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Mercato e test a Laguna Seca

Ventuno vetture sono scese in pista ieri a Laguna Seca per il secondo test privato del 2019. In una sessione conclusa in anticipo causa pioggia, a svettare è stato a sorpresa Max Chilton, in grado di suggellare con il primo posto finale un test estremamente positivo per il team Carlin, che ha visto a lungo l’inglese alternarsi nelle prime posizioni con RC Enerson. Il giovane americano, già al volante di una vettura della squadra inglese a fine 2018 e chiamato in extremis da Trevor Carlin, sembrerebbe così il candidato principale ad alternarsi sulla vettura #23 con Charlie Kimball, che in settimana ha confermato un calendario parziale limitato a St. Pete, Indy500, Texas, Pocono e Laguna Seca.

L’ex campione USF2000 ha chiuso al sesto posto, preceduto da un ottimo Rosenqvist, oltre che da Hunter-Reay, Harvey e Rossi. Zach Veach ha quindi portato a tre le vettura Andretti in top ten, precedendo il campione Dixon, Pagenaud e Pigot. Kyle Kaiser ha chiuso al 18° posto per il team Juncos, che dovrebbe a giorni annunciare i suoi programmi ufficiali.

In settimana si è intanto avuto conferma sulla quinta vettura del team Andretti a Indianapolis, che sarà condotta da Conor Daly con il supporto della US Airforce.

 

Laguna Seca – 08/02/2019 – Classifica test
Pos. Pilota Squadra Pacchetto N Sponsor Tempo Distacco
1 Max Chilton Carlin Chevy 59 Gallagher 71,29
2 Felix Rosenqvist Ganassi Honda 10 NTT Data 71,33 0,04
3 Ryan Hunter-Reay Andretti Honda 28 DHL 71,35 0,06
4 Jack Harvey Shank Honda 60 Autonation 71,37 0,08
5 Alexander Rossi Andretti Honda 27 Napa 71,58 0,29
6 RC Enerson Carlin Chevy 23 Tresiba 71,62 0,33
7 Zach Veach Andretti Honda 26 Relay Group 1001 71,68 0,39
8 Scott Dixon Ganassi Honda 9 PNC Bank 71,77 0,48
9 Simon Pagenaud Penske Chevy 22 DXC Technology 71,79 0,50
10 Spencer Pigot Carpenter Chevy 21 Fuzzy’s 71,86 0,57
11 Josef Newgarden Penske Chevy 2 Verizon 71,87 0,58
12 James Hinchcliffe Schmidt Honda 5 Arrow Electronics 71,97 0,68
13 Sebastien Bourdais Coyne Honda 18 Sealmaster 71,98 0,69
14 Marco Andretti Andretti Honda 98 U.S. Concrete 72,07 0,78
15 Santino Ferrucci Coyne Honda 19 Paysafe 72,23 0,94
16 Takuma Sato Rahal Honda 30 Panasonic 72,32 1,03
17 Marcus Ericsson Schmidt Honda 7 Lucas Oil 72,42 1,13
18 Kyle Kaiser Juncos Chevy 32 HD Pellets 72,53 1,24
19 Graham Rahal Rahal Honda 15 Total 72,65 1,36
20 Ed Jones ECR/Scuderia Corsa Chevy 20 Fuzzy’s 72,85 1,56
21 Will Power Penske Chevy 12 Verizon 73,30 2,01

 

Foto di copertina: indycar.com, Stephen King

Carlin conferma Chilton, 10 gare per Shank

Si fa sempre più chiaro l’assetto della griglia IndyCar 2019 con l’annuncio che il team Carlin proseguirà anche nella prossima stagione il suo rapporto con Max Chilton. Il pilota inglese ha infatti incassato per il quarto anno consecutivo il supporto dello sponsor Gallagher, compagnia di assicurazioni di cui il padre è stato amministratore delegato per il Regno Unito.

A differenza di quanto trapelato a fine 2018 l’ex F1 sarà quindi al via di tutto il calendario, smentendo le voci che lo volevano impegnato in un programma di soli stradali e cittadini. Il team Carlin ha inoltre confermato che Charlie Kimball, non più sostenuto dallo storico sponsor Tresiba, sarà ai comandi della vettura #23 in un limitato numero di appuntamenti, ancora da annunciare.

Con la griglia ormai al completo, gli unici dubbi riguardano chi si alternerà con il californiano sulla seconda vettura del team Carlin, oltre all’impegno del team Juncos, prossimo all’avvio del proprio programma IMSA con la 24 ore di Daytona, che al momento ha confermato la sola partecipazione alla Indy500, quasi certamente con due vetture.

Il team Shank ha intanto annunciato i dettagli del proprio programma di dieci corse (4 in più del 2018). Jack Harvey sarà quindi ai comandi della Dallara-Honda Sirius XM #60 a St. Petersburg, Austin, Barber, Long Beach, Indy GP, Indy 500, Road America, Mid Ohio, Portland e Laguna Seca.

Sono quindi 24 per ora gli iscritti confermati per la prova di apertura prevista il 10 marzo a St. Petersburg.

Riepilogo situazione di mercato per la stagione 2019
Squadra Motore N Pilota N Pilota N Pilota N Pilota
Penske Chevy 2 Newgarden 12 Power 22 Pagenaud    
Foyt Chevy 4 Leist 14 Kanaan        
Schmidt Honda 5 Hinchcliffe 7 Ericsson (R)        
Harding Steinbrenner Honda 8 O’Ward (R) 88 Herta (R)        
Ganassi Honda 9 Dixon 10 Rosenqvist (R)        
Rahal Honda 15 Rahal 30 Sato 16 King (PT)    
Coyne Honda 18 Bourdais 19 Ferrucci (R)    
ECR/Scuderia Corsa Chevy 20 Carpenter 21 Pigot        
Jones
Carlin Chevy 23 Kimball (PT) 59 Chilton      
Enerson
Andretti Honda 26 Veach 27 Rossi 28 Hunter-Reay 98 Andretti
Juncos (PT) Chevy 32 Kaiser 33 Binder         
Shank (PT) Honda 60 Harvey            
Dragon Speed (PT) Chevy Hanley (R)
Legenda
Confermato
Probabile
Possibile
(R) Rookie
(PT) Part time
Programmi extra confermati per la Indy 500 2019
Numero Pilota Squadra Motore
3 Helio Castroneves Penske Chevrolet
16 Jordan King Rahal Honda
29? Fernando Alonso McLaren Chevrolet
67 Ed Jones ECR/Scuderia Corsa Chevrolet
25? Conor Daly Andretti Honda

Foto di copertina: indycar.com, Stephen King

Nuovo title sponsor e primi test

Settimana di intensa attività per l’IndyCar, che nella giornata di ieri ha annunciato il nuovo title sponsor in sostituzione di Verizon, al fianco della serie dal 2014 al 2018. Si tratta di NTT, multinazionale giapponese attiva nel campo ICT e già presente nel campionato con il marchio NTT Data, sponsor del team Ganassi dal 2013. Un accordo importante, che testimonia la lenta ma costante crescita della serie, vista dall’azienda giapponese come mezzo adatto per una progressiva (e sostenibile) espansione nel mercato statunitense. La NTT è ovviamente il partner ideale per ampliare il rapporto B2B che aveva caratterizzato il quinquennio Verizon. La società giapponese dovrebbe infatti subito subentrare come gestore della app ufficiale del campionato, già universalmente apprezzata, introducendo nel tempo nuovi canali di comunicazione che, si spera, aiutino la rinominata NTT IndyCar Series ad attrarre pubblico giovane, la sfida più difficile al giorno d’oggi per ogni serie automobilistica.

