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1994 – Vancouver

Molson Indy Vancouver – Tredicesima prova stagionale – 4 settembre 1994

Circuito: Streets of Vancouver

Tipologia: Cittadino

Lunghezza: 1.703 mi – 2.740 km

Configurazione aerodinamica: Stradale

Record della pista: 54.514 – 1992, Michael Andretti, Lola-Ford

Distanza di gara: 102 giri – 173.7 mi

Vincitore uscente:  Al Unser Jr.

 

Griglia di Partenza
P Pilota Tempo Pilota Tempo
1 Robby Gordon 54.570
2 Nigel Mansell 54.728
3 Michael Andretti 54.799
4 Scott Goodyear 55.051
5 Teo Fabi 55.158
6 Paul Tracy 55.324
7 Stefan Johansson 55.331
8 Al Unser Jr. 55.351
9 Jacques Villeneuve 55.357
10 Mario Andretti 55.425
11 Adrian Fernandez 55.426
12 Emerson Fittipaldi 55.537
13 Mauricio Gugelmin 55.608
14 Scott Sharp 55.675
15 Bobby Rahal 55.742
16 Mark Smith 55.761
17 Eddie Cheever 56.001
18 Arie Luyendyk 56.030
19 Dominic Dobson 56.128
20 Raul Boesel 56.274
21 Mike Groff 56.349
22 Jimmy Vasser 56.404
23 Marco Greco 56.531
24 Claude Bourbonnais 56.669
25 Parker Johnstone 56.953
26 Willy T. Ribbs 57.003
27 Buddy Lazier 57.120
28 Alessandro Zampedri 57.770

Alla partenza Robby Gordon mantiene il comando mentre Nigel Mansell, inizialmente in difficoltà con la vettura, cede il secondo posto a Michael Andretti. Alle loro spalle una serrata battaglia coinvolge Goodyear, che su gomme più morbide dopo qualche giro comincia a rallentare gli inseguitori, Fabi, Tracy e Johansson, con Mario Andretti, Unser, Villeneuve e Fernandez subito dietro. Mentre infuria la battaglia per il quarto posto, il tentativo di fuga di Gordon è interrotto all’8° giro dalla clamorosa esplosione del motore di Zampedri, al rientro dopo il brutto incidente di Michigan. Quando la corsa riprende Andretti è subito molto aggressivo, insidiando il comando di Gordon quasi a ogni curva. Dopo tre giri però, il campione ’91 incappa in una foratura che lo costringe a percorrere tutta la pista su tre ruote. La conseguente sosta ai box lo fa precipitare al 19° posto, proprio davanti al leader Gordon, che però non riesce a doppiarlo. Parallelamente un contatto all’ultima curva provoca una foratura a Mario Andretti e un’ala rotta a Villeneuve. Le conseguenti riparazioni costano a entrambi un giro, estromettendoli di fatto dalla lotta. Con Michael Andretti temporaneamente fuori gioco, Fabi e Tracy dopo essersi liberati di Goodyear continuano una avvincente battaglia per il terzo posto, fino a quando il canadese trova il varco giusto al tornantino. Il maldestro contrattacco dell’italiano nella successiva variante termina con la Reynard nelle gomme, causando l’ingresso della pace car e una perdita di due giri per Fabi.

Tutti approfittano della neutralizzazione per effettuare la prima sosta, ma chi più ne trae beneficio è Al Unser Jr., che essendosi fermato poco prima rimane in pista e si installa al terzo posto dietro Gordon e Mansell. Michael Andretti risale invece al decimo posto. La bandiera verde arriva al 36° giro, regalando subito una sorpresa quando Gordon manca la frenata dell’ultima curva, trovandosi costretto a percorrere la pit lane per riprendere la pista. La beffa raddoppia poi quando un contatto con Fernandez procura all’americano una foratura, obbligandolo a una seconda visita ai box il giro successivo. Mentre Gordon scivola quindi nelle retrovie, Mansell si ritrova comodamente in testa, con Unser invischiato tra i doppiati. Poco più indietro intanto Michael Andretti mette insieme una serie di sorpassi che in pochi giri lo portando dal decimo al terzo posto. Poco dopo aver ceduto il quarto posto all’americano, la corsa di Johansson, già a muro nel warm up, finisce invece nelle barriere, quando un errore in frenata rischia di fargli colpire Goodyear. La corsa non viene neutralizzata e Andretti è quindi libero di proseguire la sua rimonta, sfruttando a suo vantaggio il traffico per soffiare il secondo posto ad Unser, che risparmia carburante. La bandiera gialla arriva comunque poco dopo per recuperare la vettura di Willy T. Ribbs, ed è sfruttata da Andretti per effettuare la seconda sosta. Alla ripartenza Mansell, che ha visto evaporare un vantaggio di oltre 10 secondi, riprende quindi la fuga su Unser, Goodyear, Fernandez e un agguerrito terzetto composto da Fittipaldi, Tracy e Rahal. Il canadese, in rimonta dopo aver percorso la prima parte di gara con le cinture slacciate, finisce però in testacoda dopo aver passato il compagno di squadra, dovendo ricominciare tutto da capo. Il posto di Tracy viene quindi preso da Andretti, che nel suo recupero arriva fino alle spalle di Fittipaldi, prima che la corsa venga ancora interrotta per recuperare la vettura di Dobson, con Unser che approfitta della neutralizzazione per rifornire, imitato poco dopo da Goodyer e Fittipaldi.

Alla ripartenza Mansell guida ancora il gruppo su Fernandez, Luyendyk e Andretti, che dopo qualche giro rientra ai box convinto di essere incappato in un’altra foratura, non riscontrata però dai meccanici. Mentre l’americano rientra in pista 13°, alle spalle di Unser, quarto, Fittipaldi, Rahal e Gordon ingaggiano una bella battaglia per la quinta piazza. Luyendyk è il primo del gruppo di testa a effettuare l’ultima sosta, seguito al 77° giro da Mansell. Un errore di calcolo costa invece carissimo a Fernandez, in testa per pochi metri prima di dover accostare con il serbatoio vuoto. Il comando passa quindi ad Al Unser Jr., che alla ripartenza del giro 81 conduce su Fittipaldi, Rahal, Gordon, Tracy, Mansell, Gugelmin, Goodyear e Andretti. Mentre Rahal va dritto in una chicane, dovendo aspettare il passaggio di tutto il gruppo per ripartire, Andretti inanella un sorpasso dietro l’altro, portandosi in breve dietro Tracy e Mansell, che hanno gioco facile nel liberarsi di Fittipaldi, in pieno risparmio di carburante. Con una staccata al limite l’americano riesce a mettere nel sacco anche il campione in carica, ma un errore all’ultima curva finisce con la Reynard Target nel cambio della Penske di Tracy, che è costretto al ritiro. La vettura ferma del canadese ostruisce la pista, costando a Mansell tre posizioni e obbligando l’intervento della pace car. La neutralizzazione aiuta ancora Unser, come Fittipaldi in pieno risparmio di carburante, favorito anche dai problemi al cambio di Gordon, che allo sventolare della bandiera verde, a 4 giri dal termine, è più impegnato a controllare Andretti che a puntare al successo. Gli ultimi giri non vedono quindi variazioni in zona podio, ma poco più indietro un attacco disperato di Mansell all’ultima curva genera una collisione con Fittipaldi che elimina entrambi.

Per Unser, debilitato dall’influenza che lo aveva tenuto lontano dalla pista il venerdì, arriva quindi un insperato successo che lo avvicina sempre di più al titolo. Gordon coglie invece un secondo posto quasi sorprendente considerate le peripezie vissute. Stesso discorso per il terzo posto di Andretti, forse il pilota più veloce ma penalizzato da due forature, una vera e una presunta, la cui prestazione è però offuscata dalla toccata con Tracy nel finale. L’incidente tra Mansell e Fittipaldi consegna un buon quarto posto a Goodyear, che sul traguardo precede Gugelmin, Luyendyk e Rahal, deluso dopo aver buttato un sicuro podio con il dritto nel finale. La zona punti è quindi completata da Smith, Fittipaldi, Mansell, velocissimo ma penalizzato dall’andamento delle bandiere gialle, Mario Andretti e Scott Sharp.

