione di Rutherford. Il primo colpo di scena arriva al 17° giro, quando il battistrada effettua la prima sosta, dovendo però subito riportare la vettura in pit lane a causa di una ruota rimasta lenta. Un banale ma irrisolvibile problema al sistema di fissaggio costa incredibilmente il ritiro al futuro campione CanAm, negando l’ennesima vittoria certa alla Eagle. Il comando passa quindi ad Al Unser, che dopo le soste continua a precedere Mears e Rutherford. Peggio va al fratello Bobby, che perde 12 giri in pit lane per un problema tecnico.

Un brutto incidente tra il campione in carica e Jerry Karl obbliga però alla neutralizzazione della corsa, sfruttata da molti per effettuare la seconda sosta. Allo sventolare della bandiera verde Al Unser continua a condurre su Mears, Alsup, Garza e Johncock. Mentre il messicano supera il pilota Penske per il terzo posto e Schuppan è protagonista di un brutto incidente in curva 1, Unser conduce con ampio margine su Mears, tanto da rimanere al comando dopo la seconda sosta, effettuata al 43° giro. Peccato che proprio nel giro di rientro sia abbandonato dal cambio, che lo costringe al ritiro consegnando il comando a Mears.

Completata la sua sosta, il californiano prende così saldamente il controllo della gara, mentre alle sue spalle Alsup e Johncock si contendono il secondo posto, precedendo Chandler, Carter e Garza, con le posizioni che cambiano in continuazione in base alle soste. Tra il 52° e il 63° giro gli ultimi due sono però costretti ad abbandonare a causa di problemi al motore. Più avanti intanto la battaglia per il secondo posto si infiamma quando Johncock, recuperato il tempo perduto in una precedente escursione nella sabbia, corona un lungo inseguimento strappando ad Alsup il secondo posto all’80 giro. Il duello si rinnova però poco più tardi, quando Johncock si ferma per l’ultima volta mentre Alsup rimane in pista cercando di evitare l’ultima sosta. Il pilota del Michigan non ha però problemi a replicare la stessa manovra in curva 8, appropiandosi definitivamente del secondo posto a 3 giri dalla bandiera a scacchi.

All’ultimo giro Johncock supera anche Mears, ma il sorpasso gli permette solo di tornare nel giro del leader. Il californiano, unico sopravvissuto tra i piloti partiti nelle prime due file in una corsa durissima a causa del gran caldo, porta quindi a casa il successo davanti allo stesso Johncock, con Alsup che chiudendo al terzo posto centra il miglior risultato in carriera. Dopo aver rischiato di rimanere a secco in pista, Mike Chandler centra invece un buon quarto posto, precedendo Bob Lazier, sopravvissuto a un fuori pista a metà gara. Dick Simon è invece sesto davanti a Herm Johnson, in testacoda nelle prime fasi, che precede Scott Brayton e Bobby Unser, ultimo dei piloti in pista fino alla bandiera a scacchi. La zona punti è completata da Carter, Cogan e Garza.

Pos. Pilota Squadra Vettura N. Tempo
1 Rick Mears (L) Penske Penske PC-9B/Cosworth 6 95 giri in 2:43:40.98 – 108.300 mph
2 Gordon Johncock Patrick Wildcat/Cosworth 20
3 Bill Alsup Penske Penske PC-9/Cosworth 7 1 giro
4 Michael Chandler Hodgdon Penske PC-7/Cosworth 74 1 giro
5 Bob Lazier Fletcher Penske PC-7/Cosworth 35 3 giri
6 Dick Simon Simon Watson/Cosworth 22 5 giri
7 Herm Johnson Menard Lightning/Chevrolet V6 28 7 giri
8 Scott Brayton Brayton Penske PC-7/Cosworth 37 8 giri
9 Bobby Unser Penske Penske PC-9B/Cosworth 3 11 giri
10 Pancho Carter Morales Penske PC-7/Cosworth 5 motore
11 Kevin Cogan O’Connell Phoenix/Cosworth 32 uscita
12 Josele Garza Garza Penske PC-9/Cosworth 55 iniezione
13 Roger Rager Rager Wildcat/Chevrolet V6 66 incidente
14 Al Unser Longhorn Longhorn LR-02/Cosworth 8 cambio
15 Steve Chassey Jet Engineering Eagle/Chevrolet V6 64 motore
16 Larry Dickson Machinists Union Penske PC-7/Cosworth 31 motore
17 Vern Schuppan Theodore March/Cosworth 33 incidente
18 Dick Ferguson Cannon Penske PC-7/Cosworth 99 fuoco
19 Geoff Brabham (P) All American Racers Eagle/Chevrolet V6 48 dado ruota
20 Phil Krueger Magneto Eagle/Chevrolet V6 89 motore
21 Johnny Rutherford Chaparral Chaparral 2K/Cosworth 1 incidente
22 Jerry Karl Karl Karl/Chevrolet V6 38 incidente
23 Ken Hamilton Hamilton Riley/Chevrolet V6 63 motore
24 Tom Sneva Bignotti Cotter March/Cosworth 2 motore
25 Gordon Smiley Rhoades Wildcat/Cosworth 12 incidente
26 Hurley Haywood Wysard Eagle/Cosworth 34 freni
27 John Mahler Duke Penske PC-7/Offenhauser 92 motore
28 Bill Tempero Tempero McLaren 15 cambio

 

Classifica dopo Riverside
Pos. Pilota Punti
1   Rick Mears 186
2   Pancho Carter 141
3   Bill Alsup 122
4   Tony Bettenhausen Jr 89
5   Gordon Johncock 82
6   Johnny Rutherford 61
7   Scott Brayton 55
8   Tom Bigelow 54
9   Bob Lazier 52
10   Mario Andretti 46
11   Bobby Unser 43
12   Gary Bettenhausen 40
13   Al Unser 38
14   Michael Chandler 36
15   Dick Simon 33
16   Tom Sneva 31
17   Larry Dickson 30
18   Phil Caliva 27
19   Mike Mosley 26
20   Kevin Cogan 23

1981 – Atlanta Twins 125

Kraco Twins 125 – 28 giugno 1981 – 4° e 5° corsa stagionale

Circuito: Atlanta Motor Speedway

Tipologia: Ovale

Lunghezza: 1.522 mi – 2.449 km

Configurazione aerodinamica: Ovale

Record della pista: 26.975 – 1979 – Bobby Unser, Penske PC7 – Cosworth

Distanza di gara: 83 giri – 125 mi

Vincitore uscente:  Rick Mears

Griglia di Partenza gara 1
P Pilota Tempo Pilota Tempo
1 Johnny Rutherford 27.326
2 Bobby Unser 27.578
3 Mario Andretti 27.631
4 Pancho Carter 27.999
5 Al Unser
6 Gordon Johncock
7 Rick Mears
8 Bill Alsup
9 Kevin Cogan
10 Scott Brayton
11 Tony Bettenhausen Jr.
12 Larry Cannon
13 Jerry Karl
14 Larry Dickson
15 Dennis Firestone
16 Steve Chassey
17 Josele Garza
18 Herm Johnson
19 Spike Gehlhausen
20 Phil Caliva
21 Jim Buick
22 Bill Tempero
23 Bob Lazier

Al via Rutherford prende subito il comando, distanziando Bobby Unser, Andretti, Al Unser, Johncock e Carter. Mentre Chassey è fermo ai box per problemi al motore, al 7° giro un testacoda di Bob Lazier causa la prima neutralizzazione. Alla ripartenza Rutherford mantiene il comando, ma la bandiera verde lascia subito il posto alla gialla quando un contatto tra Karl e Johnson conduce al ritiro entrambi, oltre che a un pugno sul casco del primo. Johncock approfitta della neutralizzazione per effettuare un rabbocco, poco prima che la pace car si faccia da parte al 15° passaggio. Rutherford ricostruisce in breve il suo vantaggio, comandando su Bobby Unser e Andretti, inseguiti da Mears, in rimonta dopo una partenza prudente. Al Unser e Pancho Carter battagliano invece per il quinto posto. La bandiera gialla fa però di nuovo capolino quando la vettura di Bobby Unser rallenta in pista, raggiungendo a fatica la pit lane. Tutti i principali protagonisti approfittano dell’interruzione per effettuare la prima sosta, cosa che permette a Josele Garza di guidare il gruppo alla ripartenza, inseguito da Lazier, Dickson, Cogan e Johncock. L’impatto di Dennis Firestone con il muro della curva 3 riporta però ancora in pista la pace car.

Quando anche il gruppetto di piloti provvisoriamente in testa effettua la sosta, Rutherford riprende il comando davanti a Mears, che nel frattempo si è liberato di Andretti e Al Unser. Con 30 giri da completare e un vantaggio di svariati secondi, il campione in carica sembrerebbe avere la corsa in tasca, ma Mears inizia progressivamente a ridurre le distanze. Alle sue spalle intanto Andretti e Johncock si danno battaglia per il terzo posto, precedendo Al Unser, Pancho Carter e Tony Bettenhausen, che dopo una lunga lotta riesce a portare la sua McLaren alla larga da una battaglia serrata che vede coinvolti Dickson, Alsup, Cogan e Brayton.

Davanti intanto Rutherford, in difficoltà nel traffico, vede il suo vantaggio ridursi nei confronti di un Mears velocissimo, che a 10 giri dalla bandiera a scacchi è ormai in coda alla Chaparral. Per diverse tornate il californiano pressa il campione in carica tra i doppiati, ma quando a 4 giri dal termine i due hanno pista libera Mears si affianca all’esterno in curva 2, sfilando facilmente Rutherford per poi staccarlo nettamente negli ultimi chilometri di gara. Per Rocket Rick arriva quindi il primo successo stagionale a coronare un ritorno in grande stile dopo il fuoco di Indianapolis, in barba alle voci che lo volevano propenso al ritiro. Rutherford coglie comunque un buon secondo posto al termine di una gara dominata, precedendo Andretti e Johncock, con Carter e Al Unser più staccati. Tony Bettenhausen regola invece il gruppo dei doppiati, avendo la meglio su Alsup e Brayton, mentre un giro più indietro Dickson risolve a suo favore una lunga battaglia con Cannon e Garza. Bobby Unser, rimasto a secco a metà gara, è solo tredicesimo.