L’annuncio arriva ad una settimana dalla conferma della programmazione televisiva 2019, che come ormai noto da mesi sarà totalmente appannaggio dalle emittenti del gruppo NBC. A partire dall’Indy Gp dell’11 maggio l’IndyCar vedrà otto delle sue tappe, compresa la Indy500, sul canale NBC free to air, ovvero gratuito, rispetto alle 5 offerte negli ultimi anni da ABC. Le restanti 9 corse andranno invece in onda sul solito canale a pagamento NBCSN. Si fa notare che sui canali NBC la Nascar ha diritto a “sole” 7 dirette sul canale principale NBC, che copre circa 115.000.000 di case americane.

Con la scadenza del contratto di trasmissione internazionale ESPN, sono attese a breve notizie riguardo i diritti internazionali, che la serie sta discutendo con i singoli paesi. Al momento l’emittente più accreditata per la trasmissione in Italia sembrerebbe DAZN.

Gara Data Evento Pista Tipologia Canale
1 10 marzo Firestone Grand Prix of St. Petersburg St. Petersburg Cittadino NBCSN
2 24 marzo IndyCar Classic Circuit of Americas Stradale permanente NBCSN
3 7 aprile Honda Indy Grand Prix of Alabama Barber Stradale permanente NBCSN
4 14 aprile Toyota Grand Prix of Long Beach Long Beach Cittadino NBCSN
5 11 maggio INDYCAR Grand Prix Indianapolis GP Stradale permanente NBC
6 26 maggio 102nd Running of the Indianapolis 500 Indianapolis Super speedway NBC
7 1 giugno Chevrolet Dual in Detroit – Dual 1 Detroit 1 Cittadino NBC
8 2 giugno Chevrolet Dual in Detroit – Dual 2 Detroit 2 Cittadino NBC
9 8 giugno DXC Technology 600 Texas Ovale medio NBCSN
10 23 giugno Road America Grand Prix Road America Stradale permanente NBC
11 14 luglio Honda Indy Toronto Toronto Cittadino NBCSN
12 20 luglio Iowa 300 Iowa Ovale corto NBCSN
13 28 luglio Honda Indy 200 at Mid Ohio Mid Ohio Stradale permanente NBC
14 18 agosto ABC Supply 500 Pocono Super speedway NBCSN
15 24 agosto Bommarito Automotive Group 500 Gateway Ovale corto NBCSN
16 1 settembre Portland International Raceway Portland Stradale permanente NBC
17 22 settembre IndyCar Grand Prix of Monterrey Laguna Seca Stradale permanente NBC

 

L’inizio della settimana ha infine visto alcune squadre scaldare i motori nella assolata Sebring. Il team Coyne ha provato in solitaria lunedì, lasciando poi la pista a 11 vetture schierate dai team Andretti, ECR, Ganassi e SPM,

Secondo quanto riportato da racer.com e motorsport.com, il più veloce in entrambe le sessioni sarebbe risultato James Hinchcliffe. Il canadese ha svolto un intenso programma di validazione tecnica, volto a valutare le novità prodotte dal team Schmidt nell’inverno per limitare l’eccessiva usura delle gomme riscontrata nel 2018.

Sebring – 15/01/2019 – Classifica combinata test
Pos. Pilota Squadra Pacchetto N Sponsor Tempo Distacco
1 James Hinchcliffe Schmidt Honda 5 Arrow Electronics 51,37 –.—-
2 Zach Veach Andretti Honda 26 Relay Group 1001 51,46 0,09
3 Takuma Sato Rahal Honda 30 Panasonic 51,48 0,11
4 Ryan Hunter-Reay Andretti Honda 28 DHL 51,62 0,25
5 Alexander Rossi Andretti Honda 27 Napa 51,66 0,29
6 Ed Jones ECR/Scuderia Corsa Chevy 20 Fuzzy’s 51,85 0,48
7 Felix Rosenqvist Ganassi Honda 10 NTT Data 51,97 0,60
8 Marcus Ericsson Schmidt Honda 7 Lucas Oil 52,00 0,63
9 Spencer Pigot Carpenter Chevy 21 Fuzzy’s 52,03 0,66
10 Marco Andretti Andretti Honda 98 U.S. Concrete 52,13 0,76
11 Graham Rahal Rahal Honda 15 Total 52,23 0,86

 

Foto di copertina: racer.com

DragonSpeed al via in 5 gare nel 2019

In attesa di conoscere i programmi definitivi di casa Carlin e Juncos, il mercato IndyCar incassa a sorpresa la conferma che il team DragonSpeed sarà ai nastri di partenza di 5 corse nel 2019, con una vettura pilotata dall’inglese Ben Hanley. Dopo la dichiarazione di interesse di metà 2018 seguita da mesi di silenzio, le speranze nell’impegno della scuderia americana, nel 2018 impegnata in WEC e European Le Mans Series, sembravano ormai essere tramontate. In giornata è invece arrivata la conferma che il team sarà al via fin dalla prima prova di St. Petersburg, cui seguiranno gli appuntamenti di Barber, Road America e Mid Ohio. Il clou del programma arriverà però a maggio, quando Hanley cercherà di qualificarsi per una Indy 500 che promette spettacolo fin dal bump day.

Il pilota inglese, dopo una buona carriera nelle formule addestrative europee con apice il secondo posto nel campionato World Series Renault 2007, è ormai da tempo totalmente concentrato sulll’endurance, cosa che non dovrebbe comunque creargli problemi nell’ottenere la licenza IndyCar, recentemente riformata sul modello della superlicenza F.1.

Il programma, come prevedibile osservando nella tabella sottostante il numero di vetture del parco Honda,  sarà supportato dalla Chevrolet.

