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2004

I MOTIVI

Da un punto di vista meramente sportivo la stagione 2004 rimane negli annali per l’incredibile numero di arrivi al fotofinish, nonostante un equilibrio tecnico decisamente orientato verso il motore Honda. Ben 9 corse si sono infatti chiuse in volata e nonostante la classifica premi chiaramente la grande consistenza di Tony Kanaan, nessun pilota si segnala davvero come l’autentico mattatore della stagione. Fatto dimostrato dal numero di piloti, ben 4, in grado di conquistare 3 successi. Per tutti a fare da denominatore comune è il motore Honda, capace di vincere con 3 squadre, 5 piloti e 2 telai diversi, lasciando le briciole alla Toyota e soprattutto alla Chevrolet, entrambe rimaste indietro nel passaggio ai motori di cilindrata più ridotta. La stagione 2004 è però anche l’ultima con l’impostazione originale, almeno per quanto riguarda il calendario. La volontà di Tony George di sfidare la ChampCar sul suo campo porta infatti ai primi test sul circuito stradale di Homestead, preludio alle corse su stradali e cittandini del 2005. Dopo l’ingresso dei top team CART e dei costruttori giapponesi, con conseguente innalzamento dei costi, arrivo in massa di piloti di estrazione europea e progressiva scomparsa dei piloti formatisi nelle categorie addestrative a stelle e strisce, l’apertura a stradali e cittadini allontana ulteriormente l’IRL dal suo concetto fondativo, avvicinandola pericolosamente alla ormai ex CART.

 

 

NOVITà TECNICHE

 

In risposta agli incidenti occorsi sul finire della stagione precedente, costati la vita a Tony Renna e la carriera a Kenny Brack, l’Indy Racing League impone per il 2004 una riduzione della cilindrata, da 3,5 a 3 litri. I costruttori, spiazzati da questa misura piuttosto drastica, ottengono di poter introdurre i nuovi propulsori dal quarto appuntamento della stagione, la Indy500. Nelle prime tre prove le squadre adoperano i motori da 3,5 litri, il cui approvvigionamento d’aria è ridotto da un cofano motore “tagliato”, misura simile a quanto accaduto in F.1 nel 1994.

 

 

 

TEAM E PILOTI

 

Chip Ganassi Racing

Pilota Scott Dixon (NZL) Darren Manning (GBR)
Vettura #1 Target #10 Target
Telaio G-Force G-Force
Motore Toyota Toyota
Ingegnere Eric Bretzman Bill Pappas
Stratega Mike Hull Chip Ganassi
Capo meccanico Ricky Davis

Motorsport.com; Kenneth Plotkin, 2004
Motorsport.com; Kenneth Plotkin, 2004

Motorsport.com; Michael C. Johnson, 2004
Motorsport.com; Michael C. Johnson, 2004

 

 

Panther Racing

Pilota Mark Taylor (GBR) Tomas Scheckter (ZA)
Townsend Bell (USA)
Vettura #2 Menard’s #4 Pennzoil
Telaio Dallara Dallara
Motore Chevrolet Chevrolet
Ingegnere Andy Brown
Stratega
Capo meccanico Kevin Blanch

speedsport-magazine.com; 2004
speedsport-magazine.com; 2004

Motorsport.com, 2004
Motorsport.com, 2004

 

 

Team Penske

Pilota Helio Castroneves (BRA) Sam Hornish Jr. (USA)
Vettura #3 Marlboro #6 Marlboro
Telaio Dallara Dallara
Motore Toyota Toyota
Ingegnere Grant Newbury Tom German
Stratega Tim Cindric Roger Penkse
Capo meccanico Rick Rinaman Matt Jonsson

Gettyimages.com; Gavin Lawrence, 2004
Gettyimages.com; Gavin Lawrence, 2004

Motorsport.com; Earl Ma, 2004
Motorsport.com; Earl Ma, 2004

 

 

Fernandez Racing

Pilota Adrian Fernandez(MEX) Kosuke Matsuura (JPN)
Vettura #5 Tecate/Quaker State #55 Panasonic
Telaio G Force G Force
Motore Honda Honda
Ingegnere  John Ward
Stratega Tom Anderson
Capo meccanico Mike Sales