Pos. Pilota Squadra Vettura N. Tempo
1 Rick Mears Penske Penske PC-9B/Cosworth 6 83 giri in 51:29 – 147.22 mph
2 Johnny Rutherford (P) (L) Chaparral Chaparral 2K/Cosworth 1 3.0
3 Mario Andretti Patrick Wildcat/Cosworth 40
4 Gordon Johncock Patrick Wildcat/Cosworth 20
5 Pancho Carter Morales Penske PC-7/Cosworth 5
6 Al Unser Longhorn Longhorn LR-02/Cosworth 8
7 Tony Bettenhausen Jr. Bettenhausen McLaren/Cosworth 16 1 giro
8 Bill Alsup Penske Penske PC-9/Cosworth 7 1 giro
9 Scott Brayton Brayton Penske PC-7/Cosworth 37 1 giro
10 Larry Dickson Machinists Union Penske PC-7/Cosworth 31 2 giri
11 Larry Cannon Cannon Penske PC-7/Cosworth 99 2 giri
12 Josele Garza Garza Penske PC-9/Cosworth 55 2 giri
13 Bobby Unser Penske Penske PC-9B/Cosworth 3 2 giri
14 Spike Gehlhausen Leader Card Watson/Cosworth 22 3 giri
15 Bill Tempero Tempero McLaren/Chevrolet V6 15 8 giri
16 Kevin Cogan O’Connell Phoenix/Cosworth 32 pistone
17 Bob Lazier Fleher Penske PC-7/Cosworth 35 11 giri
18 Dennis Firestone Rhoades Wildcat/Cosworth 12 incidente
19 Phil Caliva Alsup McLaren/Chevrolet V6 47 problemi elettrici
20 Jim Buick Buick Eagle/Chevrolet V6 86 vibrazione
21 Jerry Karl Karl Karl/Chevrolet V6 38 incidente
22 Herm Johnson Menard Lightning/Chevrolet V6 28 incidente
23 Steve Chassey Jet Engineering Eagle/Chevrolet V6 64 motore

L’ordine d’arrivo di gara 1 determina lo schieramento di partenza della seconda frazione, che alla bandiera verde vede Rutherford passare Mears, portandosi dietro anche Andretti e Johncock. Mentre Bobby Unser in mezzo al gruppo avvia una lenta rimonta, Rutherford ripete il copione visto in gara 1, costruendo inizialmente un ampio margine su Andretti e Mears, che dopo qualche giro recupera il tempo perduto, lasciando Johncock a difendersi dagli attacchi di Pancho Carter. Rientrato in zona podio, il californiano non ha intenzione di nascondersi come nella prima corsa, andando subito all’attacco di Andretti per poi chiudere in breve il divario costruito da Rutherford nelle prime fasi. Il sorpasso arriva inesorabile al 22° passaggio, replicato poco più tardi dallo stesso Andretti, determinato a non perdere il contatto dall’ex compagno di squadra. La bandiera gialla per recuperare la vettura incidentata di Ross Davis riazzera però la situazione, permettendo ai principali protagonisti di effettuare il rifornimento.

Al termine della lunga neutralizzazione, la corsa riprende al 46° giro con Andretti che attacca subito Mears, che però riesce a controllare la situazione e rimanere al vertice. Alle loro spalle intanto Rutherford, a suo agio con il pieno, si installa al terzo posto superando Johncock. Una penalità per infrazione in pit lane lascia invece attardato Al Unser, in quel momento quinto. Con venti giri da completare Mears conduce la gara, guidando un terzetto ravvicinato che comprende Andretti e Rutherford, con Johncock poco più staccato. Nelle ultime fasi il campione ’79 sembra in grado di costruirsi un piccolo vantaggio nel traffico, ma una volta a pista libera Andretti ricuce il divario, installandosi sulla coda della Penske senza però riuscire a impostare il sorpasso.

Mentre Rutherford perde contatto, a due giri dal termine Mears sembra avere la corsa in tasca, ma proprio in vista della bandiera bianca il duo di testa si imbatte in un gruppetto di doppiati. In curva 2 il californiano rimane per un attimo intruppato dietro Dickson, permettendo il rapido ritorno di Andretti, che tenta il sorpasso arrivando fin sotto la riga bianca all’ingresso di curva 3. Lo stesso fa però Mears, che prendendosi un discreto rischio supera Buick con la ruote anteriore sinistra sull’apron, lasciando indietro il rivale, bloccato dai doppiati. Mears centra quindi il bottino pieno ad Atlanta aggiudicandosi entrambe le corse. Per Andretti un positivo secondo posto davanti a Rutherford, in difficoltà alla fine di ogni stint. Johncock chiude quarto, precedendo Carter e Bobby Unser, ultimo dei piloti a pieni giri. Un competitivo Al Unser è il primo dei doppiati a causa della penalità rimediata a metà gara, chiudendo al settimo posto davanti ad Alsup, Lazier, Brayton, Tony Bettenhausen e Dickson.

Pos. Pilota Squadra Vettura N. Tempo
1 Rick Mears (L) Penske Penske PC-9B/Cosworth 6 83 giri in 45:20 – 167.073 mph
2 Mario Andretti Patrick Wildcat/Cosworth 40
3 Johnny Rutherford Chaparral Chaparral 2K/Cosworth 1
4 Gordon Johncock Patrick Wildcat/Cosworth 20
5 Pancho Carter Morales Penske PC-7/Cosworth 5
6 Bobby Unser Penske Penske PC-9B/Cosworth 3
7 Al Unser Longhorn Longhorn LR-02/Cosworth 8 1 giro
8 Bill Alsup Penske Penske PC-9/Cosworth 7 2 giri
9 Bob Lazier Fleher Penske PC-7/Cosworth 35 2 giri
10 Scott Brayton Brayton Penske PC-7/Cosworth 37 2 giri
11 Tony Bettenhausen, Jr. Bettenhausen McLaren/Cosworth 16 3 giri
12 Larry Dickson Machinists Union Penske PC-7/Cosworth 31 4 giri
13 Spike Gehlhausen Leader Card Watson/Cosworth 22 5 giri
14 Bill Tempero Tempero McLaren/Chevrolet V6 15 8 giri
15 Phil Caliva Alsup McLaren/Chevrolet V6 47 9 giri
16 Jim Buick Buick Eagle/Chevrolet V6 86 9 giri
17 Herm Johnson Menard Wildcat/Offenhauser 95 21 giri
18 Josele Garza Garza Penske PC-9/Cosworth 55 motore
19 Ross Davis Davis Wildcat/Offenhauser 77 incidente
20 Larry Cannon Cannon Penske PC-7/Cosworth 99 perdita olio
21 Jerry Karl Karl Karl/Chevrolet V6 38 guidabilità
22 Steve Chassey Jet Engineering Lightning/Cosworth 75 giunto omocinetico

 

Classifica dopo il doppio appuntamento di Atlanta
Pos. Pilota Punti
1   Johnny Rutherford 61
2   Rick Mears 53
3   Mario Andretti 46
4   Gordon Johncock 34
5   Pancho Carter 27
6   Bobby Unser 26
6   Tom Sneva 26
8   Al Unser 25
9   Mike Mosley 21
10   Bill Alsup 20
11   Kevin Cogan 17
12   Scott Brayton 10
13   Dick Simon 9
13   Tony Bettenhausen Jr 9
15   Larry Dickson 7
15   Bob Lazier 7
17   Billy Engelhart 5
17   Larry Cannon 5
17   Jerry Karl 5
20   Geoff Brabham 4

1981 – Michigan 500

Norton Michigan 500 – 25 luglio 1981 – Quinta prova stagionale

Circuito: Michigan International Speedway

Tipologia: Super Speedway

Lunghezza: 2 mi – 3.218 km

Configurazione aerodinamica:  Ovale

Record della pista: 34.060 mph – 1978, Tom Sneva – Penske PC6-Cosworth

Distanza di gara: 250 giri – 500 mi

Vincitore uscente:  Prima 500 miglia di Michigan

Ultimo vincitore su questa pista: Mario Andretti

 

Griglia di Partenza
P Pilota  Tempo Pilota Tempo Pilota Tempo
1 Tom Sneva 35.757
2 Johnny Rutherford
3 Rick Mears
4 Pancho Carter
5 Steve Krisiloff
6 A.J. Foyt
7 Bill Alsup
8 Bill Whittington
9 Bobby Unser
10 Al Unser
11 Kevin Cogan
12 Mike Mosley
13 Gordon Johncock
14 Mike Chandler
15 Bill Engelhart
16 Larry Cannon
17 Bob Lazier
18 Gary Bettenhausen
19 Josele Garza
20 Tony Bettenhausen Jr.
21 Tom Bigelow
22 Jerry Karl
23 Herm Johnson
24 Larry Dickson
25 Vern Schuppan
26 Billy Vukovich II
27 Dick Ferguson
28 Salt Walther
29 Chip Mead
30 Dick Simon
31 Scott Brayton
32 Roger Rager
33 Cliff Hucul
34 Steve Chassey
35 Bill Tempero
36 Harry MacDonald
37 Phil Caliva

Dopo un rinvio di una settimana causa pioggia, la prima Michigan 500 può finalmente iniziare con Tom Sneva subito a prendere il comando su Johnny Rutherford e Steve Krisiloff, sostituto di Andretti al team Patrick, che sorprende al via Rick Mears. La corsa è però subito interrotta quando Larry Cannon va in testacoda in curva 2, riuscendo comunque a evitare danni per poi riportare la vettura ai box. Il copione si ripete quasi uguale alla ripartenza: Rutherford prende il comando su Sneva ma la bandiera gialla fa di nuovo la sua comparsa quando Bill Whittington perde il controllo in curva 2, confermando la scarsa aderenza garantita dall’asfalto poco gommato. Il pilota della Florida non è però fortunato quanto Cannon, non riuscendo a evitare il contatto con i rails oltre a coinvolgere l’incolpevole Johncock, che piega una sospensione dopo aver investito un detrito. Quando la gara riprende Rutherford guida brevemente il gruppo, prima che sia Sneva ad assumere il comando. Poco più indietro, mentre Mears perde lentamente il contatto coi primi, si assiste alla rimonta di Mike Mosley, che giro dopo giro guadagna stabilmente posizioni avvicinandosi alla vetta. Dopo aver fatto fuori Krisiloff e Rutherford, la Eagle del team All American Racers mette infatti nel mirino la March di Sneva, ingaggiando nel traffico una lunga battaglia ruota a ruota in cui la superiorità dell’innovativo telaio americano è compensata dall’apparente vantaggio di potenza del motore Cosworth sul V6 Chevy aspirato di Mosley.

Le ostilità sono nuovamente interrotte al 23° giro, quando l’esplosione del motore di Tempero inonda d’olio la pista, mandando in testacoda Carter e Dickson, che però riescono a evitare seri danni. Tutti approfittano della neutralizzazione per effettuare la prima sosta, ma la gara è presto interrotta con la bandiera rossa quando un incendio divampato durante il pit stop di Herm Johnson si estende a diverse piazzole, mandando nel caos la pit lane. Grazie al massiccio intervento dei vigili del fuoco dopo qualche decina di minuti la situazione torna più o meno alla normalità, cosa che permette di riprendere la corsa con Sneva a condurre su Rutherford, Mosley, Bobby Unser e Mears. Mosley non ci mette molto a tornare alla carica, superando subito Rutherford per ingaggiare nuovamente una bella battaglia ruota a ruota con Sneva. Questa volta però il due volte campione USAC non può opporsi a lungo alla Eagle, che una volta al comando semina in breve gli inseguitori: lo stesso Sneva e il duo Rutherford-Bobby Unser, in continua lotta per il terzo posto. Il motore rotto di Salt Walther al 53° giro interrompe però la marcia di Mosley, richiamando in pista la pace car e dando a tutti la possibilità di effettuare la seconda sosta.