Riepilogo situazione di mercato per la stagione 2019
Squadra Motore N Pilota N Pilota N Pilota N Pilota
Penske Chevy 2 Newgarden 12 Power 22 Pagenaud    
Foyt Chevy 4 Leist 14 Kanaan        
Schmidt Honda 5 Hinchcliffe 7 Ericsson (R)        
Harding Steinbrenner Honda 8 O’Ward (R) 88 Herta (R)        
Ganassi Honda 9 Dixon 10 Rosenqvist (R)        
Rahal Honda 15 Rahal 30 Sato 16 King (PT)    
Coyne Honda 18 Bourdais 19 Ferrucci (R)    
ECR/Scuderia Corsa Chevy 20 Carpenter 21 Pigot        
Jones
Carlin Chevy 23 Kimball 59 Chilton      
Enerson
Andretti Honda 26 Veach 27 Rossi 28 Hunter-Reay 98 Andretti
Juncos (PT) Chevy 32 Kaiser 33 Binder         
Shank (PT) Honda 60 Harvey            
Dragon Speed (PT) Chevy Hanley (R)
Legenda
Confermato
Probabile
Possibile
(R) Rookie
(PT) Part time
Programmi extra confermati per la Indy 500 2019
Numero Pilota Squadra Motore
3 Helio Castroneves Penske Chevrolet
16 Jordan King Rahal Honda
29? Fernando Alonso McLaren Chevrolet
67 Ed Jones ECR/Scuderia Corsa Chevrolet

 

 

Immagine di copertina: indycar.com

Specifiche tecniche IndyCar 2012-2020

SOMMARIO

  1. INTRODUZIONE
  2. TELAIO E AERODINAMICA
  3. MOTORE E TRASMISSIONE
  4. MASSE NON SOSPESE
  5. PESO MINIMO
  6. SISTEMI DI BORDO E REGOLAZIONI

 

  1. INTRODUZIONE

Le specifiche dell’attuale vettura IndyCar sono state fissate alla fine degli anni 2000, con l’intenzione di introdurre un modello nettamente più veloce, efficiente e sicuro della Dallara IR03 aspirata utilizzata fino al 2011. Determinata a implementare una formula dai costi controllabili ma anche rilevante rispetto al panorama motoristico del periodo, l’IndyCar decise per un approccio ibrido, aprendo la strada alla competizione motoristica ma continuando ad affidarsi alla Dallara per la produzione di un telaio unificato, il modello IR12, denominto DW12 dopo il tragico incidente di Dan Wheldon a Las Vegas 2011. La varietà sul fronte carrozzeria si sarebbe dovuta ottenere con gli aerokits, vesti aerodinamiche prodotte negli intenti iniziali da entità indipendenti e liberamente acquistabili dalle squadre.

Helio Castroneves alla guida della Dallara DW12 dotata del kit aerodinamico unico in vigore nel periodo 2012-2014. indycar.com, Chirs Owens

 

All’atto pratico gli aerokits non hanno mai seguito il progetto originale: osteggiati per anni dalle squadre, sono stati introdotti con ben 4 anni di ritardo dietro insistenza dei motoristi superstiti, stravolgendo il concetto aerodinamico della vettura originale.

Simon Pagenaud impegnato a Sonoma nella guida della DW12 con aerokit Chevrolet. Tale veste aerodinamica, unitamente alla controparte Honda, è stata impiegata nel triennio 2015-2017. indycar.com, Chris Owens

 

Il modello DW12, così come la sua ultima iterazione, la IR18 introdotta nel 2018, basa la sua produzione di carico aerodinamico su due generosi condotti Venturi sul fondo vettura. Come nella tradizione ormai quarantennale delle corse IndyCar, si tratta quindi di una “wing car”, seppur a un livello molto meno esasperato delle prime vetture a effetto suolo comparse sulla scena americana nei primi anni ’80, che videro una progressiva limitazione delle minigonne fino al concetto attuale.

Seppur quindi molto meno efficaci delle minigonne originali, i condotti Venturi attualmente permessi (di dimensioni e configurazione diversa in funzione del carico massimo ammesso nelle  varie piste), è il maggiore responsabile della spinta aerodinamica verticale agente sulla vettura. Ruolo riconquistato solo quest’anno dopo il notevole incremento della “quota” di carico prodotta da ali e corpo vettura nel periodo degli aerokits (2015-2017).

Alexander Rossi alla guida della Dallara DW12 dotata dello universal aerokit (anche detta Dallara IR18) in vigore a partire dal 2018. indycar.com, Chris Owens

 

 

2. TELAIO E AERODINAMICA

Strutturalmente il telaio monoscocca IndyCar, prodotto da Dallara, è formato da un composito in fibra di carbonio e kevlar. Il telaio ha subito negli anni svariati aggiornamenti legati alla sicurezza, a partire dall’aggiunta di ulteriori pannelli resistenti ai lati dell’abitacolo, implementati a fine 2013. La distribuzione dei pesi è stimata pari a 44% anteriore – 56 % posteriore.

Le sospensioni, a triangoli sovrapposti in acciaio, sono del tipo pushrod sia all’anteriore che al posteriore, con doppio gruppo molla elicoidale-ammortizzatore e terza molla longitudinale. Lo sviluppo degli ammortizzatori è libero e costituisce una delle principali aree di investimento per le squadre. L’adozione di diversi attacchi delle sospensioni permette di variare il passo tra 2984 e 3086 mm. Sugli ovali è inoltre permesso un passo leggermente asimmetrico.

 

In base al tipo di pista, sono previste tre configurazioni aerodinamiche:

  • Stradali/cittadini: è consentito l’utilizzo di un’ala anteriore dotata di un profilo principale e due elementi supplementari. L’ala posteriore è invece un triplano formato da un profilo principale e due flap. Il fondo vettura è dotato di un condotto, davanti ai pontoni laterali (in figura), che congiuntamente ai condotti Venturi e al diffusore (composto da vari profili verticali detti strakes, vedere video), incrementa l’effetto suolo.
Aerokit 2018 in configurazione stradale. In giallo sono evidenziati gli elementi dell’ala anteriore, con il secondo flap opzionale. In arancione sono invece rappresentati gli elementi dell’ala posteriore. indycar.com

 

Il fondo vettura in configurazione stradale prevede un canale di collegamento tra bordo inferiore e superiore che permette di energizzare l’aria e ottenere un deciso incremento di effetto suolo.

 

 

  • Ovali corti: stesso tipo di ala anteriore impiegato sugli stradali, ma privato del secondo elemento supplementare (solo in Iowa). Al posteriore è vietato l’impiego del secondo flap superiore mentre la configurazione del fondo vettura è analoga a quella impiegata sugli stradali.
Vettura in configurazione ovale corto. L’ala anteriore non presenta più il secondo flap (utilizzabile comunque a Gateway), così come l’ala posteriore, divenuta un biplano. indycar.com

 

  • Super speedways: monoplano anteriore e posteriore, limitazione dei profili verticali sul diffusore (vedi video) e fondo forato all’altezza dei pontoni laterali (in figura). L’incidenza massima dell’ala posteriore è fissata a +2° a Indy e Pocono e -6° in Texas, dove l’elevato banking aiuta la velocità di percorrenza.
Vettura in configurazione super speedway. Gli alettoni anteriori e posteriori si riducono a un singolo profilo a bassa resistenza specifico per questo tipo di piste. indycar.com

 

Nei super speedways il fondo presenta un foro all’altezza dei radiatori, in modo da ridurre l’effetto suolo e tenere sotto controllo le velocità in curva. L’accorgimento riduce inoltre l’effetto “vela” in caso di decollo della vettura.

