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2018 – Toronto

Honda Indy Toronto – 13-15 luglio 2018 – 12° gara della stagione 2018

Circuito Streets of Toronto – Exhibition Place
Tipologia Cittadino
Lunghezza 1.75 mi – 2.816 km
Configurazione aerodinamica Stradale
Record della pista 58.912, Simon Pagenaud – Dallara Chevrolet, 2017
Distanza di gara 85 giri – 148,75 mi
Vincitore uscente Josef Newgarden

 

Griglia di Partenza
P Pilota Tempo Pilota Tempo
1 Josef Newgarden 59,4956
2 Scott Dixon 59,6920
3 Simon Pagenaud 59,7630
4 Will Power 59,8818
5 Alexander Rossi 1:00.6273
6 Ryan Hunter-Reay 1:00.6615
7 Takuma Sato 59,0712
8 Jordan King 59,0862
9 James Hinchcliffe 59,1581
10 Robert Wickens 59,1705
11 Conor Daly 59,3133
12 Matheus Leist 59,4528
13 Graham Rahal 1:14.7769
14 Marco Andretti 1:00.1721
15 Tony Kanaan 1:14.9691
16 Spencer Pigot 1:00.1838
17 Sebastien Bourdais 1:15.1429
18 Max Chilton 1:00.2694
19 Rene Binder 1:15.8928
20 Charlie Kimball 1:00.4313
21 Ed Jones No Time
22 Zach Veach 1:00.5564
23 Zachary Claman De Melo 1:00.6416

In una corsa dalle mille insidie, Scott Dixon ha ancora una volta dimostrato il motivo dei suoi quattro titoli, facendo quello che sa fare meglio: trarre il meglio da ogni situazione e, se il mezzo lo consente, vincere. Che il neozelandese sarebbe stato un cattivo cliente lo si è capito dalle prove, nonostante la pole mancata. Passato alle gomme dure dopo aver tallonato Newgarden nel primo stint, Iceman sembrava ormai pronto a sferrare l’attacco quando è stato il campione in carica, con un errore clamoroso, ad aprire una sequenza di orrori dei contendenti al titolo che confermano sempre più in solitaria il neozelandese in testa alla classifica.

Un clamoroso 5 wide ha aperto la corsa, con Newgarden a tenere la testa su Dixon mentre aprofittando della bagarre in casa Penske Hunter-Reay si èabilmente portato in terza piazza davanti a Power, Sato, Rossi e Pagenaud. Scampato a un contatto potenzialmente disastroso con Hinchcliffe, Wickens è invece risalito all’ottavo posto, precedendo un Andretti in gran rimonta dalla settima fila, oltre a Hinchcliffe e l’altrettanto impressionante Kanaan. Proprio Hinchcliffe ha aperto al 16° giro la prima finestra di rifornimento, che ha visto i duellanti al vertice fermarsi al 24° passaggio. Dopo una bandiera gialla sfiorata per il botto in curva 1 di Bourdais, capace comunque di riguadagnare senza aiuti la strada della pit lane, una strisciata a muro di Power, seguita da un dritto in curva 3 di Hunter-Reay e un contatto in pieno rettilineo tra Rossi e l’australiano hanno causato la prima neutralizzazione. Costretti in fondo al gruppo dalle riparazioni, i tre non hanno poi assistito al 34° giro al suicidio in ripartenza di Newgarden, finito sullo sporco e contro il muro nella difficile ultima curva. La confusione generata, oltre a permettere a Wickens di sfilare di slancio Sato e Pagenaud, ha portato poi a un contatto multiplo alla prima curva innescato da Rahal, che rovinando su Chilton ha generato un ingorgo che ha visto coinvolti gli stessi Rossi, Hunter-Reay e Power, oltre a Bourdais e Jones.

Al 39° giro è stato quindi Dixon, molto più cautamente, a condurre il gruppo alla bandiera verde davanti a Wickens, Pagenaud e Sato, poi superato da Andretti al termine di un feroce duello. Interrotte brevemente da un innocuo testacoda di Binder, le ostilità sono quindi riprese al 45° passaggio, con Dixon subito in fuga e una gran battaglia nel gruppo che ha visto Kanaan inseguire Sato e precedere Hinchcliffe, Kimball, Veach, il rimontante Pigot e Conor Daly. Il giapponese ha quindi aperto la seconda finestra di rifornimento al 50° giro, sfruttata da Pagenaud per portarsi al secondo posto dopo un duro scambio di ruotate con Wickens tra le curve 1 e 4. Dopo un breve periodo comandato dal duo King-Pigot, fuori sequenza dopo essersi fermati durante la seconda neutralizzazione, Dixon ha ripreso il comando della corsa, vedendo però il suo vantaggio ridursi da 8 fino a 1.5 secondi a causa del poco collaborativo Hunter-Reay, disperatamente aggrappato al giro del leader. Dopo aver visto svanire le speranze di una bandiera gialla al 67° giro, quando Sato ha parcheggiato al sua vettura in sicurezza dopo aver colpito il muro dell’ultima curva (Pigot lo imiterà una decina di giri più tardi), l’americano non ha però potuto ritardare oltre l’ultima sosta, lasciando campo libero a Dixon, che nel finale ha nuovamente staccato Pagenaud e Wickens, avviandosi indisturbato verso il successo.

Peggio è andata ad Andretti, quarto fino alle ultime battute ma costretto ad uno splash and go finale di cui sono risultati beneficiari Hinchcliffe, quarto sul traguardo, oltre a un eccellente Kimball, al primo piazzamento in top5 per il team Carlin. Bravo a tenersi fuori dai guai, Tony Kanaan ha colto a sua volta il miglior piazzamento della stagione chudendo al sesto posto davanti a un buon Zach Veach e al duo Rossi-Newgarden, perennemente in lotta nella seconda metà gara, giunti in top ten grazie agli errori in pista di Sato e Pigot e a quello strategico di Andretti, decimo sul traguardo. Un tempismo sfortunato nell’uscita delle bandiere gialle non ha permesso a King di andare oltre l’11° posto davanti a un Jones poco efficace per tutto il fine settimana. La gara di continui alti e bassi di Conor Daly si è invece conclusa con un 13° posto, miglior piazzamento stagionale del team Harding.

Con la vittoria Scott Dixon porta a 62 lunghezze il suo vantaggio in classifica su Newgarden mentre sono 70 i punti di distacco di Alexander Rossi. Più lontani ma ancora della partita Hunter-Reay (-91) e Power (-93).

Ordine d’arrivo – 15/7/2018
Pos. Pilota Team Pacchetto N Sponsor Tempo
1 Scott Dixon (L)(LL) Ganassi Honda 9 PNC Bank 85 giri in 01:37:00.3100 – 93,898 mph
2 Simon Pagenaud (L) Penske Chevy 22 DXC 5,2701
3 Robert Wickens Schmidt Honda 6 Lucas Oil 6,7753
4 James Hinchcliffe Schmidt Honda 5 Arrow Electronics 18,3362
5 Charlie Kimball (L) Carlin Chevy 23 Tresiba 18,8439
6 Tony Kanaan (L) Foyt Chevy 14 ABC 30,4354
7 Zach Veach Andretti Honda 26 Relay Group 1001 32,2732
8 Alexander Rossi Andretti Honda 27 Napa 34,5257
9 Josef Newgarden (P)(L) Penske Chevy 1 Hitachi 35,5755
10 Marco Andretti Andretti Honda 98 Oberto 38,9089
11 Jordan King (L) Carpenter Chevy 20 Fuzzy’s 39,3331
12 Ed Jones Ganassi Honda 10 NTT Data 42,3674
13 Conor Daly Harding Chevy 88 Harding 46,5785
14 Zachary Claman De Melo Coyne Honda 19 Paysafe 54,4973
15 Matheus Leist Foyt Chevy 4 ABC 59,0749
16 Ryan Hunter-Reay Andretti Honda 28 DHL 1 giro
17 Rene Binder Juncos Chevy 32 Binderholz 2 giri
18 Will Power (L) Penske Chevy 12 Verizon 2 giri
19 Sebastien Bourdais Coyne Honda 18 Molex 2 giri
20 Spencer Pigot (L) Carpenter Chevy 21 Preferred Sospensione
21 Graham Rahal Rahal Honda 15 Rousseau Sospensione
22 Takuma Sato Rahal Honda 30 Panasonic Incidente
23 Max Chilton Carlin Chevy 59 Gallagher Incidente
Giro più veloce Will Power 59,714
Giri in testa
Scott Dixon 49
Josef Newgarden 25
Jordan King 6
Simon Pagenaud 1
Charlie Kimball 1
Tony Kanaan 1
Will Power 1
Spencer Pigot 1
P: punto per la pole position

L: punto per aver condotto almeno un giro in testa

LL: due punti per il maggior numero di giri in testa

 

Classifica dopo Toronto
Pos. Pilota Punti Distacco Corse Vittorie Podi Top 5 Top 10 Poles LL L GPV
1 Scott Dixon 464 0 12 3 6 8 10 0 209 4 1
2 Josef Newgarden 402 62 12 3 3 4 9 4 476 9 2
3 Alexander Rossi 394 70 12 1 5 7 9 2 133 7 1
4 Ryan Hunter-Reay 373 91 12 1 4 8 8 0 33 6 2
5 Will Power 371 93 12 2 4 4 7 2 225 6 2
6 Robert Wickens 339 125 12 0 3 6 9 1 172 6 0
7 Simon Pagenaud 320 144 12 0 2 2 9 0 31 4 0
8 Graham Rahal 313 151 12 0 1 3 10 0 29 5 0
9 James Hinchcliffe 312 152 11 1 2 5 9 0 65 2 0
10 Marco Andretti 266 198 12 0 0 1 6 1 22 1 0
11 Sebastien Bourdais 265 199 12 1 1 3 4 1 108 6 1
12 Takuma Sato 245 219 12 0 1 3 6 0 3 1 0
13 Ed Jones 240 224 12 0 2 2 6 0 1 1 0
14 Spencer Pigot 222 242 12 0 1 1 3 0 4 2 0
15 Tony Kanaan 215 249 12 0 0 0 4 0 20 2 0
16 Charlie Kimball 198 266 12 0 0 1 4 0 1 1 0
17 Zach Veach 191 273 12 0 0 1 2 0 0 0 1
18 Matheus Leist 171 293 12 0 0 0 0 0 0 0 0
19 Gabby Chaves 158 306 11 0 0 0 0 0 0 0 0
20 Max Chilton 156 308 12 0 0 0 0 0 0 0 0
21 Ed Carpenter 148 316 4 0 1 1 3 1 65 1 0
22 Zachary Claman De Melo 122 342 9 0 0 0 0 0 7 1 1
23 Jordan King 108 356 8 0 0 0 0 0 11 2 0
24 Jack Harvey 53 411 3 0 0 0 0 0 0 0 0
25 Carlos Munoz 53 411 1 0 0 0 1 0 4 1 0
26 Rene Binder 52 412 5 0 0 0 0 0 0 0 0
27 Kyle Kaiser 45 419 4 0 0 0 0 0 2 1 0
28 Helio Castroneves 40 424 2 0 0 0 1 0 0 0 1
29 JR Hildebrand 38 426 1 0 0 0 0 0 0 0 0
30 Conor Daly 35 429 2 0 0 0 0 0 0 0 0
31 Stefan Wilson 31 433 1 0 0 0 0 0 3 1 0
32 Oriol Servia 27 437 1 0 0 0 0 0 16 1 0
33 Danica Patrick 13 451 1 0 0 0 0 0 0 0 0
34 Jay Howard 12 452 1 0 0 0 0 0 0 0 0
35 James Davison 10 454 1 0 0 0 0 0 0 0 0
36 Sage Karam 10 454 1 0 0 0 0 0 0 0 0
37 Pietro Fittipaldi 7 457 1 0 0 0 0 0 0 0 0

Foto di copertina: Chris Owens, indycar.com

2018 – Iowa

Iowa Corn 300 – 7-8 luglio 2018 – Undicesima gara della stagione 2018

Circuito Iowa Speedway
Tipologia Ovale corto
Lunghezza 0,875 mi – 1,408 kn
Configurazione aerodinamica Ovale corto
Record della pista 17,228, Helio Castroneves – Dallara Chevrolet, 2014
Distanza di gara 300 giri – 262,5 mi
Vincitore uscente Helio Castroneves

 

Griglia di Partenza
P Pilota Media (mph) Pilota Media (mph)
1 Will Power 182,391
2 Josef Newgarden 181,160
3 Ryan Hunter-Reay 180,681
4 Simon Pagenaud 180,313
5 Alexander Rossi 179,801
6 Scott Dixon 179,526
7 Robert Wickens 178,883
8 Ed Jones 178,720
9 Ed Carpenter 178,717
10 Takuma Sato 178,708
11 James Hinchcliffe 178,478
12 Graham Rahal 178,410
13 Tony Kanaan 178,008
14 Zach Veach 177,809
15 Sebastien Bourdais 177,681
16 Gabby Chaves 176,466
17 Charlie Kimball 176,245
18 Spencer Pigot 175,210
19 Marco Andretti 174,548
20 Zachary Claman De Melo 174,339
21 Max Chilton 173,449
22 Matheus Leist 168,724

Quando sembrava ormai essere scivolato da potenziale campione a uomo da metà gruppo, James Hinchcliffe mette insieme una prova grintosa ma perfettamente ragionata, centrando in Iowa il sesto successo in carriera. Il canadese, perfetto interprete di una corsa resa difficilissima dal basso livello di deportanza imposto dalla serie, ha preso definitivamente il comando solo a 46 giri dal termine, avendo la meglio sul dominatore Josef Newgarden al termine di un lunghissimo inseguimento.

Dopo aver tallonato per 25 giri il poleman Power, il campione in carica ha infatti assunto il comando nel traffico, imponendo immediatamente alla gara un ritmo apparentemente insostenibile. In breve il pilota del Tennesse ha seminato l’australiano, risalendo agilmente il gruppo di doppiati per portare in breve il suo vantaggio a svariati secondi. Alle sue spalle si è invece assistito alla poderosa rimonta di Hinchcliffe, capace di inanellare un sorpasso dopo l’altro e portarsi prima dei primi pit stop in seconda piazza, imitato dall’altrettanto spettacolare trio formato da Veach, Wickens e Sato. Con Hunter-Reay e Pagenaud impegnati a contenere i danni, Dixon e Rossi hanno invece imboccato il percorso inverso: il neozelandese, frenato da problemi al cambio, è stato costretto nel finale a una sosta supplementare da un errore dei meccanici, chiudendo solo 12°; l’americano è invece stato subito spedito fuori dalla top ten dallo spegnimento del motore durante la prima sosta.