Ordine d’arrivo
P Pilota Squadra N Vettura Tempo
1 Al Unser, Jr. Penske 31 P/ID 102 giri in 1:53:27345 – 89.166 mph
2 Robby Gordon (P) Walker 9 L/F 2.238
3 Michael Andretti Ganassi 8 R/F 6.978
4 Scott Goodyear Bernstein 40 L/F 12.448
5 Mauricio Gugelmin Ganassi 88 R/F 12.818
6 Arie Luyendyk Indy Regency 28 L/F 14.848
7 Bobby Rahal Rahal 4 L/H 17.678
8 Mark Smith Walker 15 L/F 32.318
9 Emerson Fittipaldi Penske 2 P/ID incidente
10 Nigel Mansell (L) Newman Haas 1 L/F incidente
11 Mario Andretti Newman Haas 6 L/F 1 giro
12 Scott Sharp PacWest 71 L/F 1 giro
13 Parker Johnstone Comptech 49 L93/H 1 giro
14 Mike Groff Rahal 10 L/H 1 giro
15 Jimmy Vasser Hayoe 18 R/F 1 giro
16 Marco Greco Arciero 25 L/F incidente
17 Eddie Cheever Foyt 14 L/F 3 giri
18 Teo Fabi Hall 11 R/ID 4 giri
19 Dominic Dobson PacWest 17 L/F 6 giri
20 Paul Tracy Penske 3 P/ID incidente
21 Claude Bourbonnais McCormack 30 L/IC cambio
22 Adrián Fernández Galles 7 R/ID carburante
23 Raúl Boesel Simon 5 L/F motore
24 Jacques Villeneuve (II) Green/Forsythe 12 R/F scarico
25 Willy T. Ribbs Walker 24 L/F guidabilità
26 Stefan Johansson Bettnhausen 16 P22/ID incidente
27 Buddy Lazier Leader Card 23 L93/IC semiasse
28 Alessandro Zampedri Coyne 19 L93/F motore
Telaio/Motore

R= Reynard 94; L= Lola 94; P= Penske PC23; L93= Lola 93; P22= Penske PC22

ID= Ilmor D; F= Ford Cosworth XB; IC= Ilmor C

(P)= pole position; (L)= maggior numero di giri in testa

 

Classifica dopo Vancouver

P Pilota Punti
1   Al Unser, Jr. 193
2   Emerson Fittipaldi 137
3   Michael Andretti 114
4   Paul Tracy 107
5   Robby Gordon 104
6   Nigel Mansell 83
7   Bobby Rahal 55
8   Raul Boesel 54
8   Jacques Villeneuve 54
10   Teo Fabi 49
11   Mario Andretti 45
12   Scott Goodyear 44
13   Jimmy Vasser 42
14   Stefan Johansson 41
15   Mauricio Gugelmin 36
16   Adrian Fernandez 30
17   Arie Luyendyk 26
18   Dominic Dobson 25
19   Mark Smith 16
20   Mike Groff 15

Milwaukee – 3° gara stagione 1985

Terza gara della stagione 1985 – Dana Rex Mays Classic – 2 giugno 1985

Circuito: Milwaukee Mile

Tipologia: Ovale corto

Lunghezza: 1 miglio

Configurazione aerodinamica: Ovale corto

Record della pista: 25.028 – 1982, Rick Mears – Penske PC10 – Cosworth

Distanza di gara: 200 giri – 200 miglia

Vincitore uscente:  Tom Sneva

Griglia di partenza – Milwaukee
P Pilota Tempo Pilota Tempo
1 Mario Andretti 24.389
2 Danny Sullivan
3 Rick Mears
4 Al Unser Jr.
5 Roberto Guerrero
6 Ed Pimm
7 Johnny Rutherford
8 Emerson Fittipaldi
9 Chet Fillip
10 Michael Andretti
11 Bobby Rahal
12 Geoff Brabham
13 Jacques Villeneuve
14 Josele Garza
15 Arie Luyendyk
16 Spike Gehlhausen
17 Dick Simon
18 Pancho Carter
19 Tom Sneva
20 Pete Halsmer
21 Howdy Holmes
22 Kevin Cogan
23 Tom Bigelow
24 Dennis Firestone

La tradizione vuole che il vincitore mancato di Indianapolis trovi subito rivincita nell’appuntamento successivo di Milwaukee e l’edizione 1985 non ha fatto eccezione, con Mario Andretti a dominare la corsa dall’inizio alla fine. Il campione del mondo 1979, partito dalla pole, ha messo subito le cose in chiaro prendendo il largo nelle prime battute su Danny Sullivan e Rick Mears, prima che le ostilità fossero interrotte da un testacoda di Arie Luyendyk, arrivato poco dopo il ritiro di Al Unser jr. per problemi tecnici.

Alla ripartenza Andretti ha quindi facilmente ripreso la sua fuga, questa volta inseguito da Mears a precedere Sullivan e la Lola dell’ottimo Ed Pimm, prima che un’ottima rimonta portasse il polesitter di Indy Pancho Carter dalla nona posizione di partenza fino al terzo posto. Ancora più impressionante è stato però il recupero di Tom Sneva, in grado di portare la sua Eagle in top ten dopo essere partito 19°. La seconda neutralizzazione, arrivata per l’incidente di Johnny Rutherford, ha visto però Carter sparire dalle posizioni di testa per un’infrazione in corsia box, mentre Sneva ha proseguito il suo recupero, andando all’assalto del secondo posto di Mears.

Il successivo turno di soste, arrivato in regime di bandiera verde intorno al 130° giro, non ha poi cambiato l’equilibrio della corsa, con Andretti arrivato a doppiare quasi tutto il gruppo, fino all’incidente di Ed Pimm, quinto in quel momento e autore di un’ottima prova con la Lola di Dan Gurney. Il costruttore americano si è consolato con la bella prestazione di Sneva, che pur non potendo contrastare la cavalcata di Andretti ha comunque portato la sua Eagle al secondo posto, un buon risultato dopo la delusione di Indianapolis. Per Andretti è quindi arrivato il secondo successo stagionale a consolidare il comando della classifica. Alle spalle di Tom Sneva ha poi chiuso un ottimo Rick Mears, ancora in recupero dalle terribili ferite riportate nell’incidente del 1984 a Sanair. L’americano, ultimo dei  piloti a pieni giri, ha preceduto il trionfatore di Indy Danny Sullivan,  oltre a Pancho Carter, Roberto Guerrero e un buon Josele Garza. Emerson Fittipaldi ha avuto la meglio su Bobby Rahal al termine di un lungo confronto per l’ottavo posto, con la zona punti completata da Chet Fillip, Howdy Holmes e Geoff Brabham.

Ordine d’arrivo
P Pilota Tempo
1 Mario Andretti 200 giri in 1:36:38.89 – 124.162 mph
2 Tom Sneva  12.720
3 Rick Mears
4 Danny Sullivan 1 giro
5 Pancho Carter 4 giri
6 Roberto Guerrero 4 giri
7 Josele Garza 5 giri
8 Emerson Fittipaldi 6 giri
9 Bobby Rahal 6 giri
10 Chet Fillip 8 giri
11 Howdy Holmes 9 giri
12 Geoff Brabham 9 giri
13 Dick Simon 12 giri
14 Spike Gehlhausen 12 giri
15 Pete Halsmer 13 giri
16 Kevin Cogan 13 giri
17 Arie Luyendyk 16 giri
18 Tom Bigelow 22 giri
19 Michael Andretti Motore
20 Dennis Firestone Motore
21 Ed Pimm incidente
22 Jacques Villeneuve (I) Motore
23 Johnny Rutherford incidente
24 Al Unser, Jr. Guasto

 

Classifica dopo Milwaukee
1   Mario Andretti 61
2   Danny Sullivan 46
3   Roberto Guerrero 22
4   Al Unser 22
5   Emerson Fittipaldi 21
6   Tom Sneva 21
7   Rick Mears 14
8   Jim Crawford 12
9   Pancho Carter 11
10   Johnny Rutherford 11
11   Johnny Parsons 10
12   Geoff Brabham 9
13   Arie Luyendyk 6
14   Josele Garza 6
15   Jacques Villeneuve 6
16   Ed Pimm 5
17   Michael Andretti 5
18   Howdy Holmes 5
19   Al Unser, Jr. 4
20   Bobby Rahal 4

69° Indianapolis 500 – 2° gara stagione 1985

Seconda gara della stagione 1985 – Indianapolis 500 – 26 maggio 1985

Circuito: Indianapolis Motor Speedway

Tipologia: Super Speedway

Lunghezza: 2.5  mi – 4.02 km

Configurazione aerodinamica: Super speedway, monoplano posteriore

Record della pista: 210.689 mph/42.717s – Tom Sneva, 1984 – March 84C-Cosworth

Distanza di gara: 200 giri – 500 miglia

Vincitore uscente: Rick Mears

Griglia di partenza – Indianapolis
P Pilota Velocità (mph) Pilota Velocità (mph) Pilota Velocità (mph)
1 Pancho Carter 212.583
2 Scott Brayton 212.199
3 Bobby Rahal 211.818
4 Mario Andretti 211.576
5 Emerson Fittipaldi 211.322
6 Don Whittington 210.992
7 Al Unser 210.523
8 Danny Sullivan 210.298
9 Geoff Brabham 210.074
10 Rick Mears 209.796
11 Al Unser Jr. 209.215
12 Bill Whittington 209.006
13 Tom Sneva 208.927
14 Dick Simon 208.536
15 Michael Andretti 208.185
16 Roberto Guerrero 208.062
17 Danny Ongais 207.220
18 Josele Garza 206.677
19 Howdy Holmes 206.372
20 Arie Luyendyk 206.004
21 A.J. Foyt 205.782
22 Ed Pimm 205.724
23 Raul Boesel 206.498
24 John Paul Jr. 206.340
25 Chip Ganassi 206.104
26 Johnny Parsons 205.778
27 Jim Crawford 205.525
28 George Snider 205.455
29 Tony Bettenhausen 204.824
30 Johnny Rutherford 208.254
31 Derek Daly 207.548
32 Kevin Cogan 206.368
33 Rich Vogler 205.653

L’edizione che ha visto entrare Danny Sullivan nella storia di Indianapolis per il suo “spin and win” si è aperta con un’insolita versione di Back home again in Indiana, che ha visto Topolino dirigere il gruppo delle Voices of Liberty in sostituzione di Jim Nabors. Fin dalla partenza le preoccupazioni sull’affidabilità dei potentissimi Buick V6 sono diventate realtà. Dopo aver ceduto la prima posizione a un aggressivo Rahal in curva 1, la gara del polesitter Pancho Carter è subito finita col motore in fumo e sorte analoga è toccata poco più tardi al compagno Scott Brayton.