 

 

In tutti i casi  è possibile applicare sul bordo d’uscita dei flap esterni il cosiddetto Gurney flap o Wicker flap, una appendice con sezione a L disponibile in varie lunghezze, che permette un modesto  aumento di deportanza al prezzo di un trascurabile incremento di resistenza.

 

Dimensioni
Telaio Dallara DW12
Aerodinamica Universal aerokit 2018
Passo mm 2984,5 – 3086,1
Lunghezza mm 5123
Larghezza mm 1943
Capienza serbatoio litri 70,0
Larghezza massima Ala anteriore Ala posteriore
mm Esterno Interno Esterno Interno
Road&Street, Short ovals 1933,3 1590,7 1136,8 1100,7
Super speedways 1780,3 1430,5 1328,4

 

 

3. MOTORE E TRASMISSIONE

Per quanto riguarda il motore, si tratta di unità turbocompresse V6 da 2,2 litri di cilindrata, con V compresa tra 60 e 90 gradi. La turbosovralimentazione è ottenuta per mezzo di due turbocompressori BorgWarner 7163 (la Honda nel 2012 aveva optato per un singolo turbocompressore, possibilità poi vietata). Sono ammesse non più di due valvole Wastegate a comando idraulico o elettronico.

La distribuzione è garantita da un sistema con doppio albero a camme in testa e quattro valvole per cilindro con richiamo a molla (la distribuzione pneumatica è vietata). L’iniezione è ottenuta tramite due iniettori per cilindro, uno interno alla camera di combustione e l’altro agente a monte dalla valvola di aspirazione. La velocità di rotazione è limitata elettronicamente a 12.000 giri/min.

I motori sono alimentati con carburante E85 (85% etanolo, 15% benzina), fornito da Sunoco, cui subentrerà a partire dal 2019 Speedway. Per aumentare le possibilità di sorpasso, su stradali e cittadini è concesso l’utilizzo libero (per un massimo di 200 secondi) del push to pass, sistema che permette il temporaneo aumento della pressione di sovralimentazione di 10 kPa (circa 50 cv).

La massima pressione di sovralimentazione varia in funzione del tipo di circuito:

Tipo di pista Pressione (bar) Potenza stimata (cv)
Stradali/cittadini (push to pass) 1,5 (1,6) 700 (750)
Ovali corti 1,4 640
Indianapolis gara 1,3 580
Indianapolis qualifica 1,4 640

Per l’intera stagione, comprese prove e test, ogni partecipante ha a disposizione quattro motori, da sostituirsi ogni 2500 miglia.

Lo sviluppo dei propulsori, congelato durante la stagione, viene portato avanti dai costruttori alternando annate di lievi aggiornamenti a modifiche più consistenti. In attesa dei nuovi motori da 2.4 litri che arriveranno nel 2021, Honda e Chevrolet (il terzo motorista ammesso, Lotus, si è ritirato per scarsi risultati e mancanza di fondi nel 2012) hanno concordato un sostanziale congelamento delle unità, ormai prossime al fine sviluppo.

L’elettronica di bordo è fornita dalla Cosworth, a eccezione della ECU (unità di controllo motore), di esclusiva McLaren. Il segnale di comando dell’acceleratore è trasmesso tramite un sistema fly-by-wire.

Il cambio, longitudinale del tipo sequenziale a 6 rapporti più retromarcia (vietata negli ovali), comandato tramite palette dietro al volante, è prodotto dalla Xtrac.

La frizione, a triplo disco in carbonio con carter in acciaio, è prodotta dalla AP. L’attivazione avviene tramite bilanciere sul volante.

Motore
Tipo di motore Biturbo V6
Fornitori Honda – Chevrolet
Cilindrata litri 2,2
Carburante Etanolo E85
Alimentazione Doppio turbo compressore Borg Warner 7163
Distribuzione Doppio albero a camme in testa
Valvole per cilindro 4 (2 di aspirazione e 2 di scarico)
Tipo di valvole A stantuffo con richiamo a molla
Massimo regime di rotazione giri/min 12000 (limitati elettronicamente)
Iniezione 2 iniettori per cilindro, di cui uno per iniezione diretta
ECU McLaren 400i
Alesaggio massimo mm 95
Peso minimo kg 112,5
Potenza max (no P2P) cv 700
Rapporto potenza/cilindrata cv/litro 318,2
Rapporto potenza/peso minimo cv/kg 0,95
Trasmissione
Cambio Xtrac Sequenziale, 6 marce con comando al volante
Frizione AP Racing 3 dischi in carbonio, comando al volante

 

 

4. MASSE NON SOSPESE

Per quanto riguarda gli pneumatici, si tratta di gomme slick di costruzione variabile in funzione delle caratteristiche della pista, fornite in esclusiva dalla Firestone. Su stradali e cittadini vi è l’obbligo di utilizzare in gara due diverse mescole: Primary, gomme standard dalla spalla nera;  Alternate, gomme di mescola più morbida identificate dalla spalla rossa. In caso di pioggia non sono previste gomme intermedie ma solo pneumatici intagliati da bagnato. Non è ammesso l’uso di termocoperte. Gli pneumatici sono montati su cerchi da 15” forniti da BBS, OZ e Avus.

I freni, dotati di dischi in carbonio e pinze in alluminio da 6 pistoncini, sono prodotti dalla americana PFC Brakes.

Dimensioni
Larghezza gomme anteriori mm 254
Larghezza gomme posteriori mm 355,6
Diametro max gomme anteriori mm 660,4 a 2,41 bar
Diametro max gomme posteriori mm 698,5 a 2,41 bar
Dimensione cerchi pollici 15
Peso minimo cerchi ant.-post. kg 6,1 – 6,7
Treni di gomme disponibili per evento
Primary (nere) Alternate (rosse) Bagnato
Stradali/Cittadini (Road America) 7 (8) 4 5
Detroit (double header) 9 4 7
Ovali corti 11
Super Speedways 13
Inndianapolis 500 36

 

 

5. PESO MINIMO

Il peso minimo, variabile in base al tipo di pista, è definito in condizioni di ordine di marcia, escluso il pilota e la relativa zavorra equilibrativa, il carburante e la borraccia del pilota con relativo contenuto. Per annullare i vantaggi derivanti dal “peso piuma” di alcuni piloti, l’IndyCar impone che la somma tra peso del conduttore e zavorra debba essere di 185 lb (circa 84 kg). Nel caso in cui un pilota superi gli 84 kg, l’eccedenza potrà essere ridotta dal peso della vettura. La zavorra, sotto forma di piastre di acciaio o tungsteno, deve essere ancorata sul fondo, dietro il sedile del pilota o davanti alla pedaliera (non oltre 4,5 kg).