Ancora impegnato in un difficile inseguimento a Newgarden, dopo il primo turno di pit stop Hinchcliffe ha visto avvicinarsi alle sue spalle Pigot e Sato, prima che una strisciata contro il muro della curva 4 ponesse fine alle speranze di Veach, causando l’ingresso della pace car. La ripartenza, arrivata al 150° giro, sarebbe stata una buona occasione per impensierire il leader, peccato che i più diretti inseguitori ne abbiano invece approfittato per ingaggiare un duello ravvicinato che ha visto prevalere alla fine il canadese, almeno fino al 172° passaggio, quando Hinchcliffe ha rischiato grosso per via di una turbolenza, dovendo lasciare strada sia a Pigot che a Sato. Con sole 10 vetture a pieni giri (di cui almeno 6 già doppiate in precedenza e poi tornate a pieni giri per via della discutibile gestione della pit lane in regime di bandiera gialla), l’incredibile, continua battaglia nel traffico è stata inframmezzata dal secondo turno di soste, che ha visto ancora emergere al comando Newgarden, questa volta inseguito da Pigot, Hinchcliffe, Wickens e Sato, con Pagenaud, Power e Rahal presto doppiati dal leader. Proprio i doppiaggi del gruppetto in coda alla top ten hanno però mostrato qualche difficoltà imprevista per il leader, in precedenza sempre in grado di rispondere a ogni attacco ma ora inerme contro Hinchcliffe, che dopo essersi sbarazzato di Pigot al 256° giro ha preso il comando lasciando sul posto un incredulo Newgarden. Incapace di tenere il ritmo del fraterno amico, il campione in carica non ha comunque faticato a tenere a bada gli inseguitori, capitanati da Wickens, bravo a portarsi in zona podio passando Pigot nel traffico, presto imitato anche da Sato.

Quando nulla sembrava più frapporsi tra Hinchcliffe e il successo proprio il giapponese non ha però potuto evitare a sei giri dal termine la vettura fuori controllo di Carpenter, a lungo ai margini della top ten, che seminando pezzi di ala anteriore ha obbligato all’uscita della pace car. Memore di Phoenix, Tim Cindric ha subito richiamato ai box Newgarden nella speranza di poter approfittare dell’enorme divario prestazionale tra gomme nuove e usate. Una scelta questa volta affrettata e incurante della inutilmente complessa procedura di gestione della pit lane, che prevede a ogni bandiera gialla il pit stop delle vetture a pieni giri, seguito dal sorpasso della pace car da parte dei doppiati, a cui viene poi concesso anche il pit stop, decretando l’incredibile (e vergognosa) restituzione del giro perso in pista. Processo che oltre a essere ingiusto si è protratto così a lungo da impedire la ripartenza, risultando nella vittoria (strameritata)  di Hinchcliffe sotto bandiera gialla e l’arrivo a podio di Pigot e Sato dopo l’incauto cambio gomme finale di Newgarden e Wickens. Superato il disastro di Indy, il canadese porta quindi al team Schmidt quel primo successo stagionale che molti ormai si aspettavano da Wickens, mettendo a frutto la rinnovata collaborazione con Will Anderson, ingegnere di pista subentrato in corsa a Leena Gade. Dopo la bella prova di Road America primo podio in carriera per il pilota di Carpenter, che ha approfittato della confusione finale per tornare davanti a un ottimo Sato. Delusione invece per Newgarden, privato di 8 punti importanti in chiave titolo, così come per Wickens, per una volta meno efficace del compagno ma ancora tra i migliori anche sugli ovali.

In difficoltà per tutta la corsa dopo aver comandato le prime fasi, Will Power è stato comunque abile a tenersi fuori dai guai, barcamenandosi fino al sesto posto davanti a Rahal, autore di una prova altalenante ma velocissimo nel finale, Pagenaud, a lungo in lotta con l’australiano, Carpenter, sopravvissuto al contatto e classificato nono, oltre che a Rossi, in top ten dopo aver perso due giri durante il primo pit stop. Bourdais ha quindi concluso in undicesima piazza una giornata difficilissima, precedendo Dixon, che contiene i danni mantenendo il comando della classifica con 33 punti su Newgarden, 41 su Rossi e 52 su Hunter-Reay, privato di un posto in top ten da un guaio a una sospensione.

 

Iowa – Ordine d’arrivo – 8/7/2018
Pos. Pilota Squadra Motore N Sponsor Distacco
1 James Hinchcliffe (L) Schmidt Honda 5 Arrow Electronics 300 giri in 1:47:32.4666 – 149.363 mph
2 Spencer Pigot Carpenter Chevy 21 Fuzzy’s 2,6491
3 Takuma Sato (L) Rahal Honda 30 Panasonic 3,2506
4 Josef Newgarden (L)(LL) Penske Chevy 1 Verizon 4,5296
5 Robert Wickens Schmidt Honda 6 Lucas Oil 6,3214
6 Will Power (P)(L) Penske Chevy 12 Verizon 1 giro
7 Graham Rahal Rahal Honda 15 Luther 1 giro
8 Simon Pagenaud Penske Chevy 22 Menard’s 1 giro
9 Alexander Rossi Andretti Honda 27 Napa 2 giri
10 Ed Carpenter Carpenter Chevy 20 Fuzzy’s 2 giri
11 Sebastien Bourdais Coyne Honda 18 Sealmaster 3 giri
12 Scott Dixon Ganassi Honda 9 PNC Bank 4 giri
13 Ed Jones Ganassi Honda 10 DC Solar 5 giri
14 Charlie Kimball Carlin Chevy 23 Tresiba 5 giri
15 Max Chilton Carlin Chevy 59 Gallagher 5 giri
16 Marco Andretti Andretti Honda 98 US Concrete 7 giri
17 Tony Kanaan Foyt Chevy 14 ABC 8 giri
18 Zachary Claman De Melo Coyne Honda 19 Paysafe 9 giri
19 Ryan Hunter-Reay Andretti Honda 28 DHL 17 giri
20 Zach Veach Andretti Honda 26 Relay Group 1001 21 giri
21 Gabby Chaves Harding Chevy 88 Harding Guidabilità
22 Matheus Leist Foyt Chevy 4 ABC Guasto
Giro più veloce Will Power 18,6422
Giri in testa
Josef Newgarden 229
James Hinchcliffe 45
Will Power 23
Takuma Sato 3
P: punto per la pole position

L: punto per aver condotto almeno un giro in testa

LL: due punti per il maggior numero di giri in testa

 

Classifica dopo Iowa
Pos. Pilota Punti Distacco Corse Vittorie Podi Top 5 Top 10 Poles LL L GPV
1 Scott Dixon 411 0 11 2 5 7 9 0 160 3 1
2 Josef Newgarden 378 33 11 3 3 4 8 3 451 8 2
3 Alexander Rossi 370 41 11 1 5 7 8 2 133 7 1
4 Ryan Hunter-Reay 359 52 11 1 4 8 8 0 33 6 2
5 Will Power 358 53 11 2 4 4 7 2 224 5 1
6 Graham Rahal 304 107 11 0 1 3 10 0 29 5 0
7 Robert Wickens 304 107 11 0 2 5 8 1 172 6 0
8 James Hinchcliffe 280 131 10 1 2 4 8 0 65 2 0
9 Simon Pagenaud 279 132 11 0 1 1 8 0 30 3 0
10 Sebastien Bourdais 254 157 11 1 1 3 4 1 108 6 1
11 Marco Andretti 246 165 11 0 0 1 5 1 22 1 0
12 Takuma Sato 237 174 11 0 1 3 6 0 3 1 0
13 Ed Jones 222 189 11 0 2 2 6 0 1 1 0
14 Spencer Pigot 211 200 11 0 1 1 3 0 3 1 0
15 Tony Kanaan 186 225 11 0 0 0 3 0 19 1 0
16 Charlie Kimball 167 244 11 0 0 0 3 0 0 0 0
17 Zach Veach 165 246 11 0 0 1 1 0 0 0 1
18 Gabby Chaves 158 253 11 0 0 0 0 0 0 0 0
19 Matheus Leist 156 255 11 0 0 0 0 0 0 0 0
20 Max Chilton 149 262 11 0 0 0 0 0 0 0 0
21 Ed Carpenter 148 263 4 0 1 1 3 1 65 1 0
22 Zachary Claman De Melo 106 305 8 0 0 0 0 0 7 1 1
23 Jordan King 88 323 7 0 0 0 0 0 5 1 0
24 Jack Harvey 53 358 3 0 0 0 0 0 0 0 0
25 Carlos Munoz 53 358 1 0 0 0 1 0 4 1 0
26 Kyle Kaiser 45 366 4 0 0 0 0 0 2 1 0
27 Helio Castroneves 40 371 2 0 0 0 1 0 0 0 1
28 Rene Binder 39 372 4 0 0 0 0 0 0 0 0
29 JR Hildebrand 38 373 1 0 0 0 0 0 0 0 0
30 Stefan Wilson 31 380 1 0 0 0 0 0 3 1 0
31 Oriol Servia 27 384 1 0 0 0 0 0 16 1 0
32 Conor Daly 18 393 1 0 0 0 0 0 0 0 0
33 Danica Patrick 13 398 1 0 0 0 0 0 0 0 0
34 Jay Howard 12 399 1 0 0 0 0 0 0 0 0
35 James Davison 10 401 1 0 0 0 0 0 0 0 0
36 Sage Karam 10 401 1 0 0 0 0 0 0 0 0
37 Pietro Fittipaldi 7 404 1 0 0 0 0 0 0 0 0

 

Immagine di copertina: Indycar.com, Chris Jones

2018 – Road America

Kohler IndyCar Grand Prix – 22-24 giugno 2018 – Decima corsa della stagione 2018

Circuito Road America
Tipologia Stradale permanente
Lunghezza 4.048mi – 6.513 km
Configurazione aerodinamica Stradale permanente
Record della pista 1.38.998 – Dario Franchitti, Reynard-Honda – 1998
Distanza di gara 55 giri – 226.2 mi
Vincitore uscente Scott Dixon

 

Griglia di Partenza
Pos. Pilota Tempo Pilota Tempo
1 Josef Newgarden 01:43.2026
2 Will Power 01:43.2508
3 Ryan Hunter-Reay 01:43.3811
4 Alexander Rossi 01:43.4361
5 Robert Wickens 01:43.7121
6 Sebastien Bourdais 01:43.7332
7 Takuma Sato 01:43.1108
8 Scott Dixon 01:43.1769
9 Graham Rahal 01:43.1874
10 Spencer Pigot 01:43.1995
11 Zach Veach 01:43.2265
12 Ed Jones 01:43.3544
13 Simon Pagenaud 01:43.4153
14 Jordan King 01:43.7356
15 James Hinchcliffe 01:43.8591
16 Marco Andretti 01:43.9843
17 Tony Kanaan 01:44.1165
18 Zachary Claman De Melo 01:44.0189
19 Matheus Leist 01:44.3438
20 Charlie Kimball 01:45.1161
21 Max Chilton 01:44.3442
22 Alfonso Celis Jr 01:45.5584
23 Gabby Chaves 01:44.6258

Terzo successo stagionale per Josef Newgarden nel decimo appuntamento sullo stradale di Road America. Il poleman ha conquistato una grande vittoria scaccia crisi, uscendo vincente da un lunghissimo duello con Ryan Hunter-Reay, che per quasi tutta la gara ha tallonato la vettura Penske/Chevy, con un distacco variabile tra i 4 decimi e il secondo e mezzo. La corsa ha perso immediatamente al via uno dei protagonisti più attesi, Will Power, subito messo fuori causa da un problema agli scarichi. Dopo tre-quattro giri estremamente movimentati nel gruppo, le prime fasi hanno visto costituirsi un gruppetto di testa comprendente Newgarden, Hunter-Reay, Rossi, Sato e Bourdais, con Wickens leggermente staccato per via di una ruotata di Rossi al primo giro.

Dopo il ritiro di Power la seconda svolta della gara è arrivata al 10° passaggio con la sosta anticipata di Bourdais, spedito in fondo al gruppo dallo spegnimento del motore a causa di un problema elettronico al cambio. Completato il primo turno di soste tra il 14° e il 16° giro, la corsa ha poi confermato il copione osservato nelle prime fasi, con Newgarden a contenere a fatica Hunter-Reay, più veloce a gomme fresche, seguito da Sato e i rimontanti Wickens e Dixon. Proprio il capoclassifica, sempre abile nel risparmiare carburante ed eseguire rapidissimi giri di ingresso e uscita, è stato poi il protagonista del secondo turno di soste, arrivato per tutti tra il 28° e il 30° giro, che ha visto Dixon installarsi al terzo posto davanti a Rossi, quarto dopo essere ancora ricorso alle ruotate per difendere la posizione dagli attacchi di Sato, finito poi anche dietro a Wickens. Criticato dai rivali ma graziato dalla direzione gara, il californiano è stato poi costretto a una lunga sosta da un problema alla sospensione anteriore sinistra, che lo ha relegato al 16° posto finale. Prima dell’ultimo turno di soste l’intensa lotta al vertice vedeva intanto Newgarden guadagnare preziosi decimi su Hunter-Reay, con Dixon più staccato e primo a vedere per l’ultima volta la pit lane al 43° giro.

Completato il proprio pit stop il giro successivo, dopo aver respinto l’attacco di Dixon Hunter-Reay si è lanciato all’inseguimento di Newgarden, senza però mai riuscire a impostare una manovra di sorpasso. Con Dixon in difficoltà con le gomme e pago del terzo posto, il campione in carica ha quindi avuto gioco facile nello staccare Hunter-Reay nel finale, approfittando del tesoretto di push to pass risparmiato per tutta la gara. Il pilota del Tennessee negli ultimi giri ha quindi veleggiato in solitaria verso il successo, il primo per la Chevrolet dopo Indianapolis. Per Hunter-Reay un eccellente seconda piazza a conferma dell’ottimo stato di forma su stradali e cittadini. Dixon, penalizzato da una qualifica difficile, con il terzo posto ha comunque capitalizzato sulle sventure dei principali rivali, allungando in classifica. Alle sue spalle Takuma Sato ha chiuso al quarto posto la corsa più convincente dell’anno, avendo la meglio su un solido Wickens, forse frenato da un eccessivo carico aerodinamico. In difficoltà nel primo stint su gomme dure, Graham Rahal ha messo a frutto l’eccellente ritmo mostrato tra la prima e la terza sosta per centrare un positivo sesto posto. Alle sue spalle, ben staccato, ha chiuso Pagenaud, non aiutato nella sua rimonta dall’assenza di bandiere gialle ma ancora lontano dal passo di Newgarden. Il francese, bravo a evitare un contatto in pit lane con Wickens, ha avuto la meglio nel finale su Pigot e Jones al termine di un lungo duello. Per l’americano si tratta della prima prova veramente positiva del 2018, caratterizzata finalmente da alcuni degli aggressivi sorpassi apprezzati l’anno scorso. James Hinchcliffe, frenato involontariamente dalla vettura singhiozzante di Power al primo giro, ha recuperato dal fondo per chiudere in top ten, davanti a Marco Andretti, Jordan King e lo sfortunato Bourdais.

Il terzo posto, unito ai passi falsi di Power e Rossi, consente a Dixon di portarsi a 393 punti ed estendere fino a 45 lunghezze il suo vantaggio sul duo Rossi-Hunter Reay. La vittoria tiene in corsa Newgarden, indietro di 5 punti rispetto ai piloti Andretti, mentre Power scivola in quinta piazza staccato ora di 65 lunghezze.