Le prime battute hanno visto la battaglia per la testa tra Rahal e Andretti ma ben presto anche il pilota dell’Ohio si è dovuto arrendere a problemi al turbo. Il ruolo di inseguitore del campione 1984 è quindi passato ad Al Unser sr., fino a quando una penalità di un giro per essere passato sopra il tubo dell’aria non ha rovinato la corsa del pilota Penske. La fortune della famiglia Unser hanno poi subito un ulteriore colpo quando Little Al, fino a quel momento stabilmente tra i primi 5, ha dovuto abbandonare per problemi al propulsore.

Con Andretti saldamente in testa la corsa ha quindi visto la risalita di Fittipaldi e Sneva, in lotta per la seconda posizione, seguiti da un gruppetto composto da Don Whittington, Johnny Rutherford e il rimontante Danny Sullivan. Installatosi in quarta piazza, il pilota del Kentucky si è quindi candidato come maggior sfidante di Andretti, emergendo al secondo posto dopo il terzo turno di soste, arrivato attorno a metà gara.

Dopo una lunga battaglia nel traffico, il primo attacco di Sullivan in curva 1 si è però concluso con la March in testacoda davanti ad un attonito Andretti. Evitato fortunatamente il contatto col muro, Sullivan è poi stato bravissimo a rimettere immediatamente in carreggiata la sua vettura, riprendendo subito la velocità di gara senza perdere posizioni, fino alla successiva bandiera gialla. La ripartenza successiva ha però avuto vita breve, a causa di un contatto innescato da Holmes che ha visto Rich Vogler finire a muro proprio davanti al gruppo dei primi.

Se Andretti, Sullivan e Fittipaldi sono riusciti ad attraversare il luogo dell’incidente senza danni, la confusione ha tratto in inganno Tom Sneva, che ha perso il controllo della sua Eagle ponendo tristemente fine ad un’ottima prova. Mentre un problema al cambio ha portato al ritiro il rientrante Mears, rallentato in precedenza da problemi alla visiera, alla ripartenza l’inseguimento di Sullivan è stato finalmente coronato da successo quando, intorno al 130° giro, una manovra praticamente identica alla precedente ha visto la March superare la Lola di Andretti e prendere il largo.

L’ennesima bandiera gialla per recuperare la vettura ferma di Ongais ha poi portato al quinto turno di soste, che ha visto Roberto Guerrero spegnere il motore e perdere momentaneamente il terzo posto. Piuttosto che un tentativo di recuperare il primato, la ripartenza ha visto poi Andretti difendersi dagli attacchi di Fittipaldi, fino al deciso attacco vincente del brasiliano al 159° giro. La buone notizie sono però finite lì per il due volte campione del mondo, che ha prima perso il contatto coi primi fermandosi in bandiera verde, poco prima di un brutto incidente di John Paul jr (innescato da una ruota mal serrata, comunque senza gravi conseguenze), poi ha dovuto abbandonare la corsa per problemi tecnici.

Il successivo incidente di Bill Whittington, nel finale di gara, ha concesso un’ultima possibilità di assalto ad Andretti, ma allo sventolare della bandiera verde a tre giri dalla fine Sullivan, protetto da due doppiati, ha nuovamente preso margine senza difficoltà, andando a conquistare la prima Indy 500 in carriera, la quinta per il team Penske. “Solo” una seconda piazza quindi per la Lola di Andretti, che ha preceduto un comunque ottimo Guerrero, l’altra March-Penske di Al Unser sr. e un grande Rutherford, quinto al traguardo dopo essere partito dalle retrovie. Hanno completato la zona punti CART Johnny Parsons, Michael Andretti, Ed Pimm, Howdy Holmes, Kevin Cogan e Derek Daly.

Ordine d’arrivo
1 Danny Sullivan 200 giri in 3:16:06
2 Mario Andretti  2.477
3 Roberto Guerrero
4 Al Unser 1 giro
5 Johnny Parsons 2 giri
6 Johnny Rutherford 2 giri
7 Arie Luyendyk 2 giri
8 Michael Andretti 4 giri
9 Ed Pimm 5 giri
10 Howdy Holmes 6 giri
11 Kevin Cogan 9 giri
12 Derek Daly 11 giri
13 Emerson Fittipaldi pescaggio
14 Bill Whittington incidente
15 John Paul, Jr. incidente
16 Jim Crawford guasto
17 Danny Ongais motore
18 Raúl Boesel radiatore
19 Geoff Brabham motore
20 Tom Sneva incidente
21 Rick Mears cavo acceleratore
22 Chip Ganassi pescaggio
23 Rich Vogler incidente
24 Don Whittington motore
25 Al Unser, Jr. pressione olio
26 Dick Simon pressione olio
27 Bobby Rahal turbo
28 A. J. Foyt Broken RF wing
29 Tony Bettenhausen, Jr. mozzo ruota
30 Scott Brayton Turbo
31 Josele Garza motore
32 George Snider motore
33 Pancho Carter pompa olio

 

Classifica dopo Indianapolis
1   Mario Andretti 39
2   Danny Sullivan 34
3   Al Unser 22
4   Emerson Fittipaldi 16
5   Roberto Guerrero 14
6   Jim Crawford 12
7   Johnny Rutherford 11
8   Johnny Parsons 10
9   Geoff Brabham 8
10   Arie Luyendyk 6
10   Jacques Villeneuve 6
12   Ed Pimm 5
12   Tom Sneva 5
12   Michael Andretti 5
15   Al Unser, Jr. 4
16   Howdy Holmes 3
17   Kevin Cogan 2
17   Scott Brayton 2
19   Pancho Carter 1
19   Derek Daly 1

Long Beach – Prima gara stagione 1985

Prima gara della stagione 1985 – Toyota Grand Prix of Long Beach – 14 aprile 1985

Circuito: Streets of Long Beach

Tipologia: Cittadino

Lunghezza: 1.67 mi – 2.687 km

Configurazione aerodinamica: Stradale

Record della pista: 1.06.263 – Mario Andretti, 1984

Distanza di gara: 90 giri – 150.3 mi

Vincitore uscente:  Mario Andretti

 

Griglia di partenza – Long Beach
P Pilota Tempo Pilota Tempo
1 Mario Andretti  1.05.213
2 Bobby Rahal 1.05.436
3 Al Unser Jr. 1.05.784
4 Geoff Brabham 1.05.851
5 Emerson Fittipaldi 1.05.949
6 Bruno Giacomelli 1.06.078
7 Jacques Villeneuve 1.06.174
8 Roberto Guerrero 1.06.236
9 Danny Sullivan 1.06.374
10 Jim Crawford 1.06.539
11 Michael Andretti
12 Al Unser
13 Josele Garza
14 Tom Sneva
15 Arie Luyendyk
16 Howdy Holmes
17 Bill Whittington
18 Ed Pimm
19 Kevin Cogan
20 Johnny Rutherford
21 Randy Lanier
22 Dennis Firestone
23 Scott Brayton
24 Raul Boesel
25 Dick Ferguson
26 Pancho Carter
27 Rocky Moran
28 Michael Roe

In una sfida all’ultima goccia di metanolo, Mario Andretti ha vinto la prova d’apertura del campionato CART 1985. Il campione del mondo 1979 ha condotto la corsa per tutta il suo svolgimento, dovendosi però guardare dagli attacchi di Danny Sullivan. Dopo aver mantenuto con sicurezza la prima posizione in partenza, Andretti ha ben presto preso un ampio margine sugli inseguitori, inizialmente capitanati da Bobby Rahal, uscito però di scena dopo 3 giri per un cedimento meccanico propiziato da una toccata contro le barriere.

Il ruolo di primo inseguitore è stato preso quindi da Al Unser jr., presto scavalcato da un arrembante Jacques Villeneuve, mentre alle loro spalle un agguerrito trenino ha visto coinvolti Brabham, Fittipaldi e Giacomelli. Problemi al motore hanno però in breve attardato l’australiano, mentre il duo Patrick ha avuto presto ragione di un Little Al in difficoltà con il turbo. Partito dalla quinta fila Danny Sullivan, alla prima uscita col team Penske,  ha poi raggiunto questo gruppetto, installandosi in quarta posizione tra Giacomelli e Fittipaldi.

Dopo il testacoda in curva 1 di Kevin Cogan e il ritiro di Guerrero per i postumi di un contatto con Michael Andretti al primo giro, intorno al trentesimo passaggio sono quindi cominciate le soste ai box, con Jacques Villeneuve a secco prima di arrivare in pit lane. Il contrattempo è costato un giro al canadese, autore fino a quel momento di un’ottima prova. Successivamente si sono presentati in corsia box anche Giacomelli, Unser jr., Sullivan e Fittipaldi. Mentre la bella gara dell’italiano è stata rovinata da una penalità per infrazione in corsia box (il ritiro è poi arrivato per problemi tecnici), il pilota Penske ha avuto ragione del brasiliano, lanciandosi all’inseguimento di Andretti, che in difficoltà con la radio ha effettuato la sua sosta al 44° passaggio, due giri prima del necessario.