Peso minimo
Tipo di pista lb kg
Stradali, cittadini e ovali corti 1620 734,8
Ovali da 1.5 miglia e oltre 1590 721,2

 

 

6. SISTEMI DI BORDO E REGOLAZIONI

Il sollevamento della vettura durante le soste è affidato ad un sistema di quattro martinetti idraulici (air jacks), alimentati esternamente con aria compressa al momento del pit stop.

Tra le varie regolazioni possibili dall’abitacolo, oltre alle diverse impostazioni relative al differenziale (bloccato sugli ovali) e alla ripartizione di frenata, particolare importanza ricoprono gli interventi su barre anti rollio e weight jacker. Nel primo caso si tratta di variare la rigidezza delle barre anti rollio anteriori e posteriori, in modo da correggere il bilanciamento della vettura al variare delle condizioni della pista e della vettura. In generale, per correggere una condizione di sottosterzo si tenderà a regolare le barre in modo da avere maggiore rigidezza sull’asse posteriore rispetto a quello anteriore.

Il weight jacker è invece un dispositivo, impiegato esclusivamente sugli ovali, che permette di modificare il comportamento della vettura variando la distribuzione di carico trasversale. L’effetto è ottenuto tramite un dispositivo idraulico comandato dall’abitacolo, che agendo longitudinalmente sul piattello d’appoggio varia il precarico di una delle quattro molle (agire su più molle comporterebbe una variazione dinamica dell’altezza da terra, vietata dal regolamento). In questo modo si può variare la frazione di carico gravante su tutte e quattro le ruote.

Di primaria importanza è inoltre la regolazione, effettuabile dall’abitacolo, della miscela aria-etanolo, che permette di ricorrere ad un mix “magro” nelle fasi di gara in cui è necessario risparmiare combustibile, per poi passare a miscele più “grasse” quando è invece richiesta la massima potenza. Il trasferimento di dati in tempo reale (telemetria) è per regolamento unidirezionale da vettura a muretto.

Durante i pit stop le variazioni di assetto si concentrano quasi esclusivamente sulla pressione degli pneumatici e l’incidenza dei flap dell’ala anteriore e, più raramente, posteriore.

 

 

Mercato 2019: Harding-Steinbrenner con Honda

Il team Harding Steinbrenner Racing ha confermato in giornata il suo passaggio ai motori Honda nel 2019. La notizia spegne quindi la strisciante polemica indotta dal rapporto privilegiato tra il team Andretti Autosports e la squadra, che in caso di permanenza nella sfera Chevrolet avrebbe potuto comportare un indesiderato travaso di informazioni tecniche sui due propulsori. L’annuncio smentisce anche la presunta collaborazione con il team McLaren, che la settimana scorsa ha invece confermato l’alleanza con Chevrolet  per il suo ritorno alla Indy 500.

L’equilibrio della griglia, già alterato dal ritorno due anni or sono del team Ganassi sotto il tetto Honda, si sposta sempre più verso la casa giapponese, il cui motore spingerà le vetture (15 full time) di 7 squadre, contro le 5 supportate della casa americana.

La sproporzione è ulteriormente acuita dal fatto che, tra i clienti del cravattino, solo il team Penske ha la struttura e i piloti per competere stabilmente al vertice.

Il team Coyne ha intanto ufficializzato l’ingaggio full time di Santino Ferrucci al fianco di Sebastien Bourdais. Oltre all’annuncio di eventuali programmi parziali, compreso quello di Jordan King con Rahal (al momento limitato alla Indy 500), per il completamento del quadro partenti sono attese ora solo le conferme in casa Carlin e Juncos, ancora impegnati a completare il budget.

 

Riepilogo situazione di mercato per la stagione 2019
Squadra Motore N Pilota N Pilota N Pilota N Pilota
Penske Chevy 2 Newgarden 12 Power 22 Pagenaud    
Foyt Chevy 4 Leist 14 Kanaan        
Schmidt Honda 5 Hinchcliffe 7 Ericsson (R)        
Harding Steinbrenner Honda 8 O’Ward (R) 88 Herta (R)        
Ganassi Honda 9 Dixon 10 Rosenqvist (R)        
Rahal Honda 15 Rahal 30 Sato 16 King    
Coyne Honda 18 Bourdais 19 Ferrucci (R) 39 C. De Melo    
ECR/Scuderia Corsa Chevy 20 Carpenter 21 Pigot        
Jones
Carlin Chevy 23 Kimball 59 Chilton      
Enerson
Andretti Honda 26 Veach 27 Rossi 28 Hunter-Reay 98 Andretti
Juncos Chevy 32 Kaiser 33 Binder         
Shank Honda 60 Harvey            
Dragon Speed Chevy Hanley
Legenda
Confermato
Probabile
Possibile
(R) Rookie
Programmi extra confermati per la Indy 500 2019
Numero Pilota Squadra Motore
3 Helio Castroneves Penske Chevrolet
16 Jordan King Rahal Honda
29? Fernando Alonso McLaren Chevrolet
67 Ed Jones ECR/Scuderia Corsa Chevrolet

Foto di copertina: indycar.com

Mercato 2019: Alonso e King a Indy

Piccoli ma importanti movimenti nel mercato IndyCar 2019. Dopo la rinuncia al programma full time arrivata a Austin, Zak Brown e Fernando Alonso hanno riportato il sorriso sul volto dei tifosi IndyCar, annunciando la loro partecipazione alla Indy 500 2019. Dopo la positiva ma sfortunata esperienza del 2017, lo spagnolo farà quindi ritorno allo Speedway per tentare di portare a casa l’ultimo tassello della Tripla Corona, ancora appannaggio del solo Graham Hill. A detta di Brown l’avventura del due volte campione del mondo, cui potrebbe essere affiancata una seconda vettura (circola il nome di JR Hildebrand), sarà pero stavolta gestita interamente dalla McLaren, con personale dedicato da integrare con esperti della scena americana. E’ probabile che tale appoggio arrivi dal solito team Andretti, almeno stando a patron Michael, che in un tweet prontamente cancellato ha confermato il coinvolgimento della propria organizzazione. Dati i rapporti non certo idilliaci tra McLaren e Honda, è probabile che la squadra guidata da Brown si avvarrà dei propulsori Chevrolet, rendendo probabile una collaborazione con il ramo Harding-Steinbrenner del team Andretti.

E’ di giornata inoltre l’annuncio del terzo pilota del team Rahal nella stessa Indianapolis. Si tratta di Jordan King, che dopo aver fallito l’approdo in un programma full time, si garantisce almeno la partecipazione nella classicissima dell’Indiana, vissuta da spettatore nel 2018. L’accordo potrebbe essere comunque solo l’apice della stagione dell’inglese, pesantemente impegnato nel reperimento dei fondi necessari per allestire un programma part time.