 

Road America – Ordine d’arrivo – 24/06/2018
Pos. Pilota Squadra Motore N Sponsor Distacco
1 Josef Newgarden (P)(L)(LL) Penske Chevy 1 Verizon 55 giri in 1:40:16.4165 – 131,101 mph
2 Ryan Hunter-Reay Andretti Honda 28 DHL 3,3759
3 Scott Dixon (L) Ganassi Honda 9 PNC Bank 5,4902
4 Takuma Sato Rahal Honda 30 Panasonic 14,8772
5 Robert Wickens Schmidt Honda 6 Lucas Oil 23,8993
6 Graham Rahal Rahal Honda 15 Gehl 32,5513
7 Simon Pagenaud Penske Chevy 22 Menard’s 42,1868
8 Spencer Pigot Carpenter Chevy 21 Preferred 42,5336
9 Ed Jones Ganassi Honda 10 First Data 46,2118
10 James Hinchcliffe Schmidt Honda 5 Arrow Electronics 47,5359
11 Marco Andretti Andretti Honda 98 US Concrete 48,1468
12 Jordan King Carpenter Chevy 20 Fuzzy’s 53,4242
13 Sebastien Bourdais Coyne Honda 18 Sealmaster 1.00,3249
14 Tony Kanaan Foyt Chevy 14 ABC 1.05,2583
15 Matheus Leist Foyt Chevy 4 ABC 1.09,7681
16 Alexander Rossi Andretti Honda 27 Napa 1.23,4715
17 Max Chilton Carlin Chevy 59 Gallagher 1.24,3709
18 Charlie Kimball Carlin Chevy 23 Tresiba 1.43,1557
19 Gabby Chaves Harding Chevy 88 Harding 1 giro
20 Alfonso Celis Jr Juncos Chevy 32 Binderholz 1 giro
21 Zachary Claman De Melo Coyne Honda 19 Paysafe 1 giro
22 Zach Veach Andretti Honda 26 One Thousand One 1 giro
23 Will Power Penske Chevy 12 Verizon Motore
Giro più veloce Zach Veach 1.45.2421
Giri in testa
Josef Newgarden 53
Scott Dixon 2
P: punto per la pole position

L: punto per aver condotto un giro in testa

LL: due punti per il maggior numero di giri in testa

 

Classifica dopo Road America
Pos. Pilota Punti Distacco Corse Vittorie Podi Top 5 Top 10 Poles LL L GPV
1 Scott Dixon 393 0 10 2 5 7 9 0 160 3 1
2 Alexander Rossi 348 45 10 1 5 7 7 2 133 7 1
3 Ryan Hunter-Reay 348 45 10 1 4 8 8 0 33 6 2
4 Josef Newgarden 343 50 10 3 3 3 7 3 222 7 2
5 Will Power 328 65 10 2 4 4 6 1 201 4 0
6 Graham Rahal 278 115 10 0 1 3 9 0 29 5 0
7 Robert Wickens 274 119 10 0 2 4 7 1 172 6 0
8 Simon Pagenaud 255 138 10 0 1 1 7 0 30 3 0
9 Sebastien Bourdais 235 158 10 1 1 3 4 1 108 6 1
10 Marco Andretti 232 161 10 0 0 1 5 1 22 1 0
11 James Hinchcliffe 229 164 9 0 1 3 7 0 20 1 0
12 Ed Jones 205 188 10 0 2 2 6 0 1 1 0
13 Takuma Sato 201 192 10 0 0 2 5 0 0 0 0
14 Tony Kanaan 173 220 10 0 0 0 3 0 19 1 0
15 Spencer Pigot 171 222 10 0 0 0 2 0 3 1 0
16 Zach Veach 155 238 10 0 0 1 1 0 0 0 1
17 Charlie Kimball 151 242 10 0 0 0 3 0 0 0 0
18 Gabby Chaves 149 244 10 0 0 0 0 0 0 0 0
19 Matheus Leist 148 245 10 0 0 0 0 0 0 0 0
20 Max Chilton 134 259 10 0 0 0 0 0 0 0 0
21 Ed Carpenter 128 265 3 0 1 1 2 1 65 1 0
22 Zachary Claman De Melo 94 299 7 0 0 0 0 0 7 1 1
23 Jordan King 88 305 7 0 0 0 0 0 5 1 0
24 Jack Harvey 53 340 3 0 0 0 0 0 0 0 0
25 Carlos Munoz 53 340 1 0 0 0 1 0 4 1 0
26 Kyle Kaiser 45 348 4 0 0 0 0 0 2 1 0
27 Helio Castroneves 40 353 2 0 0 0 1 0 0 0 1
28 Rene Binder 39 354 4 0 0 0 0 0 0 0 0
29 JR Hildebrand 38 355 1 0 0 0 0 0 0 0 0
30 Stefan Wilson 31 362 1 0 0 0 0 0 3 1 0
31 Oriol Servia 27 366 1 0 0 0 0 0 16 1 0
32 Conor Daly 18 375 1 0 0 0 0 0 0 0 0
33 Danica Patrick 13 380 1 0 0 0 0 0 0 0 0
34 Jay Howard 12 381 1 0 0 0 0 0 0 0 0
35 James Davison 10 383 1 0 0 0 0 0 0 0 0
36 Sage Karam 10 383 1 0 0 0 0 0 0 0 0
37 Pietro Fittipaldi 7 386 1 0 0 0 0 0 0 0 0

Foto di copertina: indycar.com, Chris Owens

2018 – Texas

DXC Technology 600 – 8-9/6/2018 – Nona gara della stagione 2018

Circuito Texas Motor Speedway
Tipologia Ovale medio
Lunghezza 1.5 mi – 2.414 km
Configurazione aerodinamica Super speedway
Record della pista 23.273 – Charlie Kimball, Dallara-Honda, 2017
Distanza di gara 248 giri – 372 mi
Vincitore uscente Will Power

 

Griglia di partenza
Pos. Pilota Media (mph) Pilota Media (mph)
1 Josef Newgarden 220.613
2 Simon Pagenaud 220.311
3 Will Power 220.194
4 Robert Wickens 219.561
5 Sebastien Bourdais 219.302
6 Tony Kanaan 219.157
7 Scott Dixon 219.112
8 Alexander Rossi 218.894
9 Takuma Sato 218.578
10 Ryan Hunter-Reay 218.553
11 Marco Andretti 218.430
12 Charlie Kimball 218.145
13 Ed Jones 218.120
14 Ed Carpenter 218.057
15 James Hinchcliffe 217.590
16 Zach Veach 217.473
17 Gabby Chaves 217.149
18 Spencer Pigot 216.895
19 Matheus Leist 216.607
20 Graham Rahal 216.092
21 Zachary Claman De Melo 215.813
22 Max Chilton 214.275

Un anno per raggiungerlo, ma solo una settimana per superarlo. Sette giorni dopo aver centrato la sua 42° vittoria in carriera, Scott Dixon concede il bis in Texas relegando Michael Andretti al quarto posto nella graduatoria dei piloti più vincenti di sempre. Un altro successo da manuale per il neozelandese, attendista nelle prime fasi e poi assoluto dominatore nella seconda metà gara. Come negli intenti dell’IndyCar si è trattato di una corsa molto tattica e selettiva, in cui la capacità di saper preservare le gomme per un intero stint ha prevalso sulle differenze di erogazione e consumo dei due propulsori. Se le prime fasi hanno regalato forse più sorpassi di quanto ci si aspettasse,con i piloti impegnati a interpretare l’evoluzione della pista e delle gomme, la fase di gara in notturna non ha invece visto aprirsi la linea esterna, scongiurando il temuto pack racing ma limitando anche le possibilità di sorpasso. È stata quindi una gara di posizione, in cui i sorpassi sono stati dettati il più delle volte dal traffico e dal diverso grado di deterioramento degli pneumatici.

 

LA CRONACA

Dopo una prima neutralizzazione per un incendio sulla vettura di Leist, le Penske comandano le prime fasi con Newgarden a precedere Power e Pagenaud. Fin dal primo stint le vetture del Capitano accusano però un forte blistering delle gomme, costringendo i tre ad anticipare leggermente la prima sosta rispetto ai più immediati inseguitori, Wickens, Rossi e Dixon. Altri due protagonisti delle prime fasi, Kanaan e un Veach in spettacolare rimonta dal fondo, rimangono invece presto attardati da una strisciata contro il muro della curva 2. Dopo il primo turno di pit stop i problemi continuano per le Penske: con Power risucchiato dal gruppo e Newgarden attardato da una foratura, anche Pagenaud deve in breve dire addio ad una leadership di tre secondi, cedendo il comando al solito Wickens, ormai una certezza su ogni configurazione di pista, per poi arrendersi anche a Dixon e Rossi prima del secondo turno di soste. Fermatosi al 124° giro, tre tornate prima dei diretti rivali, il neozelandese prende poi il comando delle operazioni grazie anche a giri di ingresso e uscita molto veloci, incrementando progressivamente il suo vantaggio nel traffico su Rossi, Wickens, Bourdais e Pagenaud. Apparentemente inarrestabile, la fuga del 4 volte campione è però fermata al 174° giro da un assurdo incidente che vede Carpenter, doppiato, chiudere senza ragione la porta su Wickens, ancora privato di un sicuro podio dopo l’incidente con Rossi a St. Pete. Nonostante i preziosi punti persi il canadese accetta poi con classe le doverose scuse del poleman di Indy. Tra le vittime dell’incidente anche Bourdais, fuori sequenza per una prima sosta troppo anticipata, che avendo appena effettuato il suo terzo pit stop si ritrova in ritardo di un giro. Le soste collettive premiano Hinchcliffe, che dopo problemi al primo pit stop risale fino in top 5, prendendo la bandiera verde alle spalle di Dixon. Superati in parte i problemi di blistering, Pagenaud riesce però subito a soffiare il secondo posto al canadese, che dopo aver ceduto il podio a Rossi ingaggia un bel duello con Hunter-Reay. L’ennesima fuga di Dixon è poi ancora interrotta quando Power, in lizza per un posto in top 5, non è avvisato in curva 4 del sorpasso all’esterno di Claman De Melo, causando un contatto che costringe entrambi al ritiro. La neutralizzazione da a tutti l’occasione di effettuare l’ultimo pit stop, scongiurando un finale basato sui consumi. L’ultima bandiera verde arriva quindi al 215° giro e vede subito Dixon seminare Pagenaud, che fino all’ultimo deve guardarsi dagli attacchi di Rossi, in grado di spingersi più volte davanti al rivale senza però riuscire a completare il sorpasso in curva 1.

Per il neozelandese arriva quindi il secondo successo stagionale davanti a Pagenaud, che con il secondo posto pone fine ad una sequenza di gare deludenti. Rossi, terzo, contiene i danni in classifica, precedendo Hinchcliffe, che pur non riuscendo a inserirsi nel discorso podio vince il confronto con il vincitore uscente Hunter-Reay, quinto sul traguardo. L’ennesima solida prestazione tiene a galla in classifica Graham Rahal, che precede ancora il compagno Sato, settimo dopo aver perso due giri per un problema a una gomma. Sorte simile per Bourdais, che riesce a mettere una pezza a una bandiera gialla sfortunata portando a casa il primo piazzamento in top ten dall’Indy GP. Dopo il bel podio di Detroit una corsa tutto sommato anonima frutta comunque un discreto nono posto a Ed Jones, ultimo dei piloti a pieni giri davanti a Charlie Kimball, al terzo piazzamento in top ten per il team Carlin.

La vittoria consegna il comando della classifica a Dixon, in testa con 23 punti di vantaggio su Rossi, 36 su Power, 49 su Hunter-Reay e 68 su Newgarden, penalizzato nel finale di gara per ripartenza anticipata. Wickens, ora a 113 punti dalla vetta, paga invece caro il secondo ritiro stagionale, subendo il sorpasso di Rahal (- 107), mentre con il secondo posto Pagenaud risale dalla decima all’ottava piazza (- 128). Bourdais, ora a – 139, conserva la nona piazza davanti ad Andretti, a lungo in corsa per un posto in top 5 ma attardato da problemi alla frizione.

 

Texas – Ordine d’arrivo – 09/06/2018
Pos. Pilota Squadra Pacchetto N Sponsor Tempo
1 Scott Dixon (L)(LL) Ganassi Honda 9 PNC Bank 248 giri in 2:00:53.2155 – 177,25 mph
2 Simon Pagenaud (L) Penske Chevy 22 Menard’s 4,2943
3 Alexander Rossi (L) Andretti Honda 27 Napa 4,5670
4 James Hinchcliffe Schmidt Honda 5 Arrow Electronics 5,0869
5 Ryan Hunter-Reay Andretti Honda 28 DHL 6,7301
6 Graham Rahal (L) Rahal Honda 15 United Rentals 7,2744
7 Takuma Sato Rahal Honda 30 Panasonic 8,3457
8 Sebastien Bourdais Coyne Honda 18 Sealmaster 9,4523
9 Ed Jones (L) Ganassi Honda 10 NTT Data 25,0938
10 Charlie Kimball Carlin Chevy 23 Tresiba 1 giro
11 Spencer Pigot Carpenter Chevy 21 Fuzzy’s 1 giro
12 Max Chilton Carlin Chevy 59 Gallagher 1 giro
13 Josef Newgarden (P)(L) Penske Chevy 1 Verizon 4 giri
14 Marco Andretti Andretti Honda 98 US Concrete 4 giri
15 Gabby Chaves Harding Chevy 88 Harding 8 giri
16 Zach Veach Andretti Honda 26 One Thousand One 10 giri
17 Zachary Claman De Melo Coyne Honda 19 Paysafe Incidente
18 Will Power Penske Chevy 12 Verizon Incidente
19 Robert Wickens (L) Schmidt Honda 6 Lucas Oil Incidente
20 Ed Carpenter Carpenter Chevy 20 Fuzzy’s Incidente
21 Tony Kanaan Foyt Chevy 14 ABC Sospensione
22 Matheus Leist Foyt Chevy 4 ABC Incendio
Giro più veloce Josef Newgarden 23,420 221,352 mph
Giri in testa
Scott Dixon 119
Josef Newgarden 59
Robert Wickens 31
Simon Pagenaud 26
Alexander Rossi 7
Graham Rahal 5
Ed Jones 1
P: punto per la pole position

L: punto per aver condotto almeno un giro in testa

LL: due punti per il maggior numero di giri in testa

 