Una volta tornato in pista, il campione in carica è intervenuto pesantemente sul livello del “boost”, la sovrapressione garantita dal turbo, nella speranza di ridurre al minimo i consumi ed evitare l’ultima sosta. Al contrario, consapevole di dover comunque effettuare uno splash and go finale, Sullivan ha spinto al massimo, recuperando su Andretti nel traffico per poi prendere la testa, approfittando del doppiaggio del compagno di squadra Al Unser sr. in un gioco di squadra Penske non troppo sportivo. L’ex pilota Tyrrell ha ben presto costruito un ampio margine su Andretti, ma i suoi sforzi sono stati vanificati da un errore di calcolo del muretto, che ha costretto Sullivan a percorrere col serbatoio vuoto le ultime centinaia di metri prima dell’ultima sosta.

Mentre l’incertezza sui consumi di Andretti regnava nel box del team Newman Haas, una volta tornato in pista Sullivan ha ripreso la sua rimonta, riagguantando il secondo posto con un altro sorpasso ai danni di Emerson Fittipaldi. All’ultimo giro, con i meccanici pronti per un rabbocco d’emergenza, Andretti è rimasto in pista riuscendo a chiudere vittorioso senza troppi patemi, mentre proprio Sullivan ha visto la sua vettura ammutolirsi nuovamente all’uscita del tornantino finale. Il secondo errore di calcolo del muretto Penske non ha comunque privato il suo pilota di un meritato podio, alle spalle di Emerson Fittipaldi, secondo dopo aver effettuato il rabbocco all’ultimo giro.

Jim Crawford ha chiuso una corsa consistente in quarta posizione, precedendo Al Unser sr., Geoff Brabham (sopravvissuto ai guai iniziali), Jacques Villeneuve, Tom Sneva, Al Unser jr. (in testacoda nel finale e fermo all’ultimo giro con l’auto avvolta dal fumo) . Hanno chiuso la zona punti Johnny Rutherford, Scott Brayton e Ed Pimm.

Ordine d’arrivo
1 Mario Andretti 90 giri in 1:42:50.07 – 87.694 mph
2 Emerson Fittipaldi 1.00.27
3 Danny Sullivan 1 giro
4 Jim Crawford 2 giro
5 Al Unser 3 giro
6 Geoff Brabham 2 giri
7 Jacques Villeneuve (I) 2 giri
8 Tom Sneva 3 giri
9 Al Unser, Jr. 4 giri
10 Johnny Rutherford 4 giri
11 Scott Brayton 5 giri
12 Ed Pimm 5 giri
13 Pancho Carter 5 giri
14 Howdy Holmes 6 giri
15 Rocky Moran 10 giri
16 Bill Whittington 13 giri
17 Arie Luyendyk Incidente
18 Bruno Giacomelli Sospensione
19 Michael Andretti Motore
20 Raúl Boesel Perdita olio
21 Michael Roe Surriscaldamento
22 Dennis Firestone Fuoco
23 Kevin Cogan Incidente
24 Randy Lanier Incidente
25 Dick Ferguson Motore
26 Roberto Guerrero Sospensione
27 Bobby Rahal Incidente
28 Josele Garza Semiasse

 

Classifica dopo Long Beach
1 Mario Andretti 22
2 Emerson Fittipaldi 16
3 Danny Sullivan 14
4 Jim Crawford 12
5 Al Unser 10
6 Geoff Brabham 8
7 Jacques Villeneuve 6
8 Tom Sneva 5
9 Al Unser, Jr. 4
10 Johnny Rutherford 3
11 Scott Brayton 2
12 Ed Pimm 1

 

Phoenix – 2° gara stagione 1987

Seconda prova della stagione 1987 – Checker 200 – 12 aprile 1987

Circuito: Phoenix International Raceway

Tipologia: Ovale corto

Lunghezza: 1 mi – 1.09 km

Configurazione aerodinamica: Ovale corto

Record della pista:

Distanza di gara: 200 giri – 200 mi

Vincitore uscente:  Kevin Cogan

Griglia di partenza – Phoenix
P Pilota Tempo Pilota Tempo
1 Mario Andretti
2 Michael Andretti
3 Rick Mears
4 Bobby Rahal
5 Kevin Cogan
6 Dick Simon
7 Danny Sullivan
8 Al Unser Jr.
9 Dennis Firestone
10 Johnny Rutherford
11 Josele Garza
12 Geoff Brabham
13 Arie Luyendyk
14 Jeff MacPherson
15 Fabrizio Barbazza
16 Gary Bettenhausen
17 Tom Sneva
18 Randy Lewis
19 Tony Bettenhausen
20 Ludwig Heimrath Jr.
21 Emerson Fittipaldi
22 Roberto Guerrero

Strepitosa affermazione di Roberto Guerrero nella seconda prova stagionale a Phoenix. Partito ultimo dopo essere stato pescato sotto peso in qualifica, il colombiano si è prodotto in un esaltante rimonta che lo ha visto prendere la testa prima della metà gara. Guerrero, al primo successo così come il team di Vince Granatelli, ha prevalso al termine di un lungo duello con Bobby Rahal.

Il momento culminante della battaglia non si è però vissuto in pista ma in pit lane, in occasione dell’ultima neutralizzazione. Il campione in carica è stato il primo a fermarsi, quando ancora le altre vetture procedevano ad alta velocità, cosa che ha notevolmente aggravato la perdita di tempo indotta dallo spegnimento del motore. A dare una mano a Rahal ha pensato però lo stesso Guerrero,  costretto poco dopo ad uno stop and go in bandiera verde per aver urtato una delle sue gomme lasciando la piazzola.

Il vantaggio sul resto del gruppo era però tale da permettere al colombiano di tornare in pista davanti a tutti, involandosi verso le bandiera a scacchi davanti allo stesso Rahal. Il podio è stato completato da un ottimo Luyendyk, che ha preceduto gli Andretti, con Michael davanti a Mario. Il vincitore di Long Beach, in testa nelle prime fasi, ha via via perso terreno dai primi a causa di un assetto non ottimale. Un’altra prova consistente ha visto Josele Garza conquistare il sesto posto davanti a Firestone, Brabham, Rutherford e Dick Simon.

Ancora problemi per le Penske, con Mears protagonista nelle prime fasi ma presto costretto al ritiro da problemi al motore. La gara di Sullivan, in quel momento in zona podio, è invece stata rovinata da un problema al sensore del carburante a metà gara, che ha relegato il pilota del Kentucky ai margini della zona punti. La rottura del cambio ha invece privato Al Unser Jr di un possibile piazzamento tra i primi 5. Problemi anche per Fittipaldi, fuori causa per problemi tecnici dopo essere partito dal fondo per aver cambiato telaio dopo le qualifiche.

 

Ordine d’arrivo
P Pilota Tempo
1 Roberto Guerrero 200 giri in 1:26:56- 138.02 mph
2 Bobby Rahal  8.620
3 Arie Luyendyk 1 giro
4 Michael Andretti 1 giro
5 Mario Andretti 2 giri
6 Josele Garza 4 giri
7 Dennis Firestone 5 giri
8 Geoff Brabham 6 giri
9 Johnny Rutherford 6 giri
10 Dick Simon 11 giri
11 Danny Sullivan 14 giri
12 Fabrizio Barbazza 17 giri
13 Jeff MacPherson 17 giri
14 Al Unser, Jr. cambio
15 Tony Bettenhausen, Jr. 25 giri
16 Gary Bettenhausen 27 giri
17 Tom Sneva 47 giri
18 Emerson Fittipaldi guasto
19 Randy Lewis surriscaldamento
20 Rick Mears motore
21 Kevin Cogan guasto
22 Ludwig Heimrath, Jr. giunto CV

 

Classifica dopo Phoenix
1   Mario Andretti 33
2   Michael Andretti 24
3   Roberto Guerrero 22
4   Josele Garza 18
5   Al Unser, Jr. 16
6   Bobby Rahal 16
7   Tom Sneva 14
8   Arie Luyendyk 14
9   Chip Robinson 8
10   Didier Theys 6
11   Dennis Firestone 6
12   Randy Lewis 5
13   Geoff Brabham 5
14   Johnny Rutherford 4
15   Rick Mears 4
16   Dick Simon 3
17   Jeff MacPherson 3
18   Tony Bettenhausen Jr 2
19   Danny Sullivan 2
20   Fabrizio Barbazza 1

Long Beach – Prima gara stagione 1987

Prima gara della stagione 1987 – Toyota Grand Prix of Long Beach – 5 aprile 1987

Circuito: Streets of Long Beach

Tipologia: Cittadino

Lunghezza: 1.67 mi – 2.87 km

Configurazione aerodinamica: Cittadino

Record della pista:

Distanza di gara: 95 giri – 158.5 mi

Vincitore uscente:  Michael Andretti

 