L’arrivo di King segue l’ingaggio dell’ingegnere capo dello sviluppo Allen McDonald, già ingegnere di pista dell’inglese al team ECR (coincidenza?), oltre che di Piers Phillips, ex team manager del team Schmidt, promosso a presidente dell’intera organizzazione, che oltre all’IndyCar è attiva anche in IMSA con il programma ufficiale BMW.

 

 

Riepilogo situazione di mercato per la stagione 2019
Squadra Motore N Pilota N Pilota N Pilota N Pilota
Penske Chevy 2 Newgarden 12 Power 22 Pagenaud    
Foyt Chevy 4 Leist 14 Kanaan        
Schmidt Honda 5 Hinchcliffe 7 Ericsson        
Harding Steinbrenner Chevy 8 O’Ward 88 Herta        
Ganassi Honda 9 Dixon 10 Rosenqvist        
Rahal Honda 15 Rahal 30 Sato 16 King    
Coyne Honda 18 Bourdais 19 Ferrucci 39 C. De Melo    
ECR/Scuderia Corsa Chevy 20 Carpenter 21 Pigot        
Jones
Carlin Chevy 23 Kimball 59 Chilton      
Enerson
Andretti Honda 26 Veach 27 Rossi 28 Hunter-Reay 98 Andretti
Juncos Chevy 32 Kaiser 33 Binder         
Shank Honda 60 Harvey            
Dragon Speed Chevy Hanley

 

Legenda
Confermato
Probabile
Possibile

 

Programmi extra confermati per la Indy 500 2019
Numero Pilota Squadra
3 Helio Castroneves Penske
16 Jordan King Rahal
29? Fernando Alonso McLaren
67 Ed Jones ECR/Scuderia Corsa

 

Piloti che hanno dichiarato interessamento a un programma IndyCar 2019
Pilota Programma 2018 Ultimo impegno IndyCar Possibile destinazione
Alfonso Celis Jr. IndyCar – Juncos – 2 gare Portland 2018 Juncos
Ben Hanley DragonSpeed – ELMS DragonSpeed
Carlos Munoz IndyCar – 3 gare Sonoma 2018 Schmidt?
Charlie Kimball IndyCar – Carlin Sonoma 2018 Carlin
Colin Braun IMSA – Core Autosport Rahal?
Conor Daly IndyCar – Harding – 4 gare Pocono 2018 Coyne?
Gabby Chaves IndyCar – Harding Portland 2018 ?
J.R. Hildebrand IndyCar – D&R – 1 gara Indy 500 2018 ?
Jordan King IndyCar – ECR – 11 gare Sonoma 2018 Rahal
Kyle Kaiser IndyCar – Juncos – 4 gare Indy 500 2018 Juncos
Oriol Servia IndyCar – Scuderia Corsa – 1 gara Indy 500 2018
Pietro Fittipaldi IndyCar – Coyne – 6 gare Sonoma 2018 Test driver Haas F1
RC Enerson Sonoma 2016 Carlin
Sage Karam IndyCar – D&R – 1 gara Indy 500 2018 ?
Zach. Claman De Melo IndyCar – Coyne – 9 gare Toronto 2018 Coyne?
René Binder IndyCar – Juncos – 6 gare Mid Ohio 2018 Juncos

 

Foto di copertina:  indycar.com

Mercato 2019: Ericsson si accasa da SPM

Un altro pezzo del puzzle IndyCar 2019 è stato aggiunto in giornata con l’annuncio che sarà Marcus Ericsson ad affiancare James Hinchcliffe sulla seconda vettura del team Schmidt Peterson Racing. A lungo associato al team Carlin, il pilota Sauber Alfa Romeo prenderà quindi per tutta la stagione i comandi della vettura #7.

Con un bel gesto il team ha quindi lasciato vacante il numero 6, nella speranza che un giorno possa tornare in pista con Robert Wickens. Nei giorni scorsi il canadese ha dissipato ogni dubbio sulle reali conseguenze dell’incidente di agosto a Pocono. Al momento la lesione (non recisione) del midollo spinale a livello T4 nega al rookie of the year il movimento degli arti inferiori, che però rispondono saltuariamente agli stimoli. La speranza è che il progressivo assestamento del midollo e la riabilitazione che il canadese sta caparbiamente affrontando, possano nel tempo “risvegliare” le terminazioni nervose e consentirgli di camminare di nuovo.

L’arrivo di Ericsson porta a due gli svedesi al via della stagione 2019, dopo l’ingaggio da parte del team Ganassi di Felix Rosenqvist, che ieri ha guidato per la prima volta la DW12 dotata di UAK in un test a Barber insieme a Scott Dixon. I due nordici dovranno fare i conti anche con Patricio O’Ward e Colton Herta in una caccia al titolo di rookie of the year che si annuncia tra le più interessanti degli ultimi anni.

Dopo i test di gomme e aerodinamica sull’ovale di Indianapolis che hanno coinvolto la settimana scorsa anche Rahal, Dixon, Carpenter e Power, Alexander Rossi e Tony Kanaan sono tornati in pista al Circuit of Americas di Austin per deliberare la mescola di gomme Firestone che sarà utilizzata sul circuito texano il prossimo 24 marzo. I due sono stati accompagnati a sorpresa da RC Enerson, alla guida di una vettura del team Carlin due anni dopo la sua ultima corsa nella serie a Sonoma 2016.

Il giovane americano si affaccia così su un mercato quasi esclusivamente concentrato su programmi parziali. A questo proposito si fa critica la posizione di Jordan King, che si è visto soffiare da Ericsson l’ultimo sedile potenzialmente vincente disponibile. Dubbi rimangono anche sulla seconda vettura del team Coyne, soprattutto alla luce dell’ingiunzione di pagamento emanata dal tribunale di Milano nei confronti di Santino Ferrucci, dato quasi per certo sul sedile della vettura #19. Il pilota italo americano, licenziato dal team Trident di Formula 2 subito dopo i fatti di Silverstone, non avrebbe infatti rispettato gli accordi economici con la squadra di Maurizio Salvadori, che ora esige un pagamento di circa 500.000€.

Il test di Enerson con il team Carlin ingarbuglia ulteriormente la situazione della squadra inglese, ancora incerta sui finanziamenti di Kimball, mentre alcune voci vorrebbero Max Chilton impegnato, per sua scelta, solo su stradali e cittadini.

E’ di ieri infine la notizia dell’abbandono dello sponsor Fuzzy’s Vodka, che lascia l’IndyCar e il team Carpenter dopo 7 stagioni di collaborazione.