Classifica  dopo Texas
Pos. Pilota Punti Distacco Corse Vittorie Podi Top 5 Top 10 Poles LL L GPV
1 Scott Dixon 357 0 9 2 4 6 8 0 158 2 1
2 Alexander Rossi 334 23 9 1 5 7 7 2 133 7 1
3 Will Power 321 36 9 2 4 4 6 1 201 4 0
4 Ryan Hunter-Reay 308 49 9 1 3 7 7 0 33 6 2
5 Josef Newgarden 289 68 9 2 2 2 6 2 169 6 2
6 Graham Rahal 250 107 9 0 1 3 8 0 29 5 0
7 Robert Wickens 244 113 9 0 2 3 6 1 172 6 0
8 Simon Pagenaud 229 128 9 0 1 1 6 0 30 3 0
9 Sebastien Bourdais 218 139 9 1 1 3 4 1 108 6 1
10 Marco Andretti 213 144 9 0 0 1 5 1 22 1 0
11 James Hinchcliffe 209 148 8 0 1 3 6 0 20 1 0
12 Ed Jones 183 174 9 0 2 2 5 0 1 1 0
13 Takuma Sato 169 188 9 0 0 1 4 0 0 0 0
14 Tony Kanaan 157 200 9 0 0 0 3 0 19 1 0
15 Spencer Pigot 147 210 9 0 0 0 1 0 3 1 0
16 Zach Veach 147 210 9 0 0 1 1 0 0 0 0
17 Charlie Kimball 139 218 9 0 0 0 3 0 0 0 0
18 Gabby Chaves 138 219 9 0 0 0 0 0 0 0 0
19 Matheus Leist 133 224 9 0 0 0 0 0 0 0 0
20 Ed Carpenter 128 229 3 0 1 1 2 1 65 1 0
21 Max Chilton 121 236 9 0 0 0 0 0 0 0 0
22 Zachary Claman De Melo 85 272 6 0 0 0 0 0 7 1 1
23 Jordan King 70 287 6 0 0 0 0 0 5 1 0
24 Jack Harvey 53 304 3 0 0 0 0 0 0 0 0
25 Carlos Munoz 53 304 1 0 0 0 1 0 4 1 0
26 Kyle Kaiser 45 312 4 0 0 0 0 0 2 1 0
27 Helio Castroneves 40 317 2 0 0 0 1 0 0 0 1
28 Rene Binder 39 318 4 0 0 0 0 0 0 0 0
29 JR Hildebrand 38 319 1 0 0 0 0 0 0 0 0
30 Stefan Wilson 31 326 1 0 0 0 0 0 3 1 0
31 Oriol Servia 27 330 1 0 0 0 0 0 16 1 0
32 Conor Daly 18 339 1 0 0 0 0 0 0 0 0
33 Danica Patrick 13 344 1 0 0 0 0 0 0 0 0
34 Jay Howard 12 345 1 0 0 0 0 0 0 0 0
35 James Davison 10 347 1 0 0 0 0 0 0 0 0
36 Sage Karam 10 347 1 0 0 0 0 0 0 0 0
37 Pietro Fittipaldi 7 350 1 0 0 0 0 0 0 0 0

 

Foto di copertina: indycar.com, Chris Owens

2018 – Detroit 2

Chevrolet Dual in Detroit Race 2 – 03/06/2018 – Ottava corsa della stagione 2018

Circuito Streets of Belle Isle Park – Detroit
Tipologia Cittadino
Lunghezza 2.5 mi – 3.781 km
Pacchetto aerodinamico Stradale
Record della pista 1.13.6732 – Takuma Sato, Dallara-Honda, 2017
Distanza di gara 70 giri – 164,5 mi
Vincitore uscente Graham Rahal

 

Griglia di Partenza
Pos. Pilota Tempo Pilota Tempo
1 Alexander Rossi 01:33.3143
2 Robert Wickens 01:33.6605
3 Will Power 01:33.8295
4 Ed Jones 01:33.9256
5 Scott Dixon 01:33.9544
6 James Hinchcliffe 01:34.1370
7 Zach Veach 01:34.6464
8 Simon Pagenaud 01:34.2315
9 Graham Rahal 01:35.0256
10 Ryan Hunter-Reay 01:34.5021
11 Jordan King 01:35.1374
12 Marco Andretti 01:34.5475
13 Santino Ferrucci 01:35.4664
14 Gabby Chaves 01:35.6045
15 Spencer Pigot 01:36.3713
16 Sebastien Bourdais 01:35.6692
17 Max Chilton 01:36.9796
18 Matheus Leist 01:36.0439
19 Josef Newgarden 01:38.3041
20 Takuma Sato 01:37.0851
21 Charlie Kimball 01:39.3597
22 Tony Kanaan No Time
23 Rene Binder No Time

Dopo il ritorno alla vittoria di Dixon, il week end di Detroit vede l’affermazione di un altro veterano, Ryan Hunter-Reay, che pone fine a un digiuno lungo tre anni. Il campione 2012 ha messo in scena una prova di altissima intensità, ancora una volta unico a far rendere una strategia a tre soste che lo ha costretto a 60 giri da qualifica. Partito nel gruppo, dopo aver avuto la meglio su Hinchcliffe in pista e Wickens durante le soste, l’americano ha infatti sfruttato a pieno la pista libera per passare davanti a tutti i piloti su due soste, guidati da Power, Jones e Dixon, installandosi alle spalle di Rossi, dominatore della corsa. Completata l’ultima sosta a 52 giri dal termine, Hunter-Reay si è quindi ritrovato a circa 7” dal compagno di squadra, arrivando a guadagnare talvolta anche un secondo al giro su un Rossi stranamente lento. Arrivato definitivamente alle spalle del compagno a 10 giri dal termine, Hunter-Reay poi non ha neanche dovuto costruire una manovra di sorpasso. Nonostante gli inviti del team a pensare al campionato, il secondo di due clamorosi bloccaggi dell’anteriore sinistra è stato fatale a Rossi, che costretto a una sosta supplementare dalla conseguente foratura ha chiuso solo 12°. Il secondo posto è quindi andato a Will Power, ancora miglior Chevrolet e bravo a capitalizzare una partenza aggressiva, tenendo poi a bada il duo Ganassi, con Jones autore di un avvio stentato ma bravo a precedere per tutta la gara Dixon, in difficoltà inizialmente con le gomme rosse. Dopo il botto del sabato Graham Rahal ha portato a termine una prova poco appariscente ma solida, conquistando il quinto posto davanti a Wickens, ancora in grado di tirare fuori il meglio da una vettura alle prese con un consumo anomalo delle gomme. Tony Kanaan ha portato a casa un ottimo settimo posto, precedendo l’altra vettura Chevy di Charlie Kimball, al secondo piazzamento in top ten con il team Carlin. Meno incisivo del sabato, Marco Andretti ha comunque conquistato punti buoni per la classifica terminando nono davanti a un Pagenaud ancora irriconoscibile. Ancora peggio il compagno Newgarden, addirittura 15°.

È comunque la Penske a comandare la classifica grazie alla sequenza di risultati utili di Power, che conduce con 5 punti su Dixon e 11 su Rossi, a corto di 22 punti a causa della sua testardaggine. Con il doppio podio di Detroit anche Hunter-Reay entra prepotentemente in lotta per il campionato con 31 punti da recuperare sull’australiano, precedendo Newgarden a -39. Più staccati ma sempre in corsa Wickens (-77) e Rahal (-88). Dopo Indianapolis si fa invece sempre più critica la situazione di Bourdais (-115), autore di alcune belle manovre e in corsa per un posto in top 5 fino ad un testacoda da brivido in curva 1 indotto dalla rottura di un componenente della sospensione. Un altro testacoda nello stesso punto aveva precedentemente coinvolto Santino Ferrucci, sorpreso dalle gomme fredde.

Detroit 2 – Ordine d’arrivo – 03/06/2018
Pos. Pilota Squadra Motore N Sponsor Tempo
1 Ryan Hunter-Reay Andretti Honda 28 DHL 70 giri in 01:33:50.5784 – 105,176 mph
2 Will Power Penske Chevy 12 Verizon 11,3549
3 Ed Jones Ganassi Honda 10 NTT Data 13,2291
4 Scott Dixon Ganassi Honda 9 PNC Bank 13,7652
5 Graham Rahal Rahal Honda 15 United Rentals 16,6280
6 Robert Wickens Schmidt Honda 6 Lucas Oil 34,9398
7 Tony Kanaan Foyt Chevy 14 ABC 41,6328
8 Charlie Kimball Carlin Chevy 23 Tresiba 47,3553
9 Marco Andretti Andretti Honda 98 AutoNation 56,6293
10 Simon Pagenaud Penske Chevy 22 Menard’s 59,5891
11 Max Chilton Carlin Chevy 59 Gallagher 1.04.6868
12 Alexander Rossi Andretti Honda 27 Ruoff 1.06.6642
13 Zach Veach Andretti Honda 26 One Thousand One 1.07.6438
14 Matheus Leist Foyt Chevy 4 ABC 1.11.6742
15 Josef Newgarden Penske Chevy 1 Hitachi 1.14.2820
16 James Hinchcliffe Schmidt Honda 5 Arrow Electronics 1.17.3729
17 Takuma Sato Rahal Honda 30 Panasonic 1 giro
18 Jordan King Carpenter Chevy 20 Allegiant 1 giro
19 Gabby Chaves Harding Chevy 88 Harding 1 giro
20 Santino Ferrucci Coyne Honda 19 Paysafe 1 giro
21 Sebastien Bourdais Coyne Honda 18 Sealmaster 3 giri
22 Rene Binder Juncos Chevy 32 Binderholz 4 giri
23 Spencer Pigot Carpenter Chevy 21 Preferred Mechanical
Giro più veloce Ryan Hunter-Reay 1.15.0590
Giri condotti in testa
Alexander Rossi 46
Ryan Hunter-Reay 18
Robert Wickens 6
Classifica dopo Detroit 2
Pos. Pilota Punti Distacco Corse Vittorie Podi Top 5 Top 10 Poles LL L GPV
1 Will Power 309 0 8 2 4 4 6 1 201 4 0
2 Scott Dixon 304 5 8 1 3 5 7 0 39 1 1
3 Alexander Rossi 298 11 8 1 4 6 6 2 126 6 1
4 Ryan Hunter-Reay 278 31 8 1 3 6 6 0 33 6 2
5 Josef Newgarden 270 39 8 2 2 2 6 1 110 5 1
6 Robert Wickens 232 77 8 0 2 3 6 1 141 5 0
7 Graham Rahal 221 88 8 0 1 3 7 0 24 4 0
8 Marco Andretti 197 112 8 0 0 1 5 1 22 1 0
9 Sebastien Bourdais 194 115 8 1 1 3 3 1 108 6 1
10 Simon Pagenaud 188 121 8 0 0 0 5 0 4 2 0
11 James Hinchcliffe 177 132 7 0 1 2 5 0 20 1 0
12 Ed Jones 160 149 8 0 2 2 4 0 0 0 0
13 Tony Kanaan 148 161 8 0 0 0 3 0 19 1 0
14 Takuma Sato 143 166 8 0 0 1 3 0 0 0 0
15 Zach Veach 133 176 8 0 0 1 1 0 0 0 0
16 Spencer Pigot 128 181 8 0 0 0 1 0 3 1 0
17 Matheus Leist 125 184 8 0 0 0 0 0 0 0 0
18 Gabby Chaves 123 186 8 0 0 0 0 0 0 0 0
19 Charlie Kimball 119 190 8 0 0 0 2 0 0 0 0
20 Ed Carpenter 118 191 2 0 1 1 2 1 65 1 0
21 Max Chilton 103 206 8 0 0 0 0 0 0 0 0
22 Zachary Claman De Melo 72 237 5 0 0 0 0 0 7 1 1
23 Jordan King 70 239 6 0 0 0 0 0 5 1 0
24 Jack Harvey 53 256 3 0 0 0 0 0 0 0 0
25 Carlos Munoz 53 256 1 0 0 0 1 0 4 1 0
26 Kyle Kaiser 45 264 4 0 0 0 0 0 2 1 0
27 Helio Castroneves 40 269 2 0 0 0 1 0 0 0 1
28 Rene Binder 39 270 4 0 0 0 0 0 0 0 0
29 JR Hildebrand 38 271 1 0 0 0 0 0 0 0 0
30 Stefan Wilson 31 278 1 0 0 0 0 0 3 1 0
31 Oriol Servia 27 282 1 0 0 0 0 0 16 1 0
32 Conor Daly 18 291 1 0 0 0 0 0 0 0 0
33 Danica Patrick 13 296 1 0 0 0 0 0 0 0 0
34 Jay Howard 12 297 1 0 0 0 0 0 0 0 0
35 James Davison 10 299 1 0 0 0 0 0 0 0 0
36 Sage Karam 10 299 1 0 0 0 0 0 0 0 0
37 Pietro Fittipaldi 7 302 1 0 0 0 0 0 0 0 0

Foto di copertina: indycar.com, Joe Skibinski

2018 – Detroit 1

Chevrolet Dual in Detroit Race 1 – 1-2/06/2018 – Settima corsa della stagione 2018

Circuito Streets of Belle Isle Park – Detroit
Tipologia Cittadino
Lunghezza 2.5 mi – 3.781 km
Pacchetto aerodinamico Stradale
Record della pista 1.13.6732 – Takuma Sato, Dallara-Honda, 2017
Distanza di gara 70 giri – 164,5 mi
Vincitore uscente Graham Rahal

Griglia di Partenza
Pos. Pilota Tempo Pilota Tempo
1 Marco Andretti 1:14.8514
2 Scott Dixon 01:15.4186
3 Robert Wickens 1:15.3267
4 Alexander Rossi 01:15.4946
5 Ryan Hunter-Reay 1:15.3351
6 Will Power 01:15.7210
7 Takuma Sato 1:15.3920
8 Graham Rahal 01:15.8273
9 James Hinchcliffe 1:15.5402
10 Max Chilton 01:16.0396
11 Ed Jones 1:15.8876
12 Spencer Pigot 01:16.1430
13 Simon Pagenaud 1:16:0099
14 Josef Newgarden 01:16.1923
15 Tony Kanaan 1:16.0740
16 Zach Veach 01:16.3157
17 Sebastien Bourdais 1:16.2205
18 Santino Ferrucci 01:16.7531
19 Gabby Chaves 1:16.2311
20 Jordan King 01:16.9075
21 Matheus Leist 1:16.4182
22 Charlie Kimball 01:17.2067
23 Rene Binder 1:18.6018

Quasi un anno dopo l’ultima vittoria di Road America, Scott Dixon torna sul gradino più alto del podio scrivendo l’ennesima pagina di storia. Quello di Detroit è infatti il 42° successo nella carriera del neozelandese, ora salito al terzo posto nella classifica di tutti i tempi in coabitazione con Michael Andretti. Appropriatamente per l’occasione, si è trattato di una tipica vittoria alla Dixon, frutto di una perfetta applicazione della strategia, un gran ritmo, ottimi consumi e giri di ingresso/uscita dalla pit lane velocissimi.

LA CRONACA

Alla partenza Marco Andretti mantiene agevolmente il comando mentre Dixon si difende duramente da Wickens, che nei giri successivi si scambia più volte la posizione con Rossi, con Hunter-Reay, un aggressivo Sato e Rahal (unico tra i primi a essere partito con gomme dure) subito dietro. Già intorno al decimo giro si delineano le due strategie predominanti, quando Wickens e Hunter-Reay si fermano per montare gomme dure, impegnandosi in una tattica a tre soste. Il gruppetto formato da Andretti, Dixon, Rossi, Rahal e Sato propende invece per le due soste, fermandosi tra il 22° e il 25° giro. Dopo i pit stops è quindi Dixon, grazie a un veloce giro a pista libera e a un rapidissimo rifornimento, a precedere Rahal, Andretti e Rossi. Il comando passa però nelle mani di Hunter-Reay, che inanellando giri da qualifica estende il suo vantaggio, riuscendo a rientrare al terzo posto dopo il suo secondo pit stop, al 32° giro. Dieci giri più tardi un dritto di Rene Binder alla curva 11 costringe poi in pit lane il gruppo di testa, compreso lo stesso Hunter-Reay. La neutralizzazione, saggiamente evitata dalla direzione gara per permettere ai primi il pit stop in corsa libera e non stravolgere quindi l’andamento della corsa, arriva però poco dopo quando Rahal pone fine alle sue speranze di vittoria impattando violentemente contro il muro dell’ultima curva.