Griglia di partenza – Long Beach
P Pilota Tempo Pilota Tempo
1 Mario Andretti 1.05.886
2 Roberto Guerrero 1.06.804
3 Emerson Fittipaldi 1.06.813
4 Kevin Cogan 1.06.924
5 Michael Andretti 1.07.148
6 Al Unser Jr. 1.07.364
7 Bobby Rahal 1.07.561
8 Geoff Brabham 1.07.689
9 Danny Sullivan 1.08.465
10 Tom Sneva 1.08.577
11 Josele Garza 1.08.631
12 Arie Luyendyk 1.08.773
13 Jeff MacPherson 1.08.996
14 Fabrizio Barbazza 1.09.103
15 Ludwig Heimrath Jr. 1.09.449
16 Chip Robinson 1.09.663
17 Didier Theys 1.09.684
18 Rick Mears 1.09.687
19 Randy Lewis 1.10.115
20 Rocky Moran 1.10.234
21 Dick Simon 1.10.287
22 Johnny Rutherford 1.11.348
23 Dennis Firestone 1.12.960
24 Tony Bettenhausen 1.13.472

Prosegue la storia d’amore tra la famiglia Andretti e Long Beach. Dopo il trionfo in F1 nel 1977, le due vittorie consecutive nel biennio ’84-’85 e il successo del figlio Michael nell’86, Mario Andretti ha ancora una volta aperto la stagione CART con una vittoria, conquistando il quarto successo personale sulle strade californiane. Si è trattato ancora una volta di dominio per l’ex campione del mondo, che partito dalla pole ha condotto la gara per tutta la sua lunghezza. Sempre in controllo e in grado di comandare usando meno carburante dei rivali, Andretti ha visto in Emerson Fittipaldi l’unico avversario in grado di metterne in dubbio il primato.

Dopo essersi installato in seconda posizione in partenza, il brasiliano si è incollato alle spalle della Lola Newman-Haas dopo la prima sosta, dovendo però abbandonare la corsa per problemi al propulsore. Proprio affidabilità e prestazioni dei motori hanno segnato l’andamento della corsa. Il successo di Andretti ha segnato la prima storica affermazione del motore Ilmor-Chevrolet, eccellente nelle prestazioni ma ancora non del tutto affidabile. Al ritiro di Fittipaldi si sono infatti aggiunte le rotture di Cogan (brevemente in seconda posizione dopo il ritiro del compagno) e Sullivan, protagonista come Mears di un avvio di stagione molto tormentato per la nuova Penske.

Problemi anche in casa Cosworth, con il ritiro a metà gara di Guerrero, salito al secondo posto dopo aver risolto a suo favore un lungo duello con Al Unser Jr., secondo alla fine ma molto staccato dal vincitore Andretti. Il podio è stato quindi completato da un solido Sneva davanti a Michael Andretti, attardato durante le soste da un’ala anteriore danneggiata in partenza. La maggiore delusione della giornata è però venuta dal campione in carica Bobby Rahal, subito fuori gara in una replica dell’errore del 1985, con una sospensione fuori uso per un contatto col muro.

L’uscita di scena del pilota dell’Ohio ha negato un confronto più completo sulle prestazioni dei telai, che al momento vedrebbe una Lola piuttosto avvantaggiata rispetto ai rivali della March. La top 5 è stata quindi completata da Josele Garza, che ha preceduto sul traguardo il compagno e migliore dei rookies Chip Robinson, davanti a un altro debuttante, Didier Theys. Rendy Lewis ha poi chiuso davanti a un opaco Mears, con Jeff MacPherson a completare la top ten.

Ordine d’arrivo
1 Mario Andretti 95 giri in 1:51:33
2 Al Unser, Jr. 1 giro
3 Tom Sneva 1 giro
4 Michael Andretti 2 giri
5 Josele Garza 2 giri
6 Chip Robinson 3 giri
7 Didier Theys 4 giri
8 Randy Lewis 4 giri
9 Rick Mears 5 giri
10 Jeff MacPherson  6 giri
11 Tony Bettenhausen, Jr. 6 giri
12 Roberto Guerrero 7 giri
13 Rocky Moran 9 giri
14 Arie Luyendyk 17 giri
15 Ludwig Heimrath, Jr. cambio
16 Geoff Brabham frizione
17 Fabrizio Barbazza motore
18 Kevin Cogan motore
19 Emerson Fittipaldi waste gate
20 Dick Simon incidente
21 Dennis Firestone incidente pit
22 Danny Sullivan waste gate
23 Johnny Rutherford motore
24 Bobby Rahal incidente

 

Classifica dopo Long Beach
1 Mario Andretti 22
2 Al Unser, Jr. 16
3 Tom Sneva 14
4 Michael Andretti 12
5 Josele Garza 10
6 Chip Robinson 8
7 Didier Theys 6
8 Randy Lewis 5
9 Rick Mears 4
10 Jeff MacPherson 3
11 Tony Bettenhausen, Jr. 2
12 Roberto Guerrero 1

Surfers Paradise – 2° gara stagione 1995

Seconda gara della stagione 1995 – Australia IndyCar Grand Prix – 19 marzo 1995

Circuito: Surfers Paradise

Tipologia: Stradale

Lunghezza: 2.795 mi – 4.497 km

Configurazione aerodinamica: Stradale

Record della pista: 1.34.877 – Nigel Mansell, 1994

Distanza di gara: 65 giri – 161.4 mi

Vincitore uscente:  Michael Andretti

Griglia di partenza – Surfers Paradise
P Pilota Tempo Pilota Tempo
1 Michael Andretti 1.36.770
2 Jacques Villeneuve 1.36.908
3 Al Unser Jr. 1.36.975
4 Emerson Fittipaldi 1.37.097
5 Teo Fabi 1.37.135
6 Gil De Ferran 1.37.343
7 Stefan Johansson 1.37.42
8 Jimmy Vasser 1.37.653
9 Paul Tracy 1.37.700
10 Mauricio Gugelmin 1.37.802
11 Scott Pruett 1.38.057
12 Adrian Fernandez 1.38.059
13 Bobby Rahal 1.38.113
14 Christian Fittipaldi 1.38.180
15 Robby Gordon 1.38.275
16 Eric Bachelart 1.38.532
17 Eddie Cheever 1.38.539
18 Bryan Herta 1.38.604
19 Danny Sullivan 1.38.738
20 Alessandro Zampedri 1.39.138
21 Raul Boesel 1.39.313
22 Andre Ribeiro 1.39.352
23 Eliseo Salazar 1.39.881
24 Buddy Lazier 1.40.250
25 Dean Hall 1.41.586
26 Hiro Matsushita 1.42.253

Bachelart rimane attardato prima del via per problemi durante i giri di riscaldamento. Alla prima curva Andretti mantiene il comando su un aggressivo Villeneuve, mentre De Ferran e Fabi sorpendono le Penske. Il brasiliano va poi all’attacco di Villeneuve, conquistando la posizione con un taglio di chicane. Anche Fabi e Unser poco dopo superano il canadese, prima che l’incidente di Fernandez causi la prima neutralizzazione. Alla bandiera verde il campione in carica anticipa la ripartenza, superando il milanese e rimediando una penalità, scontata poco dopo insieme a De Ferran, punito per il sorpasso sull’erba del primo giro. L’americano, troppo impaziente, rimedia poi un’altra penalità per eccesso di velocità in pit lane.

Davanti intanto Andretti comanda la corsa senza problemi su Fabi e Villeneuve, mentre Tracy comincia la sua rimonta soffiando il quarto posto all’ex compagno Fittipaldi. Vasser, buon sesto in quel momento, è invece tra le prime vittime di problemi alla trasmissione insieme a Christian Fittipaldi. Teo Fabi apre il primo turno di pit stop, che vede il team Newman Haas incapace di completare il rifornimento di Andretti. Dopo una bandiera gialla per recuperare la vettura di Dean Hall, il testacoda di Zampedri causa un’altra chiamata della pace car, subito revocata. Il disguido costa però due posizioni a Tracy, che ripassa subito Villeneuve (rimasto senza quarta marcia e presto ritirato), ma fatica a recuperare la posizione sull’ottimo Johansson, salito al terzo posto.

Michael Andretti apre il secondo turno di soste a causa del parziale rifornimento precedente. Il contrattempo potrebbe costargli uno splash and go nel finale, ma dopo la sosta l’americano perde la seconda marcia, inconveniente che pur rallentandone il ritmo gli permette di risparmiare metanolo. Per Fabi la seconda sosta è invece definitiva a causa di uno scarico rotto. Le soste aiutano invece Tracy a liberarsi di Johansson, lasciando libero il canadese di andare all’attacco di Andretti, in difficoltà all’uscita delle curve lente.

Al 52° giro tre episodi decidono la gara: Emerson Fittipaldi, già attardato da una penalità, si ferma in pista per problemi di elettronica; il cambio rotto pone fine alla bella corsa di Johannson; De Ferran distrugge una sospensione contro il posteriore di Cheever, uscito lentamente dalla curva 3 dopo un attacco di Pruett. La neutralizzazione permette a Tracy di completare la rimonta su Andretti e prendere agevolmente il comando alla ripartenza, data a 8 giri dalla conclusione.

L’americano, senza seconda marcia e in difficoltà coi consumi, lotta fino alla fine per conservare la seconda posizione su Rahal. All’ultimo giro però, nel tentativo di prendere margine ed evitare un attacco all’uscita dell’ultima curva, il polesitter affronta la chicanes in modo scomposto, allargandosi troppo in uscita e distruggendo una sospensione contro il muro di gomme.