 

 

Riepilogo situazione di mercato per la stagione 2019
Squadra Motore N Pilota N Pilota N Pilota N Pilota
Penske Chevy 2 Newgarden 12 Power 22 Pagenaud    
Foyt Chevy 4 Leist 14 Kanaan        
Schmidt Honda 5 Hinchcliffe 7 Ericsson        
Harding Steinbrenner Chevy 8 O’Ward 88 Herta        
Ganassi Honda 9 Dixon 10 Rosenqvist        
Rahal Honda 15 Rahal 30 Sato 16      
Coyne Honda 18 Bourdais 19 Ferrucci 39 Fittipaldi    
C. De Melo
ECR/Scuderia Corsa Chevy 20 Carpenter 21 Pigot        
Jones
Carlin Chevy 23 Kimball 59 Chilton      
Enerson
Andretti Honda 26 Veach 27 Rossi 28 Hunter-Reay 98 Andretti
Juncos Chevy 32 Kaiser 33 Binder         
Shank Honda 60 Harvey            
Dragon Speed Chevy Hanley

 

Legenda
Confermato
Probabile
Possibile

 

Pilota Programma 2018 Ultimo impegno IndyCar Possibile destinazione
Alfonso Celis Jr. IndyCar – Juncos – 2 gare Portland 2018 Juncos
Ben Hanley DragonSpeed – ELMS DragonSpeed
Carlos Munoz IndyCar – 3 gare Sonoma 2018 Schmidt?
Charlie Kimball IndyCar – Carlin Sonoma 2018 Carlin
Colin Braun IMSA – Core Autosport Rahal?
Conor Daly IndyCar – Harding – 4 gare Pocono 2018 Coyne?
Gabby Chaves IndyCar – Harding Portland 2018 ?
J.R. Hildebrand IndyCar – D&R – 1 gara Indy 500 2018 ?
Jordan King IndyCar – ECR – 11 gare Sonoma 2018 ?
Kyle Kaiser IndyCar – Juncos – 4 gare Indy 500 2018 Juncos
Oriol Servia IndyCar – Scuderia Corsa – 1 gara Indy 500 2018
Pietro Fittipaldi IndyCar – Coyne – 6 gare Sonoma 2018 Coyne
RC Enerson Sonoma 2016 Carlin
Sage Karam IndyCar – D&R – 1 gara Indy 500 2018 ?
Zach. Claman De Melo IndyCar – Coyne – 9 gare Toronto 2018 Coyne? Rahal?
René Binder IndyCar – Juncos – 6 gare Mid Ohio 2018 Juncos

 

Foto di copertina:  indycar.com

Mercato 2019: Jones da ECR, niente Alonso e McLaren nel 2019

Le indiscrezioni degli ultimi giorni hanno trovato conferma e, a sorpresa, sarà Ed Jones a guidare la vettura #20 dell’Ed Carpenter Racing su stradali e cittadini. Il pilota degli Emirati si alternerà quindi con il boss Ed Carpenter, ma a differenza dei suoi predecessori prenderà parte anche alla Indy 500. Il rookie of the year 2017 ha infatti raccolto il sostegno della Scuderia Corsa di Giacomo Mattioli, all’esordio a Indy 2018 in collaborazione con il team RLL. Atteso come una delle nuove compagini al via, la squadra IMSA ha preferito non fare il passo più lungo della gamba, associandosi con una solida realtà del campionato. Scuderia Corsa sarà quindi partner di ECR nei 12 stradali e cittadini, schierando poi in prima persona la terza vettura (#67) alla 500 miglia di Indianapolis. Con l’uscita di scena di Phoenix, Jones salterà solo 4 delle 17 prove del calendario 2019.

Non si hanno ancora notizie sulla possibile destinazione di Jordan King, che dopo una stagione di ambientamento punta a un sedile full time. Tra le opzioni rimaste all’inglese la vettura #6 del team Schmidt (tra i cui candidati figura anche Markus Ericsson), la vettura #23 del team Carlin, oltre alle eventuali terze vetture di casa Rahal e Coyne.

Felipe Nasr, neo campione IMSA, nel 2019 difenderà il titolo appena conquistato, rimanendo aperto a eventuali test o corse non concomitanti con gli impegni nei prototipi.

In occasione del Gp degli Stati Uniti a Austin, Zak Brown ha definitivamente escluso la partecipazione della McLaren al campionato IndyCar 2019. La dichiarazione del manager americano pone fine ad un triste teatrino durato mesi, avendo almeno il merito di mettere a tacere anche le speculazioni sul futuro di Fernando Alonso. Lo spagnolo ha infatti dichiarato di non essere intaccato dalle intenzioni del suo attuale team, avendo preso già in agosto la decisione di non partecipare all’intero campionato nel 2019. Rimane comunque aperta l’ipotesi di un ritorno a Indianapolis con il team Andretti, dettosi disposto nelle parole di Rob Edwards a schierare almeno una vettura supplementare per la Indy500.

Per noi appassionati rimane comunque l’amaro in bocca, non tanto per la decisione ma per la tempistica dell’annuncio. Se davvero Alonso ha deciso ben tre mesi fa di non trasferirsi in pianta stabile in America, per rispetto dell’ambiente IndyCar la notizia sarebbe potuta arrivare insieme all’annuncio del ritiro dalla Formula 1.

 

 

Riepilogo situazione di mercato per la stagione 2019
Squadra Motore N Pilota N Pilota N Pilota N Pilota
Penske Chevy 2 Newgarden 12 Power 22 Pagenaud    
Foyt Chevy 4 Leist 14 Kanaan        
Schmidt Honda 5 Hinchcliffe 6 Ericsson        
King
Harding Steinbrenner Chevy 8 O’Ward 88 Herta        
Ganassi Honda 9 Dixon 10 Rosenqvist        
Rahal Honda 15 Rahal 30 Sato 16      
Coyne Honda 18 Bourdais 19 Ferrucci 39    
ECR/Scuderia Corsa Chevy 20 Carpenter 21 Pigot        
Jones
Carlin Chevy 23 Kimball 59 Chilton   Ericcson     
Ericsson
Andretti Honda 26 Veach 27 Rossi 28 Hunter-Reay 98 Andretti
Juncos Chevy 32 Kaiser 33 Binder         
Shank Honda 60 Harvey            
Dragon Speed Chevy Hanley

 

Legenda
Confermato
Probabile
Possibile

 

Pilota Programma 2018 Ultimo impegno IndyCar Possibile destinazione
Alfonso Celis Jr. IndyCar – Juncos – 2 gare Portland 2018 Juncos
Ben Hanley DragonSpeed – ELMS DragonSpeed
Carlos Munoz IndyCar – 3 gare Sonoma 2018 Schmidt?
Charlie Kimball IndyCar – Carlin Sonoma 2018 Carlin
Colin Braun IMSA – Core Autosport Rahal?
Conor Daly IndyCar – Harding – 4 gare Pocono 2018 Coyne?
Gabby Chaves IndyCar – Harding Portland 2018 ?
J.R. Hildebrand IndyCar – D&R – 1 gara Indy 500 2018 ?
Jordan King IndyCar – ECR – 11 gare Sonoma 2018 ?
Kyle Kaiser IndyCar – Juncos – 4 gare Indy 500 2018 Juncos
Marcus Ericsson F1 – Sauber Carlin?
Oriol Servia IndyCar – Scuderia Corsa – 1 gara Indy 500 2018
Pietro Fittipaldi IndyCar – Coyne – 6 gare Sonoma 2018 Coyne
Sage Karam IndyCar – D&R – 1 gara Indy 500 2018 ?
Zach. Claman De Melo IndyCar – Coyne – 9 gare Toronto 2018 Coyne? Rahal?
René Binder IndyCar – Juncos – 6 gare Mid Ohio 2018 Juncos

 

Foto di copertina:  indycar.com

Mercato 2019: Aggiornamento 5/10/2018

Varie speculazioni e manifestazioni di interesse hanno caratterizzato l’ultima settimana di mercato IndyCar.