Quando la corsa riprende dopo una lunghissima neutralizzazione, Dixon conduce quindi su Hunter-Reay, Andretti, Rossi e Jones, presto superato da Sato. Due giri più tardi la gara è però nuovamente interrotta quando una tamponata di Kimball all’ingresso della curva 11 costa un enorme spavento a Santino Ferrucci, che finisce in testacoda ad alta velocità, terminando la sua corsa contro le gomme dopo aver evitato per un pelo la carambola con le altre vetture. Un gran peccato per il rookie, immerso nelle difficoltà del team Coyne ma comunque davanti in quel momento al compagno Bourdais. La bandiera verde ritorna a sventolare al 60° giro, con Dixon che prepara alla perfezione la ripartenza, non dando nessuna possibilità agli inseguitori. Hunter-Reay deve invece difendersi da Andretti, poi superato all’esterno da Rossi in curva 3 nonostante un lieve contatto tra le due auto. Negli ultimi giri Dixon e Hunter-Reay ingaggiano poi una bella sfida a colpi di giri veloci, ma il tesoretto di push to pass a disposizione del neozelandese lascia poche speranze al campione 2012, che deve accontentarsi del secondo posto. Più indietro Rossi chiude terzo in solitaria dopo aver staccato un comunque positivo Andretti, che riesce a contenere gli assalti di Sato nel finale. Una corsa consistente consegna poi a Ed Jones il sesto posto davanti a Will Power, primo di un’armata Chevy uscita ancora duramente sconfitta dal circuito di casa. Come fatto notare dall’australiano, l’accento posto dalla Ilmor sulla potenza agli alti regimi (fondamentale per il successo a Indy) potrebbe aver compromesso la guidabilità del motore sulle piste più tortuose. L’australiano ha preceduto Wickens, in netta difficoltà con le gomme rosse dopo un buono stint d’apertura, ma bravo nel finale a superare Newgarden e Pigot, contenuti poi duramente fino al traguardo. In grande difficoltà Pagenaud, solo 17°. Dopo lo shock della mancata qualificazione a Indy, James Hinchcliffe riparte da un undicesimo posto a causa di una penalità per eccesso di velocità ai box.

Detroit 1 – Ordine d’arrivo – 02/06/2018
Pos. Pilota Squadra Pacchetto N Sponsor Tempo
1 Scott Dixon Ganassi Honda 9 PNC Bank 70 giri in 01:39:24.6189 – 99.285 mph
2 Ryan Hunter-Reay Andretti Honda 28 DHL 1,8249
3 Alexander Rossi Andretti Honda 27 Ruoff 4,1771
4 Marco Andretti Andretti Honda 98 AutoNation 11,5191
5 Takuma Sato Rahal Honda 30 Panasonic 11,8757
6 Ed Jones Ganassi Honda 10 NTT Data 13,7649
7 Will Power Penske Chevy 12 Verizon 15,0733
8 Robert Wickens Schmidt Honda 6 Lucas Oil 21,4715
9 Josef Newgarden Penske Chevy 1 Hitachi 21,5622
10 Spencer Pigot Carpenter Chevy 21 Preferred 21,9523
11 James Hinchcliffe Schmidt Honda 5 Arrow Electronics 22,3158
12 Zach Veach Andretti Honda 26 One Thousand One 23,0621
13 Sebastien Bourdais Coyne Honda 18 Sealmaster 23,3441
14 Tony Kanaan Foyt Chevy 14 ABC 26,1877
15 Matheus Leist Foyt Chevy 4 ABC 26,5471
16 Jordan King Carpenter Chevy 20 Allegiant 27,0156
17 Simon Pagenaud Penske Chevy 22 Menard’s 29,8038
18 Gabby Chaves Harding Chevy 88 Harding 33,7246
19 Charlie Kimball Carlin Chevy 23 Tresiba 34,0911
20 Max Chilton Carlin Chevy 59 Gallagher 34,8548
21 Rene Binder Juncos Chevy 32 Binderholz 3 giri
22 Santino Ferrucci Coyne Honda 19 Paysafe incidente
23 Graham Rahal Rahal Honda 15 United Rentals incidente
Giro più veloce Ryan Hunter-Reay 1.15.8049
Giri condotti in testa
Scott Dixon 39
Marco Andretti 22
Ryan Hunter-Reay 7
Graham Rahal 2
Classifica dopo Detroit 1
Pos. Pilota Punti Distacco Corse Vittorie Podi Top 5 Top 10 Poles LL L GPV
1 Alexander Rossi 276 0 7 1 4 6 6 1 80 5 1
2 Scott Dixon 272 4 7 1 3 4 6 0 39 1 1
3 Will Power 269 7 7 2 3 3 5 1 201 4 0
4 Josef Newgarden 255 21 7 2 2 2 6 1 110 5 1
5 Ryan Hunter-Reay 227 49 7 0 2 5 5 0 15 5 1
6 Robert Wickens 202 74 7 0 2 3 5 1 135 4 0
7 Graham Rahal 191 85 7 0 1 2 6 0 24 4 0
8 Sebastien Bourdais 185 91 7 1 1 3 3 1 108 6 1
9 Marco Andretti 175 101 7 0 0 1 4 1 22 1 0
10 Simon Pagenaud 168 108 7 0 0 0 4 0 4 2 0
11 James Hinchcliffe 163 113 6 0 1 2 5 0 20 1 0
12 Takuma Sato 130 146 7 0 0 1 3 0 0 0 0
13 Ed Jones 125 151 7 0 1 1 3 0 0 0 0
14 Tony Kanaan 122 154 7 0 0 0 2 0 19 1 0
15 Spencer Pigot 121 155 7 0 0 0 1 0 3 1 0
16 Ed Carpenter 118 158 2 0 1 1 2 1 65 1 0
17 Zach Veach 116 160 7 0 0 1 1 0 0 0 0
18 Gabby Chaves 112 164 7 0 0 0 0 0 0 0 0
19 Matheus Leist 109 167 7 0 0 0 0 0 0 0 0
20 Charlie Kimball 95 181 7 0 0 0 1 0 0 0 0
21 Max Chilton 84 192 7 0 0 0 0 0 0 0 0
22 Zachary Claman De Melo 72 204 5 0 0 0 0 0 7 1 1
23 Jordan King 58 218 5 0 0 0 0 0 5 1 0
24 Jack Harvey 53 223 3 0 0 0 0 0 0 0 0
25 Carlos Munoz 53 223 1 0 0 0 1 0 4 1 0
26 Kyle Kaiser 45 231 4 0 0 0 0 0 2 1 0
27 Helio Castroneves 40 236 2 0 0 0 1 0 0 0 1
28 JR Hildebrand 38 238 1 0 0 0 0 0 0 0 0
29 Rene Binder 31 245 3 0 0 0 0 0 0 0 0
30 Stefan Wilson 31 245 1 0 0 0 0 0 3 1 0
31 Oriol Servia 27 249 1 0 0 0 0 0 16 1 0
32 Conor Daly 18 258 1 0 0 0 0 0 0 0 0
33 Danica Patrick 13 263 1 0 0 0 0 0 0 0 0
34 Jay Howard 12 264 1 0 0 0 0 0 0 0 0
35 James Davison 10 266 1 0 0 0 0 0 0 0 0
36 Sage Karam 10 266 1 0 0 0 0 0 0 0 0
37 Pietro Fittipaldi 7 269 1 0 0 0 0 0 0 0 0

Foto di copertina: indycar.com

2018 – Indianapolis 500

102° Indianapolis 500 presented by Penngrade – 15-27 maggio 2018 – Sesta gara della stagione 2018

Circuito Indianapolis Motor Speedway
Tipologia Stradale permanente
Lunghezza 2.500 mi – 4.023 km
Configurazione aerodinamica Super Speedway
Record della pista 37.895, Arie Luyendyk – Reynard 95i/Ford – 1996
Distanza di gara 200 giri – 500 miglia (804,5 km)
Vincitore uscente Takuma Sato
Elenco Iscritti
Pilota Nazionalità Team Motore N Sponsor
Josef Newgarden Stati Uniti Penske Chevy 1 Verizon
Helio Castroneves Brasile Penske Chevy 3 Pennzoil
Matheus Leist Brasile Foyt Chevy 4 ABC
James Hinchcliffe Canada Schmidt Honda 5 Arrow Electronics
Robert Wickens Canada Schmidt Honda 6 Lucas Oil
Jay Howard Inghilterra Schmidt Honda 6 One Cure
Scott Dixon Nuova Zelanda Ganassi Honda 9 PNC Bank
Ed Jones Emirati Arabi Uniti Ganassi Honda 10 NTT Data
Will Power Australia Penske Chevy 12 Verizon
Danica Patrick Stati Uniti Carpenter Chevy 13 Go Daddy
Tony Kanaan Stati Uniti Foyt Chevy 14 ABC
Graham Rahal Stati Uniti Rahal Honda 15 United Rentals
Conor Daly Stati Uniti Coyne Honda 17 Usaf
Sebastien Bourdais Francia Coyne Honda 18 Sealmaster
Zachary Claman de Melo Canada Coyne Honda 19 Paysafe
Ed Carpenter Stati Uniti Carpenter Chevy 20 Fuzzy’s
Spencer Pigot Stati Uniti Carpenter Chevy 21 Preferred
Simon Pagenaud Francia Penske Chevy 22 Menard’s
Charlie Kimball Stati Uniti Carlin Chevy 23 Fiasp
Sage Karam Stati Uniti D&R Chevy 24 Wix
Stefan Wilson Inghilterra Andretti Honda 25 Driven
Zach Veach Stati Uniti Andretti Honda 26 One Thousand One
Alexander Rossi Stati Uniti Andretti Honda 27 NAPA
Ryan Hunter-Reay Stati Uniti Andretti Honda 28 DHL
Carlos Munoz Colombia Andretti Honda 29 Ruoff
Takuma Sato Giappone Rahal Honda 30 Panasonic
Kyle Kaiser Stati Uniti Juncos Chevy 32 Binderholz
James Davison Australia Foyt Chevy 33 Jonathan Byrd
Max Chilton Inghilterra Carlin Chevy 59 Gallagher
Jack Harvey Inghilterra Shank Honda 60 Sirius XM
Pippa Mann Inghilterra Coyne Honda 63 Life
Oriol Servia Spagna Rahal Honda 64 Manitowac
J.R. Hildebrand Stati Uniti D&R Chevy 66 Salesforce
Gabby Chaves Stati Uniti Harding Chevy 88 Harding
Marco Andretti Stati Uniti Andretti Honda 98 US Concrete

Griglia di Partenza – 102° Indianapolis 500
P Pilota Media Distacco Pilota Media Distacco Pilota Media Distacco
Fila 1
1 Ed Carpenter 229.618              
2       Simon Pagenaud 228.761 0,587      
3             Will Power 228.607 0,693
  Fila 2
4 Josef Newgarden 228.405 0,833            
5       Sebastien Bourdais 228.142 1,014      
6             Spencer Pigot 228.107 1,039
  Fila 3
7 Danica Patrick 228.090 1,050            
8       Helio Castroneves 227.859 1,210      
9             Scott Dixon 227.262 1,625
Fila 4
10 Tony Kanaan 227.664 1,346            
11       Matheus Leist 227.571 1,410      
12             Marco Andretti 227.288 1,607
Fila 5
13 Z. Claman De Melo 226.999 1,809            
14       Ryan Hunter-Reay 226.788 1,956      
15             Charlie Kimball 226.657 2,048
Fila 6
16 Takuma Sato 226.557 2,118            
17       Kyle Kaiser 226.398 2,230      
18             Robert Wickens 226.296 2,302
Fila 7
19 James Davison 226.255 2,330            
20       Max Chilton 226.212 2,361      
21             Carlos Munoz 226.048 2,476
Fila 8
22 Gabby Chaves 226.007 2,505            
23       Stefan Wilson 225.863 2,607      
24             Sage Karam 225.823 2,635
Fila 9
25 Zach Veach 225.748 2,688            
26       Oriol Servia 225.699 2,722      
27             JR Hildebrand 225.418 2,921
Fila 10
28 Jay Howard 225.388 2,942            
29       Ed Jones 225.362 2,961      
30             Graham Rahal 225.327 2,986
Fila 11
31 Jack Harvey 225.254 3,037            
32       Alexander Rossi 224.935 3,264      
33             Conor Daly 224.429 3,625

 

In una Indianapolis 500 d’altri tempi per difficoltà di guida, imprevedibilità e selezione del gruppo, Will Power porta a casa a 37 anni il successo più importante della sua carriera. Una vittoria che chiude il cerchio per l’australiano, già a un passo dal successo del 2015, che ora aggiunge al campionato conquistato nel 2014 anche un posto sul Borg Warner Trophy. Aldilà del gran ritmo mostrato da Penske e Chevrolet nelle prove, non sorprende che proprio in questa 500 miglia Power abbia finalmente trovata la quadra. Come ampiamente anticipato alla vigilia, gli oltre trenta gradi ambientali hanno esacerbato le caratteristiche del nuovo aerokit, estremamente sensibile alle condizioni ambientali e piuttosto avaro di strumenti correttivi per l’assetto. Alle prese con un livello di deportanza complessiva drasticamente minore rispetto agli anni passati, i piloti sono tornati finalmente a guidare, parzializzando o addirittura chiudendo completamente l’acceleratore in tutte e quattro le curve, sempre sul filo di un’equilibrio in continua evoluzione tra sottosterzo e sovrasterzo. Eterno sostenitore di una riduzione del carico aerodinamico, come in altre occasioni Power ha quindi operato nelle condizioni ideali per mettere a frutto sensibilità e precisione innate, che unite ad una sempre più affinata visione strategica (nelle 500 miglia almeno) e alla determinazione di portare finalmente a casa l’alloro tanto ambito, gli hanno dato una marcia in più quando la corsa è entrata nella fase cruciale.

Nel primo quarto di gara sembrava invece poter essere la grande occasione di Ed Carpenter. Subito in testa al via, il padrone di casa ha condotto agevolmente le prime fasi, prendendo subito margine sulle Penske di Pagenaud e Power, mentre dalla quarta fila Tony Kanaan ha dato spettacolo, portandosi al secondo posto dopo il primo turno di soste. Lenta ma costante anche la progressione di Rossi, in rimonta dall’ultima fila fino al primo incidente della gara, che ha visto il campione uscente Sato franare in curva 3 su Davison, lentissimo a causa di un forte sovrasterzo. Dopo un breve botta e risposta con Kanaan, Carpenter ha continuato a comandare anche dopo la seconda neutralizzazione per l’incidente di Ed Jones in curva 2, primo di una lunga serie di testacoda che ha coinvolto anche i veterani. Poco dopo la ripartenza il pilota degli Emirati è stato infatti imitato da Danica Patrick, fino a quel momento ai margini della top ten, che ha chiuso così tristemente la sua lunga carriera.