Indycar.com; Shawn Payne, 2004
Indycar.com; Shawn Payne, 2004

speedsport-magazine.com; 2004
speedsport-magazine.com; 2004

 

 

Andretti-Green Racing

Pilota Bryan Herta (USA) Tony Kanaan (BRA) Dan Wheldon (GBR) Dario Franchitti (SCO)
Vettura #7 XM Sirius Radio #11 7-Eleven #26 Jim Beam/Klein Tools #27 Arca/Ex
Telaio Dallara Dallara Dallara Dallara
Motore Honda Honda Honda Honda
Ingegnere Martin Pare Eric Cowdin Eddie Jones Allen McDonald
Stratega Kim Green Kyle Moyer John Anderson
Capo meccanico Jeff Simon

Indycar.com; Ron McQueeney, 2004
Indycar.com; Ron McQueeney, 2004

Indycar.com; Ron McQueeney, 2004
Indycar.com; Ron McQueeney, 2004

Indycar.com; Chris Jones, 2004
Indycar.com; Chris Jones, 2004

Indycar.com; Ron McQueeney, 2004
Indycar.com; Ron McQueeney, 2004

 

 

Kelley Racing

Pilota Scott Sharp (USA)
Vettura #8 Delphi
Telaio Dallara
Motore Toyota
Ingegnere
Stratega
Capo meccanico

Indycar.com; Ron McQuenney, 2004

 

 

Mo Nunn Racing

Pilota Tora Takagi (JPN)
Vettura #12 Pioneer
Telaio Dallara
Motore Toyota
Ingegnere  Jeff Britton
Stratega
Capo meccanico

Motorsport.com; 2004
Motorsport.com; 2004

 

 

Access Motorsports

Pilota Greg Ray (USA)
Mark Taylor (GBR)
Vettura #13
Telaio G Force
Motore Honda
Ingegnere Mike Colliver
Stratega
Capo meccanico

Motorsport.com; 2004
Motorsport.com; 2004

 

 

A.J. Foyt Enterprises

Pilota A.J. Foyt IV (USA)
Vettura #14 Conseco
Telaio Dallara
Motore Toyota
Ingegnere
Stratega A.J. Foyt
Capo meccanico

Indycar.com; Ron McQueeney, 2004
Indycar.com; Ron McQueeney, 2004

 

 

Rahal Letterman Racing

Pilota Buddy Rice (USA) Vitor Meira (BRA)
Vettura #15 Argent Mortgage #16 Centrix
Telaio G Force G Force
Motore Honda Honda
Ingegnere Todd Bowland Ray Leto
Stratega Bobby Rahal Scott Roembke
Capo meccanico

tmsfan.com; 2004
tmsfan.com; 2004

indycar.com; Jim Haines, 2004
indycar.com; Jim Haines, 2004

 

 

Patrick Racing

Pilota Al Unser Jr. (USA)
Jaques Lazier (USA)
Tomas Enge (CZE)
Jeff Simmons (USA)
Vettura # 20
Telaio Dallara
Motore Chevrolet
Ingegnere
Stratega
Capo meccanico

Indycar.com; Ron McQueeney, 2004
Indycar.com; Ron McQueeney, 2004

 

 

Dreyer&Reinbold Racing

Pilota Robbie Buhl (USA)
Felipe Giaffone (BRA)
Vettura #23 Purex
Telaio Dallara
Motore Chevrolet
Ingegnere
Stratega
Capo meccanico

Indycar.com; Steve Snoddy, 2004
Indycar.com; Steve Snoddy, 2004

 

 

Cheever Racing

Pilota Alex Barron (USA) Ed Carpenter (USA)
Vettura #51 Red Bull #52 Red Bull
Telaio Dallara Dallara
Motore Chevrolet Chevrolet
Ingegnere Garrett Mothersead Iain Watt
Stratega
Capo meccanico

speedsport-magazine.com; 2004
speedsport-magazine.com; 2004

Motorsport.com; 2004
Motorsport.com; 2004

 

 