Stando a quanto riportato da Racer.com, Santino Ferrucci si sarebbe assicurato l’ambito secondo sedile del team Coyne (#19). Con sorprendente anticipo il manager ed ex pilota di Chicago avrebbe quindi completato la propria line up, lasciando aperta la possibilità di schierare, come fatto nel finale del 2018, una terza vettura, probabilmente in condivisione.

L’attenzione di tutti è ora concentrata sui pochi sedili sicuri rimasti, ovvero la vettura #6 del team Schmidt, la #20 del team ECR (solo stradali e cittadini), la #32 del team Juncos, la #23 del team Carlin, oltre ai programmi non confermati dei team Scuderia Corsa e Dragon Speed.

Stando a quanto riportato dallo stesso Racer.com Elton Julian, titolare della squadra americana impegnata in WEC ed ELMS, sarebbe pronto a scendere in campo e starebbe trattando la fornitura di un motore, una situazione già vissuta nel 2012 da Michael Shank. Nel caso l’operazione andasse in porto, il pilota dovrebbe essere l’inglese ex GP2 Ben Hanley, attualmente in forza nel programma ELMS.

A differenza di quanto lasciato intendere da Trevor Carlin a Sonoma, la presenza nel 2019 di Charlie Kimball sulla vettura #23 è tutt’altro che certa. Il californiano starebbe infatti ridiscutendo il suo accordo con lo storico sponsor Tresiba, apparentemente non più disposto a finanziare un’intera stagione. Tra i molti cui fa gola il sedile dell’ex pilota Ganassi, Ed Jones e soprattutto Marcus Ericsson. Lo svedese, in procinto di lasciare il sedile Sauber ad Antonio Giovinazzi, si è detto intenzionato a proseguire la carriera nelle monoposto di elevata potenza, nella speranza di rientrare in F.1 nelle stagioni successive. Se il compagno di Chilton verrà confermato in tempi brevi, Carlin potrebbe interessarsi ad allestire un terzo programma.

Nulla è ancora trapelato sul sostituto di Robert Wickens sulla seconda vettura del team Schmidt. James Hinchcliffe si è comunque augurato che il nuovo sostituto possa continuare sulla strada, tecnica e prestazionale, aperta dal suo sfortunato compatriota, i cui tempi di recupero rimangono indeterminati.

Dopo aver confermato Spencer Pigot alla vigilia dell’appuntamento di Sonoma, il team ECR si è detto fiducioso di trovare l’accordo anche con Jordan King. A differenza di quanto riportato in precedenza, Ed Carpenter ha però negato la possibilità di schierare una terza monoposto, confermando di voler ancora prendere il volante della vettura #20 sugli ovali. Che sia questo l’oggetto del contendere con il pilota inglese?

Per quanto riguarda il team Juncos ed eventuali terze vetture di Carlin e Rahal, in assenza di piloti dotati di budget completo si prospettano programmi parziali e alternanze simili a quanto visto in casa Coyne tra Claman De Melo e Fittipaldi. Di seguito un breve elenco dei piloti che hanno mostrato un interesse per un posto nella serie nel 2019.

Pilota Programma 2018 Ultimo impegno IndyCar Possibile destinazione
Alfonso Celis Jr. IndyCar – Juncos – 2 gare Portland 2018 Juncos
Ben Hanley DragonSpeed – ELMS DragonSpeed
Carlos Munoz IndyCar – 3 gare Sonoma 2018 Schmidt?
Charlie Kimball IndyCar – Carlin Sonoma 2018 Carlin
Colin Braun IMSA – Core Autosport Rahal?
Conor Daly IndyCar – Harding – 4 gare Pocono 2018 Coyne?
Ed Jones IndyCar – Ganassi Sonoma 2018 Carlin? – Coyne?
Felipe Nasr IMSA – Action Express ?
Fernando Alonso F1 – McLaren/ WEC – Toyota Indy 500 2017 Andretti?
Gabby Chaves IndyCar – Harding Portland 2018 ?
J.R. Hildebrand IndyCar – D&R – 1 gara Indy 500 2018 ?
Jordan King IndyCar – ECR – 11 gare Sonoma 2018 ECR
Kyle Kaiser IndyCar – Juncos – 4 gare Indy 500 2018 Juncos
Marcus Ericsson F1 – Sauber Carlin?
Oriol Servia IndyCar – Scuderia Corsa – 1 gara Indy 500 2018 Scuderia Corsa
Pietro Fittipaldi IndyCar – Coyne – 6 gare Sonoma 2018 Coyne
Sage Karam IndyCar – D&R – 1 gara Indy 500 2018 ?
Zach. Claman De Melo IndyCar – Coyne – 9 gare Toronto 2018 Coyne? Rahal?
René Binder IndyCar – Juncos – 6 gare Mid Ohio 2018 Juncos

 

 

Riepilogo situazione di mercato per la stagione 2019
Squadra Motore N Pilota N Pilota N Pilota N Pilota N Pilota
Penske Chevy 2 Newgarden 12 Power 22 Pagenaud        
Foyt Chevy 4 Leist 14 Kanaan            
Schmidt Honda 5 Hinchcliffe 6 Wickens            
Harding Steinbrenner Chevy 8 O’Ward 88 Herta            
Ganassi Honda 9 Dixon 10 Rosenqvist            
Rahal Honda 15 Rahal 30 Sato 16          
Coyne Honda 18 Bourdais 19 Ferrucci 39        
ECR Chevy 20 Pigot 21 Carpenter            
King
Carlin Chevy 23 Kimball 59 Chilton   Ericcson         
Jones Jones
Ericsson
Andretti Honda 26 Veach 27 Rossi 28 Hunter-Reay 98 Andretti 29 Alonso
Juncos Chevy 32 Kaiser 33 Binder             
Shank Honda 60 Harvey                
Scuderia Corsa Honda  64 Servia                 
Dragon Speed Chevy Hanley

 

Legenda
Confermato
Probabile
Possibile

 

Foto di copertina:  indycar.com, Chris Jones

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