Dopo il primo timido tentativo alla prima ripartenza, allo sventolare della bandiera verde Kanaan ha dimostrato di fare sul serio, prendendo il comando su Carpenter e allungando fino al terzo turno di soste, effettuato in regime di corsa libera, quando il brasiliano è stato subito costretto a tornare in pit lane causa una foratura. Dopo un breve periodo comandato da un gruppetto composto da Newgarden, Rahal, Wickens e Munoz, fuori sequenza essendosi fermati durante la neutralizzazione per l’incidente della Patrick, il comando è quindi passato a Power, che nei giri successivi ha visto il suo vantaggio su Carpenter e Pagenaud oscillare in funzione del traffico. Più indietro è continuata la bella rimonta di Rossi, ormai affacciatosi in top ten. A 100 miglia dal traguardo, con ancora il gruppo di Rahal e Newgarden in testa per via del quarto turno di soste dei primi, Bourdais è poi finito in testacoda all’uscita di curva 3, tradito dalla turbolenza di Rossi. L’americano, bravo a sfruttare le incertezze di chi lo precedeva, ha poi dato spettacolo nelle due ripartenze successive, risalendo all’esterno dalla nona alla sesta piazza prima dell’incidente di Castroneves (quinto e in piena lotta per la vittoria) in curva 4, per poi installarsi in terza piazza quando Karam ha imitato il brasiliano appena dopo la bandiera verde.

Con una quarantina di giri da completare è arrivato come sempre il momento delle decisioni, tra una strategia basata sulla velocità con probabile rabbocco nel finale, o l’alternativa di approfittare della neutralizzazione e sperare in altre bandiere gialle per vedere il traguardo senza ulteriori soste. Del secondo avviso sono stati tra gli altri Servia, Wilson e, a sorpresa ma fino a un certo punto, Dixon, a lungo in top ten ma senza mai dare l’impressione di poter dare la zampata. Le speranze di vittoria del neozelandese sono però finite quasi subito, perché 10 giri dopo la ripartenza tutto il gruppo dei primi ha visitato la pit lane, con Power che non ha fatto fatica una volta tornato in pista a mettere nel mirino Dixon, in disperata attesa di una bandiera gialla. L’australiano, primo dei piloti sulla strategia “principale” davanti a Carpenter, Rossi, Hunter-Reay e Pagenaud, è sembrato quindi in controllo della gara, ma a 12 giri dal termine il botto di Kanaan in curva 2 ha aperto un nuovo scenario. Con la minaccia del velocissimo Carpenter alle spalle, alla ripartenza del 194° giro Power si è infatti ritrovato a inseguire il trio Servia-Wilson-Harvey. Superato subito lo spagnolo, autore di una ripartenza da dimenticare dopo aver dato spettacolo in tutti i restart precedenti, l’australiano ha faticato più del previsto per inquadrare Harvey, mentre Wilson davanti sembrava poter prendere margine e conquistare un’incredibile vittoria. Entrambi hanno però tentato il bluff, puntando ad una definitiva (e tutt’altro che improbabile) neutralizzazione piuttosto che a vedere il traguardo. Quando la bandiera gialla non è arrivata Wilson e Harvey hanno quindi dovuto imboccare la pit lane a quattro giri dal termine, lasciando libero un incontenibile Power di conquistare il liberatorio trionfo, il 17° a Indy per Roger Penske e il terzo dal 2012 per la Chevrolet.

Alle sue spalle Carpenter, autore di una gran gara ma forse meno determinato dell’australiano, ha portato a casa il miglior risultato di sempre a Indy, meditando però sulla posizione persa durante lo soste. Il padrone di casa ha preceduto Dixon, insperatamente sul podio al termine di una prova complicata, ma bravo nel finale a contenere Alexander Rossi, autore di una rimonta strepitosa dall’ultima fila e ancora una volta segnalatosi come il pilota più spettacolare del campionato. L’americano ha preceduto ancora il compagno Hunter-Reay, autore di una prova solida ma meno efficace nelle ripartenze, al pari di Pagenaud, nel treno di testa per tre quarti di gara ma un po’ sparito negli ultimi 50 giri. Carlos Munoz si è confermato specialista dello Speedway completando una prova consistente e piazzandosi al top tra i piloti non full time (fatta eccezione per Carpenter). Il colombiano, settimo, ha preceduto anche Newgarden, questa volta tradito dalla decisione di Tim Cindric (comunque comprensibile data la presenza di Power e Pagenaud davanti) di spaiare le strategie. L’americano ha preceduto Robert Wickens, miglior rookie, bravo a vedere il traguardo in una corsa difficilissima, sopravvivendo alle infinite insidie del gruppo. La top ten è stata quindi chiusa da Graham Rahal, non il più veloce tra i piloti Honda ma autore di una eccellente rimonta dal fondo. Delusione per Marco Andretti, in lotta con Hunter-Reay per tutta la gara ma rimasto attardato nel finale, e per Spencer Pigot, che ha perso il treno buono dopo una penalità a metà gara per eccesso di velocità in pit lane.

Dopo due anni di dominio Honda, al netto delle belle rimonte di Rossi e Hunter Reay la Chevrolet ha semplicemente dominato l’evento, monopolizzando sia la lista dei giri veloci a pista libera che le velocità massime. Raramente si è infatti vista una vettura Honda riuscire a completare un sorpasso su una Chevy non disturbata dal traffico.

Guardando la classifica non possiamo infine che confermare le nostre continue proteste verso un sistema di punteggio insensato quanto antisportivo. I punti doppi permettono infatti a Power di sovvertire un deficit di 43 punti e passare al comando con due lunghezze di vantaggio su Rossi (arrivato 4°, non ultimo…) e ben 10 sull’ex leader Newgarden. Bourdais, uscito dall’Indy GP con soli 26 punti di ritardo da Newgarden si ritrova ora a 75 punti da Power (che precedeva di 17…). James Hinchcliffe, clamorosamente eliminato in qualifica, passa invece da 34 a 99 punti di ritardo precipitando dalla 5° alla 10° piazza, 2 sole posizioni più in alto di Ed Carpenter, 12° con due sole corse all’attivo. Dispiace dirlo ma un campionato serio non dovrebbe aver bisogno né di punti doppi né di giri regalati ai doppiati per movimentare la situazione, specie se già spettacolare di suo.

102° Indianapolis 500 – Ordine d’arrivo – 27/05/2018
Pos. Pilota Squadra Pacchetto N Sponsor Tempo
1 Will Power Penske Chevy 12 Verizon 200 giri in 02:59:42.6365 – 166,935
2 Ed Carpenter Carpenter Chevy 20 Fuzzy’s 3,159
3 Scott Dixon Ganassi Honda 9 PNC Bank 4,593
4 Alexander Rossi Andretti Honda 27 NAPA 5,224
5 Ryan Hunter-Reay Andretti Honda 28 DHL 6,719
6 Simon Pagenaud Penske Chevy 22 Menard’s 7,236
7 Carlos Munoz Andretti Honda 29 Ruoff 7,838
8 Josef Newgarden Penske Chevy 1 Verizon 8,692
9 Robert Wickens Schmidt Honda 6 Lucas Oil 9,311
10 Graham Rahal Rahal Honda 15 United Rentals 11,337
11 JR Hildebrand D&R Chevy 66 Salesforce 12,735
12 Marco Andretti Andretti Honda 98 US Concrete 14,075
13 Matheus Leist Foyt Chevy 4 ABC 14,780
14 Gabby Chaves Harding Chevy 88 Harding 15,117
15 Stefan Wilson Andretti Honda 25 Driven 33,675
16 Jack Harvey Shank Honda 60 Sirius XM 34,797
17 Oriol Servia Rahal Honda 64 Manitowac 38,233
18 Charlie Kimball Carlin Chevy 23 Fiasp 41,515
19 Zachary Claman De Melo Coyne Honda 19 Paysafe 1 giro
20 Spencer Pigot Carpenter Chevy 21 Preferred 1 giro
21 Conor Daly Coyne Honda 17 Usaf 1 giro
22 Max Chilton Carlin Chevy 59 Gallagher 2 giri
23 Zach Veach Andretti Honda 26 One Thousand One 2 giri
24 Jay Howard Schmidt Honda 6 One Cure 7 giri
25 Tony Kanaan Foyt Chevy 14 ABC incidente
26 Sage Karam D&R Chevy 24 Wix incidente
27 Helio Castroneves Penske Chevy 3 Pennzoil incidente
28 Sebastien Bourdais Coyne Honda 18 Sealmaster incidente
29 Kyle Kaiser Juncos Chevy 32 Binderholz mechanical
30 Danica Patrick Carpenter Chevy 13 Go Daddy incidente
31 Ed Jones Ganassi Honda 10 NTT Data incidente
32 Takuma Sato Rahal Honda 30 Panasonic incidente
33 James Davison Foyt Chevy 33 Jonathan Byrd incidente
Velocità massima Oriol Servia 236,4 mph 380,4 km/h
Giro più veloce Helio Castroneves 224,138 mph 40,1538
Giri condotti in testa
Ed Carpenter 65
Will Power 59
Tony Kanaan 19
Oriol Servia 16
Graham Rahal 12
Zachary Claman De Melo 7
Carlos Munoz 4
Sebastien Bourdais 4
Josef Newgarden 3
Stefan Wilson 3
Spencer Pigot 3
Robert Wickens 2
Alexander Rossi 1
Ryan Hunter-Reay 1
Simon Pagenaud 1

 

Classifica dopo Indianapolis 500
Pos. Pilota Punti Distacco Corse Vittorie Podi Top 5 Top 10 Poles LL L GPV
1 Will Power 243 0 6 2 3 3 4 1 201 4 0
2 Alexander Rossi 241 2 6 1 3 5 5 1 80 5 1
3 Josef Newgarden 233 10 6 2 2 2 5 1 110 5 1
4 Scott Dixon 218 25 6 0 2 3 5 0 0 0 1
5 Ryan Hunter-Reay 186 57 6 0 1 4 4 0 8 4 0
6 Graham Rahal 183 60 6 0 1 2 6 0 22 3 0
7 Robert Wickens 178 65 6 0 2 3 4 1 135 4 0
8 Sebastien Bourdais 168 75 6 1 1 3 3 1 108 6 1
9 Simon Pagenaud 155 88 6 0 0 0 4 0 4 2 0
10 James Hinchcliffe 144 99 5 0 1 2 5 0 20 1 0
11 Marco Andretti 141 102 6 0 0 0 3 0 0 0 0
12 Ed Carpenter 118 125 2 0 1 1 2 1 65 1 0
13 Tony Kanaan 106 137 6 0 0 0 2 0 19 1 0
14 Spencer Pigot 101 142 6 0 0 0 0 0 3 1 0
15 Takuma Sato 100 143 6 0 0 0 2 0 0 0 0
16 Gabby Chaves 100 143 6 0 0 0 0 0 0 0 0
17 Zach Veach 98 145 6 0 0 1 1 0 0 0 0
18 Ed Jones 97 146 6 0 1 1 2 0 0 0 0
19 Matheus Leist 94 149 6 0 0 0 0 0 0 0 0
20 Charlie Kimball 84 159 6 0 0 0 1 0 0 0 0
21 Max Chilton 74 169 6 0 0 0 0 0 0 0 0
22 Zachary Claman De Melo 72 171 5 0 0 0 0 0 7 1 1
23 Jack Harvey 53 190 3 0 0 0 0 0 0 0 0
24 Carlos Munoz 53 190 1 0 0 0 1 0 4 1 0
25 Kyle Kaiser 45 198 4 0 0 0 0 0 2 1 0
26 Jordan King 44 199 4 0 0 0 0 0 5 1 0
27 Helio Castroneves 40 203 2 0 0 0 1 0 0 0 1
28 JR Hildebrand 38 205 1 0 0 0 0 0 0 0 0
29 Stefan Wilson 31 212 1 0 0 0 0 0 3 1 0
30 Oriol Servia 27 216 1 0 0 0 0 0 16 1 0
31 Rene Binder 22 221 2 0 0 0 0 0 0 0 0
32 Conor Daly 18 225 1 0 0 0 0 0 0 0 0
33 Danica Patrick 13 230 1 0 0 0 0 0 0 0 0
34 Jay Howard 12 231 1 0 0 0 0 0 0 0 0
35 James Davison 10 233 1 0 0 0 0 0 0 0 0
36 Sage Karam 10 233 1 0 0 0 0 0 0 0 0
37 Pietro Fittipaldi 7 236 1 0 0 0 0 0 0 0 0

Immagine di copertina: indycar.com, John Cote

2018 – Indianapolis GP

IndyCar Grand Prix – 11-12 maggio 2018 – Quinta gara della stagione 2018

Circuito Indianapolis Motor Speedway – Road Course
Tipologia Stradale permanente
Lunghezza 2.439 mi – 3.924 km
Configurazione aerodinamica Stradale permanente
Record della pista 1.07.7044, Will Power, Dallara-Chevrolet, 2017
Distanza di gara 85 giri – 207,3
Vincitore uscente Will Power


 

Indy GP – Griglia di partenza
Pos. Pilota Tempo Pilota Tempo
1 Will Power 01:09.8182
2 Robert Wickens 01:09.9052
3 Sebastien Bourdais 01:09.9449
4 James Hinchcliffe 01:10.0858
5 Jordan King 01:10.1326
6 Josef Newgarden 01:10.7276
7 Simon Pagenaud 01:10.0382
8 Alexander Rossi 01:10.1062
9 Spencer Pigot 01:10.1601
10 Helio Castroneves 01:10.1847
11 Takuma Sato 01:10.1979
12 Tony Kanaan 01:10.3592
13 Ryan Hunter-Reay 01:10.0985
14 Marco Andretti 01:10.1044
15 Ed Jones 01:10.2859
16 Max Chilton 01:10.2113
17 Graham Rahal 01:10.3605
18 Scott Dixon 01:10.3221
19 Zachary Claman De Melo 01:10.5064
20 Zach Veach 01:10.3371
21 Matheus Leist 01:10.6425
22 Gabby Chaves 01:10.5066
23 Charlie Kimball 01:10.7784
24 Kyle Kaiser 01:10.7394

 

Quarta vittoria in tre anni per Will Power nel Gran Premio di Indianapolis, quinta prova del campionato IndyCar. Un successo meritato dopo un inizio di stagione difficile, giunto a completamento di un fine settimana che lo ha visto in cima alla lista dei tempi in quasi tutte le sessioni. “Ho spinto al massimo dal primo all’ultimo giro, sono esausto” ha detto però l’australiano nel dopo gara, a riprova dell’intensità di una corsa con due sole bandiere gialle, in cui il rapido degrado degli pneumatici ha messo in secondo piano il discorso consumi, entrato in gioco solo negli ultimi giri.