CALENDARIO

Gara Data Pista Tipologia
1 29 febbraio Homestead Ovale medio
2 21 marzo Phoenix Ovale corto
3 17 aprile Motegi Ovale medio
4 30 maggio Indianapolis Super speedway
5 12 giugno Texas Ovale medio
6 26 giugno Richmond Ovale corto
7 4 luglio Kansas Ovale medio
8 17 luglio Nashville Ovale medio – cemento
9 25 luglio Milwaukee Ovale corto
10 1 agosto Michigan Super speedway
11 15 agosto Kentucky Ovale medio
12 22 agosto Pikes Peak Ovale corto
13 29 agosto Nazareth Ovale corto
14 12 settembre Chicagoland Ovale medio
15 3 ottobre Fontana Super speedway
16 17 ottobre Texas Ovale medio

 

 

RACCONTO DELLA STAGIONE

Il primo appuntamento di Homestead da un’idea confusa degli equilibri che si stabiliranno durante la stagione. Buddy Rice conquista la pole davanti ad Alex Barron, ma sono i piloti della Penske a  controllare la corsa, insidiati da Wheldon e Scheckter. L’unico che sembrerebbe seriamente in grado di contrastarli è in realtà Dixon, ma il campione in carica rischia grosso quando finisce in testacoda nella corsia di decelerazione, centrando in pieno il muretto box. Dopo l’ultima sosta, Castroneves e Hornish si avventano su Wheldon, prendendo poi margine. Negli ultimi giri l’americano finta continuamente l’attacco fino all’ultimo passaggio, quando Castroneves lascia libera la traiettoria interna, convinto che la linea esterna sia favorevole sul traguardo. Non è così: Hornish riesce a completare la manovra in curva 3, cogliendo il successo all’esordio con la Penske, mentre Wheldon completa il podio.

Il riscatto del team Andretti-Green arriva subito, nel secondo appuntamento di Phoenix, dove Wheldon centra la pole davanti a Kanaan. Come promesso il brasiliano è però subito davanti al primo giro, dovendosi guardare dal ritorno di Sam Hornish, che però rovina tutto colpendo il muro poco dopo il primo turno di soste. Come accaduto in Florida è quindi Dixon a proporsi come sfidante, ma il campione in carica manca il sorpasso a metà gara, con Kanaan che alla fine replica il successo del 2003 davanti allo stesso Dixon e a Wheldon, ancora terzo.

Per l’inglese però le soddisfazioni non tardano ad arrivare. Nella tappa successiva a Motegi il rookie of the year 2003 conquista infatti la pole, controllando Kanaan per tutta la corsa. Con Hornish ancora vittima di un incidente, questa volta innescato dal rookie Matsuura, è Castroneves a completare il podio precedendo un aggressivo Manning. Quinto chiude Dixon, alle prese con una frattura al perone rimadiata in un brutto incidente durante le prove.

Si arriva così a Indianapolis, in cui avviene il debutto dei nuovi motori da 3 litri, che segnano il cambio di passo della Honda, capace di conquistare l’intera prima fila con Rice, Wheldon e Franchitti. In gara il sorprendente poleman comanda le prime fasi, per poi cedere il passo a Wheldon e Castroneves, prima che la pioggia causi la prima interruzione della corsa. Quando le ostilità riprendono, i piloti Penske appaiono gli unici non Honda in grado di inserirsi nel discorso di testa, con Hornish che risalendo da centro gruppo arriva a condurre la corsa battagliando con Rice, Wheldon e Kanaan. L’americano perde però tempo prezioso durante una sosta caotica ed esce poi di scena quando si ritrova coinvolto in un contatto tra Manning e Taylor in curva 4. Quando poi anche Castroneves perde il treno dei primi sbagliando l’ingresso nella sua piazzola ai box, la lotta per la vittoria si restringe e Kanaan, Wheldon e Rice, che su una sequenza di rifornimento leggermente sfalsata supera i rivali poco prima che il cielo si riapra sull’ovale dell’Indiana, ponendo fine alla corsa attorno al 180° giro. Per Rice un primo successo da sogno davanti a Kanaan e Wheldon, primi tra i delusi.