Non ci sono problemi invece per Tracy, che conquista la prima vittoria in Newman Haas davanti a Rahal e Pruett, che regala il primo podio alla Firestone. Un solido Gugelmin chiude al quarto posto precedendo il compagno Sullivan, un Unser veloce ma falloso, Cheever e Boesel. Primo dei piloti non a pieni giri, Michael Andretti è classificato nono davanti a Salazar, Matsushita e Dean Hall.

Ordine d’arrivo
P Pilota Squadra N Vettura Tempo
1 Paul Tracy Newman Haas 3 L/F/G 65 giri in 1:58:26
2 Bobby Rahal Rahal 9 L/M/G 6.983
3 Scott Pruett Patrick 20 L/F/F 7.706
4 Mauricio Gugelmin PacWest 18 R/F/G 13.547
5 Danny Sullivan PacWest 17 R/F/G 19.134
6 Al Unser, Jr. Penske 1 P/M/G 35.277
7 Eddie Cheever Foyt 14 L/F/G
8 Raúl Boesel Rahal 11 L/M/G 44.526
9 Michael Andretti Newman Haas 6 L/F/G incidente
10 Eliseo Salazar Simon 7 L/F/G 1 giro
11 Hiro Matsushita  Arciero 25  R94/F/F 3 giri
12 Dean Hall  Simon 99  L/F/G 4 giri
13 Teo Fabi Forsythe 33 R/M/G 5 giri
14 Robby Gordon Walker 5 R/F/G guasto
15 Bryan Herta Ganassi 4 R/F/G incidente
16 Gil de Ferran Hall 8 R/M/G incidente
17 Stefan Johansson Bettenhausen 16 P23/M/G cambio
18 Emerson Fittipaldi Penske 2 P/M/G guasto
19 Alessandro Zampedri Coyne 34  L94/F/F 14 giri
20 Jacques Villeneuve Green 27 R/F/G cambio
21 Buddy Lazier Hemelgarn 64  L93/F/G cambio
22 Eric Bachelart Coyne 19  L94/F/F cambio
23 André Ribeiro Tasman 31 R/H/F cambio
24 Jimmy Vasser Ganassi 12 R/F/G cambio
25 Christian Fittipaldi Walker 15 R/F/G cambio
26 Adrián Fernández Galles 10 L/M/G incidente
Telaio/Motore/Gomme

R= Reynard 95; R94= Reynard94; L= Lola95; L94=Lola94; P=Penske PC24; P23= Penske PC23

F=Ford; H= Honda; M= Mercedes

G= Goodyear; F= Firestone

 

Pos. Pilota Punti
1   Bobby Rahal 30
2   Mauricio Gugelmin 28
3   Scott Pruett 26
4   Paul Tracy 20
4   Jacques Villeneuve 20
6   Danny Sullivan 14
7   Raul Boesel 13
8   Christian Fittipaldi 10
9   Michael Andretti 8
9   Al Unser, Jr. 8
11   Christian Danner 6
11   Eddie Cheever, Jr. 6
13   Jimmy Vasser 5
14   Eliseo Salazar 3
14   Bryan Herta 3
16   Adrian Fernandez 2
16   Dean Hall 2
16   Hiro Matsushita 2

Miami – Prima gara stagione 1995

Prima gara della stagione 1995 – Marlboro Grand Prix of Miami presented by Toyota – 5 marzo 1995

Circuito: Bicentennial Park, Miami

Tipologia: Cittadino

Lunghezza: 1.829 mi – 2.943 km

Configurazione aerodinamica: Cittadino

Record della pista: Nuova configurazione del tracciato

Distanza di gara: 90  giri – 164.1 mi

 

Griglia di partenza – Miami
P Pilota Tempo Pilota Tempo
1 Michael Andretti 1.03.254
2 Mauricio Gugelmin 1.03.635
3 Raul Boesel 1.03.689
4 Gil De Ferran 1.03.773
5 Paul Tracy 1.03.798
6 Danny Sullivan 1.04.125
7 Christian Fittipaldi 1.04.218
8 Jacques Villeneuve 1.04.257
9 Al Unser Jr. 1.04.408
10 Scott Pruett 1.04.546
11 Bobby Rahal 1.04.585
12 Jimmy Vasser 1.04.603
13 Stefan Johansson 1.04.614
14 Robby Gordon 1.04.621
15 Andre Ribeiro 1.04.705
16 Emerson Fittipaldi 1.04.834
17 Adrian Fernandez 1.04.998
18 Teo Fabi 1.05.218
19 Alessandro Zampredri 1.05.290
20 Bryan Herta 1.05.379
21 Christian Danner 1.06.115
22 Eddie Cheever 1.06.548
23 Eliseo Salazar 1.06.720
24 Eric Bachelart 1.07.463
25 Hiro Matsushita 1.08.257
26 Dean Hall 1.09.715
27 Dennis Vitolo 1.09.774

Michael Andretti prende subito il comando dalla pole position davanti a Gugelmin, che deve guardarsi da De Ferran e Tracy. Dopo aver lamentato problemi ai freni per tutto il fine settimana però, il canadese finisce ancora contro le barriere al secondo giro mentre alla ripartenza tocca poi al brasiliano aggiungersi alla lista dei ritirati, a causa di problemi al cambio. Anche la Penske non se la passa bene: dopo delle prove tribolate Unser perde 5 giri per sostituire l’alternatore e Fittipaldi deve abbandonare per problemi elettronici.

La prima neutralizzazione arriva al 24° giro, quando Ribeiro finisce lungo in una curva e chiude la traiettoria su Fernandez nella piega successiva. I leader ne approfittano per effettuare il primo turno di soste, da cui Andretti emerge ancora al comando davanti a Gugelmin, Villeneuve, Sullivan, Pruett e Rahal. Alla ripartenza il campione ’91 riprende margine, fino a quando Zampedri non finisce nelle gomme al 28° passaggio. Quando la corsa riprende Gordon accusa problemi all’acceleratore, che lo costringono a cedere il settimo posto a Vasser e Fittipaldi.

La svolta della gara arriva poco più tardi, quando Michael Andretti torna ai box con una sospensione danneggiata in un contatto col muro avvenuto qualche giro addietro. Un’incomprensione con il doppiato Salazar ha visto il cileno stringere il leader della gara contro il muro della prima curva, causandone di fatto il ritiro. Il comando della gara passa quindi a Gugelmin ma durante la successiva neutralizzazione, a causa di un altro incidente di Ribeiro al 55° giro, i pit stop premiano Villeneuve, che passa in testa davanti al brasiliano, Rahal, Pruett e Sullivan.

Poco dopo la ripartenza purtroppo il campione ’88 rovina la sua bella prova con un testacoda, causando l’ennesima uscita della pace car. Negli ultimi giri Villeneuve controlla la situazione mentre Gugelmin, Rahal e Pruett sono coinvolti in una serrata battaglia, interrotta ancora dall’incidente di Herta, bravo fino a quel momento a recuperare da un altro errore nelle fasi iniziali. La corsa riprende a 8 giri dal termine, concludendosi in bandiera verde nonostante una violenta uscita di Robby Gordon, in quel momento quinto, tradito dal bloccaggio dell’acceleratore.

Villeneuve coglie quindi il primo successo stagionale davanti a un ottimo Gugelmin, Rahal e Pruett, che regala un bel quarto posto alla rientrante Firestone. Gran prestazione anche per Christian Fittipaldi, quinto all’esordio, che sul traguardo precede Boesel e un grandissimo Christian Danner, settimo su una Reynard del ’94. Il tedesco chiude davanti a Vasser, sesto fino a pochi giri dal termine ma frenato da probabili problemi tecnici, Sullivan, Herta, Fernandez e Dean Hall, che completa la zona punti su una vecchia Lola.

Ordine d’arrivo
P Pilota Squadra N Vettura Tempo
1 Jacques Villeneuve Green 27 R/F/G 90 giri in 1:59:16.863 – 82.801 mph
2 Mauricio Gugelmin PacWest 17 R/F/G 1.022
3 Bobby Rahal Rahal 9 L/M/G 1.351
4 Scott Pruett Patrick 20 L/F/F 2.030
5 Christian Fittipaldi Walker 15 R/F/G 5.082
6 Raúl Boesel Rahal 10 L/M/G 5.230
7 Christian Danner Project Indy 64 L93/F/G 15.720
8 Jimmy Vasser Ganassi 12 R/F/G 60.446
9 Danny Sullivan PacWest 18 R/F/G 1 giro
10 Bryan Herta Ganassi 4 R94/F/G 3 giri
11 Adrián Fernández Galles 10 L/M/G 4 giri
12 Dean Hall Simon 99 L/F/G 4 giri
13 Robby Gordon Walker 5 R/F/G incidente
14 Eddie Cheever Foyt 14 L/F/G 9 giri
15 Al Unser, Jr. Penske 1 P/M/G 11 giri
16 Teo Fabi Forsythe 33 R/M/G scarico
17 Eliseo Salazar Simon 7 L/F/G fire
18 Dennis Vitolo Pagan 21 R94/M/G turbo
19 Eric Bachelart Coyne 19 L94/F/F sospensione
20 Michael Andretti Newman Haas 6 L/F/G incidente
21 André Ribeiro Tasman 31 R/H/F incidente
22 Stefan Johansson Bettenhausen 16 P23/M/G cambio
23 Alessandro Zampedri Coyne 34 L94/F/F incidente
24 Emerson Fittipaldi Penske 2 P/M/G motore
25 Gil de Ferran Hall 8 R/M/G cambio
26 Hiro Matsushita Arciero 25 R94/F/F incidente
27 Paul Tracy Newman Haas 3 L/F/G incidente
Telaio/Motore/Gomme