Mears prende brevemente il comando dopo i pit stop, ma alla bandiera verde è ancora Mosley a comandare d’autorità la corsa, staccando subito gli inseguitori, capitanati da Rutherford, che comanda un gruppetto composto anche da Sneva, Bobby e Al Unser, Krisiloff e lo stesso Mears. Intorno al 70° giro Mosley può contare su un vantaggio di oltre 7” su Rutherford, ma i suoi sforzi sono ancora vanificati quando prima Cogan e poi Dickson si fermano lungo il percorso con il motore fuori uso. Tutti approfittano della neutralizzazione per rifornire, evitando un altro disastro quando tutte le vetture riescono a evitare la ruota persa dalla vettura di Harry MacDonald. La girandola delle soste porta in testa Tony Bettenhausen, che alla bandiera verde dell’81° giro conduce su Bobby Unser, Mears, Rutherford e Sneva. La corsa viene però subito interrotta dal brutto incidente che vede A.J. Foyt impattare con violenza contro i rails della curva 2. Inizialmente incosciente, Foyt viene estratto a fatica dalla sua vettura e poi elitrasportato in ospedale, dove gli viene riscontrata una frattura al braccio destro e una profonda ferita alla gamba sinistra che lo terrano lontano dalle gare per il resto della stagione.

La corsa riprende al 96° giro, con Rutherford a condurre incalzato da Bobby Unser, mentre Sneva perde terreno dai primi ed è presto costretto a fermarsi per problemi al cambio. Poco dopo lo stesso Unser è costretto a una lunga sosta ai box per sostituire parte della sospensione anteriore destra, forse danneggiata in un contatto col muro. Contemporaneamente anche Mosley deve dire addio alle speranze di vittoria per problemi al suo stock block Chevrolet. Con Mears in difficoltà, Rutherford sembrerebbe avere la corsa in pugno, conducendo con tranquillità sulla Longhorne di Al Unser, impegnato a controllare un inedito gruppetto composto da Alsup, Josele Garza, Bob Lazier e Tony Bettenhausen. Al 112° giro però la gara di Rutherford finisce incredibilmente quando un detrito causa l’esplosione della gomma posteriore destra nel rettilineo di ritorno, mandando in testacoda la Chaparral, prontamente controllata dal campione in carica che si salva dal muro ma non può far altro che riportare la sua malconcia vettura ai box.

La corsa riprende intorno al 120° giro, comandata da Al Unser davanti ad Alsup, che precede Garza e Lazier, a lungo impegnati in una bella battaglia per il terzo posto che premia il pilota americano. La corsa del messicano non è però destinata a proseguire per molto, dato che il suo motore cede al 141° giro, poco prima di aver subito l’attacco di Pancho Carter, autore di un bel recupero dopo i guai iniziali. Recupero aiutato poco dopo dalla rottura del motore di MacDonald, che richiamando in pista la pace car permette a Carter di effettuare la sosta sotto bandiere gialle a differenza di Unser e Lazier, in pit lane pochi giri prima. Il pilota del team Morales guida quindi il gruppo alla bandiera verde, controllando a lungo Unser, che fatica ad accorciare le distanze mentre Tony Bettenhausen, Alsup e Lazier danno vita a una bella battaglia per il terzo posto…che diventa secondo quando Unser al 191° giro è costretto ad abbandonare la compagnia col motore in fumo, proprio dopo essere riuscito a prendere il comando. Stessa sorte tocca poco più tardi allo sfortunato Lazier mentre anche Aslup perde il contatto coi primi, lasciando campo libero a Mears per il terzo posto. Le varie bandiere gialle aiutano Bettenhausen a ricucire lo strappo con Carter e i due danno vita a un intenso duello negli ultimi giri, in cui la vecchia McLaren da spesso l’impressione di poter entrare in scia alla non troppo giovane Penske. Carter è però bravo a gestire il traffico, riuscendo a mettere tra se e l’avversario diversi doppiati negli ultimi due giri, permettendosi di tagliare con margine il traguardo per conquistare la prima vittoria CART/IndyCar della carriera. Per Bettenhausen arriva un secondo posto che vale comunque oro, precedendo un Mears mai competitivo ma premiato dall’aver portato a casa la macchina in una corsa che ha fatto strage dei potenziali avversari per il titolo. Il californiano precede un Alsup in crisi nel finale ma comunque in grado di difendere il quarto posto da Bigelow e Gary Bettenhausen, staccati di tre giri. Phil Caliva e Larry Dickson, staccatissimi, chiudono rispettivamente in ottava e nona piazza mentre Lazier, Al Unser e Larry Cannon sono gli ultimi classificati in zona punti.

 

Pos. Pilota Squadra N. Vettura Tempo
1 Pancho Carter (L) Morales 5 Penske PC7/Cosworth 250 giri in 3:45:45 – 132.890 mph
2 Tony Bettenhausen, Jr. Bettenhausen 16 McLaren/Cosworth 2.0
3 Rick Mears Penske 6 Penske PC9B/Cosworth 2 giri
4 Bill Alsup Penske 7 Penske PC9/Cosworth 3 giri
5 Tom Bigelow Gohr 56 Penske PC7/Chevrolet V6 3 giri
6 Gary Bettenhausen Rhoades 12 Wildcat/Cosworth 3 giri
7 Scott Brayton Brayton 37 Penske PC7/Cosworth 12 giri
8 Phil Caliva Alsup 47 McLaren/Chevrolet V6 15 giri
9 Larry Dickson Machinist Union 31 Penske PC7/Cosworth 23 giri
10 Bob Lazier Fletcher 35 Penske PC7/Cosworth motore
11 Al Unser Longhorn 8 Longhorn LR-02/Cosworth motore
12 Larry Cannon Cannon 99 Penske PC7/Cosworth incidente
13 Roger Rager Rager 66 Wildcat/Chevrolet V6 65 giri
14 Jerry Karl Karl 38 Karl/Chevrolet V6 frizione
15 Billy Vukovich, Jr. Vukovich 42 Watson/Offenhauser motore
16 Bobby Unser Penske 3 Penske PC9B/Cosworth motore
17 Steve Krisiloff Patrick 40 Wildcat/Cosworth surriscaldamento
18 Mike Mosley All American 48 Eagle/Chevrolet V6 motore
19 Josele Garza Garza 55 Penske PC9/Cosworth motore
20 Steve Chassey Jet Engineering 64 Eagle/Chevrolet V6 motore
21 Harry MacDonald AMI 45 Lola/Cosworth motore
22 Johnny Rutherford Chaparral 1 Chaparral 2K/Cosworth incidente
23 Tom Sneva (P) Bignotti 2 March 81C/Cosworth cambio
24 Vern Schuppan Theodore 33 McLaren/Cosworth motore
25 Cliff Hucul Metro 57 McLaren/Offenhauser motore
26 A. J. Foyt Gilmore 14 Coyote/Cosworth incidente
27 Michael Chandler Hodgson 72 Penske PC7/Cosworth semiasse
28 Kevin Cogan O’Connell 32 Phoenix/Cosworth motore
29 Chip Mead Space 49 Eagle/Cosworth motore
30 Dick Ferguson Cannon 96 Wildcat/Offenhauser motore
31 Dick Simon Leader Card 22 Watson/Cosworth pressione olio
32 Salt Walther Bignotti 21 Phoenix/Cosworth motore
33 Herm Johnson Menard 28 Lightning/Chevrolet V6 fuoco ai box
34 Bill Tempero Tempero 15 McLaren/Chevrolet V6 motore
35 Bill Engelhart Beaudoin 29 Mclaren/Cosworth valvola piegata
36 Gordon Johncock Patrick 20 Wildcat/Cosworth incidente
37 Bill Whittington Whittington 94 March 81C/Cosworth incidente

 

Classifica dopo Michigan
Pos. Pilota Punti
1   Pancho Carter 132
2   Rick Mears 123
3   Tony Bettenhausen Jr 89
4   Bill Alsup 80
5   Johnny Rutherford 61
6   Tom Bigelow 54
7   Mario Andretti 46
8   Scott Brayton 40
9   Gary Bettenhausen 40
10   Al Unser 35
11   Gordon Johncock 34
12   Bobby Unser 31
13   Tom Sneva 31
14   Phil Caliva 27
15   Larry Dickson 27
16   Mike Mosley 26
17   Bob Lazier 22
18   Kevin Cogan 17
19   Jerry Karl 10
20   Larry Cannon 10

1992 – Road America

Texaco Havoline 200 – 23 agosto 1992 – 12° gara stagionale

Circuito: Road America

Tipologia: Stradale

Lunghezza: 4 mi – 6,436 km

Configurazione aerodinamica: Stradale

Record della pista: 1.37.090 – 1990 – Bobby Rahal, Lola – Chevrolet

Distanza di gara: 50 giri – 200 mi

Vincitore uscente:  Michael Andretti

 

Nonostante un brutto incidente nelle ultime fasi delle qualifiche, Paul Tracy riesce a beffare il compagno Fittipaldi facendo segnare per primo un tempo uguale al millesimo. Il vantaggio delle vetture bianco rosse, già imprendibili a Cleveland, si deve in parte a un’evoluzione al motore Ilmor B, arrivata per contrastare la maggior potenza del Ford XB. Anche Rahal beneficia di aggiornamenti per il suo motore Ilmor Chevy-A, concentrati nell’area del collettore di aspirazione. Grossi problemi in prova per Eddie Cheever, mentre il compagno Gordon continua a impressionare su una Lola del ’91. Un guasto al cambio nel pre gara impedisce a Ross Bentley di prendere il via.