Pos. Pilota Punti
1 Dan Wheldon 158
2 Tony Kanaan 157
3 Helio Castroneves 128
4 Buddy Rice 126
5 Scott Dixon 106
6 Darren Manning 100
7 Bryan Herta 91
8 Tora Takagi 88
9 Sam Hornish Jr. 87
10 Alex Barron 82

La prima visita in Texas vede il solito gruppone contendersi le posizioni di testa per tutta la corsa. Franchitti conquista la pole davanti a Rice, che insidia a lungo Kanaan in testa alla corsa, dovendosi però guardare le spalle, fra gli altri, da Hornish e un aggressivo Manning. Proprio un contatto ruota a ruota con l’inglese pone fine alla gara del vincitore di Indy, lasciando strada libera al duo AGR, con Kanaan e Franchitti che nel finale prendono margine chiudendo nell’ordine. Il terzo gradino del podio va a un superlativo Barron che, partito dal fondo, conduce al podio il non irresistibile motore Chevrolet, avendo la meglio su Hornish, a sua volta danneggiato dal contatto Manning-Rice.

L’ovale corto di Richmond, dove la potenza è secondaria, rivitalizza le Penske, in pole con Castroneves. In gara è però Hornish a proporsi davanti, fino a quando una schermaglia nel traffico con Scheckter non degenera, mandando il bicampione contro il muro. Nonostante le diverse strategie portino in testa vari protagonisti, Castroneves appare sempre in controllo della situazione, ma la mossa azzardata di Wheldon e Meira, andati al comando evitando l’ultima sosta, è premiata da alcune bandiere gialle nel finale e dal traffico che frena il brasiliano. Per l’inglese, in fondo alla classifica per buona parte della corsa, arriva così una vittoria insperata davanti ai due brasiliani.

Se Richmond aveva dato un po’ di respiro alle altre squadre, l’ovale del Kansas ripropone il dominio della Honda, che comanda la corsa in lungo e in largo con i team Rahal e AGR. In realtà a dominare sono proprio il poleman Rice e Meira, che completano gli ultimi giri affiancati impedendo qualunque inserimento esterno. I due si presentano praticamente alla pari sul traguardo, con l’americano a beffare il compagno per soli 5 millesimi, mentre Kanaan completa il podio.

Si va quindi a Nashville, dove il team Rahal arriva con l’intenzione di protrarre il momento positivo, piazzando Rice in pole davanti a Meira. In gara è però il brasiliano a fare la voce grossa, comandando tre quarti di corsa in tutta tranquillità, fino a quando una sosta problematica lo spedisce nelle retrovie. Mentre Meira tenta la rimonta, Rice prende il controllo della gara, fino a quando l’ennesima ripartenza non lo fa finire nel mirino di Wheldon, il cui aggressivo attacco in curva 1 conduce a un contatto che estromette entrambi dalla lotta per la vittoria. Il comando passa quindi nelle mani di Kanaan, che all’ultimo giro rintuzza con veemenza un attacco di Hornish, conquistando la terza vittoria stagionale. L’americano chiude secondo davanti a Castroneves e al solito arrembante Manning.

Pos. Pilota Punti
1 Tony Kanaan 325
2 Dan Wheldon 264
3 Buddy Rice 253
4 Helio Castroneves 242
5 Sam Hornish Jr. 200
6 Scott Dixon 188
7 Darren Manning 187
8 Bryan Herta 177
9 Dario Franchitti 173
10 Vitor Meira 170

Dopo la delusione in Tennesse Meira colleziona un’altra prima fila staccando la pole a Milwaukee, dove Scott Dixon è costretto a dare forfait per un brutto incidente in prova. Dopo aver visto Kanaan, Castroneves, Rice e Hornish alternarsi al comando, la seconda metà gara passa sotto il controllo di Dario Franchitti, che prende il comando staccando Rice e Hornish per conquistare il primo successo personale in IRL.

L’appuntamento successivo vede la lunghezza della pista raddoppiare, quando la serie fa tappa a Michigan, dove nel finale si ripropone il solito dominio Honda. La corsa rimane infatti aperta per buona parte della sua durata, con inserimenti al vertice di Scheckter e delle vetture dei team Ganassi e Penske. Il sudafricano è però vittima di un incidente in pit lane, mentre Castroneves perde il treno di testa dopo un contatto con Meira. Nelle ultime battute Kanaan e Rice riescono a costruirsi un piccolo margine sugli inseguitori, giocandosi il successo in volata, dove l’americano precede il leader della classifica per mezza lunghezza. Wheldon regola invece il gruppo per il terzo posto precedendo Hornish e Meira.