R= Reynard 95; R94= Reynard94; L= Lola95; L94=Lola94; P=Penske PC24; P23= Penske PC23

F=Ford; H= Honda; M= Mercedes

G= Goodyear; F= Firestone

Classifica dopo Miami
1 Jacques Villeneuve 20
2 Mauricio Gugelmin 16
3 Bobby Rahal 14
4 Scott Pruett 12
5 Christian Fittipaldi 10
6 Raúl Boesel 8
7 Christian Danner 6
8 Jimmy Vasser 5
9 Danny Sullivan 4
10 Bryan Herta 3
11 Adrian Fernandez 2
11 Michael Andretti 2
12 Dean Hall 1

Nazareth – 4° gara stagione 1997

Quarta gara della stagione 1997 – Bosch Spark Plug Grand Prix presented by Toyota – 27 aprile 1997

Circuito: Nazareth Speedway

Tipologia: Ovale corto

Lunghezza: 0.946 mi

Banking curva 1: 2.7°

Banking curva 2-3: 3°

Banking curva 4: 4°

Configurazione aerodinamica: ovale corto

Record della pista: 18.874 – 1996, Paul Tracy – Penske Mercedes Goodyear

Distanza di gara: 225 giri – 225 miglia

Vincitore uscente:  Michael Andretti

Griglia di partenza – Nazareth
P Pilota Tempo Pilota Tempo
1 Paul Tracy 18.831
2 Michael Andretti 19.163
3 Patrick Carpentier 19.204
4 Gil De Ferran 19.255
5 Mauricio Gugelmin 19.321
6 Raul Boesel 19.345
7 Al Unser Jr. 19.382
8 Bobby Rahal 19.421
9 Bryan Herta 19.423
10 Greg Moore 19.520
11 Scott Pruett 19.556
12 Jimmy Vasser 19.647
13 Gualter Salles 19.697
14 Richie Hearn 19.716
15 Andre Ribeiro 19.730
16 Mark Blundell 19.868
17 Parker Johnstone 19.895
18 Dario Franchitti 19.902
19 Adrian Fernandez 19.937
20 Roberto Moreno 19.944
21 Alex Zanardi 20.008
22 Max Papis 20.346
23 PJ Jones 20.669
24 Michel Jourdain Jr. 20.687
25 Juan Manuel Fangio II 20.717
26 Hiro Matsushita 21.001

Dopo un insopportabile digiuno lungo ben 20 gare, per la Penske è un ritorno al successo in grande stile sul giardino di casa di Nazareth, con Paul Tracy a cogliere la vittoria e Al Unser jr. sul gradino basso del podio. Nonostante il dominio espresso nelle libere, sublimato in una pole position stratosferica, il successo non è stato affatto semplice per il canadese. Michael Andretti, partito in prima fila, è infatti apparso a più riprese come il pilota più veloce in pista, prendendo il comando nelle prime battute. Una foratura lenta ha però presto costretto l’americano a una sosta supplementare.  L’incidente di Fernandez, occorso poco più tardi, ha quindi permesso a Michael di recuperare il giro perso, propiziando la caparbia rimonta fino alle prime posizioni. Dopo essersi liberato di Unser al termine di un lungo duello, Andretti ha subito raggiunto Tracy nel traffico, senza mai però trovare il varco giusto per riprendere la testa della corsa. Una serie di bandiere gialle nel finale ha fatto il resto, trasformando gli ultimi giri in brevi sprint a pista quasi sempre libera, terreno in cui Tracy e la Penske hanno potuto tenere testa alla agilissima Swift di Andretti. L’ultima bandiera gialla, uscita a 3 giri dal termine per la rottura del motore Toyota di Fangio II nel rettilineo di ritorno, seppur congruente con la prassi seguita dalla serie ha comunque destato qualche perplessità, negando al pubblico un finale incandescente.

Dopo il fine settimana agro-dolce di Long Beach la grande prova di squadra da fiducia alla Penske, la cui vettura conferma le ottime prestazioni viste nel ’96 sugli ovali corti, in attesa di conferme sugli stradali. Se, nonostante l’intensa pressione di Andretti, Tracy ha dominato la corsa, la via per il podio di Unser è stata senz’altro più movimentata. Il pilota del New Mexico è infatti risalito da centro gruppo, vincendo la resistenza di De Ferran, Gugelmin e Rahal, senza però arrestare la furiosa rimonta di Andretti. Alla seconda uscita su un ovale la Swift ha confermato tutte le buone qualità messe in mostra a Homestead, evidenziando nelle mani di Andretti  grande stabilità nel traffico. Grande giornata anche per la Goodyear, che piazza quattro vetture ai primi quattro posti. Gil De Ferran, primo degli esclusi dal podio, ha infatti guidato il gruppo delle Reynard, precedendo Vasser e Rahal. Per il campione ’96 una quinto posto di consistenza, più merito dei problemi altrui che del potenziale della vettura del team Ganassi.

Meglio di lui avrebbe potuto fare certamente Gugelmin, disperso dopo l’ultima sosta ma protagonista nella prima fase di corsa al pari di Carpentier, frenato da un cambio gomme disastroso del team Bettenhausen. La corsa ha registrato un numero elevato di bandiere gialle, causando il frazionamento della parte iniziale e finale della gara. Dopo i primi giri percorsi dietro la pace car per ripulire il filler presente in curva 3, la corsa è stata interrotta a più riprese per l’acqua persa dal radiatore di Moore (incredibile il suo salvataggio ad alta velocità in curva 3), il botto a muro di Salles e l’incidente di Fernandez, causato da problemi alla trasmissione che hanno messo fuori gioco anche Ribeiro. Una giornata iniziata male per la Lola sembrava rasserenarsi grazie alla grandiosa prestazione di Richie Hearn, arrivato a occupare la sesta piazza nelle fasi centrali. Attardato durante l’ultima sosta, l’americano è stato poi eliminato da un incidente a catena innescato da Johnstone dopo una chiusura eccessiva su Boesel. A farne le spese anche Moreno, ancora al via con il team Newman Haas in sostituzione di Fittipaldi. Il pilota del team Green aveva già innescato una neutralizzazione precedente per un innocuo testacoda. A muro è poi finito anche Blundell, mentre Papis ha dovuto dire addio alla corsa per problemi al motore. Solo undicesimo Zanardi, alle prese con una vettura poco in forma, partito dal fondo dopo una qualifica difficile a causa dell’olio del motoredi xxxxxxxxxx.

Ordine d’arrivo
P Pilota Squadra N Vettura Tempo
1    Paul Tracy Penske 3 P/M/G 225 giri in 1:53:31.337 – 118.919 mph
2    Michael Andretti Newman Haas 6 S/F/G 0.527
3    Al Unser, Jr. Penske 2 P/M/G 1.250
4    Gil de Ferran Walker 5 R/H/G 4.753
5    Jimmy Vasser Ganassi 1 R/H/F 1 giro
6    Bobby Rahal Rahal 7 R/F/G 1 giro
7    Bryan Herta Rahal 8 R/F/G 1 giro
8    Raul Boesel Patrick 40 R/F/F 1 giro
9    Mauricio Gugelmin PacWest 17 R/M/F 1 giro
10    Scott Pruett Patrick 20 R/F/F 1 giro
11    Alex Zanardi Ganassi 4 R/H/F 2 giri
12    Patrick Carpentier Bettenhausen 16 R/M/G 2 giri
13    Dario Franchitti Hogan 9 R/M/F 3 giri
14    Roberto Moreno Newman Haas 11 S/F/G 7 giri
15    Juan Fangio All American Racers 36 R/T/G motore
16    Greg Moore Forsythe 99 R/M/F 31 giri
17    Parker Johnstone Green 27 R/H/F incidente
18    Richie Hearn Della Penna 10 L/F/G incidente
19    Mark Blundell PacWest 18 R/M/F incidente
20    Michel Jourdain, Jr. Coyne 19 L/F/G motore
21    P.J. Jones All American Racers 96 R/T/G pescaggio
22    Max Papis Arciero Wells 25 R/T/F motore
23    Adrian Fernandez Tasman 32 L/H/F incidente
24    Gualter Salles Davis 77 R/F/G incidente
25    Hiro Matsushita Arciero Wells 26 R/T/F assetto
26    Andre Ribeiro Tasman 31 L/H/F trasmissione

 

Classifica dopo Nazareth
1   Michael Andretti 51
2   Scott Pruett 47
3   Paul Tracy 45
4   Alex Zanardi 43
5   Jimmy Vasser 29
6   Greg Moore 28
6   Mauricio Gugelmin 28
8   Al Unser, Jr. 26
9   Gil de Ferran 23
10   Bryan Herta 17
11   Raul Boesel 16
12   Parker Johnstone 15
13   Bobby Rahal 14
14   Andre Ribeiro 9
15   Mark Blundell 5
15   Patrick Carpentier 5
15   Dario Franchitti 5
18   Adrian Fernandez 4
19   Richie Hearn 2