Pos. Pilota Tempo Pilota Tempo
1 Paul Tracy 1.38.2105
2 Emerson Fittipaldi 1.38.2113
3 Michael Andretti
4 Bobby Rahal
5 Mario Andretti
6 Scott Goodyear
7 Scott Pruett
8 Al Unser Jr.
9 Danny Sullivan
10 John Andretti
11 Robby Gordon
12 Raul Boesel
13 Scott Brayton
14 Stefan Johansson
15 Ross Cheever
16 Ted Prappas
17 Eddie Cheever
18 Christian Danner
19 Brian Till
20 Jacques J. Villeneuve
21 Eric Bachelart
22 Buddy Lazier
23 Mike Groff
24 Hiro Matsushita
25 Vinicio Salmi
26 Ross Bentley

Dopo un primo tentativo abortito per una partenza anticipata di Fittipaldi, alla bandiera verde Tracy mantiene con i denti il comando della gara, precedendo il brasiliano e gli Andretti. Unser riesce invece a passare davanti a Rahal per il quinto posto, con Pruett, John Andretti e Goodyear a seguire. Ross Cheever è il primo ritirato della gara dopo essere finito contro le gomme della prima curva. Inizialmente Tracy sembra poter controllare la corsa, ma al sesto giro Fittipaldi rompe gli indugi e senza troppa fatica soffia il comando al giovane compagno di squadra. Una volta in testa il brasiliano incrementa progressivamente il vantaggio, mentre un’escursione sulla sabbia lascia attardato Tracy, che riesce a tornare in gara solo dopo essere precipitato ai margini della top ten. L’errore del canadese promuove Michael Andretti al secondo posto, ma gli occhi sono rivolti alle sue spalle, dove a dare spettacolo è il gruppetto composto da Unser e Rahal, che insidiano il terzo posto di Mario Andretti. Dopo una lunga battaglia, il capo classifica riesce a liberarsi del vincitore di Indianapolis, avendo poi ragione di Andretti con una bella staccata in curva 5. I tre sono seguiti da vicino da Pruett, a sua volta tallonato da John Andretti, Goodyear e Tracy. Superato il pilota di Jim Hall, i due canadesi proseguono la loro battaglia, fino a quando un estremo tentativo di sorpasso alla Canada Corner non vede Tracy bloccare le ruote posteriori e finire nella sabbia, dalla quale riuscirà a uscire solo dopo quattro giri. Fittipaldi, Rahal e Unser effettuano la prima sosta al 16° passaggio, mentre Michael Andretti riesce a percorrere una tornata in più, uscendo dalla pit lane davanti al brasiliano, che però torna davanti sfruttando le gomme già in temperatura.

Sventata la minaccia, Fittipaldi ricomincia a costruire progressivamente un margine di sicurezza su Andretti, a sua volta inseguito da Rahal, mentre Unser è ancora alle prese con Mario Andretti, che dopo aver ceduto il quarto posto deve guardarsi dal ritorno di Pruett e Goodyear. I due danno vita a una bella battaglia, fino a quando il canadese non riesce a passare all’esterno alla staccata della terza curva. Nel tentativo di resistere Pruett tocca la gomma posteriore sinistra della Lola, rovinando la sua ala anteriore, i cui detriti provocano la prima neutralizzazione. Alla ripartenza Fittipaldi sorprende Andretti, che deve invece guardarsi le spalle da un aggressivo Rahal. Davanti si forma quindi un gruppetto con il brasiliano a condurre e il trio Andretti-Rahal-Unser a meno di un secondo l’uno dall’altro. Poco più indietro un trenino ancora più bellicoso vede coinvolti Mario Andretti, Goodyear, Gordon e Sullivan. Quando il canadese e il giovane americano hanno ragione di Andretti, al gruppo si unisce anche Johansson, che si fa minaccioso alle spalle di Sullivan.

Al Unser Jr. apre il secondo turno di soste all 33° passaggio, seguito dagli altri protagonisti nella tornata successiva. La confusione data dalle piazzole adiacenti dei team Rahal e Newman Haas gioca un brutto scherzo a Michael Andretti, che manca la sua postazione, ostruendo per qualche secondo l’ingresso anche a Rahal. Il campione in carica è così costretto a percorrere un altro giro prima di poter effettuare la sosta, ma in suo aiuto arriva la neutralizzazione per Goodyear, finito violentemente contro le barriere nel velocissimo tratto della curva Kink. A soste ultimate, dopo una lunghissima operazione di pulizia la corsa riprende, con Fittipaldi a condurre su Unser, Rahal, Mario Andretti, John Andretti, Sullivan e Michael Andretti. Nei primi giri Unser è molto aggressivo nei confronti del brasiliano, che però riesce a controllare la situazione. Quando Michael Andretti si libera delle vetture che lo precedono, compreso il padre Mario, il finale di gara vede la ricomposizione del quartetto di testa tradizionale.

Inizialmente Andretti sembrerebbe avere il passo per tentare l’attacco su Rahal, ma il suo ritmo cala nettamente negli ultimi giri. In testa rimane quindi un terzetto ravvicinato, con Unser che però manca della necessaria velocità di punta per attaccare Fittipaldi, dovendosi invece guardare fino all’ultimo da un minaccioso Rahal. Il brasiliano può quindi controllare la situazione, andando a centrare la seconda vittoria consecutiva, a testimonianza della ritrovata competitività della Penske. Per Unser un secondo posto estremamente positivo davanti a Rahal, penalizzato dal disguido in pit lane ma comunque in grado di guadagnare punti su Andretti, quarto sul traguardo. Oltre a ridurre il peso dell’errore di Michael in pit lane, la neutralizzazione per l’incidente di Goodyear ha aiutato gli altri Andretti, Mario e John, ad avere la meglio su Sullivan, settimo al traguardo davanti a Boesel, Pruett, Prappas, il rookie Till e Scott Brayton. La rottura del motore ha invece privato Robby Gordon di un possibile posto in top 5. Sorte simile è toccata poi a Johansson, che dopo essere rimasto a secco nel giro di rientro ha dovuto abbandonare per problemi al cambio.

 

Pos. Pilota Squadra N Vettura Tempo
1 Emerson Fittipaldi (L) Penske 5 P/CB 50 giri in 1:48:26.677 – 110.656 mph
2 Al Unser Jr. Galles 3 G/CA 0.775
3 Bobby Rahal Rahal Hogan 12 L/CA 1.093
4 Michael Andretti Newman Haas 1 L/F 4.153
5 Mario Andretti Newman Haas 2 L/F 7.863
6 John Andretti Hall 8 L/CA 11.693
7 Danny Sullivan Galles 18 G/CA 13.403
8 Raul Boesel Simon 23 L/CA 21.213
9 Scott Pruett Truesports 10 T/CA 27.903
10 Ted Prappas PIG 31 L91/CA 36.043
11 Brian Till RAL Group 24 T91/J 1 giro
12 Scott Brayton Simon 22 L/CA 1 giro
13 Buddy Lazier Hemelgarn 21 L91/CA 2 giri
14 Hiro Matsushita Simon 11 L91/CA 2 giri
15 Vinicio Salmi Euromotorsports 42 L90/DFS 2 giri
16 Christian Danner Euromotorsports 50 L91/DFS motore
17 Paul Tracy (P) Penske 4 P/CB 4 giri
18 Robby Gordon Ganassi 6 L91/F motore
19 Stefan Johansson Bettenhausen 16 P20/CA cambio
20 Scott Goodyear Walker 15 L/CA incidente
21 Eric Bachelart Coyne 19 L91/DFS frizione
22 Jacques Villeneuve (I) Arciero 30 L91/B pescaggio
23 Eddie Cheever Ganassi 9 L/F cambio
24 Mike Groff Walker 17 L91/CA problemi elettrici
25 Ross Cheever Foyt 14 L/CA incidente
Telaio/Motore

L= Lola T9200; L91= Lola T9100; L90= Lola T9000; P= Penske PC22; P20= Penske PC20; T= Truesports 92; T91= Truesports 91; G= Galmer G92

CA= Chevrolet A; CB= Chevrolet B; F= Ford XB; DFS= Cosworth DFS; B= Buick; J= Judd

Classifica dopo Road America
Pos. Pilota Punti
1 Bobby Rahal 162
2 Al Unser Jr. 133
3 Michael Andretti 128
4 Emerson Fittipaldi 125
5 Scott Goodyear 86
6 Danny Sullivan 82
7 John Andretti 72
8 Eddie Cheever 63
9 Mario Andretti 61
10 Raul Boesel 56
11 Rick Mears 47
12 Scott Pruett 43
13 Paul Tracy 29
14 Stefan Johansson 23
15 Scott Brayton 23
16 Al Unser 14
17 Eric Bachelart 11
18 Robby Gordon 10
19 Brian Till 8
20 Teo Fabi 8

1992 – Cleveland

Budweiser Grand Prix of Cleveland – 9 agosto 1992 – Undicesima gara stagionale

Circuito: Burke Lakefront Airport

Tipologia: Stradale – aeroporto

Lunghezza: 2.369 mi – 3.812 km

Configurazione aerodinamica: Stradale

Record della pista: 1.00.553 – 1991, Emerson Fittipaldi, Penske PC20-Chevrolet

Distanza di gara: 85 giri – 201.4 mi

Vincitore uscente:  Michael Andretti

 

Griglia di partenza
Pos. Pilota Tempo Pilota Tempo
1 Emerson Fittipaldi 59.732
2 Michael Andretti
3 Bobby Rahal
4 Paul Tracy
5 Al Unser Jr.
6 Raul Boesel
7 Scott Pruett
8 Mario Andretti
9 Stefan Johansson
10 Danny Sullivan
11 Robby Gordon
12 Scott Goodyear
13 Scott Brayton
14 John Andretti
15 Ted Prappas
16 Jimmy Vasser
17 Eddie Cheever
18 Christian Danner
19 Brian Till
20 Ross Cheever
21 Hiro Matsushita
22 Eric Bachelart
23 Buddy Lazier
24 Jacques J. Villeneuve
25 Ross Bentley
26 Tero Palmroth

La prima partenza vede Fittipaldi scattare con troppo anticipo, cosa che obbliga Nick Fornoro a ritirare la bandiera verde e far compiere al gruppo un altro passaggio, subito fatale a Tracy, che perde 4 giri per problemi al cambio. Quando finalmente la corsa ha inizio, Michael Andretti infila immediatamente Fittipaldi alla prima curva, prendendo il comando mentre Sullivan si gira nel gruppo. Alle loro spalle si installa Unser, che inizialmente precede Rahal e un gruppetto composto da Mario Andretti, Boesel, Pruett e Gordon. Conscio della superiorità della Penske, Fittipaldi nelle prime fasi lascia sfogare Andretti, decisamente al limite per mantenere la vetta, tanto che la coppia di testa è presto raggiunta anche da Rahal, presto liberatosi di Unser. Quando poi al 15° giro Michael è frenato all’ultima curva da Villeneuve, al rientro in IndyCar dopo 6 anni, Fittipaldi non ha problemi a sfilare sul traguardo la Lola per prendere il comando.

Una volta davanti, il brasiliano va subito in fuga, lasciando Andretti a difendersi dagli attacchi di Rahal, che dopo numerosi tentativi è il primo del gruppo di testa a effettuare la sosta, con Unser subito dietro. Il capo classifica manca però la sua piazzola, vedendosi costretto a tornare in pista e percorrere un altro giro, prima di poter effettuare il pit stop. Dopo le soste Fittipaldi si mantiene quindi saldamente in testa, con circa 10 secondi di vantaggio, mentre Andretti deve guardarsi da un aggressivo Unser, che dopo una breve battaglia sorprende il rivale installandosi in seconda piazza. Rahal, attardato dal contrattempo ai box, inizia invece una lenta rimonta, precedendo il sorprendente Gordon, che con una Lola del ’91 controlla agevolmente Boesel, Mario Andretti, Pruett e John Andretti, che dopo aver superato Goodyear deve guardarsi dal rimontante Johansson.