La partenza vede Power mantenere il comando davanti a Bourdais, bravo a scavalcare all’esterno Wickens. Poco più indietro Pagenaud e King sono invece vittime della prima curva, con il francese costretto a rallentare improvvisamente da un fortuito contatto con Castroneves e l’inglese impossibilitato ad evitarlo. Risultato: Pagenaud in testacoda ma comunque bravo a non insabbiarsi e proseguire, King contro le gomme a motore spento e senza più speranze di un buon risultato. Un altro contatto nelle veloci curve 5 e 6 vede poi Pigot decollare sul cordolo interno e scontrarsi con Sato, manovra che oltre a un testacoda gli costa un drive through. Alla ripartenza un’accelerazione forse un po’ anticipata di Power sorprende Bourdais, che alla prima curva si vede superato da Wickens. Comincia così un duello ad altissima intensità tra i piloti Penske e Schmidt, che arrivano al primo pit stop separati da pochi decimi, con Power che su gomme “nere” mantiene il comando per un soffio, ma è poi costretto a cedere a un Wickens più veloce sulle “rosse”. Nel frattempo qualcosa si muove nelle retrovie, con Scott Dixon che partito con gomme dure anticipa la sosta per poter sfruttare la mescola morbida a pista libera. La mossa funzione perché il neozelandese comincia a macinare giri record, portandosi direttamente alle spalle di Bourdais, Newgarden, Rossi e Hinchcliffe, in lotta per l’ultimo posto sul podio. Davanti Wickens estende il suo vantaggio fino a 6 secondi, fermandosi quando il pendolo prestazionale comincia a favorire le gomme più dure di Power, che rimanendo in pista due giri in più riesce dopo le soste riesce a ridurre il suo svantaggio a meno di quattro secondi.

Nel terzo stint di gara i ruoli quindi si invertono ed è Power che su gomme morbide ha gioco facile a recuperare sulla mescola dura di Wickens, per poi vincere la resistenza del canadese e prendere il comando alla prima curva con una bella manovra all’esterno. Ma proprio quando l’australiano può capitalizzare il vantaggio di gomma, la corsa viene neutralizzata a 29 giri dal traguardo quando Newgarden finisce in testacoda dopo aver provato un impossibile attacco al terzo posto di Bourdais. Dalla successiva sosta collettiva i duellanti escono affiancati con Power ancora davanti per un soffio, ma a guadagnare davvero è Dixon, che scavalcando Bourdais si porta incredibilmente in zona podio. Power è poi ancora molto pronto in ripartenza lasciando invece Wickens, in difficoltà con il push to pass nel rettilineo principale, in balìa di Dixon il giro successivo. Alle loro spalle intanto Rossi ha la meglio su Bourdais. Con 25 giri di bandiera verde davanti, i piloti si ritrovano quindi a gestire sia le gomme che il carburante. Power e Dixon viaggiano a lungo separati da poco più di un secondo prima che l’australiano, in barba alle voci che vorrebbero il motore Honda capace di un miglior consumo, porti il suo vantaggio a oltre due secondi, staccando il rivale negli ultimi giri. Ben più accesa è invece la battaglia per il terzo posto che a un certo punto vede Wickens e Rossi attaccarsi e incrociare le traiettorie dalla curva 1 fino alla 10, prima che l’americano sia richiamato a più miti consigli dall’allarmante livello dell’etanolo, che all’ultimo giro lo costringe a cedere la quarta piazza a Bourdais.

Davanti invece nessun problema per Power, che coglie il terzo successo in carriera nel Gran Premio di Indianapolis, regalando a Roger Penske la 200sima vittoria in IndyCar, a 18 anni dallo storico 100° successo colto da De Ferran a Nazareth. Dixon può invece “accontentarsi” di un incredibile secondo posto, frutto di un ritmo impressionante dopo il primo pit stop, del tutto insperato dopo i problemi visti in prova, nonostante le avvisaglie di ripresa avute nel warm up. Ancora poco a suo agio nel risparmio carburante ma autore dell’ennesima prova perfetta, Wickens porta a casa un podio che gli sta un po’ stretto. Correndo così comunque la vittoria arriverà presto. Bourdais, più competitivo in prova che in gara, ancora una volta porta a casa il massimo, beffando un Rossi combattivo e spettacolare ma meno oculato nella strategia.

Sesto al traguardo, Castroneves non ha faticato a rientrare nei ritmi IndyCar, peggiorando solo di una posizione il risultato del 2017 grazie a una prova molto consistente che lo ha visto beffare Hinchcliffe, a lungo in lotta per un posto in top 5 ma ancora una volta oscurato dalla prova di Wickens. Ancora vittima della prima curva, Pagenaud è bravo a recuperare fino al settimo posto, precedendo Rahal (autore di una lunga serie di sorpassi nello stint centrale su gomme rosse) e Sato, bravo a recuperare dopo il contatto con Pigot. Deludente 11° piazza per Newgarden, che avevamo lodato per la maturità mostrata nella difficile vittoria in Alabama, ma questa volta autore di una manovra insensata che gli costa almeno dieci punti in classifica, che il campione in carica continua a condurre anche se per soli due punti su Rossi.

Indianapolis Grand Prix – Ordine d’arrivo – 12/05/2018
Pos. Pilota Squadra Pacchetto N Sponsor Tempo
1 Will Power (P)(L)(LL) Penske Chevy 12 Verizon 85 giri in 01:49:46.1935 – 113.318 mph
2 Scott Dixon Ganassi Honda 9 PNC Bank 2,2443
3 Robert Wickens (L) Schmidt Honda 6 Lucas Oil 8,1621
4 Sebastien Bourdais (L) Coyne Honda 18 Sealmaster 8,7293
5 Alexander Rossi (L) Andretti Honda 27 NAPA 11,7462
6 Helio Castroneves Penske Chevy 3 Verizon 14,3860
7 James Hinchcliffe Schmidt Honda 5 Arrow Electronics 15,3368
8 Simon Pagenaud Penske Chevy 22 Menard’s 17,2354
9 Graham Rahal (L) Rahal Honda 15 United Rentals 18,0987
10 Takuma Sato Rahal Honda 30 Panasonic 23,1137
11 Josef Newgarden (L) Penske Chevy 1 Verizon 24,2632
12 Zachary C. De Melo Coyne Honda 19 Paysafe 30,0421
13 Marco Andretti Andretti Honda 98 US Concrete 37,4374
14 Tony Kanaan Foyt Chevy 14 ABC 41,3456
15 Spencer Pigot Carpenter Chevy 21 Preferred 41,6927
16 Max Chilton Carlin Chevy 59 Gallagher 42,8434
17 Gabby Chaves Harding Chevy 88 Harding 45,0983
18 Ryan Hunter-Reay Andretti Honda 28 DHL 53,1086
19 Kyle Kaiser (L) Juncos Chevy 32 Binderholz 58,1755
20 Charlie Kimball Carlin Chevy 23 Tresiba 1,11,7538
21 Matheus Leist Foyt Chevy 4 ABC 1,17,9918
22 Ed Jones Ganassi Honda 10 NTT Data 1 giro
23 Zach Veach Andretti Honda 26 One Thousand One 1 giro
24 Jordan King Carpenter Chevy 20 Fuzzy’s 2 giri
 P: Punto per la pole position

L: Punto per aver condotto almeno un giro in testa

LL: Due punti per il maggior numero di giri in testa

Giro più veloce Scott Dixon 1.10.5687
Giri condotti in testa
Will Power 56
Robert Wickens 20
Graham Rahal 3
Kyle Kaiser 2
Alexander Rossi 2
Sebastien Bourdais 1
Josef Newgarden 1

 

Classifica dopo Indy GP
Pos. Pilota Punti Distacco Corse Vittorie Podi Top 5 Top 10 Poles LL L GPV
1 Josef Newgarden 178 0 5 2 2 2 4 1 107 4 1
2 Alexander Rossi 176 2 5 1 3 4 4 1 79 4 1
3 Sebastien Bourdais 152 26 5 1 1 3 3 1 104 5 1
4 Scott Dixon 147 31 5 0 1 2 4 0 0 0 1
5 James Hinchcliffe 144 34 5 0 1 2 5 0 20 1 0
6 Graham Rahal 142 36 5 0 1 2 5 0 10 2 0
7 Will Power 135 43 5 1 2 2 3 1 142 3 0
8 Robert Wickens 133 45 5 0 2 3 3 1 133 3 0
9 Ryan Hunter-Reay 125 53 5 0 1 3 3 0 7 3 0
10 Marco Andretti 105 73 5 0 0 0 3 0 0 0 0
11 Tony Kanaan 95 83 5 0 0 0 2 0 0 0 0
12 Takuma Sato 90 88 5 0 0 0 2 0 0 0 0
13 Simon Pagenaud 90 88 5 0 0 0 3 0 3 1 0
14 Ed Jones 87 91 5 0 1 1 2 0 0 0 0
15 Zach Veach 84 94 5 0 0 1 1 0 0 0 0
16 Spencer Pigot 76 102 5 0 0 0 0 0 0 0 0
17 Gabby Chaves 68 110 5 0 0 0 0 0 0 0 0
18 Charlie Kimball 60 118 5 0 0 0 1 0 0 0 0
19 Matheus Leist 60 118 5 0 0 0 0 0 0 0 0
20 Max Chilton 58 120 5 0 0 0 0 0 0 0 0
21 Zachary Claman De Melo 49 129 4 0 0 0 0 0 0 0 1
22 Jordan King 44 134 4 0 0 0 0 0 5 1 0
23 Kyle Kaiser 35 143 3 0 0 0 0 0 2 1 0
24 Helio Castroneves 28 150 1 0 0 0 1 0 0 0 0
25 Ed Carpenter 26 152 1 0 0 0 1 0 0 0 0
26 Jack Harvey 25 153 2 0 0 0 0 0 0 0 0
27 Rene Binder 22 156 2 0 0 0 0 0 0 0 0
28 Pietro Fittipaldi 7 171 1 0 0 0 0 0 0 0 0

Immagine di copertina: indycar.com, Dana Garrett

2018 – Barber

Honda Grand Prix of Alabama – 20-22 aprile 2018 – Quarta prova stagionale

Circuito Barber Motorsports Park
Tipologia Stradale Permanente
Lunghezza 2.3 mi – 3.7 km
Configurazione aerodinamica Stradale
Record della pista 1.06.6001, Sebastien Bourdais, Dallara – Chevrolet, 2016
Distanza di gara 90 giri – 207 mi
Vincitore uscente Josef Newgarden

 

 

Griglia di partenza – Barber
Pos. Pilota Tempo Pilota Tempo
1 Josef Newgarden 01:07.4413
2 Will Power 01:07.4541
3 Sebastien Bourdais 01:07.5337
4 Ryan Hunter-Reay 01:07.7807
5 James Hinchcliffe 01:07.9472
6 Scott Dixon 01:08.0303
7 Marco Andretti 01:07.6027
8 Alexander Rossi 01:07.7488
9 Simon Pagenaud 01:07.8409
10 Robert Wickens 01:07.8455
11 Zach Veach 01:07.9894
12 Ed Jones 01:08.4386
13 Max Chilton 01:08.0235
14 Charlie Kimball 01:08.5494
15 Graham Rahal 01:08.1038
16 Zachary Claman De Melo 01:08.5531
17 Spencer Pigot 01:08.1184
18 Takuma Sato 01:08.5676
19 Jordan King 01:08.3997
20 Gabby Chaves 01:08.9763
21 Matheus Leist 01:08.5516
22 Rene Binder 01:09.5404
23 Tony Kanaan 01:11.2015

Pioggia o sole, il quarto appuntamento del campionato IndyCar ha avuto un solo grande protagonista, Josef Newagarden. Dopo aver dominato la quindicina di giri bagnati disputati la domenica, il campione in carica ha fatto il bello e il cattivo tempo nella rimanente ora del lunedì, dimostrandosi imprendibile sull’asciutto e poi bravo a gestire la situazione quando la pioggia ha rifatto capolino sul tracciato dell’Alabama negli ultimi 20 minuti. La vittoria della maturità per il pilota del Tennesse, che come a Phoenix ha potuto contare su un Tim Cindric ispirato, che coraggiosamente ha deciso per il passaggio alle gomme da pioggia quando ancora le slicks sembravano garantire più aderenza.

I quindici giri percorsi la domenica non hanno alterato significativamente i valori espressi nelle qualifiche, con Newgarden subito a condurre su Power, Bourdais e Hunter-Reay e Andretti mestamente in testacoda dopo una breve ma intensa pressione su Rossi per la sesta piazza. L’andamento sorprendentemente lineare della corsa bagnata è stato poi interrotto da una tamponata di Jones a Kimball, leggera ma sufficiente a spedire il californiano contro i rails della curva 16. La conseguente neutralizzazione ha permesso ad alcuni ritardatari come Andretti e Pagenaud di rifornire, ma anche alla crescente pioggia di creare ampie pozzanghere e veri e propri ruscelli in corrispondenza di avvallamenti e curve in pendenza. E’ così che alla ripartenza alla visibilità inesistente si è unito l’acquaplaning, che ha subito tradito Will Power, a muro pochi metri dopo il traguardo. Nonostante tutti gli sforzi degli organizzatori, alla conseguente bandiera rossa è poi seguita qualche ora più tardi l’inevitabile decisione di completare la corsa il lunedì, che ha proposto pista asciutta ma anche nuvoloni poco rassicuranti.

Con Chilton subito fermo per problemi elettrici nei giri di riscaldamento, alla bandiera verde Newgarden ha subito imposto un ritmo elevatissimo a una gara in cui si sono subito delineate due strategie, due soste contro la singola fermata come inizialmente pianificato da Bourdais e Dixon. Nonostante l’opera di risparmio carburante, il francese ha sempre guidato il gruppo degli inseguitori, controllando senza problemi Hunter-Reay, Hinchcliffe e Rossi, protetti inizialmente da Veach, crollato sul finire del primo stint dopo aver a lungo frenato il gruppetto comprendente Wickens, Pagenaud e Dixon. Primo del gruppo di testa a fermarsi, Newgarden ha puntato fino da subito su una strategia a due soste su cui solo dopo il primo pit stop hanno converso gli inseguitori, a eccezione come detto di Bourdais e Dixon. Se però il neozelandese, intruppato nel traffico dopo aver perso posizioni nella prima frazione con la visiera appannata, poteva puntare realisticamente solo al terzo posto, Bourdais sarebbe certamente andato in testa dopo la seconda sosta di Newgarden, dovendone poi controllare il ritorno nel finale. E così è stato in effetti, ma più che esigenze di strategia, a imporre la seconda sosta del campione in carica ha pensato la pioggia, riaffacciatasi timidamente a venti minuti dal termine e via via cresciuta di intensità. Raramente però il leader della gara prende l’iniziativa in caso di pioggia, facendo sembrare la scelta di Tim Cindric decisamente azzardata quando Newgarden su gomme da bagnato è stato sfilato agevolmente da Hunter-Reay sulle slicks. Il circuito era però ormai già al limite e anche il campione 2012 due giri più tardi ha dovuto riparare in pit lane. Ultimo a resistere Bourdais, rimasto in pista nella speranza di un miglioramento mai arrivato che alla fine gli è costato il podio.