I medesimi equilibri si ripropongono in Kentucky, dove Rice centra l’ennesima pole position davanti a Kanaan. In gara lo strapotere Honda è rotto saltuariamente da Hornish e Scheckter, ma il sudafricano è coinvolto come in Michigan in un incidente ai box, mentre l’americano è frenato da un problema durante le soste. La corsa si risolve quindi nelle ultime battute in un gruppo di vetture Honda (8 tra i primi 10), in cui Fernandez ha la meglio su Rice e Wheldon, con Matsuura a centrare un buon quarto posto davanti a Kanaan.

Equilibrio tecnico che non viene alterato neanche nell’ovale corto di Pikes Peak, in cui Kanaan conquista la pole davanti a Wheldon. Mentre un incidente al primo giro dà un brutto colpo alle speranze di titolo di Rice, in gara le Penske e Manning riescono ad affacciarsi nelle prime posizioni, ma la carica di Hornish si arresta ancora contro il muro, mentre l’inglese deve accontentarsi del quarto posto, dietro Wheldon, Fernandez e Franchitti, che firma il secondo successo stagionale confermandosi a suo agio sugli ovali corti.

Pos. Pilota Punti
1 Tony Kanaan 503
2 Dan Wheldon 431
3 Buddy Rice 427
4 Helio Castroneves 359
5 Dario Franchitti 354
6 Sam Hornish Jr. 314
7 Adrian Fernandez 312
8 Vitor Meira 302
9 Darren Manning 296
10 Bryan Herta 295

L’appuntamento di casa a Nazareth ripropone in prima fila le Penske, con Castroneves in pole a comandare la prima fase su Hornish e Kanaan. Qualche difficoltà di troppo nel traffico costa però cara al brasiliano, che in poche curve retrocede fino al quarto posto mentre Hornish, dopo aver preso saldamente il comando della corsa, rovina tutto durante una sosta per un’incomprensione con Roger Penske. Nonostante abbia condotto il gruppo di inseguitori per tutta la gara, Kanaan si ritrova secondo nella fase decisiva, superato da Wheldon durante l’ultimo turno di soste. Per l’inglese arriva così il terzo successo stagionale in un podio tutto AGR, con Kanaan e Franchitti che chiudono al secondo e terzo posto davanti a Rice e Castroneves.

Il brasiliano di Penske fa segnare la pole anche nell’appuntamento successivo a Chicago, che conferma la fama di ovale da mucchio selvaggio. Per 200 giri si assiste infatti a un gruppo compatto di vetture che combattono per le prime posizioni, che vedono alternarsi i soliti noti con qualche intromissione di Manning e Scheckter. Il momento cruciale della gara, e della corsa al titolo, arriva però a 15 giri dalla conclusione, quando le vetture di Manning e Rice si agganciano, mandando per aria la G-Force del team Rahal. Il pilota americano atterra a testa in giù, uscendo incolume dalla sua vettura dopo aver strisciato sull’asfalto per diverse decine di metri. Gli ultimi intensissimi giri vedono tre vetture del team AGR attaccare Fernandez, che però resiste fino al traguardo precedendo di un soffio Herta, Kanaan e Wheldon.

A Fontana Castroneves  precede Scott Dixon in una prima fila tutta Toyota. Il brasiliano domina per gran parte della corsa, perdendo però l’attimo giusto durante le ultime decisive ripartenze, che vedono Fernandez passare al comando davanti a un gruppetto composto da Kanaan, Wheldon e Hornish. Il messicano riesce ancora a spuntarla sul traguardo, raggiungendo quota tre successi, ma il secondo posto è comunque sufficiente a Kanaan per laurearsi campione. Il podio è completato da Wheldon, che precede Hornish e Rice.

Castroneves centra il poker di pole position nell’ultimo appuntamento in Texas, in cui guida una prima fila tutta Penske. Come a Fontana il brasiliano conduce buona parte della gara, braccato da un gruppetto composto da Hornish, Wheldon, Fernandez e Scheckter, con Rice che abbandona subito la corsa per problemi tecnici, consegnando di fatto il secondo posto in classifica a Wheldon. A metà gara la sorte di Hornish e Scheckter segue però quella del pilota di Bobby Rahal e un brutto incidente tra Franchitti e Barron trasforma gli ultimi giri in una resa dei conti tra i superstiti. Castroneves però sorprende tutti, anticipando eccessivamente l’ultima ripartenza e staccando i rivali. Al brasiliano viene concessa la vittoria, al prezzo di 50.000$ di multa, mentre Kanaan conquista l’undicesimo podio stagionale regolando in volata Wheldon e Meira.