Unser e Fittipaldi inaugurano il secondo turno di soste, che vede Michael Andretti fermarsi per ultimo. Questa mossa permette all’americano di rientrare in pista sulla coda di Unser che, in difficoltà con la vettura pesante, è presto costretto a cedere la piazza d’onore nel traffico. Mentre Andretti prende margine, rimanendo comunque nettamente staccato da Fittipaldi, Gordon è attardato da problemi ai freni, che lentamente lo fanno scivolare ai margini dalla top ten. La lunga battaglia tra Johansson e John Andretti per il 9° posto finisce invece con la Penske in testacoda, tamponata alla prima curva dall’americano dopo un problematico incrocio di traiettoria. Negli ultimi giri Rahal si avvicina minacciosamente ad Unser, che a sua volta recupera il tempo perduto su Andretti. Il capo classifica spreca però l’occasione di tornare sul podio con un dritto all’ultima curva mentre Unser, frenato da qualche doppiato di troppo, non riesce mai a portarsi a distanza di sorpasso da Andretti. Davanti Fittipaldi non ha di questi problemi, conquistando agevolmente il secondo successo stagionale. Andretti e Unser completano il podio, precedendo un Rahal che con qualche errore in meno avrebbe probabilmente terminato davanti ai connazionali. Mario Andretti porta a casa la quinta piazza, avendo la meglio su Boesel e Pruett. Nonostante i problemi ai freni, Robby Gordon ha avuto modo di mettersi in mostra, portando a casa l’ottavo posto davanti a Johansson, Goodyear, Cheever e John Andretti.

Ordine d’arrivo
Pos. Pilota Squadra Vettura Numero Tempo
1 Emerson Fittipaldi (L) (P) Penske P/CB 5 85 giri in 1:30:38.527 – 133.292 mph
2 Michael Andretti Newman Haas L/F 1 16.030
3 Al Unser Jr. Galles G/CA 3
4 Bobby Rahal Rahal Hogan L/CA 12
5 Mario Andretti Newman Haas L/F 2 1 giro
6 Raul Boesel Simon L/CA 23 1 giro
7 Scott Pruett Truesports T/CA 10 1 giro
8 Robby Gordon Ganassi L91/F 6 1 giro
9 Stefan Johansson Bettenhausen P20/CA 16 1 giro
10 Scott Goodyear Walker L/CA 15 2 giri
11 Eddie Cheever Ganassi L/F 9 2 giri
12 John Andretti Hall L/CA 8 2 giri
13 Ted Prappas PIG L91/CA 31 2 giri
14 Jimmy Vasser Hayoe L91/CA 47 2 giri
15 Brian Till RAL Group T91/J 24 3 giri
16 Christian Danner Euromotorsport T91/DFS 50 3 giri
17 Eric Bachelart Coyne L90/DFS 19 5 giri
18 Ross Bentley Coyne L90/DFS 39 10 giri
19 Paul Tracy Penske P/CB 4 surriscaldamento
20 Danny Sullivan Galmer G/CA 18 problemi elettrici
21 Scott Brayton Simon L/CA 22 cambio
22 Jacques J. Villeneuve Arciero L91/B 30 motore
23 Buddy Lazier Hemelgarn L91/CA 21 motore
24 Hiro Matsushita Simon L91/CA 11 cambio
25 Ross Cheever Foyt L91/CA 14 cambio
26 Tero Palmroth Euromotorsport L90/DFS 42 pressione olio
Telaio/Motore

L= Lola T9200; L91= Lola T9100; L90= Lola T9000; P= Penske PC22; P20= Penske PC20; T= Truesports 92; T91= Truesports 91; G= Galmer G92

CA= Chevrolet A; CB= Chevrolet B; F= Ford XB; DFS= Cosworth DFS; B= Buick; J= Judd

Classifica dopo Cleveland
1 Bobby Rahal 148
2 Al Unser Jr. 117
3 Michael Andretti 116
4 Emerson Fittipaldi 104
5 Scott Goodyear 86
6 Danny Sullivan 76
7 John Andretti 64
8 Eddie Cheever 63
9 Raul Boesel 51
10 Mario Andretti 51
11 Rick Mears 47
12 Scott Pruett 39
13 Paul Tracy 28
14 Stefan Johansson 23
15 Scott Brayton 22
16 Al Unser 14
17 Eric Bachelart 11
18 Robby Gordon 10
19 Teo Fabi 8
20 Jimmy Vasser 7

1994 – Vancouver

Molson Indy Vancouver – Tredicesima prova stagionale – 4 settembre 1994

Circuito: Streets of Vancouver

Tipologia: Cittadino

Lunghezza: 1.703 mi – 2.740 km

Configurazione aerodinamica: Stradale

Record della pista: 54.514 – 1992, Michael Andretti, Lola-Ford

Distanza di gara: 102 giri – 173.7 mi

Vincitore uscente:  Al Unser Jr.

 

Griglia di Partenza
P Pilota Tempo Pilota Tempo
1 Robby Gordon 54.570
2 Nigel Mansell 54.728
3 Michael Andretti 54.799
4 Scott Goodyear 55.051
5 Teo Fabi 55.158
6 Paul Tracy 55.324
7 Stefan Johansson 55.331
8 Al Unser Jr. 55.351
9 Jacques Villeneuve 55.357
10 Mario Andretti 55.425
11 Adrian Fernandez 55.426
12 Emerson Fittipaldi 55.537
13 Mauricio Gugelmin 55.608
14 Scott Sharp 55.675
15 Bobby Rahal 55.742
16 Mark Smith 55.761
17 Eddie Cheever 56.001
18 Arie Luyendyk 56.030
19 Dominic Dobson 56.128
20 Raul Boesel 56.274
21 Mike Groff 56.349
22 Jimmy Vasser 56.404
23 Marco Greco 56.531
24 Claude Bourbonnais 56.669
25 Parker Johnstone 56.953
26 Willy T. Ribbs 57.003
27 Buddy Lazier 57.120
28 Alessandro Zampedri 57.770

Alla partenza Robby Gordon mantiene il comando mentre Nigel Mansell, inizialmente in difficoltà con la vettura, cede il secondo posto a Michael Andretti. Alle loro spalle una serrata battaglia coinvolge Goodyear, che su gomme più morbide dopo qualche giro comincia a rallentare gli inseguitori, Fabi, Tracy e Johansson, con Mario Andretti, Unser, Villeneuve e Fernandez subito dietro. Mentre infuria la battaglia per il quarto posto, il tentativo di fuga di Gordon è interrotto all’8° giro dalla clamorosa esplosione del motore di Zampedri, al rientro dopo il brutto incidente di Michigan. Quando la corsa riprende Andretti è subito molto aggressivo, insidiando il comando di Gordon quasi a ogni curva. Dopo tre giri però, il campione ’91 incappa in una foratura che lo costringe a percorrere tutta la pista su tre ruote. La conseguente sosta ai box lo fa precipitare al 19° posto, proprio davanti al leader Gordon, che però non riesce a doppiarlo. Parallelamente un contatto all’ultima curva provoca una foratura a Mario Andretti e un’ala rotta a Villeneuve. Le conseguenti riparazioni costano a entrambi un giro, estromettendoli di fatto dalla lotta. Con Michael Andretti temporaneamente fuori gioco, Fabi e Tracy dopo essersi liberati di Goodyear continuano una avvincente battaglia per il terzo posto, fino a quando il canadese trova il varco giusto al tornantino. Il maldestro contrattacco dell’italiano nella successiva variante termina con la Reynard nelle gomme, causando l’ingresso della pace car e una perdita di due giri per Fabi.

Tutti approfittano della neutralizzazione per effettuare la prima sosta, ma chi più ne trae beneficio è Al Unser Jr., che essendosi fermato poco prima rimane in pista e si installa al terzo posto dietro Gordon e Mansell. Michael Andretti risale invece al decimo posto. La bandiera verde arriva al 36° giro, regalando subito una sorpresa quando Gordon manca la frenata dell’ultima curva, trovandosi costretto a percorrere la pit lane per riprendere la pista. La beffa raddoppia poi quando un contatto con Fernandez procura all’americano una foratura, obbligandolo a una seconda visita ai box il giro successivo. Mentre Gordon scivola quindi nelle retrovie, Mansell si ritrova comodamente in testa, con Unser invischiato tra i doppiati. Poco più indietro intanto Michael Andretti mette insieme una serie di sorpassi che in pochi giri lo portando dal decimo al terzo posto. Poco dopo aver ceduto il quarto posto all’americano, la corsa di Johansson, già a muro nel warm up, finisce invece nelle barriere, quando un errore in frenata rischia di fargli colpire Goodyear. La corsa non viene neutralizzata e Andretti è quindi libero di proseguire la sua rimonta, sfruttando a suo vantaggio il traffico per soffiare il secondo posto ad Unser, che risparmia carburante. La bandiera gialla arriva comunque poco dopo per recuperare la vettura di Willy T. Ribbs, ed è sfruttata da Andretti per effettuare la seconda sosta. Alla ripartenza Mansell, che ha visto evaporare un vantaggio di oltre 10 secondi, riprende quindi la fuga su Unser, Goodyear, Fernandez e un agguerrito terzetto composto da Fittipaldi, Tracy e Rahal. Il canadese, in rimonta dopo aver percorso la prima parte di gara con le cinture slacciate, finisce però in testacoda dopo aver passato il compagno di squadra, dovendo ricominciare tutto da capo. Il posto di Tracy viene quindi preso da Andretti, che nel suo recupero arriva fino alle spalle di Fittipaldi, prima che la corsa venga ancora interrotta per recuperare la vettura di Dobson, con Unser che approfitta della neutralizzazione per rifornire, imitato poco dopo da Goodyer e Fittipaldi.

Alla ripartenza Mansell guida ancora il gruppo su Fernandez, Luyendyk e Andretti, che dopo qualche giro rientra ai box convinto di essere incappato in un’altra foratura, non riscontrata però dai meccanici. Mentre l’americano rientra in pista 13°, alle spalle di Unser, quarto, Fittipaldi, Rahal e Gordon ingaggiano una bella battaglia per la quinta piazza. Luyendyk è il primo del gruppo di testa a effettuare l’ultima sosta, seguito al 77° giro da Mansell. Un errore di calcolo costa invece carissimo a Fernandez, in testa per pochi metri prima di dover accostare con il serbatoio vuoto. Il comando passa quindi ad Al Unser Jr., che alla ripartenza del giro 81 conduce su Fittipaldi, Rahal, Gordon, Tracy, Mansell, Gugelmin, Goodyear e Andretti. Mentre Rahal va dritto in una chicane, dovendo aspettare il passaggio di tutto il gruppo per ripartire, Andretti inanella un sorpasso dietro l’altro, portandosi in breve dietro Tracy e Mansell, che hanno gioco facile nel liberarsi di Fittipaldi, in pieno risparmio di carburante. Con una staccata al limite l’americano riesce a mettere nel sacco anche il campione in carica, ma un errore all’ultima curva finisce con la Reynard Target nel cambio della Penske di Tracy, che è costretto al ritiro. La vettura ferma del canadese ostruisce la pista, costando a Mansell tre posizioni e obbligando l’intervento della pace car. La neutralizzazione aiuta ancora Unser, come Fittipaldi in pieno risparmio di carburante, favorito anche dai problemi al cambio di Gordon, che allo sventolare della bandiera verde, a 4 giri dal termine, è più impegnato a controllare Andretti che a puntare al successo. Gli ultimi giri non vedono quindi variazioni in zona podio, ma poco più indietro un attacco disperato di Mansell all’ultima curva genera una collisione con Fittipaldi che elimina entrambi.