Surfers Paradise – 2° gara stagione 1997

Seconda gara della stagione 1997 – Sunbelt IndyCarnival Australia – 6 aprile 1997

Circuito: Surfers Paradise

Tipologia: Cittadino

Lunghezza: 2.794 mi – 4.496 km

Configurazione aerodinamica: Stradale

Record della pista: 1.34.877 – 1994, Nigel Mansell – Lola Ford

Distanza di gara: 57 giri – 159.3

Vincitore uscente: Jimmy Vasser

 

Griglia di partenza – Surfers Paradise
P Pilota Tempo Pilota Tempo
1 Alex Zanardi 1.35.940
2 Paul Tracy 1.36.140
3 Jimmy Vasser 1.36.441
4 Greg Moore 1.36.754
5 Mark Blundell 1.36.754
6 Parker Johnstone 1.36.772
7 Scott Pruett 1.36.831
8 Mauricio Gugelmin 1.36.896
9 Christian Fittipaldi 1.36.945
10 Bobby Rahal 1.37.078
11 Gil De Ferran 1.37.324
12 Michael Andretti 1.37.371
13 Dario Franchitti 1.37.592
14 Andé Ribeiro 1.37.646
15 Adrian Fernandez 1.37.819
16 Bryan Herta 1.37.895
17 Al Unser Jr. 1.38.218
18 Gualter Salles 1.38.325
19 Raul Boesel 1.38.521
20 Richie Hearn 1.38.990
21 Patrick Carpentier 1.39.595
22 Max Papis 1.39.927
23 Juan Manuel Fangio II 1.39.981
24 Paul Jasper 1.40.138
25 PJ Jones 1.40.506
26 Michel Jourdain Jr. 1.41.871
27 Arnd Meier 1.42.316
28 Hiro Matsushita 1.42.795

La tappa austaliana del campionato CART ha visto prevalere la Reynard-Ford di Scott Pruett al termine di una corsa estremamente movimentata. Una vittoria sofferta e meritata per il pilota americano, giunta al termine di un week end difficile per i numerosi inconvenienti meccanici occorsi durante le prove, tanto da costringere Pruett a qualificarsi con la vettura del compagno Boesel. Che le cose per l’ex campione Trans Am potessero però andare bene in gara lo si è capito nel warm up, chiuso in testa con ampio margine.

Una volta esposta la bandiera verde Pruett è stato poi bravo ad attendere il momento giusto. Consapevole di avere tra le mani una monoposto vincente, non ha forzato la mano nei duelli ravvicinati con Gugelmin, Vasser e Moore, sfruttando l’eccellente lavoro della squadra durante le soste ed evitando i tanti errori commessi dagli avversari, compreso l’incidente tra Tracy e Zanardi che gli ha di fatto consegnato la vittoria. L’unico vero brivido è arrivato nel finale, quando un conteggio errato del tempo rimasto ha costretto la direzione gara ad esporre due volte consecutive la bandiera bianca indicante l’ultimo giro. In quello che pensava essere l’ultimo passaggio Pruett ha infatti lasciato riavvicinare Moore, rimanendo comunque padrone della situazione una volta capito che per raggiungere la bandiera a scacchi avrebbe dovuto percorrere altri 5 km. Per il canadese, molto consistente alla prima uscita con la Reynard ’97, è comunque arrivato il secondo podio consecutivo sulle strade australiane.

La riduzione della distanza di gara, dovuta al raggiungimento delle due ore, è scaturita dalle numerose interruzioni delle ostilità, compresa la bandiera rossa esposta al secondo giro per il violentissimo incidente che ha visto coinvolti Christian Fittipaldi e Gil De Ferran. In lotta serrata per l’ottava posizione, poco dopo il traguardo De Ferran ha infilato il muso della sua Reynard nello strettissimo pertugio lasciato libero da Fittipaldi, che cercando di difendersi ulteriormente ha indotto l’aggancio tra le vetture. La Swift ha prima strisciato contro il muretto box e, una volta giunta al termine di questo, ha finito per impattare ad altissima velocità contro le barriere, rimbalzando da una parte all’altra della pista. Fittipaldi, apparso subito cosciente ma molto dolorante, ha riportato diverse fratture alle gambe e al bacino mentre De Ferran, seppur molto scosso, ha potuto ripartire col muletto al termine delle lunghe operazioni di pulizia. Stessa sorte per Paul Tracy, fermo al secondo giro dopo un contatto contro le gomme mentre inseguiva Zanardi.

Alla seconda bandiera verde il duello tra l’italiano e il canadese ha quindi caratterizzato buona parte della corsa. Dopo varie interruzioni per i testacoda di Salles e Jourdain (che ha coinvolto anche l’incolpevole Hearn), Tracy ha coronato il lungo inseguimento sfruttando un errore in frenata di Zanardi, in difficoltà alla fine del primo stint. La svolta della gara è quindi arrivata poco dopo in occasione dell’ennesima pace car, uscita per recuperare la vettura Fangio II, fermo col motore in fumo. Approfittando dell’ultima sosta collettiva del gruppo, Arnd Meier ha preso il comando delle operazioni, non facendo sconti a Tracy nel negoziare la frenata della prima curva. Risultato: Tracy lungo alla prima chicane in un estremo tentativo di riprendere il comando e tentativo di sorpasso di Zanardi alla frenata successiva. Tentativo, perché nel breve rettilineo seguente i due sono poi venuti a contatto, con Zanardi nelle gomme ma in grado di proseguire, seppur ultimo, mentre Tracy si è dovuto fermare con una sospensione piegata.

L’italiano ha quindi messo in atto una poderosa rimonta, culminata in un doppio sorpasso nell’ultimo giro supplementare ai danni di Ribeiro e De Ferran, buono per il quarto posto finale. Il piazzamento a ridosso del podio dell’italiano è stato certamente aiutato da un errore di Gugelmin, fin lì autore di un’ottima prova, che nelle ultime fasi è andato a travolgere l’altrettanto positivo Vasser in un estremo tentativo di sorpasso alla solita curva 3. I guai dei due hanno giovato anche a Michael Andretti, che si è visto aprire le porte del podio dopo una solida prova alla prima uscita della Swift su un cittadino. Dopo lo spavento del secondo giro De Ferran ha comunque portato a casa preziosi punti con il quinto posto, precedendo di poco Ribeiro, eccellente con una Lola in grave crisi.

Ordine d’arrivo
P Pilota Squadra N Vettura Tempo
1    Scott Pruett Patrick 20 R/F/F 57 giri in 2:01:04.678 – 78.948 mph
2    Greg Moore Forsythe 99 R/M/F 0.684
3    Michael Andretti Newman Haas 6 S/F/G 11.261
4    Alex Zanardi (P) Ganassi 4 R/H/F 14.827
5    Gil de Ferran Walker 5 R/H/G 15.590
6    Andre Ribeiro Tasman 31 L/H/F 16.810
7    Raul Boesel Patrick 40 R/F/F 17.634
8    Mark Blundell PacWest 18 R/M/F 18.162
9    Dario Franchitti Hogan 9 R/M/F 23.559
10    Bobby Rahal Rahal 7 R/F/G 25.924
11    Adrian Fernandez Tasman 32 L/H/F 29.722
12    Jimmy Vasser Ganassi 1 R/H/F 30.191
13    Richie Hearn Della Penna 10 L/F/G 38.210
14    Max Papis Arciero Wells 25 R/T/F 39.525
15    Patrick Carpentier Bettenhausen 16 R/M/G 41.767
16    Arnd Meier Indy Project 15 L/F/G 58.075
17    Mauricio Gugelmin PacWest 17 R/M/F 74.102
18    Michel Jourdain, Jr. Coyne 19 L/F/G trasmissione
19    Paul Tracy (L) Penske 3 P/M/G incidente
20    Juan Fangio All American Racers 36 R/T/G motore
21    Parker Johnstone Green 27 R/H/F incidente
22    Bryan Herta Rahal 8 R/F/G incidente
23    Paul Jasper Coyne 34 L/F/G trasmissione
24    Gualter Salles Davis 77 R/F/G incidente
25    Hiro Matsushita Arciero Wells 26 R/T/F electrical
26    P.J. Jones All American Racers 96 R/T/G motore
27    Al Unser, Jr. Penske 2 P/M/G lost wheel
28    Christian Fittipaldi Newman Haas 11 S/F/G incidente
Telaio/Motore/Gomme

R= Reynard; L=Lola; S= Swift; P=Penske

H= Honda; M= Mercedes; F= Ford; T= Toyota

G= Goodyear; F= Firestone

(P) punto per la pole position, (L) punto per il maggior numero di giri condotti in testa

 

Classifica dopo Surfers Paradise
1   Michael Andretti 35
2   Scott Pruett 30
3   Greg Moore 28
4   Alex Zanardi 20
5   Paul Tracy 17
6   Jimmy Vasser 15
7   Gil de Ferran 10
8   Andre Ribeiro 9
9   Mauricio Gugelmin 8
10   Raul Boesel 6
11   Parker Johnstone 5
12   Mark Blundell 5
13   Patrick Carpentier 4
14   Dario Franchitti 4
15   Bryan Herta 3
16   Bobby Rahal 3
17   Adrian Fernandez 2
18   Richie Hearn 2