Pos. Pilota Punti
1 Tony Kanaan 618
2 Dan Wheldon 533
3 Buddy Rice 485
4 Helio Castroneves 446
5 Adrian Fernandez 445
6 Dario Franchitti 409
7 Sam Hornish Jr. 387
8 Vitor Meira 376
9 Bryan Herta 362
10 Scott Dixon 355
11 Darren Manning 323
12 Alex Barron 310
13 Scott Sharp 282
14 Kosuke Matsuura 280
15 Tora Takagi 263
16 Ed Carpenter 245
17 Mark Taylor 232
18 A.J. Foyt IV 232
19 Tomas Scheckter 230
20 Felipe Giaffone 214
21 Townsend Bell 193
22 Jaques Lazier 104
23 Greg Ray 99
24 Robbie Buhl 44
25 Al Unser Jr. 44
26 Roger Yasukawa 39
27 Tomas Enge 31

 

2004

I MOTIVI

Il 2004, prevedibilmente, è l’anno di Sebastien Bourdais, che con una stagione di esperienza alle spalle, può mettere a frutto tutto il suo potenziale. Il titolo è un affare tutto Newman Haas, grazie a un Junqueira più concentrato rispetto al 2003, che pur risultando meno efficace del compagno, si dimostra consistente, riuscendo a tenere il discorso aperto fino all’ultima corsa, dove però si deve arrendere alla supremazia di un Bourdais superiore. Della partita potrebbe essere anche il campione in carica Tracy, che però dopo il bel successo di Long Beach, torna alle vecchie abitudini, gettando al vento punti e vittorie tra errori e contrattempi non ammissibili contro un Bourdais quasi inarrestabile. La stagione vede anche nuovi volti, con l’arrivo del campione F.Atlantic A.J. Allmendinger insieme al team RuSport, sfidati nella caccia al titolo di rookie of the year da Justin Wilson, a tratti molto competitivo con il team Conquest. Una sorpresa arriva anche dal giovane Hunter Reay, che dopo il rocambolesco successo di Surfers Paradise 2003 domina senza discussioni la corsa di Milwaukee.

 

NOVITà REGOLAMENTARI

 

 

TEAM E PILOTI

 

Forsythe Racing

Pilota Paul Tracy (CAN) Rodolfo Lavin (MEX) Patrick Carpentier (CAN)
Vettura #1 Indeck #3 Corona #7 Indeck
Telaio Lola Lola Lola
Ingegnere Todd Malloy Eric Zeto
Stratega
Capo meccanico

 

 

Newman Haas Racing

Pilota Sebastien Bourdais (FRA) Bruno Junqueira (BRA)
Vettura #2 McDonald’s #6 PacifiCare
Telaio Lola Lola
Ingegnere Craig Hampson Guillaume Rocquelin
Stratega
Capo meccanico Don Hoevel

 

 

Herdez Competition  

Pilota Ryan Hunter-Reay (USA) Mario Dominguez (MEX)
Vettura #4 #55
Telaio Lola Lola
Ingegnere
Stratega
Capo meccanico

 

 

 

Walker Racing

Pilota Mario Haberfeld(BRA) David Bensard (AUS)
Michael Valiante (CAN)
Vettura #5 #15
Telaio Reynard Reynard
Ingegnere
Stratega Derrick Walker
Capo meccanico Tim Broyles

 

 

Rocketsports Racing

Pilota Alex Tagliani (CAN) Nelson Philippe (FRA)
Memo Gidley (USA)
Guy Smith (ENG)
Vettura #8 #17
Telaio Lola Lola
Ingegnere
Stratega
Capo meccanico

 

 

RuSport Racing

Pilota Michel Jourdain Jr. (MEX) A.J. Allmendinger (USA)
Vettura #9 Gigante #10 Western Union
Telaio Lola Lola
Ingegnere
Stratega
Capo meccanico

 

 