Per Unser, debilitato dall’influenza che lo aveva tenuto lontano dalla pista il venerdì, arriva quindi un insperato successo che lo avvicina sempre di più al titolo. Gordon coglie invece un secondo posto quasi sorprendente considerate le peripezie vissute. Stesso discorso per il terzo posto di Andretti, forse il pilota più veloce ma penalizzato da due forature, una vera e una presunta, la cui prestazione è però offuscata dalla toccata con Tracy nel finale. L’incidente tra Mansell e Fittipaldi consegna un buon quarto posto a Goodyear, che sul traguardo precede Gugelmin, Luyendyk e Rahal, deluso dopo aver buttato un sicuro podio con il dritto nel finale. La zona punti è quindi completata da Smith, Fittipaldi, Mansell, velocissimo ma penalizzato dall’andamento delle bandiere gialle, Mario Andretti e Scott Sharp.

Ordine d’arrivo
P Pilota Squadra N Vettura Tempo
1 Al Unser, Jr. Penske 31 P/ID 102 giri in 1:53:27345 – 89.166 mph
2 Robby Gordon (P) Walker 9 L/F 2.238
3 Michael Andretti Ganassi 8 R/F 6.978
4 Scott Goodyear Bernstein 40 L/F 12.448
5 Mauricio Gugelmin Ganassi 88 R/F 12.818
6 Arie Luyendyk Indy Regency 28 L/F 14.848
7 Bobby Rahal Rahal 4 L/H 17.678
8 Mark Smith Walker 15 L/F 32.318
9 Emerson Fittipaldi Penske 2 P/ID incidente
10 Nigel Mansell (L) Newman Haas 1 L/F incidente
11 Mario Andretti Newman Haas 6 L/F 1 giro
12 Scott Sharp PacWest 71 L/F 1 giro
13 Parker Johnstone Comptech 49 L93/H 1 giro
14 Mike Groff Rahal 10 L/H 1 giro
15 Jimmy Vasser Hayoe 18 R/F 1 giro
16 Marco Greco Arciero 25 L/F incidente
17 Eddie Cheever Foyt 14 L/F 3 giri
18 Teo Fabi Hall 11 R/ID 4 giri
19 Dominic Dobson PacWest 17 L/F 6 giri
20 Paul Tracy Penske 3 P/ID incidente
21 Claude Bourbonnais McCormack 30 L/IC cambio
22 Adrián Fernández Galles 7 R/ID carburante
23 Raúl Boesel Simon 5 L/F motore
24 Jacques Villeneuve (II) Green/Forsythe 12 R/F scarico
25 Willy T. Ribbs Walker 24 L/F guidabilità
26 Stefan Johansson Bettnhausen 16 P22/ID incidente
27 Buddy Lazier Leader Card 23 L93/IC semiasse
28 Alessandro Zampedri Coyne 19 L93/F motore
Telaio/Motore

R= Reynard 94; L= Lola 94; P= Penske PC23; L93= Lola 93; P22= Penske PC22

ID= Ilmor D; F= Ford Cosworth XB; IC= Ilmor C

(P)= pole position; (L)= maggior numero di giri in testa

 

Classifica dopo Vancouver

P Pilota Punti
1   Al Unser, Jr. 193
2   Emerson Fittipaldi 137
3   Michael Andretti 114
4   Paul Tracy 107
5   Robby Gordon 104
6   Nigel Mansell 83
7   Bobby Rahal 55
8   Raul Boesel 54
8   Jacques Villeneuve 54
10   Teo Fabi 49
11   Mario Andretti 45
12   Scott Goodyear 44
13   Jimmy Vasser 42
14   Stefan Johansson 41
15   Mauricio Gugelmin 36
16   Adrian Fernandez 30
17   Arie Luyendyk 26
18   Dominic Dobson 25
19   Mark Smith 16
20   Mike Groff 15

1999 – Surfers Paradise

Diciannovesima gara stagionale – Honda Indy 300– 17/10/1999

Circuito: Surfers Paradise

Tipologia: Cittadino

Lunghezza: 2.794 mi – 4.496 km

Configurazione aerodinamica: Stradale

Record della pista: 1.32.288 – 1998, Dario Franchitti – Reynard Honda

Distanza di gara: 65 giri – 181.6 mi

Vincitore uscente: Alex Zanardi

 

Griglia di Partenza
P Pilota Tempo Pilota Tempo
1 Dario Franchitti 1.31.703
2 Bryan Herta 1.32.595
3 Scott Pruett 1.32.616
4 Paul Tracy 1.32.700
5 Michael Andretti  1.32.899
6 Juan Pablo Montoya 1.33.018
7 Adrian Fernandez 1.33.072
8 Tony Kanann 1.33.233
9 Mauricio Gugelmin 1.33.271
10 Cristiano Da Matta 1.33.399
11 Max Papis 1.33.503
12 Greg Moore 1.33.553
13 Christian Fittipaldi 1.33.577
14 Gil De Ferran 1.33.702
15 Patrick Carpentier 1.33.781
16 Helio Castroneves 1.33.869
17 Jimmy Vasser 1.33.969
18 Michel Jourdain Jr. 1.34.074
19 Jan Magnussen 1.34.099
20 Naoki Hattori 1.34.243
21 Memo Gidley 1.34.309
22 Robby Gordon 1.34.827
23 Mark Blundell 1.34.847
24 Richie Hearn 1.35.540
25 Andrea Montermini 1.36.101
26 Al Unser Jr. 1.37.065
27 Gualter Salles 1.37.677

Alla bandiera verde Franchitti mantiene il comando, ma al suo fianco Herta ha un’esitazione che gli costa due posizioni, subendo il sorpasso di Pruett e Tracy. La manovra del canadese, che rompe l’allineamento affiancandosi all’interno di Herta prima del traguardo, desta però subito l’attenzione dei commissari. Dopo 11 giri infatti Tracy è richiamato in pit lane per una penalità che lo retrocede al decimo posto. De Ferran intanto è il primo ad abbandonare la corsa, quando al primo giro uno scarto in frenata lo spedisce contro le barriere. I connazionali Gugelmin e Fittipaldi lo seguono poco dopo: il primo riportando la monoposto fumante ai box, il secondo fermandosi nelle vie di fuga con un principio di incendio nella zona del turbo. Nelle prime fasi Franchitti tenta la fuga inseguito da Pruett ed Herta, presto incalzati da Fernandez, che supera Andretti per il quarto posto, imitato da Montoya, autore di una rischiosissima manovra all’esterno in curva 1. Retrocesso in sesta piazza, Andretti comincia così una lunghissima difesa nei confronti di Kanaan, salito in sesta piazza dopo aver sopravanzato Moore nei primi giri. Poco a suo agio nelle prove, Montoya intanto sembra aver trovato il giusto ritmo in gara, mettendo sotto pressione Fernandez per il quarto posto. Dopo aver temporaneamente perso il contatto con Andretti, al 20° giro Kanaan è il primo a effettuare il pit stop, imitato presto da tutto il gruppo.

Se Franchitti riprende la pista saldamente al comando, alle sue spalle le soste scompaginano la situazione: Fernandez è infatti l’ultimo del gruppo di testa a fermarsi e quando torna in pista è attaccato da Herta, che riesce a strappargli la seconda piazza non avvedendosi però della bandiera gialla per la vettura ferma di Hattori, che causa l’uscita della pace car. Durante la neutralizzazione Herta è quindi costretto a restituire la posizione a Fernandez, che però rimane dietro a Montoya, passato davanti al messicano durante la schermaglia con il pilota del team Rahal. Un contatto precedente tra Carpentier e Gidley intanto costa il ritiro al canadese. La corsa riprende al 27° giro con Franchitti pressato dal rivale Montoya, a sua volta seguito da Fernandez, Herta e Pruett. Alle loro spalle Andretti precede Tracy, Moore e Kanaan, penalizzato da una sosta lenta. Due contatti distinti vedono però subito coinvolti Vasser con Blundell e Papis con Montermini e solo il comasco riesce a proseguire senza l’aiuto dei commissari, che invece devono recuperare le altre vetture causando un’altra neutralizzazione. Quando la corsa riprende Franchitti e Montoya scavano un ampio margine su Herta e Fernandez, mentre nel gruppo Kanaan ha la meglio su Tracy e Moore risalendo al settimo posto. Poco dopo un maldestro attacco di Blundell su Hattori ha un effetto disastroso sulla sospensione della Reynard PacWest, che rimane ancora ferma in pista causando un’altra neutralizzazione, sfruttata dal gruppo per effettuare la seconda sosta. La corsa riprende al 38° giro con Papis che non essendosi fermato conduce su Franchitti e Fernandez, nuovamente davanti a Montoya dopo le soste. Il serbatoio leggero permette all’italiano di guadagnare in breve un ampio vantaggio su Franchitti, che però non si deve più guardare da Montoya, tenuto a bada dal messicano. La cavalcata in testa di Papis si chiude al 46° giro, quando anche l’italiano è costretto ad effettuare la seconda sosta, lasciando campo libero a Franchitti, che conduce con margine sul duo Fernandez-Montoya, inseguiti da Herta, Pruett e il duo Andretti-Kanaan, perennemente in lotta con Da Matta poco lontano. La gara di Moore, lentamente retrocesso ai margini della top ten, termina invece al 47° passaggio per problemi elettrici.