Nuovamente in testa, Newgarden ha così gestito nel finale delle gomme seriamente intaccate dai primi giri su asfalto solo umido, riuscendo comunque a tenere a distanza Hunter-Reay per cogliere il secondo successo stagionale e tornare in testa alla classifica. Per il pilota del team Andretti un podio liberatorio a coronare una prova finalmente priva di contrattempi ed errori. Dell’azzardo di Bourdais ha beneficiato anche Hinchcliffe, a lungo in lotta con Rossi ai margini del podio, che ha preceduto il compagno Wickens, tra i più veloci nel finale e abile a districarsi nel traffico dopo la prima sosta. Bourdais, contrariato per i punti persi dopo aver chiesto veementemente a Dale Coyne di rientrare, ha comunque portato a casa un buon quinto posto, precedendo in volata Dixon, autore di numerosi sorpassi e velocissimo sul bagnato, ma a sua volta tradito dalla strategia a una sosta. Una prova regolare ha visto poi Rahal chiudere in settima piazza davanti al compagno Sato, in difficoltà sull’asciutto ma tra i più efficaci su pista bagnata. Pagenaud ha portato a casa il nono posto al termine di un fine settimana scialbo, coronato nel dopo gara da una sfuriata contro Gabby Chaves, reo di averlo a lungo tenuto dietro nonostante un ritardo di due giri a causa dei problemi elettrici incontrati nella prima frazione. La top ten è stata quindi chiusa da Marco Andretti, risalito dalle retrovie dopo il testacoda della prima frazione, che ha preceduto Rossi, a lungo in lotta con Hinchcliffe e Wickens per il terzo gradino del podio, ma tradito dall’aver anticipato la seconda sosta alla ricerca di pista libera, decisione che lo ha costretto a rientrare nuovamente per cambiare gomme dopo un’escursione in curva 1.

L’americano torna così a inseguire con 13 punti di ritardo Newgarden, che può ora contare su una quarantina di lunghezze sul gruppetto composto da Bourdais, Rahal, Hinchcliffe, Hunter-Reay e Dixon.

 

Barber – Ordine d’arrivo- 22-23/04/2018
Pos. Pilota Squadra Motore N Sponsor Tempo
1 Josef Newgarden Penske Chevy 1 Hitachi 82 giri in 02:01:14.4486 – 93.335 mph
2 Ryan Hunter-Reay Andretti Honda 28 DHL 9.961
3 James Hinchcliffe Schmidt Honda 5 Arrow Electronics 15.539
4 Robert Wickens Schmidt Honda 6 Lucas Oil 17.679
5 Sebastien Bourdais Coyne Honda 18 Sealmaster 26.890
6 Scott Dixon Ganassi Honda 9 PNC Bank 26.977
7 Graham Rahal Rahal Honda 15 Mi-Jack 30.119
8 Takuma Sato Rahal Honda 30 Panasonic 30.553
9 Simon Pagenaud Penske Chevy 22 Menard’s 42.462
10 Marco Andretti Andretti Honda 98 Kerauno 44.689
11 Alexander Rossi Andretti Honda 27 Kerauno 45.233
12 Matheus Leist Foyt Chevy 4 ABC 57.929
13 Zach Veach Andretti Honda 26 One Thousand One 1:05.930
14 Jordan King Carpenter Chevy 20 Fuzzy’s 1:20.012
15 Spencer Pigot Carpenter Chevy 21 Fuzzy’s 1 giro
16 Rene Binder Juncos Chevy 32 Binderholz 2 giri
17 Gabby Chaves Harding Chevy 88 Harding 2 giri
18 Tony Kanaan Foyt Chevy 14 ABC 2 giri
19 Zachary Claman De Melo Coyne Honda 19 Paysafe 2 giri
20 Ed Jones Ganassi Honda 10 NTT Data mechanical
21 Will Power Penske Chevy 12 Verizon incidente
22 Max Chilton Carlin Chevy 59 Gallagher mechanical
23 Charlie Kimball Carlin Chevy 23 Tresiba incidente

 

Classifica dopo Barber
Pos. Pilota Punti Distacco Corse Vittorie Podi Top 5 Top 10 Poles LL L GPV
1 Josef Newgarden 158 0 4 2 2 2 4 1 106 3 1
2 Alexander Rossi 145 13 4 1 3 3 3 1 77 3 1
3 Sebastien Bourdais 119 39 4 1 1 2 2 1 103 4 1
4 Graham Rahal 119 39 4 0 1 2 4 0 7 1 0
5 James Hinchcliffe 118 40 4 0 1 2 4 0 20 1 0
6 Ryan Hunter-Reay 113 45 4 0 1 3 3 0 7 3 0
7 Scott Dixon 107 51 4 0 0 1 3 0 0 0 0
8 Robert Wickens 97 61 4 0 1 2 2 1 113 2 0
9 Marco Andretti 88 70 4 0 0 0 3 0 0 0 0
10 Will Power 81 77 4 0 1 1 2 0 86 2 0
11 Ed Jones 79 79 4 0 1 1 2 0 0 0 0
12 Tony Kanaan 79 79 4 0 0 0 2 0 0 0 0
13 Zach Veach 77 81 4 0 0 1 1 0 0 0 0
14 Takuma Sato 70 88 4 0 0 0 1 0 0 0 0
15 Simon Pagenaud 66 92 4 0 0 0 2 0 3 1 0
16 Spencer Pigot 61 97 4 0 0 0 0 0 0 0 0
17 Gabby Chaves 55 103 4 0 0 0 0 0 0 0 0
18 Matheus Leist 51 107 4 0 0 0 0 0 0 0 0
19 Charlie Kimball 50 108 4 0 0 0 1 0 0 0 0
20 Max Chilton 44 114 4 0 0 0 0 0 0 0 0
21 Jordan King 38 120 3 0 0 0 0 0 5 1 0
22 Zachary Claman De Melo 31 127 3 0 0 0 0 0 0 0 1
23 Ed Carpenter 26 132 1 0 0 0 1 0 0 0 0
24 Jack Harvey 25 133 2 0 0 0 0 0 0 0 0
25 Kyle Kaiser 23 135 2 0 0 0 0 0 0 0 0
26 Rene Binder 22 136 2 0 0 0 0 0 0 0 0
27 Pietro Fittipaldi 7 151 1 0 0 0 0 0 0 0 0

Foto di copertina: indycar.com, Brett Kelley

2018 – Long Beach

Toyota Grand Prix of Long Beach – 13-15 aprile 2018 – Terza prova stagionale

Circuito Streets of Long Beach, California
Tipologia Cittadino
Lunghezza 1.968 mi – 3.167 km
Configurazione aerodinamica Stradale
Record della pista 1.06.225 – Helio Castroneves, Dallara DW12-Chevrolet 2017
Distanza di gara 85 giri – 167,28 mi
Vincitore uscente James Hinchcliffe

 

Griglia di Partenza
1 Alexander Rossi 01:06.5528
2 Will Power 01:06.9054
3 Simon Pagenaud 01:06.9107
4 Scott Dixon 01:07.0483
5 Graham Rahal 01:07.1275
6 Josef Newgarden 01:07.1922
7 Ryan Hunter-Reay 01:07.1415
8 James Hinchcliffe 01:07.1899
9 Sebastien Bourdais 01:07.1943
10 Robert Wickens 01:07.2289
11 Tony Kanaan 01:07.3478
12 Jordan King 01:07.6427
13 Ed Jones 01:08.3844
14 Matheus Leist 01:08.1622
15 Jack Harvey 01:08.8207
16 Zach Veach 01:08.1763
17 Zachary C. De Melo 01:09.1429
18 Spencer Pigot 01:08.2739
19 Max Chilton 01:08.7167
20 Marco Andretti 01:08.5294
21 Gabby Chaves 01:08.8623
22 Takuma Sato 01:08.6340
23 Charlie Kimball 01:09.7481
24 Kyle Kaiser No Time

 

Intoccabile per tutto il fine settimana, Alexander Rossi ha confermato il suo impressionante stato di forma dominando la terza prova stagionale sul cittadino di Long Beach. Il padrone di casa non ha fatto sconti, prendendo subito la testa e imponendo alla corsa un ritmo forsennato, solo occasionalmente frenato da alcuni difficili doppiaggi di cui gli avversari non hanno potuto (o saputo) approfittare. Scampato al solito rimescolamento artificioso indotto nel finale dall’incidente di Claman De Melo, nel finale Rossi si è solo dovuto guardare da un Power in netto di vantaggio di push to pass ma mai in grado di impostare una manovra di sorpasso. L’australiano, meno incisivo di Dixon e Bourdais, ha comunque offerto una prova consistente, conquistando la seconda piazza dietro Rossi, che con la terza vittoria in carriera balza al vertice della classifica con 22 punti su Newgarden, settimo al traguardo e penalizzato da una strategia errata. Per buona parte della gara come detto gli inseguitori più pericolosi del californiano sono stati in realtà Bourdais e Dixon. Superato Power dopo il primo turno di soste, il francese ha colto di sorpresa un neozelandese fin troppo arrendevole, producendosi in un sensazionale slalom tra il rivale e i doppiati in fondo alla Shoreline Drive per conquistare la seconda piazza. Peccato che per completare la manovra il 4 volte campione ChampCar sia finito con due ruote oltre la corsia di rientro in pista, cosa che lo ha costretto  a restituire la posizione. Ancora più determinato, Bourdais ha subito ripassato Dixon con un’altra staccata clamorosa, ma la decisione di entrambi di ritardare l’ultima sosta è stata poi punita dall’incidente di Claman De Melo, con il conseguente pit stop in regime di bandiera gialla che li ha costretti ad accodarsi a coloro che già avevano effettuato la sosta. Se la rimonta dal fondo di Dixon (punito con un drive through per aver effettuato la sosta con la pit lane chiusa) si è fermata all’11° posto, la rincorsa di Bourdais per un posto in top ten è stata rovinata da un attacco troppo ottimista di Jordan King, alle prese con problemi ai freni dopo aver navigato ai margini della top 5 fino a metà gara.

L’uscita di scena dei due tetra campioni ha quindi lasciato campo libero a Jones e Veach, bravi a rimontare dal gruppo e avvantaggiarsi del pasticcio strategico dei rivali. I due hanno dato vita a un bel duello ruota a ruota per il podio, che alla fine ha visto prevalere il pilota del team Ganassi, riscattatosi egregiamente dal brutto errore di Phoenix. La top 5 è stata chiusa da Graham Rahal, costretto a sua volta a una corsa di rimonta dopo il drive through rimediato al primo giro per una tamponata su Pagenaud che ha subito posto fine alla prova del francese. L’americano ha preceduto l’altro figlio d’arte, Marco Andretti, autore di numerosi sorpassi nel gruppo, che ha contenuto Newgarden e un positivo Kanaan. James Hinchcliffe ha chiuso nono un fine settimana difficile per il team Schmidt, con Wickens autore di una buona partenza ma subito attardato da problemi al cambio, mentre un battagliero Kimball ha portato a casa il primo piazzamento in top ten per il team Carlin. Unica nota stonata nella grandiosa giornata del team Andretti, le disavventure  (perlopiù autoprodotte) di un veloce Hunter Reay, subito costretto in pit lane da un’ala anteriore a penzoloni, poi alle prese con una foratura per un contatto con Sato e infine coinvolto nel testacoda di Bourdais al tornantino.

Long Beach – Ordine d’arrivo – 15/4/2018
Pos. Pilota Squadra Vettura N Sponsor Tempo
1 Alexander Rossi (P)(L)(LL) Andretti Honda 27 Napa 85 giri in 01:53:15.2434 – 88.622 mph
2 Will Power (L) Penske Chevy 12 Verizon 1.241
3 Ed Jones Ganassi Honda 10 NTT Data 9.291
4 Zach Veach Andretti Honda 26 One Thousand One 10.105
5 Graham Rahal Rahal Honda 15 United Rentals 10.747
6 Marco Andretti Andretti Honda 98 US Concrete 11.551
7 Josef Newgarden (L) Penske Chevy 1 Verizon 12.218
8 Tony Kanaan Foyt Chevy 14 ABC 16.105
9 James Hinchcliffe Schmidt Honda 5 Arrow Electronics 16.476
10 Charlie Kimball Carlin Chevy 23 Tresiba 17.012
11 Scott Dixon Ganassi Honda 9 PNC Bank 17.330
12 Jack Harvey Shank Honda 60 Autonation 18.347
13 Sebastien Bourdais (L) Coyne Honda 18 Sealmaster 18.944
14 Matheus Leist Foyt Chevy 4 ABC 18.947
15 Spencer Pigot Carpenter Chevy 21 Fuzzy’s 1 giro
16 Kyle Kaiser Juncos Chevy 32 Binderholz 1 giro
17 Max Chilton Carlin Chevy 59 Gallagher 1 giro
18 Jordan King Carpenter Chevy 20 Fuzzy’s 1 giro
19 Gabby Chaves Harding Chevy 88 Harding 2 giri
20 Ryan Hunter-Reay (L) Andretti Honda 28 DHL 4 giri
21 Takuma Sato Rahal Honda 30 Panasonic 11 giri
22 Robert Wickens Schmidt Honda 6 Lucas Oil 12 giri
23 Zachary Claman De Melo Coyne Honda 19 Paysafe Incidente
24 Simon Pagenaud Penske Chevy 22 Menard’s Incidente
Giro più veloce Josef Newgarden 1.07.551
Giri condotti in testa
Alexander Rossi 71
Will Power 6
Sebastien Bourdais 4
Josef Newgarden 3
Ryan Hunter-Reay 1
P: punto per la pole position

L: punto per aver condotto almeno un giro in testa

LL: due punti per il maggior numero di giri in testa

 

Classifica dopo Long Beach
Pos. Pilota Punti Distacco Corse Vittorie Podi Top 5 Top 10 Poles LL L GPV
1 Alexander Rossi 126 0 3 1 3 3 3 1 77 3 1
2 Josef Newgarden 104 22 3 1 1 1 3 0 33 2 1
3 Graham Rahal 93 33 3 0 1 2 3 0 7 1 0
4 Sebastien Bourdais 88 38 3 1 1 1 1 1 94 3 1
5 James Hinchcliffe 83 43 3 0 0 1 3 0 20 1 0
6 Scott Dixon 79 47 3 0 0 1 2 0 0 0 0
7 Ryan Hunter-Reay 73 53 3 0 0 2 2 0 7 3 0
8 Will Power 72 54 3 0 1 1 2 0 86 2 0
9 Ed Jones 69 57 3 0 1 1 2 0 0 0 0
10 Marco Andretti 68 58 3 0 0 0 2 0 0 0 0
11 Tony Kanaan 67 59 3 0 0 0 2 0 0 0 0
12 Robert Wickens 65 61 3 0 1 1 1 1 113 2 0
13 Zach Veach 60 66 3 0 0 1 1 0 0 0 0
14 Takuma Sato 46 80 3 0 0 0 0 0 0 0 0
15 Spencer Pigot 46 80 3 0 0 0 0 0 0 0 0
16 Simon Pagenaud 44 82 3 0 0 0 1 0 3 1 0
17 Charlie Kimball 43 83 3 0 0 0 1 0 0 0 0
18 Gabby Chaves 42 84 3 0 0 0 0 0 0 0 0
19 Max Chilton 36 90 3 0 0 0 0 0 0 0 0
20 Matheus Leist 33 93 3 0 0 0 0 0 0 0 0
21 Ed Carpenter 26 100 1 0 0 0 1 0 0 0 0
22 Jack Harvey 25 101 2 0 0 0 0 0 0 0 0
23 Kyle Kaiser 23 103 2 0 0 0 0 0 0 0 0
24 Jordan King 22 104 2 0 0 0 0 0 5 1 0
25 Zachary Claman De Melo 20 106 2 0 0 0 0 0 0 0 0
26 Rene Binder 8 118 1 0 0 0 0 0 0 0 0
27 Pietro Fittipaldi 7 119 1 0 0 0 0 0 0 0 0

Foto di copertina: indycar.com, Richard Dowdy