Dale Coyne Racing

Pilota Oriol Servia (SPA) Tarso Marques (BRA)
Gaston Mazzacane (ARG)
Jarek Janis (CZE)
Vettura #11 #19
Telaio Lola Lola
Ingegnere
Stratega
Capo meccanico

 

 

PKV Racing

Pilota Jimmy Vasser (USA) Roberto Gonzalez (MEX)
Vettura #12 #21
Telaio Lola Lola
Ingegnere
Stratega
Capo meccanico

 

 

Conquest Racing

Pilota Alex Sperafico (BRA) Justin Wilson (ENG)
Nelson Philippe (FRA)
Vettura #14 Mi Jack #34 Mi Jack
Telaio Reynard Lola
Ingegnere
Stratega Eric Bachelart Eric Bachelart
Capo meccanico

 

 

 

IL CALENDARIO

Gara Data Pista Tipologia
1 18 aprile Long Beach Cittadino
2 23 maggio Monterrey Stradale permanente
3 5 giugno Milwaukee Ovale corto
4 20 giugno Portland Stradale permanente
5 9 giugno Toronto Cittadino
6 3 luglio Cleveland Stradale – aeroporto
7 11 luglio Toronto Cittadino
8 25 luglio Vancouver Cittadino
9 8 agosto Road America Stradale permanente
10 15 agosto Denver Cittadino
11 29 agosto Montreal Cittadino
12 12 settembre Laguna Seca Stradale permanente
13 25 settembre Las Vegas Ovale medio – 1.5 miglia
14 24 ottobre Surfers Paradise Cittadino
15 7 novembre Citta del Messico Stradale permanente

 

 

RACCONTO DELLA STAGIONE

IN ARRIVO!

 

La classifica dopo 4 prove

Pos. Pilota Punti
1 Bruno Junqueira 76
2 Patrick Carpentier 75
3 Ryan Hunter-Reay 66
4 Sebastien Bourdais 65
5 Mario Dominguez 62
6 Paul Tracy 53
7 Justin Wilson 50
8 Alex Tagliani 46
9 Michel Jourdain, Jr. 45
10 Jimmy Vasser 37

 

La classifica dopo 8 prove

Pos. Pilota Punti
1 Sebastien Bourdais 164
2 Bruno Junqueira 136
3 Patrick Carpentier 129
4 Paul Tracy 108
5 Alex Tagliani 103
6 Jimmy Vasser 101
7 Ryan Hunter-Reay 100
8 Mario Dominguez 85
9 Justin Wilson 83
9 A.J. Allmendinger 83

 

La classifica dopo 12 prove

Pos. Pilota Punti
1 Sebastien Bourdais 248
2 Bruno Junqueira 192
3 Paul Tracy 180
4 Alex Tagliani 164
5 Patrick Carpentier 154
6 Mario Dominguez 149
7 Ryan Hunter-Reay 144
8 A.J. Allmendinger 137
9 Jimmy Vasser 131
10 Oriol Servia 125

 

La classifica dopo 16 prove

Pos. Pilota Punti
1 Sebastien Bourdais 307
2 Bruno Junqueira 280
3 Patrick Carpentier 241
4 Paul Tracy 218
5 Alex Tagliani 206
6 Mario Dominguez 203
7 A.J. Allmendinger 184
8 Ryan Hunter-Reay 176
9 Oriol Servia 174
10 Jimmy Vasser 171

 

 Classifica finale

Pos. Pilota Punti
1 Sebastien Bourdais 369
2 Bruno Junqueira 341
3 Patrick Carpentier 266
4 Paul Tracy 254
5 Mario Dominguez 244
6 A.J. Allmendinger 229
7 Alex Tagliani 218
8 Jimmy Vasser 201
9 Ryan Hunter-Reay 199
10 Oriol Servia 199
11 Justin Wilson 188
12 Michel Jourdain Jr. 185
13 Mario Haberfeld 157
14 Rodolfo Lavin 156
15 Roberto Gonzalez 136
16 Nelson Philippe 89
17 Gaston Mazzacane 73
18 Guy Smith 53
19 Alex Sperafico 47
20 David Bensard 18
21 Memo Gidley 15
22 Tarso Marques 9
23 Michael Valiante 7
24 Jarek Janis 3