È il ritiro successivo però a scuotere gara e campionato: ricevuto il permesso di tirare al massimo, Montoya mette pressione a Fernandez ma un errore in frenata del colombiano finisce con la Reynard Target nelle barriere. Tutti approfittando delle conseguente uscita della pace car per effettuare l’ultima sosta, tranne Papis, che riesce a installarsi alle spalle di Franchitti, e Magnussen, che prende il comando sperando nell’uscita di altre bandiere gialle. Quando la corsa riprende, al 54° giro, lo scozzese mette subito le cose in chiaro, superando Magnussen in curva 1 per poi involarsi verso il successo. Il danese resiste fino a 3 giri dal termine, ma il perdurare della bandiera verde lo costringe a un rabbocco proprio nel finale. Papis guadagna così la seconda posizione, dovendosi però guardare da un aggressivo Fernandez, mentre poco più staccato Herta guida un trenino in cui Andretti e Kanaan continuano la loro eterna battaglia incalzati da Tracy, alle prese con problemi al turbo. Nulla però cambia nel finale, con Franchitti che al termine di un week end dominato sbanca l’Australia, andando in testa al campionato con 9 punti su Montoya e la sola 500 miglia di Fontana da disputare. Meno veloce di Herta per tutto il fine settimana, Papis porta a casa un insperato secondo posto, frutto anche di un buona strategia, precedendo Fernandez, molto incisivo nonostante il polso ancora dolorante per l’incidente di Detroit. Per Herta arriva invece un quarto posto deludente, considerata la prima fila in qualifica, davanti ad un Andretti che dopo aver ceduto a Fernandez e Montoya si dimostra insuperabile per un comunque positivo Kanaan. Il brasiliano chiude così davanti a Tracy, frenato come detto da problemi al turbo e da una penalità al via piuttosto dubbia, che precede un grande Robby Gordon, capace nel finale di strappare l’ottavo posto a Pruett, penalizzato da pit stop piuttosto lenti. L’americano termina così al nono posto davanti ad un positivo Salles, con Magnussen e Jourdain a chiudere la zona punti davanti a Da Matta, rimasto senza marce nel finale.

Ordine d’arrivo
P Pilota Squadra Numero Vettura Tempo
1    Dario Franchitti (P) (L) Green 27 R/H/F 65 giri in 1:58:40.726 – 91.849 mph
2    Max Papis Rahal 7 R/F/F 2.609
3    Adrian Fernandez Patrick 40 R/F/F 7.445
4    Bryan Herta Rahal 8 R/F/F 10.393
5    Michael Andretti Newman Haas 6 S/F/F 11.185
6    Tony Kanaan Tasman 44 R/H/F 11.359
7    Paul Tracy Green 26 R/H/F 11.730
8    Robby Gordon Gordon 22 S/T/F 19.890
9    Scott Pruett PPI Wells 24 R/T/F 21.328
10    Gualter Salles Bettenhausen 16 R/M/G 26.094
11    Jan Magnussen Patrick 20 R/F/F 30.734
12    Michel Jourdain, Jr. Coyne 19 L/F/F 33.048
13    Cristiano da Matta PPI Wells 25 R/T/F cambio
14    Memo Gidley Coyne 71 L/F/F 60
15    Andrea Montermini All American Racers 36 E/T/G motore
16    Juan Pablo Montoya Ganassi 4 R/H/F incidente
17    Greg Moore Forsythe 99 R/M/F elettrico
18    Jimmy Vasser Ganassi 12 R/H/F pressione carburante
19    Mark Blundell PacWest 18 R/M/F incidente
20    Naoki Hattori Walker 15 R/H/G incidente
21    Helio Castroneves Hogan 9 L/M/F cambio
22    Al Unser, Jr. Penske 2 L/M/G motore
23    Richie Hearn Della Penna 10 R/T/F cambio
24    Patrick Carpentier Forsythe 33 R/M/F incidente
25    Christian Fittipaldi Newman Haas 11 S/F/F turbo
26    Mauricio Gugelmin PacWest 17 R/M/F trasmissione
27    Gil de Ferran Walker 5 R/H/G incidente
Telaio/Motore/Gomme

R=Reynard; L=Lola; S=Swift; E=Eagle

H=Honda; M=Mercedes; F=Ford; T=Toyota

F=Firestone; G=Goodyear

(P) punto per la pole position, (L) punto per il maggior numero di giri condotti in testa

 

Classifica dopo Surfers Paradise
P Pilota Punti
1   Dario Franchitti 209
2   Juan Pablo Montoya 200
3   Paul Tracy 161
4   Michael Andretti 151
5   Max Papis 133
6   Adrian Fernandez 120
7   Christian Fittipaldi 107
8   Gil de Ferran 104
9   Greg Moore 97
10   Jimmy Vasser 94
11   Bryan Herta 84
12   Tony Kanaan 80
13   Patrick Carpentier 61
14   Roberto Moreno 58
15   Helio Castroneves 48
16   P.J. Jones 37
17   Mauricio Gugelmin 36
18   Cristiano da Matta 32
19   Scott Pruett 27
20   Richie Hearn 26

73° Indianapolis 500 – 3° gara stagione 1989

Terza gara della stagione 1989 – 28 maggio 1989

Circuito: Indianapolis Motor Speedway

Tipologia: Super Speedway

Lunghezza: 2.5  mi – 4.02 km

Configurazione aerodinamica: Superspeedway, monoplano posteriore

Record della pista: 220.453 – Rick Mears, Penske PC17-Chevrolet, 1988

Distanza di gara: 200 giri – 500 miglia

Vincitore uscente: Rick Mears

Griglia di partenza
1 Rick Mears 223.885
2 Al Unser Sr. 223.471
3 Emerson Fittipaldi 222.329
4 Jim Crawford 221.450
5 Mario Andretti 220.485
6 Scott Brayton 220.458
7 Bobby Rahal 219.530
8 Al Unser Jr. 218.642
9 Raul Boesel 218.228
10 A.J. Foyt 217.135
11 Randy Lewis 216.494
12 John Andretti 215.611
13 Teo Fabi 215.563
14 Gary Bettenhausen 215.230
15 Arie Luyendyk 214.883
16 Tero Palmroth 214.203
17 Scott Pruett 213.955
18 Ludwig Heimrath Jr. 213.878
19 Didier Theys 213.120
20 Bernard Jourdain 213.105
21 Michael Andretti 218.774
22 Tom Sneva 218.396
23 Gordon Johncock 215.072
24 Derek Daly 214.237
25 John Jones 214.028
26 Danny Sullivan 216.027
27 Kevin Cogan 214.569
28 Rocky Moran 214.212
29 Dominic Dobson
30 Billy Vukovich III 216.698
31 Davy Jones 214.279
32 Pancho Carter 214.067
33 Rich Vogler 213.238

Al segnale di accensione dei motori tutte le vetture lasciano lo schieramento tranne Rocky Moran, che si unisce al gruppo solo dopo 8 giri, e Gary Bettenhausen, che invece viene tristemente ricondotto in pit lane a causa di un problema al motore. Alla bandiera verde Fittipaldi approccia aggressivamente curva 1 passando subito a condurre su Mears e Unser Sr. Il brasiliano è imitato da Mario Andretti, che si porta in quarta piazza in partenza, andando poi all’attacco di Unser per il terzo posto. Il sorpasso arriva pochi attimi prima del violentissimo incidente che al secondo giro elimina Kevin Cogan. Il pilota americano perde il controllo della vettura in curva 4 e dopo aver colpito il muro interno impatta contro l’estremità del muretto box. Già gravemente danneggiata dal primo impatto, della March rimane solo la cellula di sopravvivenza con il motore ancora aggrappato. Cogan finisce la sua corsa nelle prime piazzole della pit lane, semi capavolto. Seppur molto scosso, l’americano poi lascia incredibilmente la vettura sulle sue gambe, facendo tirare un sospiro di sollievo ai 400.000 sulle tribune. Dopo una lunga bandiera gialla la corsa riprende intorno al 10° giro, con Fittipaldi a condurre e Andretti subito all’attacco di Mears per il secondo posto. Il campione in carica come da tradizione retrocede lentamente, lasciando strada al rimontante Unser Jr., per poi ingaggiare una lunga battaglia con Rahal e Unser Sr. Il percorso opposto caratterizza invece la corsa di Michael Andretti, in rimonta dalla settima fila e già quarto prima dei pit stop, inaugurati da Al Unser Sr. e Fittipaldi poco dopo il 30° giro. Una volta ultimate le soste il brasiliano riprende a condurre su Mario e Michael Andretti, Mears e Unser Jr.

La prima tegola in casa Penske arriva al giro 41, quando il difficile mese di Danny Sullivan, alle prese con un braccio fratturato in prova per una foratura, termina per il cedimento della frizione. Il ritiro del campione CART ’88 arriva dopo gli abbandoni di Johncock, Fabi e Lewis per problemi simili. Davanti intanto gli inseguitori di Fittipaldi si danno il cambio, con Michael Andretti che si installa in seconda piazza ai danni del padre Mario, sopravanzato poco dopo anche da Unser Jr. Il secondo turno di soste arriva intorno al 60° giro quando il ritiro di Bobby Rahal, tradito dal nuovo motore Cosworth, richiama in pista la pace car. Alla ripartenza Fittipaldi ha gioco facile nel distanziare Michael Andretti, che precede a sua volta un Unser Jr. frenato dai doppiaggi. Problemi alla frizione poco dopo mettono fine alla corsa di Al Unser Sr., limitando al solo Mears, in perenne lotta con Mario Andretti per il quarto posto, le speranze della Penske. La battaglia però non è destinata a durare ancora a lungo: Andretti è infatti rallentato da problemi di accensione e la corsa di Mears termina dopo il terzo turno di soste per la rottura del motore. Una quarta sosta leggermente anticipata di Fittipaldi lascia brevemente il comando nelle mani di Michael Andretti, che però si rimette all’inseguimento del brasiliano dopo il suo pit stop, arrivato al 123° giro. La rottura del Cosworth di Luyendyk, gemello di quello montato da Rahal, interrompe poco dopo le ostilità, dando l’occasione a Fittipaldi di effettuare un rabbocco, che si trasforma in una sosta completa quando i meccanici notano un consumo anomalo delle gomme.

Alla ripartenza Michael Andretti conduce su Fittipaldi e Unser, gli unici piloti a pieni giri. Crawford li segue infatti a tre giri di distacco, precedendo con ampio margine Boesel e Dobson, staccati di ben cinque tornate dal leader della corsa. La battaglia a distanza in testa alla gara viene però presto interrotta dallo stesso Crawford, che rimane tristemente in curva 3 con problemi alla trasmissione. I primi approfittano della neutralizzazione per completare un altro turno di soste, da cui Fittipaldi emerge in testa con Andretti subito dietro mentre Unser segue più distanziato dopo aver rischiato il doppiaggio nella ripartenza precedente. Quando la bandiera verde torna a sventolare Fittipaldi prende brevemente margine sulla pista coperta dal filler, ma in breve Andretti recupera il tempo perduto, prendendo facilmente il comando al 154° giro. Michael guadagna lentamente metri, ma le sue possibilità di vittoria evaporano poco più tardi per la rottura del motore Chevrolet, al quinto problema tecnico dopo gli abbandoni di Mears, Sullivan e Unser Sr. e il ritardo subito da Mario Andretti. La Lola ferma in pista causa l’intervento della pace car, dando l’occasione a Fittipaldi e Unser di compiere un’altra sosta con circa 35 giri da completare. Alla ripartenza Fittipaldi prende margine, protetto anche dai tanti doppiati che lo separano dall’americano, ma a meno di venti giri dalla bandiera a scacchi un’altra bandiera gialla, causata da una ruota persa da Tero Palmroth, rimette tutto in discussione. Fittipaldi va sul sicuro effettuando l’ultima sosta, Unser decide invece di rischiare sul fronte consumi evitando il rabbocco per ritrovarsi in ripartenza direttamente in coda al rivale.

La pace car si fa da parte quando mancano circa 14 giri al termine e i doppiaggi sembrano inizialmente favorire Fittipaldi, che prende un margine di apparente sicurezza su Unser. Una volta a pista libera però l’americano comincia sorprendentemente a ridurre il distacco, facendosi sotto al due volte campione del mondo nel momento in cui Mario Andretti non lascia strada ai duellanti. Dopo un primo tentativo in curva 1, a cinque giri dal termine Unser trova lo spunto giusto per infilare Fittipaldi in curva 3. Seppur con il tremendo dubbio che il metanolo possa non bastare per arrivare sotto la bandiera a scacchi, il pilota del New Mexico riesce anche a prendere un piccolo margine, che evapora però nel momento in cui i contendenti si imbattono nell’ennesimo gruppo di doppiati. Quando poi a due giri dal termine Ludwig Heimrath Jr. chiude la porta ad Unser in curva 2, Fittipaldi ha l’occasione per riportarsi al comando. I due percorrono affiancati il rettilineo di ritorno, superando diverse vetture, per poi affrontare ancora ruota a ruota curva tre, con Fittipaldi all’interno e Unser all’esterno. L’americano lascia al rivale spazio per fare la curva, ma la velocità eccessiva e il disturbo della vettura che precede manda in sottosterzo la Penske, la cui ruota anteriore destra colpisce la posteriore sinistra della Lola. Unser non ha possibilità di controllo e finisce contro il muro, Fittipaldi è prontissimo nel correggere il sovrasterzo della sua vettura e si salva dal disastro, percorrendo l’ultimo giro dietro la pace car per andare a cogliere il primo successo in carriera a Indianapolis. Il brasiliano raccoglie anche gli applausi tra lo sportivo e l’ironico di Unser, che esce fortunatamente illeso dall’incidente e porta comunque a casa il secondo posto finale in virtù dell’enorme vantaggio sul terzo, Raul Boesel, che chiude a 6 giri dal vincitore. Ben tre vetture concludono invece a 7 giri da Fittipaldi, con Andretti che sul traguardo precede l’intramontabile Foyt, seguito da Brayton. Davy Jones è il migliore dei i piloti con vetture vecchie di un anno, terminando al settimo posto davanti alla March 88C di Vogler. Bernard Jourdain, Scott Pruett, John Jones e Bill Vukovich III chiudono poi la zona punti CART.

Il finale Fittipaldi-Unser segna la seconda doppietta consecutiva per la Chevrolet, che piazza anche Andretti al quarto posto mentre Boesel regala il terzo posto alla Judd. A.J Foyt con il quinto posto guida invece la pattuglia Cosworth, mentre Brayton è il migliore dei motorizzati Buick.

Ordine d’arrivo
1    Emerson Fittipaldi 200 giri in 2:59:01.04 – 167,581
2    Al Unser, Jr. 2 giri
3    Raul Boesel 6 giri
4    Mario Andretti 7 giri
5    A.J. Foyt 7 giri
6    Scott Brayton 7 giri
7    Davy Jones 8 giri
8    Rich Vogler 8 giri
9    Bernard Jourdain 9 giri
10    Scott Pruett 10 giri
11    John Jones 11 giri
12    Billy Vukovich III 14 giri
13    Ludwig Heimrath, Jr. 15 giri
14    Rocky Moran 19 giri
15    Derek Daly 33 giri
16    Tero Palmroth ruota persa
17    Michael Andretti motore
18    Dominic Dobson 39 giri
19    Jim Crawford motore
20    Didier Theys motore
21    Arie Luyendyk motore
22    Pancho Carter problemi elettrici
23    Rick Mears motore
24    Al Unser frizione
25    John Andretti motore
26    Bobby Rahal motore
27    Tom Sneva fuoco ai box
28    Danny Sullivan frizione
29    Randy Lewis mozzo ruota
30    Teo Fabi motore
31    Gordon Johncock motore
32    Kevin Cogan incidente
33    Gary Bettenhausen motore

Montreal – 10° gara stagione 2005

Decima gara della stagione 2005 – Molson Indy Montreal – 28/8/2005

Circuito: Circuit Gilles Villeneuve

Tipologia: Cittadino

Lunghezza: 2.709 mi – 4.359 km

Configurazione aerodinamica: Stradale

Record della pista: 1.18.959 – 2002, Cristiano Da Matta – Lola Toyota

Distanza di gara: 79 giri – 214 mi

Vincitore uscente:  Bruno Junqueira

Griglia di partenza – Montreal
P Pilota Tempo Pilota Tempo
1 Sebastien Bourdais 1.20.396
2 Oriol Servia 1.20.698
3 Justin Wilson 1.20.932
4 A.J. Allmendinger 1.20.954
5 Paul Tracy 1.21.027
6 Alex Tagliani 1.21.160
7 Mario Dominguez 1.21.600
8 Cristiano Da Matta 1.21.623
9 Jimmy Vasser 1.21.794
10 Nelson Philippe 1.21.893
11 Timo Glock 1.22.066
12 Rodolfo Lavin 1.22.262
13 Ryan Hunter Reay 1.22.285
14 Andrew Ranger 1.22.315
15 Bjorn Wirdheim 1.22.651
16 Ricardo Sperafico 1.22.917
17 Ronnie Bremer 1.23.214
18 Marcus Marshall 1.23.266

Alla partenza il gruppo mantiene la formazione di avvio con Bourdais a comandare e il solo Glock che nei primi giri supera Vasser e Philippe portandosi in top 10. Nelle prime fasi il gruppo di testa procede abbastanza compatto, ma a movimentare la situazione ci pensa Wilson, che dopo aver messo a lungo pressione a Servia trova lo spunto giusto al 14° giro, passando lo spagnolo all’ultima curva per poi lanciarsi all’inseguimento di Bourdais. Mentre l’inglese inanella giri più veloci, al 17° giro Glock inaugura il primo turno di soste, perdendo però secondi preziosi in ripartenza. Tra il 19° e il 21° tutti hanno compiuto il primo pit stop, che vede Dominguez soffiare la sesta piazza a Tagliani. Dopo le soste Bourdais costruisce un buon margine su Wilson, a sua volta al riparo da due bellicosi terzetti composti da Servia, Allmendinger e Tracy, con Dominguez, Tagliani e Da Matta poco più indietro. Particolarmente vivace è la lotta tra lo spagnolo e l’americano, che si scambiano più volte la posizione.

Il secondo turno di soste vede tutto il gruppo fermarsi tra il 39° e il 41° giro, con Tracy che grazie a un giro di rientro molto rapido riesce a sopravanzare Allmendinger. La corsa prosegue quindi in modo stazionario comandata da Bourdais, che al 55° giro può vantare un margine di 5,5 secondi su Wilson. Il cedimento dell’ala posteriore sulla Lola di Sperafico spedisce però il brasiliano contro le barriere tre giri più tardi, causando la prima neutralizzazione della gara. La bandiera gialla è sfruttata da tutti per compiere l’ultima sosta, con qualche incertezza sulle gomme a causa di alcune gocce di pioggia. La testa della gara passa così a Glock, che si era fermato poco prima della neutralizzazione. Secondo sarebbe Allmendinger, che viene però spedito in fondo dopo che una foratura sui detriti di Sperafico lo aveva costretto a una sosta completa con la pit lane ancora chiusa. Non va meglio a Tracy, precipitato in 13° posizione dopo un errore nell’ingresso in piazzola.

La corsa riprende al 60° giro con Glock a precedere Wilson, Servia e Bourdais, rallentato da una sosta lenta. Mentre Dominguez e Philippe sopravvivono a un contatto alla prima curva e Bourdais sembra più interessato al campionato che alla vittoria di tappa, Servia va all’attacco di Wilson, replicando il sorpasso dell’inglese a inizio gara. Lo spagnolo però arriva un po’ lungo, blocca le gomme e taglia la chicane, trascinando con se Wilson, che è costretto a cedere la terza piazza anche a Bourdais. Incredibilmente la direzione gara non interviene, lasciando Servia libero di dare la caccia a Glock. Dopo un’altra interruzione per detriti, la corsa riprende al 68° giro con il tedesco a comandare su Servia, Bourdais, Wilson, Tagliani e Da Matta. Negli ultimi giri Servia mette pressione a Glock, tentando un attacco all’ultima curva che il tedesco respinge tagliando la chicane. La medesima manovra va invece in porto per Wilson, che al 71° giro passa Bourdais riappropriandosi del terzo posto.

A tre giri dal termine Servia tenta di nuovo il sorpasso all’ultima curva, ma Glock ripete il taglio di chicane, mandando su tutte le furie lo spagnolo. Dopo aver ricevuto un’ammonizione per la prima infrazione, al tedesco viene intimato di cedere la posizione, cosa che avviene all’ultimo giro. Servia è così libero di cogliere il primo successo in carriera, precedendo un comunque ottimo Glock e Wilson, che si è visto negata una chiara possibilità di vittoria dal dubbio sorpasso dello spagnolo. Dopo aver dominato, Bourdais si accontenta sorprendentemente di guadagnare punti su Tracy, chiudendo quarto davanti a Tagliani, che negli ultimi giri riesce a contenere gli attacchi di Da Matta. Vasser coglie un solido settimo posto davanti a Tracy, in rimonta nel finale dopo l’errore ai box, che precede uno sfortunato Allmendinger e Dominguez.

Ordine d’arrivo
1 Oriol Servia 79 giri in 1:59:10.516 – 107.746
2 Timo Glock
3 Justin Wilson
4 Sebastien Bourdais
5 Alex Tagliani
6 Cristiano da Matta
7 Jimmy Vasser
8 Paul Tracy
9 A.J. Allmendinger
10 Mario Dominguez
11 Andrew Ranger
12 Ryan Hunter-Reay
13 Bjorn Wirdheim
14 Rodolfo Lavin
15 Nelson Philippe
16 Marcus Marshall 1 giro
17 Ronnie Bremer 1 giro
18 Ricardo Sperafico incidente
Classifica dopo Montreal
1 Sebastien Bourdais 276
2 Oriol Servia 215
3 Paul Tracy 211
4 Justin Wilson 204
5 A.J. Allmendinger 164
6 Mario Dominguez 163
7 Alex Tagliani 152
8 Jimmy Vasser 148
9 Timo Glock 146
10 Cristiano da Matta 121
11 Ronnie Bremer 119
12 Andrew Ranger 108
13 Ryan Hunter-Reay 99
14 Bjorn Wirdheim 96
15 Nelson Philippe 88
16 Marcus Marshall 81
17 Ricardo Sperafico 69
18 Bruno Junqueira 59
19 Rodolfo Lavin 36
20 Alex Sperafico 24